Se qualcosa non mi piace, lo dico.
Nei dovuti modi, perché mamma mi ha insegnato l'educazione, e perché sono andato alle elementari dalle suore, che se sgarravi finivi in punizione fuori dalla porta, anche per parecchio tempo, fermo e in piedi.
Ammetto quando sbaglio.
Sono abituato a comportarmi con la massima correttezza.
Ma, ripeto: se ho qualcosa da dire, la dico. E, se arrivo a farlo in pubblico, sappiate che è solo perché, in privato, l'ho già fatto dieci volte tanto.
Perché critico? Perché non sono un dipendente, con stipendio a fine mese, ma un imprenditore di me stesso: le condizioni in cui lavoro, sono parte integrante del mio mestiere, di quanto guadagno, della mia attività. Provateci voi a fare fiere all'aperto, mentre piove, con merce fatta di carta; a lavorare con fornitori che ti saltano "per errore" la spedizione settimanale per un mese consecutivo; a fare manifestazioni dove non vedi pubblico, mentre l'organizzazione dichiara quindicimila persone.
Non vi verrebbe voglia di cambiare qualcosa?
Questa doverosa premessa, per spiegare come e perché sono stato escluso dalla mostra di Città di Castello.
La storia è interessante.
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| Tiferno Comics 2016 si è appena conclusa... Tenete presente questa foto... |







