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lunedì 31 marzo 2025

I 25 ANNI DI ANTANI COMICS

24 marzo 2000.

All'Università, sostenevo uno degli ultimi (e più impegnativi) esami, lo superavo, e finalmente mettevo online la prima versione del sito Antani Comics. Da mesi vendevo su iBazar e qualche forum online, il sito (su Tiscalinet) era la svolta!

24 marzo 2005.
5 anni dopo.
Il negozio a Terni era partito da un anno e mezzo: cresceva, ma mi sudavo ogni centesimo.

24 marzo 2010.
Dieci anni!
Da oltre un anno, il negozio era nella terza sede, la più grande! Finalmente percepivo la sistemazione come definitiva e avevo spazi per fare bene tutto, dall'esposizione, alla vendita, agli eventi!
Narnia Fumetto e Fumetterni erano nel loro momento migliore.
Con mia moglie festeggiavo casa nuova (trasferiti da poco più di un mese!) e l'arrivo imminente di Aurora.

24 marzo 2020.
Venti anni.
C'era la pandemia. Eravamo a casa, tutti insieme, ma in quattro: da tempo era arrivato pure Lorenzo!
In quei giorni alternavo le spedizioni in negozio allo smart working di notte a casa.
Intorno, uno scenario apocalittico.

24 marzo 2025.
Sono le 4 di notte e sono appena tornato dalla mia prima Lucca Comics (va beh, è "Collezionando", ma è sempre la stessa organizzazione) dal 2010. Mi attende una lunga giornata di lavoro e mi godo qualche ora di sonno. Sono stati anni di grande soddisfazioni commerciali, quelli seguiti alla pandemia, e di un brusco risveglio, dovuto anche al fatto che siamo diventati in migliaia a vendere i fumetti, mentre nel 2020 eravamo poche centinaia. Ora ci sono anche le librerie di varia e molti altri soggetti.
E la bolla si è sgonfiata: si fatica.

Storia dei nostri giorni...

Bellissimo disegno by SARA CAPOTOSTI

lunedì 21 ottobre 2024

Ciao, Frez...

Un leone che mangia un topolino. Anzi: Topolino!
Una bella metafora per quella che doveva essere la locandina di Narnia Fumetto 2014, edizione che non si è mai tenuta, realizzata da MASSIMILIANO FREZZATO.

Stamattina, appena sveglio, ho saputo che Max non c'era più.
Provo ancora adesso un enorme senso di vuoto: era un po' che non lo sentivo ma, per diversi motivi, ero molto legato sia all'autore che soprattutto alla persona eccezionale che era...

sabato 21 settembre 2024

Sono tornato. #1715

Il piacere di scrivere, forse, è secondo solo a quello di leggere.

Quasi dieci mesi fa, dopo dodici anni ininterrotti ed oltre 1700 post, il blog si è preso una vacanza. Non intenzionale, non mi sono mai detto"Stoppo x mesi e poi riprendo". Ero stanco, disilluso, consapevole che non avrei più cambiato "il mondo" con le parole, come nelle mie gargantuesche intenzioni iniziali. 

Ma poi ho iniziato a ripensarci.


Riconoscete questa immagine?

lunedì 28 marzo 2022

Antani Comics e le fiere: perché NO.

Nel 2002, due anni dopo aver iniziato a vendere online, cominciai a partecipare alle fiere del fumetto.

Qui racconto la storia: nel gennaio 2002, il buon Simone Capitani, all'epoca titolare de La Storia Infinita di Perugia offrì alcuni metri di tavolo ad Arezzo Comics all'amico Marco Dolciami, proprietario di Best Comix sempre nel capoluogo umbro. Quest'ultimo li condivise con me: avevo ben UN METRO E MEZZO di tavolo alla mia prima fiera!

Da lì al 6 ottobre 2019, ultimo giorno di Romics pre-pandemia, è un attimo: quasi diciotto anni e ben centocinquatatre fiere fatte. 

Poi la pandemia, le mostre mercato quasi del tutto sparite dal panorama nostrano per tutto il 2020 e gran parte del 2021. 
Ora riparte tutto: ma Antani Comics non ci sarà.

giovedì 24 febbraio 2022

DIECI ANNI (e quattro mesi e tre settimane e mezzo) DOPO...

Il 7 ottobre del 2011, nasceva questo blog.

Che fine ha fatto, e perché non aggiorniamo da quasi quattro (4!!!) mesi?
Leggete e lo scoprirete... 

sabato 12 giugno 2021

A Lanciano Nel Fumetto!

Sono molto legato alla fiera di Lanciano.
Un po' perché ho conosciuto il vulcanico organizzatore, Luca "Ciccio" Veronesi una quindicina di anni fa: era il nostro vicino alla prima Lucca Comics dentro le mura.
Un po' perché, visto l'epico concorso per autori che organizzava all'epoca, lo convinsi io a fare pure una mostra mercato...


Locandina by Silvano Bertolin

giovedì 31 dicembre 2020

L'Anno che "Andrà tutto bene", meglio noto come 2020

Fine anno: si fa un bilancio.

A questo proposito, uno come me che odia i social e l'utilizzo che se ne fa, non può non apprezzarne l'utilità nel ripercorrere i ricordi: quasi catalogandoli, organizzandoli meglio e dando loro un senso vero, così da poter essere equilibrato nel dare il giusto peso alle cose "belle" e a quelle "brutte".

E il 2020 per me non è un anno da buttare: anzi, sono stati dodici mesi in cui ho capito o rafforzato in me e nella mia attività l'idea delle cose che contano davvero.
Ma andiamo il più possibile con ordine.


L'anno è iniziato benissimo: il ventennale di Antani Comics, che proprio nel 2000 inizio la propria storia su eBazar, quindi sul sito (24 marzo 2000) prevedeva promozioni, iniziative, almeno una ventina di eventi con autori e un restyling del negozio.

Il lavoro era in crescita, ma i primi di marzo arriva la mazzata: la pandemia, che fino a due giorni prima era solo "una brutta influenza" ci insegna uno dei tanti nuovi termini che ci tengono ancor oggi compagnia. E' lockdown.


mercoledì 1 gennaio 2020

Il 2020 di Antani Comics e del blog

Avere un blog o un social da curare, è molto simile a quello che fai in negozio, anche se meno complesso. Servono idee, fantasia, praticità. E serve soprattutto continuità.

Nell'ultima parte del 2019 ci siamo dedicati con maggiore impegno - e tanta soddisfazione! - a Instagram (seguiteci: www.instagram.com/antanicomics) ma non ho potuto curare come volevo questo blog. Serve, appunto, continuità: negli ultimi anni siamo passati dai 193/221 post annuali del periodo 2013/2016 ai 140 del 2017, 160 del 2018 e 152 dello scorso anno.
Pochi, e spesso con poca regolarità.

"Fare" il blog non è facile come postare sui social: necessità di tempo per scrivere, per raccogliere e pubblicare idee, di voglia, che spesso devi trovare nelle ore notturne.


Antani Comics: 2000 - 2020! 20 ANNI!

lunedì 18 novembre 2019

Panini Comics aumenta i prezzi: commenti e considerazioni

Era il 1992.
Dopo un periodo di abbandono, a 16 anni suonati ero tornato a leggere fumetti.
Come tutti quelli che "mollano" per qualche tempo, mi stupii scoprendo che serie come L'Uomo Ragno o Iron Man uscissero ancora. Piano piano iniziai a seguire tutto il Marvel Universe.

In meno di tre anni, mi ritrovai a leggere quasi tutto quello che usciva di americano in Italia, gran parte della Bonelli e qualche manga. Con l'università a Perugia, tra 1995 e 1998 recuperai gli arretrati che mi mancavano e posi le basi per la mia collezione.

Leggevo tantissimo, anche libri ovviamente.
Tutto il mio tempo libero o quasi era lettura.
Spendevo tanto, senza avere effettivamente chissà quali entrate: risparmiavo, non buttavo i soldi in cose che ritenevo inutili.
Cercavo le occasioni.

Quando c'era un aumento di prezzi, era un mezzo dramma: all'epoca si parlava all'incirca di un 10%, in media, ma su una spesa mensile elevata. Quindi, sceglievo e tagliavo.
Oddio: di solito altro, non i fumetti. Ma non mi sono mai sognato di insultare un editore o mollare tutto perché le cose iniziavano a costare tanto.

E: si, i prezzi erano più bassi. Ma comunque proporzionati a quella che era la vita dell'epoca.
A fine 1992 usci il "mio" primo Speciale Uomo Ragno: era il numero tre, "Complotto per un Omicidio". Conteneva una sequenza di Amazing Spider-Man di Michelinie e McFarlane tratta dalla serie regolare, come potevo perdermela?
Ma costava 10.000 lire, ovvero come quattro albi della collana quindicinale.
E, come diceva Max Pezzali, "con un deca non si può andar via..."

In questo post voglio solo dire la mia, con una serie di appunti sparsi a quella che sta diventando la notizia più importante di questo fine 2019...

1993: Star Comics annuncia un aumento di prezzo tra le 200 e le 500 lire...

lunedì 10 settembre 2018

"Quella volta che...": sette bei ricordi da NarniaFumetto...

E' inutile: sono passati cinque anni dall'ultima Narnia Fumetto, ma certe cose rimangono nel cuore.
Non la voglia o la speranza di ripetere certe esperienze: quelle sono legate a un periodo, a certe zone della vita che non potrai mai ripercorrere.
Ma i ricordi, quelli restano: non fanno una vita, ma di tanto in tanto tornano ed è bello ripercorrerli.

Ecco, a mio parere i più bei momenti di Narnia Fumetto: sono sette, ma questo post potrebbe avere vari sequel...

La locandina di Narnia Fumetto 9,  la fiera che mai si farà
by Massimiliano Frezzato

mercoledì 6 dicembre 2017

Oggi ho una fumetteria da 14 anni. E potrei raccontare di quando...

Sono stati giorni un po' convulsi: un bel problema informatico, le tantissime spedizioni (contando tutto novembre 2017 abbiamo superato già il 2016!), qualche acciacco stagionale... Anche per questo, oggi è passato in silenzio il fatto che il negozio di Antani Comics ha compiuto ben quattordici anni. A marzo festeggeremo i diciotto anni del sito e della nascita dell'attività: ma anche il traguardo odierno, viste le difficoltà economiche generali e quelle particolari del nostro settore, non può passare sotto silenzio...



sabato 18 novembre 2017

Otello ci ha lasciati stamattina

"Otello ci ha lasciati stamattina", mi scrive Massimo.

Massimo è un amico ed un cliente. Di quelli che comprano, e puntualmente.
Ma di quelli che vorresti avere sempre in negozio. Partecipe, curioso.

Otello è il suo inseparabile "compagno di fumetto".
Dal maggio 2005, quando ospitai Claudio Castellini, me li ritrovo in negozio per ogni evento con autori. E non parliamo di due o dieci volte, ma di centocinquanta.
Sempre presenti.

Quando c'erano Narnia Fumetto o Fumetterni, sempre in prima fila.
Sempre.

lunedì 28 agosto 2017

Quando nasce un Re

Da piccolo, sono stato svezzato a pane e supereroi.

Di fumetti ne leggevo tanti: da Il Giornalino (all'epoca una delle migliori riviste del settore) a Topolino, passando anche per Diabolik: ma i supereroi, all'epoca, erano i miei preferiti. I personaggi Disney non si evolvevano, e ad un certo punto iniziavano a stancarmi. Idem Diabolik.
Le serie "d'autore" iniziavano e finivano.

I supereroi, pubblicati all'epoca dalla Corno, avevano invece una propria storia, spesso ultradecennale.
Soffrivano, si innamoravano, crescevano; nascevano amori ed amicizie. Morivano.

Iniziai anche a conoscerne gli autori: John Buscema era quello dal tratto elegante, raffinato, e con un fratello che all'epoca consideravo scarso, ma che mi avrebbe fatto ricredere dieci anni dopo. Gene Colan era quello che usciva dalla pagina, con anatomie inesistenti ma... se le faceva lui!
John Romita disegnava deliziosamente l'Uomo Ragno ed il suo cast di comprimari, Gwen e MJ su tutti... Ditko non lo amavo, troppo sporco, come Gil Kane.
Tra tutti, spiccava ovviamente il Re, Jack Kirby.

Potente quanto grezzo ad un primo impatto.
Maestoso, senza paragoni con altri suoi colleghi.
Ed era "il Re".
Tutti avevano un soprannome, ma il suo zittiva tutto il resto.


mercoledì 18 gennaio 2017

Terremoto: quando il panico fa paura

Stamattina la terra ha tremato di nuovo, a Terni.
Forte, molto forte.
Ero in giro per lavoro, non ho sentito le prime scosse: ma le persone sono uscite per strada, gli allarmi hanno suonato. Le linee telefoniche non funzionavano più.

Improvvisamente, i gruppi Whattsapp - immancabili ed imprescindibili - cui DEVI essere iscritto sei hai un figlio in qualunque scuola o asilo, hanno cominciato a riempirsi di messaggi.
Bisognava, assolutamente, andare a prendere i propri figli.

Girando per la città, scene di panico: strade intasate, scuole evacuate, bambini per strada, al freddo. 
Da quello che ho visto, e dai racconti che ho sentito, ho avuto una certa paura: perché nonostante il terremoto qui non sia e non possa essere una emergenza, ogni scossa viene avvertita con paura. E scatta il panico.



lunedì 9 gennaio 2017

Quando il trenino non va... (I diritti del cliente)

Il cliente, in quanto tale, ha dei diritti.
E' considerato parte debole del contratto di compravendita, per cui viene tutelato.

Personalmente, penso che talvolta lo sia un po' troppo, perché l'acquirente di una multinazionale è ben più svantaggiato, in un confronto, rispetto a quello di un piccolo negozio: e i diritti, che uguali sono, sbilanciano un po' troppo il rapporto nel secondo caso, tanto che un cliente in malafede, spesso, può fare quello che vuole, perché "ha sempre ragione".

Ma la legge c'è e va rispettata.
Il cliente, in particolare, ha due principali prerogative: il diritto di ripensamento, che gli consente - in sintesi - di cambiare idea e di poter rendere quanto acquistato o annullare quanto sottoscritto entro quattordici giorni (praticamente solo per acquisti online), e la garanzia per i vizi: Il venditore è tenuto a garantire che la cosa venduta sia immune da vizi che la rendano inidonea all'uso a cui è destinata o ne diminuiscano in modo apprezzabile il valore (art. 1490 codice civile).


Il 25 dicembre, aprendo i regali davanti all'albero, mio figlio più piccolo ha trovato un trenino.
Babbo Natale, conoscendo la sua passione per i mezzi di trasporto, ha voluto regalarglielo.


lunedì 27 giugno 2016

Di quella volta che provammo a portare Bud Spencer a NarniaFumetto...

Ho fatto le scuole elementari dalle suore.
Tutt'ora, al di là dell'ottima preparazione che mi sono ritrovato per tutta la vita, i migliori ricordi della mia infanzia sono legati a quel periodo: la pallina di carta stagnola usata per giocare a pallone a ricreazione, la passeggiata per andare a fare ginnastica all'oratorio dall'altra parte della strada (roba che oggi richiederebbe qualche chilo di autorizzazioni da parte dei genitori), suor Giuseppina che ci faceva cantare "La famiglia dei Gobboni" (alla faccia del politicamente corretto!) e "Bella ciao" a ricreazione...

E il cinema Astra, sempre all'oratorio.
Lì andavamo a vedere un numero limitato di film: ricordo essenzialmente "Chi trova un amico trova un tesoro" e "Banana Joe".

Così nacque la mia passione per i film di Bud Spencer (e Terence Hill, secondariamente).

Un rassicurante Commissario Rizzo, alias Piedone lo sbirro

lunedì 28 dicembre 2015

Un pezzo di Antani che se ne va...

Quando aprii, il 6 dicembre 2003, fu un giorno invernale ma caldo, colmo di speranze, di amici che venivano anche da lontano, e l'apice di tante aspettative.

Ma non sapevo quanto rigido sarebbe stato l'inverno incombente.

Furono mesi molto, molto difficili.

Il negozio era vuoto, i clienti occasionali e poco produttivi.
I conti da pagare cominciavano ad essere insostenibili.

Ma, dopo i primi giorni, ad attenuare almeno un po' l'emergenza, giunsero i primi abbonati.
Per chi non fosse avvezzo al funzionamento di una fumetteria, una piccola digressione.

Le "librerie del fumetto", non avendo diritto di reso, ed essendo vincolate agli ordini fatti coi cataloghi, almeno due o tre mesi prima dell'uscita del prodotto, si affidano - almeno in parte - alle prenotazioni dei clienti. E così nasce il "servizio casella": tu cliente ti "abboni" sia a serie regolari, o comunque prenoti, da ogni catalogo mensile, quello che ti interessa, ed io negoziante ti garantisco un servizio, tenendoti da parte quanto tu mi chiedi, per un tempo massimo che varia da negozio a negozio. Spesso, oltre al servizio, al cliente si concede uno sconto e/o una tessera a punti.

Insomma: qualche giorno dopo l'apertura, iniziai ad aprire le prime "caselle".
Il primo abbonato, fu Matteo, detto Frisio.

Negli anni, cliente fedelissimo, collaboratore occasionale e fidato, capro espiatorio preferito per gli errori degli altri scagnozzi. Ed anche colonna delle scomparse - ma sempre nei nostri cuori - Fumetterni e Narnia Fumetto.

Oggi, dodici anni e qualche settimana dopo, Frisio se ne è andato.
E' entrato in negozio, ha lanciato il classico grido di battaglia - da quando un cliente lo disse nel 2004, giuro! - "Svuoto la casella! Morirete tutti!", ha svuotato l'armadietto, chiuso gli abbonamenti, e ci ha detto addio.

Va a dar ragione a quelli che dicono che non sono solo i cervelli a fuggire all'estero, tentando la fortuna a Londra.

La casella 002, ritirata, autografata ed appesa in negozio.
Da oggi, non sarà più di nessuno.

giovedì 24 dicembre 2015

Lavoro e dignità: il mio post di Natale

Qualche settimana fa, passando con l'auto in un incrocio dei più trafficati della mia città, mentre ero fermo al semaforo - uno dei pochi, visto che Terni è la città delle rotonde - mi sono accorto che, fuori dall'auto, sul marciapiede, c'era una persona che camminava con un cartello in mano.

Ero abbastanza di fretta: come al solito con mille cose da fare, e i pensieri tutti rivolti al lavoro.

Ma notai che, questa persona, sul cartello, aveva scritto "CERCO LAVORO".

Era ben vestito, scuro in volto.



Il mio primo pensiero, è stato quello di dargli dei soldi.
Poi, mi sono accorto che, a differenza di tutti quelli che avevo visto - spesso - presso quell'incrocio, con quel cartello, non passava per chiedere soldi in mezzo alle auto.

Aveva in mano dei bigliettini.
Lui cercava veramente lavoro. Non voleva la mia elemosina.

Mi sono vergognato un po' per il mio precedente pensiero, ed ho avuto voglia - non solo per un attimo - di averlo davvero quel lavoro da dargli.

lunedì 14 settembre 2015

Sio a Terni: un reportage

ATTENZIONE: per leggere questo post, è necessario sapere (e credere!) quanto scritto qui sotto:

-Il sottoscritto è intellettualmente onesto. Dice quello che pensa, non ha posizioni preconcette. Non ha "fedi" cieche da seguire, o "padroni" cui rispondere.
Se serve cambia idea, se è il caso critica anche amici, colleghi e fornitori. Spesso.
E sa lodare anche chi non apprezza.
Se è il caso, sa anche stare zitto.
Se non ci credete, è inutile che proseguiate nel leggere i pezzi di questo blog.

-Allo stesso tempo, non sono un fan di Sio. Ho letto diverse cose, alcune mi hanno fatto ridere, ma molte non mi sono piaciute. E credo che sia legittimo avere i propri gusti, e poter lodare o criticare chi non piace.
Ma non per posizioni preconcette: solo ed esclusivamente per quello che fa.

Ma il punto è: qui sotto non parleremo di come Sio fa i fumetti.
Parleremo solo di un autore, di un evento, e faremo alcune considerazioni sul mercato del fumetto.

Sappiatelo.

mercoledì 15 luglio 2015

Tutto Quella Notte: l'importanza di un semplice Otoscopio

Non si parla di fumetti, una volta tanto.
Ma di bambini malati, padri coraggiosi. E fatti che costituiscono un (lieve ma seccante) caso che - visto quello che succede altrove - sarebbe eccessivo chiamare malasanità, ma che possiamo definire "buffasanità"!

Tutto finito bene, ci mancherebbe!