
-"TE SPACCO IL CULOOOOOO!!"
-"Eh?"
-"TE SPACCO IL CULOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!"
-"Vaaa bene, grazie e arrivederci".
La vita del libraio è piena di seccature, fatture da pagare, codici a barre da sparare. Bollette, clienti scemi. Ma anche di pericolo!
Come non raccontare del tizio che mi ha minacciato al telefono, di cui qui sopra, la cui prole (ultramaggiorenne) aveva aperto una casella nel mio negozio (per chi non lo sapesse: il servizio "casella" è quello che ti permette di prenotare le novità, facendotele accantonare dalla tua libreria di fiducia). La simpatica discendenza del cafone di cui sopra, decide di chiudere questo servizio, perché... "sai la crisi (...) è un periodo di magra...". Commenti a parte, scelta legittimissima. Solo che ho l'ardire di dirle che deve "prendere almeno le cose che sono già da parte, e le uscite imminenti".
Tra gli "ehm" ed i "mah..." della risposta, intuisco che difficilmente passerà.
Ci siamo abituati, noi librai, alle cose prenotate, spesso ordinate appositamente, e poi lasciate in negozio. Contratti, anticipi, altri mezzi di tutela: si usano, ma non si possono fare per tutto, per ogni singolo abbonamento (prendete per buona questa mia affermazione: non è questo il punto del discorso!). Solo che... mentre le librerie e le edicole, le cose possono rimandarle al fornitore, noi no.
Mando diversi solleciti alla prole fedifraga del buzzurro di cui sopra, e ben oltre due mesi dopo, e qualche chiamata e diverse mail di sollecito, le tolgo le cose che ha da parte, e vado oltre, inviando una mail con la lista di cose che aveva da parte, ad eterno promemoria del suo comportamento sleale (ed illecito: diciamocelo, chi prenota una cosa, è tenuto a ritirarla...).
E, diciamocelo, anche stufo di dover rincorrere clienti, cui offro un servizio GRATUITO in cambio di vantaggi, sconti e buoni omaggio (credo che le fumetterie siano le uniche a non far pagare un servizio che da al cliente solo vantaggi...).
Mi arriva una ultima mail, di cui alcuni estratti qui sotto:
"mi sono già informata anche all'associazione consumatori. NON LO PUOI FARE, ok? Non sono obbligata a prendere un qualcosa che poi ho deciso di non prendere (...) Ho già detto che comunque non è stato corretto da parte mia, ma non sono comunque obbligata. (...) Non sono obbligata a pagare qualcosa che comunque non ho consumato, nè tantomeno visto da lontano (così mi hanno detto). Per tornare all'esempio che mi hai fatto tu, se vado in ristorante, ordino, e se poi decido di andarmene per fatti miei, non mi arriva la fattura a casa, perchè non ho consumato, nè devo dare spiegazioni al venditore, che mi ha dato un servizio di cui io consumatore non ho potuto usufruire."
Fermo restando della risibilità giuridica di tali motivazioni (voglio provare ad andare al ristorante, ordinare, e poi andarmene...), alla mia mail di risposta, giunge la chiamata dell'incazzato genitore, che mi urla le minacce di cui sopra. Minacce, tra l'altro, udite anche da dei clienti, visto che il tizio urlava al telefono.
Non è una vita pericolosa, quella del libraio?
Ricredetevi: presto, anche un film con Daniel Craig: "Agente 007: licenza da libraio"!