E' stato un gran bel finesettimana, quello passato all'ARF 2016.
Come abbiamo
parzialmente raccontato qui, il festival è cresciuto. Sta crescendo velocemente: di rado mi è capitato di vedere un così repentino salto di qualità in una manifestazione dopo un solo anno dalla sua nascita.
La "piccola rivoluzione", che consiste nel
mettere il fumetto al centro del progetto, è ormai assodato: ha funzionato! L'Arf non è stata la prima, né l'unica manifestazione a farlo: ma l'ha fatto in modo quasi integralista. Fumetto, fumetto, fumetto.
Fumetto come mostre, come autori, come iniziative per i bambini. Come grandi eventi.
Come mostra mercato riservata quasi solo ad editori ed autoproduzioni.
Il tutto basato sulla competenza degli organizzatori, autori per esperienza e vocazione diversissimi tra di loro, e sulla collaborazione con altre realtà, come il Comicon, per la mostra di Hugo Pratt.
Nel parlare di questa manifestazione, mi sento di aver poco da dire: mi sono complimentato per le tante cose che hanno funzionato, e le critiche sono ben poche. In primis, i costi: il biglietto, 10 euro, è alto, e non includere la mostra di Pratt, chiedendo per questa un extra, non mi è piaciuto. Gli stand costano ancora troppo, con prezzi paragonabili a quelli di Romics.