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mercoledì 26 ottobre 2016
saldaPress molla Alastor
Una voce che si rincorreva da un po' e che è stata già ufficializzata nelle apposite sedi: l'editore di riferimento di Skybound in Italia, saldaPress, molla Alastor/Pegaus Distribuzione/I o comunque si chiami ora il distributore di Arzano.
Speriamo che questa novità, dia finalmente la possibilità a chi si serve da altri distributori, di avere gli albi Salda, soprattutto arretrati, con tempistiche decenti: voci danno in arrivo in settimana - addirittura! - le novità lucchesi...
sabato 28 novembre 2015
A.A.A. Cercasi Editore Disperatamente
Che fine fa un editore quando trasloca?
Inscatolerà tutto, e si sposterà nella nuova sede.
Un po' come quando va a Lucca Comics: solo che magari ci metterà un po' più di un mese a riprendersi dalla fatica...
Inscatolerà tutto, e si sposterà nella nuova sede.
Un po' come quando va a Lucca Comics: solo che magari ci metterà un po' più di un mese a riprendersi dalla fatica...
domenica 21 ottobre 2012
Alastor da il reso?
Qui abbiamo parlato di reso alcuni mesi fa.
Per quello che mi riguarda, lo ritenevo un "post definitivo", ma come spesso accade una idea tira un'altra, e ti ritrovi a non aver detto tutto quello che volevi.
Poi, le "novità" di questi ultimi giorni ti portano a ragionarci ancora sopra.
Ma andiamo con ordine.
Si dice che il reso non è possibile per via dei costi, che la distribuzione non lo reggerebbe, che le librerie di varia hanno sconti molto più bassi. E che, in ogni caso, anche il loro sistema è in crisi.
Ma diciamo anche altre cose.
In primis: gli sconti di fumetterie e librerie sono simili. Molto.
Mediamente sono gli stessi.
E che, anche se ci fosse una differenza -e parliamo comunque di pochi punti percentuali- in favore delle prime, questi servono a compensare tutti i vantaggi che hanno le seconde? Parliamo di reso, ovvio, ma anche di una distribuzione che si basa sugli agenti, sui sovrasconti per periodi particolari, sulla disponibilità continua ed ininterrotta dei best seller, spese di spedizione ridotte, editori che fanno pubblicità vera, e tanti altri accorgimenti piccoli e grandi che fanno la differenza?
Tutto questo vale pochi punti di sconto?
In molti se lo chiedono.
In questo contesto, il distributore Alastor informa il pubblico (?) della possibilità di reso concessa alle fumetterie.
In molti se lo chiedono.
In questo contesto, il distributore Alastor informa il pubblico (?) della possibilità di reso concessa alle fumetterie.
ALASTOR START THE REVOLUTION!
“Everybody has their story to tell.”
Alan Moore, V for Vendetta
Il nostro lavoro è vendere storie. Storie meravigliose fatte di parole e disegni che lasciano il segno.
Da quasi due decenni portiamo sui vostri scaffali, e nelle mani dei lettori, le migliori storie pubblicate dagli editori di tutto il mondo. Lo abbiamo fatto e continuiamo a farlo credendoci, impegnandoci, dando sempre il massimo in questo lungo percorso.
Ora è il momento di un nuovo passo importante, un segnale di cambiamento profondo rispetto al passato. È per questo motivo che siamo orgogliosi di annunciare che, primo in assoluto tra i distributori, Alastor ha dato il via a un sistema di reso totale sulla merce offerta ai rivenditori.
Un nuovo modo di intendere il rapporto commerciale: un gesto di fiducia sia verso i volumi dei nostri editori sia nei confronti di chi si impegna ogni giorno per venderli ai clienti.
I cataloghi di tre grandi editori sono già disponibili per voi: tutti i grandi manga di GOEN, le straordinarie storie di BAO PUBLISHING e gli eccezionali autori dell’etichetta COMMA 22.
Ed è solo l’inizio.
I nostri uffici commerciali sono a vostra disposizione per fornirvi tutte le informazioni e le indicazioni utili. Vi aspettiamo!
Lo staff.
Qui un commento (condivisibilissimo) dell'amico Max.
Alcune precisazioni, visto che Alastor ha ritenuto di dover rendere pubblica la notizia.
Le condizioni del reso sono, a livello di scontistiche, penalizzanti per le fumetterie, rispetto a quelle della varia. Molto interessante è, invece, la parallela offerta di cambio merce totale, per i suddetti editori, che Alastor offre ai propri clienti alternativamente al reso, ma ad invariate condizioni commerciali (sconto). Ma gli editori sono pochi: perché, ad esempio, non è stata coinvolta la Lion, che in fin dei conti è un tutt'uno con Goen e... con la stessa Alastor? Comma 22, che non dava -ricordiamolo- neanche un reso piccolo con Meli (a differenza degli altri editori esclusivisti), pubblica pochissimo; Goen ha scarso appeal. Entrambi, sicuramente, non smuovono il mercato in maniera significativa, neanche se uniti a Bao, un editore sicuramente più attrezzato e diventato, in breve tempo, di riferimento per quantità e qualità di pubblicazioni e bontà del catalogo. Ma è ancora poco: che sia un inizio?
Oltretutto: il sistema: sarà affidabile? O potrà succedere come con Planeta De Agostini, che un anno fa bloccò il giocattolo, facendo la fine del maiale da Mac Donalds? In tal caso, certo, la scelta è stata dell'editore, ma il distributore, che si faceva garante del reso, non ha potuto nulla in proposito.
E le fumetterie ci hanno rimesso.
Quindi le domande restano, e sono due, in sintesi: il sistema è affidabile? Le realtà coinvolte potranno crescere di numero e qualità? Su queste due domande, si gioca il futuro del "sistema-Alastor", e sulla sua capacità di smuovere il mercato, viste altre iniziative del genere che, per quanto estemporanee, stanno facendo capire pure agli inamovibili distributori che, forse, è ora di voltar pagina.
NB: Ad onor del vero e per onestà intellettuale, Alastor è l'unico distributore che, da quattro o cinque anni, offre -annualmente- un cambio merce parziale sui suoi esclusivisti. Pur con diversi problemi e criticità, sono stati i soli a farlo in modo continuativo.
mercoledì 18 luglio 2012
La rivoluzione Me.li. (1): dicono gli editori...
Un anno e mezzo fa è partita Me.Li. Comics, la branca di Messaggerie Libri (grande distributore delle librerie di varia) dedicata al circuito del fumetto. Un modo per essere capillare anche nel mondo delle fumetterie, secondo alcuni, per ghettizzarle e tenerle lontane da quello delle librerie "vere" e delle loro prerogative (reso?), secondo altri.
Come sta andando il progetto? Ovviamente... essendo tutto segreto, nel mondo del fumetto, la "verità vera" non la sapremo mai. Ma possiamo chiedere un po' in giro agli editori coinvolti, ed a quei chiacchieroni dei librai, che non si tirano mai indietro.
Quindi si inizia, ovviamente con gli editori: le domande sono più o meno lo stesse, con alcune variabili in base alle risposte che ci sono state date.Quello che ci premeva di più sapere, come scritto qui sopra, è come vanno le cose rispetto a "prima": un "prima" che, per tutti o quasi, si chiama Pan Distribuzione.
Buona lettura.
Emanuele Di Giorgi, Tunue.
Tunue è stato uno dei primi editori ad approdare a Meli, lo scorso anno.
In primis: quali erano i problemi con Pan?
Il viaggio per approdare a Messagerie è stato lungo. Da tempo cercavamo un distributore unico sia per le librerie che per le fumetterie per razionalizzare la logistica e i rapporti contabili. Già a novembre 2010, però avevamo mandato disdetta del contratto di distribuzione con Pan, perché avevamo chiesto loro due cose per noi ormai indispensabili:
-i dati di vendita non solo globali, ma per ogni singolo punto vendita;
-la possibilità di inserire il reso per particolari iniziative commerciali.
Purtroppo o per fortuna, poi vista l'entrata nel mercato di Meli, Pan non poteva rispondere positivamente alle nostre richieste, perché non erano previste dalle sue politiche commerciali.
Quindi alla naturale scadenza del contratto ossia maggio 2011 siamo passati in Meli. Una nota di merito però in questa situazione va fatta verso il vecchio distributore della libreria: CDA. Perché a marzo/aprile 2011 quando si prospettava la possibilità di poter firmare il contratto con Messaggerie Libri ci ha permesso di rescindere il contratto anticipatamente (sarebbe scaduto a dicembre 2011) senza applicarci particolari penali, se non quelle previste dal contratto e senza metterci i bastoni tra le ruote, ma anzi aiutandoci nel gestire il difficile passaggio del magazzino editoriale.
Come vanno le cose dopo oltre un anno?
Dopo un anno dobbiamo ringraziare il passaggio al nuovo distributore, perché altrimenti, forse non saremmo qui a parlarci. In generale è stato un periodo, che ci ha visti giorno dopo giorno conquistare il cuore della rete vendita, grazie alla cura e qualità delle pubblicazioni, alla forza e alla coerenza del progetto editoriale e a impeccabili materiali di comunicazione.
Lo rifaresti?
Certamente perché la forza che ha Messaggerie, soprattutto, nelle librerie è devastante. Logicamente è un periodo di crisi per tutti, ma proprio quando le piccole barche affondano nei mari in tempesta forse le grandi navi hanno maggiori possibilità di affrontare le burrasche.
Percentualmente, che differenza vedi con l'ultimo anno in Pan, se puoi dircelo?
Il nostro anno migliore in Pan è stato il 2010, mentre i primi cinque mesi del 2011 sono stati disastrosi (poi da giugno siamo passati in Messaggerie).
A questo dato si può dare due interpretazioni: il mercato stava crollando oppure avendo dato la disdetta da Pan Tunué non era più una priorità e quindi si è promosso di più qualcos'altro.
Tralascio quindi il 2011 ora se confrontassimo il 2010 Panini con i risultati di Messaggerie nelle fumetterie (e questo non me lo sarei aspettato) sono comunque migliori quelli di Meli! Quindi anche nel ristretto mondo della fumetteria il passaggio ci ha portato benefici, anche se limitati rispetto al grande incremento che abbiamo avuto il libreria.
Molte fumetterie sono - minimizzo - in polemica con Meli per problemi nelle consegne, sito inesistente, impossibilità di controllare gli ordini e tanti altri problemi, tra cui la mancanza di un reso totale, che sempre Meli concede in libreria di varia. Molti rinunciano a trattare con Meli.
Cosa ne pensi e come ti raffronti a questo problema?
Noi abbiamo dato mandato a Messaggerie di fare il reso e inoltre abbiamo lanciato, in collaborazione con la loro rete vendita, l'importante iniziativa Librerie amiche Tunué, che prevede agevolazioni di pagamento (180 giorni) e altri benefit. Si può migliorare, ma mi sembra che ci sia tutta la volontà di farlo:)
Domandona: quindi mi ufficializzi che il reso, da quest'anno, sarà totale per Tunue?
No non è totale, ma nei parametri che hanno comunicato loro per ogni casa editrice, anche se per noi andrebbe bene anche il reso totale!
Quindi è Meli che non da il reso totale sui vs albi?
Meli non riesce a gestire le singole realtà, perché ha una macchina organizzativa molto grossa e strutturata, per questo si muove a blocchi.
Per finire: quali sono le possibilità di crescita e cambiamento che vedi?
Questa è una domanda da un milione di euro, a cui mi fa piacere rispondere sperando di poter contribuire a alimentare il discorso e il dialogo sul futuro del settore.
Per le fumetterie o come mi piacerebbe chiamarle librerie dell'immaginario mi immagino che:
-amplino l'offerta inserendo romanzi (Harry Potter, Twilight...) ma anche saggistica tematica...
-amplino gli spazi,
-aumentino il fatturato,
-siano considerate librerie a tutti gli effetti, ma questo penso che potrà succedere solo se si raggiunge il precedente punto. Perché purtroppo il giro di affari della maggior parte delle fumetterie è veramente piccolo.
Grazie dell'opportunità di aver potuto raccontare il nostro percorso distributivo e rimaniamo a disposizione per ogni ulteriore confronto.
Daniele Brolli, Comma 22.
Comma 22 è stato uno dei primi editori ad approdare a Meli, lo scorso anno.
In primis: quali erano i problemi con Pan?
I problemi sono oggetto di una causa legale, quindi non posso risponderti in merito.
Come vanno le cose dopo oltre un anno?
La distribuzione MeLi, per sue caratteristiche e storia, non riusciva a rispondere alle necessità di Comma 22, si è deciso quindi di procedere consensualmente a una separazione per quanto riguarda il solo ambito delle librerie specializzate (nota di Antani: quando è stata fatta questa intervista, la notizia non era ufficiale...).
Lo rifaresti?
Certo. La serietà MeLi non si mette in discussione.
Chi vi distribuirà?
Al momento non è stato ancora deciso. stiamo vagliando le offerte.
Come mai ai negozi non sono arrivate comunicazioni ufficiali? Come possiamo gestire gli ordini in questo modo?
La casa editrice non ha rapporti diretti con i librai, quindi non è a noi che vanno chieste comunicazioni ufficiali. D'altra parte ci sono tempi burocratici, quindi penso che la comunicazione avverrà a giorni.
Percentualmente, che differenza vedi con l'ultimo anno in Pan, se puoi dircelo?
Non saprei dare una risposta serie a questa domanda perché le variabili sono tante, prima fra tutte i tempi di crisi.
Molte fumetterie sono - minimizzo - in polemica con Meli per problemi nelle consegne, sito inesistente, impossibilità di controllare gli ordini e tanti altri problemi, tra cui la mancanza di un reso totale, che sempre Meli concede in libreria di varia. Molti rinunciano a trattare con Meli.
Cosa ne pensi e come ti raffronti a questo problema?
Come già detto, non riguarda più Comma 22
In particolare: Comma 22 al momento è l'unico a non concedere alcun reso. Perché?
Cambierà questa cosa?
In passato Comma 22 non ha concesso nessun reso alle fumetterie perché le stesse potevano avviare con MeLi un contratto per la varia, cosa che alcune hanno fatto. Per semplificare un discorso che sarebbe lungo e forse impossibile da fare vista l'aggressività di alcune parti in campo, credo che non si possano chiedere i vantaggi delle fumetterie e quelli della varia insieme, tanto varrebbe, in alcuni casi, mettere una banconota dentro un volume e regalarlo all'utente finale: i costi per l'editore in termini di percentuali, spedizioni e lavorazioni diventano impossibili. In sostanza, se hai più da una parte, devi calare dall'altra. Sempre che tu sia un editore puro, che deve far quadrare i conti con quello che vende.
Tu dici che le fumetterie non possono avere anche i vantaggi della varia.
Ma quali sono i vantaggi delle fumetterie, rispetto alla varia, allora?
Perché Meli "blocca" le fumetterie: pur essendo queste ultime, merceologicamente e legalmente, delle librerie, non possono passare per il canale di queste ultime, ma devono farlo da quello della distribuzione del fumetto.
Ciò crea una disparità.
L'unico vantaggio della fumetteria sulla varia sono 2-3 punti medi, se ci sono, di sconto. Questo a fronte di reso e promozione del tutto diversa.
Sbaglio?
Scusa, ne so poco. Ho sempre detto che ci vorrebbe un tavolo comune per discuterne. E, come sai bene anche tu, in tutta franchezza il problema sono anche alcuni (forse, mi dispiace dirlo, molto più che alcuni) tuoi colleghi: che non sanno parlare in italiano (e non si capisce perché non conoscendo la lingua vogliano commerciare in qualcosa che con la cultura ha a che fare); che invece di parlare abbaiano; che non sentono ragioni perché non capiscono ragionamenti commerciali effettivi ma solo la paura un po' animale di perdere il proprio tornaconto (senza riflettere sugli aspetti del cambiamento in atto)... Non penso che tu abbia difficoltà a essere d'accordo con me: bisognerebbe riformare la classe dei librai. Infatti, se i librai fossero coesi, consapevoli, capaci di avere uno spirito di gruppo, le cose funzionerebbero meglio per tutti. Ci sono librai che prima si lamentano ma se riescono poi a strappare qualcosa per sé col cazzo che aiutano i loro colleghi. E magari se sapessero anche cos'hanno in negozio e non facessero la voce grossa con i piccoli e non si genuflettessero davanti alle major. Sempre problema di coesione, anche qui. Sei d'accordo?
D'accordissimo.
Ma, come dici tu per la questione della comunicazione del vostro divorzio da Meli "non spetta a me farlo".
I problemi dei librai sono tanti, e tutti veri. Ma non si può pensare di risolvere le cose iniziando con le utopie: è difficile coalizzare teste diverse, che lavorano in ambiti diversi, in modi diversi, con condizioni diverse: non siamo minatori, tutti uniti da mattina a sera.
Se, però, già gli editori ed i distributori facessero il loro, di lavoro, tutto sarebbe diverso, no?
Sarebbe almeno un inizio...
Sai, probabilmente è dovuto al fatto che i contratti sono in viaggio e sarà ufficiale a giorni... Questioni burocratiche. Non ne farei un problema nel caso specifico. Poi per il resto è vero che il distributore tende a fare soprattutto un lavoro di intermediazione, e che spesso questo lavoro è solo a suo vantaggio. Ma questa è un'altra storia, non prenderei questo caso come esempio. Direi che andrebbe affrontato il discorso per quello che è.
Per finire: quali sono le possibilità di crescita e cambiamento che vedi?
Nessuna. l'unica speranza al momento è l'azzeramento del sistema. disposto ad accettare tutte le conseguenze che possono derivarne anche per noi. Così c'è troppa ottusità nel sistema, troppa egemonia, poca chiarezza e spesso zero onestà intellettuale da parte di molti.
Francesco Meo, GP Publishing
GP è stato uno dei primi editori ad approdare a Meli, lo scorso anno.
In primis: quali erano i problemi con Pan?
FM: Non solo noi di GP siamo stati il primo editore a scegliere Meli come partner per la distribuzione nel canale specializzato, ma abbiamo anche messo a disposizione la nostra expertise e le nostre risorse per creare di fatto la rete commerciale e la promozione. Fra gennaio e febbraio 2011, io, Enrico Ventura, Alessandro d’Alessio, Luca Baboni e soprattutto Enrica Ruffini abbiamo contattato e anagrafato gran parte dei clienti che hanno scelto di rifornirsi dal principale distributore librario italiano. E se oggi altri editori beneficiano dei servizi di questo eccellente partner è proprio grazie a questo lavoro “dal basso” che abbiamo realizzato noi (e lo dico con tutto il rispetto per le indiscutibili professionalità dei manager di Meli, Meli Comics e dei loro consulenti, sia chiaro).
I problemi non erano con Pan, i problemi erano con tutti e 3 gli operatori della distribuzione che si erano accordati per rafforzare le proprie prerogative soprattutto nei loro stessi confronti e nei confronti del loro rispettivo editore di riferimento. Questa situazione di monopolio andava spezzata, questo era chiarissimo a me e ad altri addetti ai lavori (che per correttezza non cito) già nella primavera del 2010. Diciamo anche che all’epoca in Panini Comics e Pan era in corso un ripensamento e un rimescolamento delle funzioni interne all’azienda dovuto all’uscita di alcuni manager e credo che Panini avesse deciso che era giunto il momento di modificare, dopo molti anni, il meccanismo della vendita diretta i cui oneri, a suo modo di vedere, erano troppo sbilanciati sulle spalle del distributore soprattutto sulle scorte, ma anche sull’economico e il finanziario. La cosa di per sé era rispettabilissima, ma le condizioni che Pan ci aveva proposto per un (pur buono, diamo a Cesare quel che è di Cesare) servizio chiavi in mano erano troppo onerose e opache dal punto di vista delle informazioni sulla rete. Al tempo stesso, strategicamente, GP aveva necessità di essere indipendente perché con l’entrata nel gruppo di Enrico Ventura avevamo deciso di essere noi i registi delle logiche commerciali, promozionali e, di conseguenza, della catena del valore.
Come vanno le cose dopo oltre un anno?
FM: GP è cresciuta molto, sia come programma editoriale che come fatturato. Il consiglio d’amministrazione ci ha chiesto di crescere ulteriormente nel prossimo esercizio. Sarà un’annata – ehm - interessante.
Lo rifaresti?
FM: Certamente.
Percentualmente, che differenza vedi con l'ultimo anno in Pan, se puoi dircelo?
FM: Potrei anche dirti la % esatta, ma non sarebbe un dato realmente significativo se non per una pruderie numerica. Il miglioramento delle nostre performance è dato da un’insieme di concause (brand, licenze, programma editoriale, catalogo, competenze, saving, staff…), limitarsi alla distribuzione sarebbe riduttivo e nemmeno corretto nei confronti dei ragazzi di Pan. Siamo cresciuti parecchio comunque.
In cosa può e deve migliorare Meli, dal vostro punto di vista?
Nel sito per la gestione degli ordini.
Molte fumetterie sono - minimizzo - in polemica con Meli per problemi nelle consegne, sito inesistente, impossibilità di controllare gli ordini e tanti altri problemi, tra cui la mancanza di un reso totale, che sempre Meli concede in libreria di varia. Molti rinunciano a trattare con Meli.
Cosa ne pensi e come ti raffronti a questo problema?
FM: Hai messo insieme molti temi, alcuni dei quali mi sembrano più di pertinenza di Meli che di GP (che di Meli è cliente, ricorda, non emanazione). Comunque sia. L’affermazione “Molti rinunciano a trattare con Meli” mi sembra troppo vaga e un po’ tendenziosa, Francesco. Essendo io il promotore dei miei prodotti, so esattamente quante copie ha comprato il cliente X, quando le ha comprate, quando ha smesso, quando ha ricominciato o, banalmente, se ha aderito a una qualche centrale di acquisto. Non mi risulta di aver perso così tanti clienti negli ultimi mesi, anzi a dire il vero abbiamo aumentato le anagrafiche.
Al tempo stesso penso che sarebbe stupido e arrogante da parte mia non dare retta alle voci e alle richieste dei clienti e degli operatori. Siamo perfettamente consapevoli della natura e della qualità dei problemi di Meli e, credimi, ne sono perfettamente consapevoli anche in Messaggerie. Non credo sia necessario portare acqua al loro mulino, ma la dirigenza Meli – Claudio Fanzini in primis, ma anche tutta la prima linea – è impegnata in prima persona a dare risposte concrete alle lamentele che sono arrivate. Vedrai che presto arriveranno le risposte che cerchi e io sarò il primo a gioire del miglioramento del servizio. O ad arrabbiarmi assieme a te e ai tuoi colleghi se non riusciremo a ottenere le risposte che ci aspettiamo. Inoltre lo staff GP, Enrica in testa, è a disposizione dei clienti per dare una mano su ogni tipo di problematica.
Per quanto riguarda il reso. Posto che mi sembra sempre più la battaglia di una minoranza di operatori, posto che noi per occasioni speciali il reso totale lo abbiamo concesso (come ben sai), posto che esiste Fastbook, mi permetto di fare una brevissima considerazione sulla tipologia di negozio che abbiamo chiamato “Fumetteria” e che la rende diversa da una libreria (so che mi attirerò antipatie, ma tant’è il tema è vasto). Il tuo negozio, a differenza della libreria Alterocca di Terni, gode di scontistiche nettamente superiori. Nel tuo negozio, a differenza della libreria Edison Bookstore di Terni, fai compravendita di materiale usato (anzi è probabilmente lì il tuo vero guadagno, ipotizzo). Il tuo negozio, a differenza della libreria Goldoni di Terni, è specializzato. Insomma, tu vorresti essere trattato come una libreria, ma vorresti contemporaneamente continuare a fare l’usato, a decidere tu i prezzi sulla base delle richieste dei collezionisti, vorresti comunque le promozioni, i cut price, eccetera. E io penso che tu faccia bene a chiederlo (se facessi il tuo lavoro anche io cercherei di portare a casa le condizioni migliori possibili), ma non mi sembra moralmente giusto, se non ottieni tutto quello che vuoi, accusare l’interlocutore di essere scorretto o di trattarti scorrettamente manipolando artificialmente il tuo statuto.
Inoltre. Sai quanto fatturato hanno perso le librerie negli ultimi mesi o banalmente il delta negativo rispetto allo scorso anno? Sei sicuro che sia quella la direzione che vuoi dare al tuo business? Sei sicuro che le fumetterie abbiano la tenuta finanziaria (o la forma mentis) per affrontare il tema del reso intero? Io mica tanto. Anzi, vista la stabilità dimostrata in questo periodo così critico dal “sistema fumetteria” mi sembra una visione suicida andare a modificare gli attuali parametri commerciali.
Per finire: quali sono le possibilità di crescita e cambiamento che vedi?
FM: Credo che la crescita sia direttamente proporzionale alla capacità finanziaria degli editori di migliorare i propri prodotti e le proprie funzioni commerciali, sommata alla capacità delle rete di migliorare il punto vendita, renderlo più attraente e commercialmente competitivo, sommata alla volontà del distributore Meli di capire le particolarità ambiente in cui opera reagendo con maggiore tempestività.
Qui la seconda parte, dedicata ai librai del fumetto che ci hanno risposto.
giovedì 5 luglio 2012
Time Machine #1: viaggio ai confini dell'editoria
Festeggiamo il passaggio dalla posizione 81 alla 75 della classifica di Ebuzzing per i blog su Fumetto & Illustrazione con una nuova rubrica: TIME MACHINE!
Quando leggevo più libri che fumetti, ero un gran fan di Wells.
La Guerra dei Mondi, La Macchina del Tempo... romanzi fantastici, trasposti anche discretamente per quello che era il cinema dell'epoca, povero di mezzi, ma davvero tanto evocativo.
Sono passati ben cinquanta mesi, nel frattempo mi sono sposato e riprodotto, ho cambiato casa, negozio, auto (due volte), ma ho lo stesso motorino. La nazionale italiana di calcio ha fatto in tempo ad uscire (non malissimo) dagli europei 2008, disastrosamente dai mondiali 2010, e sappiamo come è andata una settimana fa a Kiev...
La Guerra dei Mondi, La Macchina del Tempo... romanzi fantastici, trasposti anche discretamente per quello che era il cinema dell'epoca, povero di mezzi, ma davvero tanto evocativo.
In particolare, i viaggi nel tempo erano resi benissimo dal film del 1960, con lo scienziato protagonista della storia che rimaneva "fermo" nella macchina del tempo, mentre gli anni scorrevano velocemente e il mondo si modificava intorno a lui; ma anche l'invenzione dei Morlocks, che poi Claremont avrebbe ripreso negli X-Men anni '80...
Poi, diciamocelo, il viaggio nel tempo è uno dei grandi temi della letteratura moderna e dei sogni proibiti di chiunque di noi.
Poi, diciamocelo, il viaggio nel tempo è uno dei grandi temi della letteratura moderna e dei sogni proibiti di chiunque di noi.
Basta ricordare questo...
E che c'entra il viaggio nel tempo con questa nuova rubrica del vostro blog preferito, o miei dodici lettori (eravate il doppio, prima degli europei di calcio!)?
C'entra perché, da questo mese, con cadenza gustosamente aperiodica, che anzi sfiora il casuale, parleremo di fumetti annunciati e mai usciti: ogni qual volta avremo un po' di tempo da buttare, selezioneremo -credeteci- metodicamente a caso un catalogo di qualche anno fa, per vedere cosa è stato annunciato e mai pubblicato.
C'entra perché, da questo mese, con cadenza gustosamente aperiodica, che anzi sfiora il casuale, parleremo di fumetti annunciati e mai usciti: ogni qual volta avremo un po' di tempo da buttare, selezioneremo -credeteci- metodicamente a caso un catalogo di qualche anno fa, per vedere cosa è stato annunciato e mai pubblicato.
Una sorta di "fantarcheologia" editoriale, roba che Martin Mistère ne parlerebbe almeno per 150 vignette...
Si inizia con Anteprima 200. Sotto una dinamica cover del più grande autore Marvel vivente, ovvero il Leo Ortolani creatore di Rat-Man, tante e gustose le novità annunciate nell'aprile 2008. Pensate: lo scorso mese Anteprima ha festeggiato i 250 numeri...
Si inizia con la Comma 22 (pag. 59), ed un gustoso titolo: Sherlock Time.
Il volume conteneva (avrebbe dovuto contenere...) una saga di Oesterheld e Breccia (due nomi qualunque!), che gettava le fondamenta di quanto poi ripreso in Mort Cinder.
Il volume conteneva (avrebbe dovuto contenere...) una saga di Oesterheld e Breccia (due nomi qualunque!), che gettava le fondamenta di quanto poi ripreso in Mort Cinder.
Forse il problema era la mancanza degli originali, di cui si parlava... ma allora perché sul numero 2 del luglio 2011 di Premiere, catalogo di Meli Comics, distributore esclusivista da oltre un anno di Comma 22, si parla della pubblicazione del volume, aprendo col fatidico "Finalmente!"? Nulla è cambiato in tanti anni?
Piccola nota "di colore": dall'ultimo numero -l'8- del suddetto catalogo, Comma 22 è sparita... Che la crisi abbia colpito ancora?
Tra l'altro, sempre della Comma 22, e sempre su Anteprima di quel mese (maledetto: ormai diciamocelo), non è mai visto neanche Mr. Natural di Robert Crumb.
In quei mesi, muoveva i primi passi la ristampa di One Piece, oggi arrivata al 50, la BD/Jpop lanciava a 1 euro 666Satan, con una tipologia di promozione che poi avrebbe fatto scuola tra tutti gli editori (ma il prezzo così basso ce lo saremmo scordato). Basta pensare che oggi come oggi, almeno una decina di manga l'anno, ce li propongono a 1,90 per il numero 1, con promo limitata ad un mese circa...
Nel contempo, la Dysney concludeva la prima miniserie di Kingdom Hearts, e la Free Books pubblicava capolavori immancabili ed oggi introvabili (nel senso che, probabilmente, saranno finiti in qualche cassonetto per carta riciclata) come Facciamo i Pervertiti, il manga che ogni genitore vorrebbe vedere ben esposto nella fumetteria dove si recano i figli. Tra l'altro, Free Books protagonista papabile di prossimi numeri di questa rubrica, con altri capolavori però inconclusi, come Il Principesso o Non ti posso perdere (pag. 73), o tanta altra robetta lasciata lì.
Nel contempo, la Dysney concludeva la prima miniserie di Kingdom Hearts, e la Free Books pubblicava capolavori immancabili ed oggi introvabili (nel senso che, probabilmente, saranno finiti in qualche cassonetto per carta riciclata) come Facciamo i Pervertiti, il manga che ogni genitore vorrebbe vedere ben esposto nella fumetteria dove si recano i figli. Tra l'altro, Free Books protagonista papabile di prossimi numeri di questa rubrica, con altri capolavori però inconclusi, come Il Principesso o Non ti posso perdere (pag. 73), o tanta altra robetta lasciata lì.
Solo, però, che almeno questo editore sembra aver chiuso, come fa intuire il sito fermo al luglio 2011... Reperire notizie non è facile, visto il nome non agevola una ricerca internettiana...
Continuiamo sfogliando la pagina ed approdando alla nr. 74, ci sorprende ma non troppo la presenza delle Edizioni 001 (qualcuno ha detto "Ma la limited edition de L'Eternauta, perché la vedo in fiera e non nei negozi?". E che ne so io? Avete provato a vedere se l'editore posta sul forum di Comicus?), con un titolo per palati fini come Taeguk nr. 2. Il manga di Hong Jong Hyun, che da lì a poco avrebbe lasciato il mondo del fumetto per fare il modello sarebbe stato interrotto proprio con quel tomo, e mai avremmo visto i successivi quattro.
Peccato: chissà se la tecnica segreta insegnatagli dal nonno, sarà stata utile a Taeguk Teul per battere la squadra avversaria?
Peccato: chissà se la tecnica segreta insegnatagli dal nonno, sarà stata utile a Taeguk Teul per battere la squadra avversaria?
Hong Jong Hyun, che nel 2009 ha lasciato il mondo del fumetto, preferendogli le passerelle della moda... Come dargli torto?
Sono passati ben cinquanta mesi, nel frattempo mi sono sposato e riprodotto, ho cambiato casa, negozio, auto (due volte), ma ho lo stesso motorino. La nazionale italiana di calcio ha fatto in tempo ad uscire (non malissimo) dagli europei 2008, disastrosamente dai mondiali 2010, e sappiamo come è andata una settimana fa a Kiev...
All'epoca eravamo tutti ricchi. Oggi raschiamo il fondo, forse meritatamente.
I social network non ci avevano ancora conquistato, ed eravamo persone migliori. Sicuramente voi, visto che io non avevo ancora questo blog per ammorbarvi.
Avevo da poco preso il mio primo MacBook che, sorpresa ma neanche tanto, ha superato indenne o quasi lo scorrere del tempo, ed ancora vive e macina mail, ordini e tanto altro sulla scrivania di casa mia. Che nel 2008 "era tutta campagna"...
Ne sono successe di cose, in cinquanta mesi.
Ma non sono bastati, questi quasi 1900 giorni per far uscire i fumetti di cui parliamo qui.
O, quantomeno, perché gli editori ci informassero di eventuali cancellazioni...
A presto, per nuovi entusiasmanti viaggi, senza dimenticarci, nella filmografia legata alla macchina del tempo, del capolavoro -vero!- di cui qui sotto... visto che tanto di "capolavori" abbiamo parlato...
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