Fine anno: si fa un bilancio.
A questo proposito, uno come me che odia i social e l'utilizzo che se ne fa, non può non apprezzarne l'utilità nel ripercorrere i ricordi: quasi catalogandoli, organizzandoli meglio e dando loro un senso vero, così da poter essere equilibrato nel dare il giusto peso alle cose "belle" e a quelle "brutte".
E il 2020 per me non è un anno da buttare: anzi, sono stati dodici mesi in cui ho capito o rafforzato in me e nella mia attività l'idea delle cose che contano davvero.
Ma andiamo il più possibile con ordine.
L'anno è iniziato benissimo: il ventennale di Antani Comics, che proprio nel 2000 inizio la propria storia su eBazar, quindi sul sito (24 marzo 2000) prevedeva promozioni, iniziative, almeno una ventina di eventi con autori e un restyling del negozio.
Il lavoro era in crescita, ma i primi di marzo arriva la mazzata: la pandemia, che fino a due giorni prima era solo "una brutta influenza" ci insegna uno dei tanti nuovi termini che ci tengono ancor oggi compagnia. E' lockdown.






