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venerdì 11 ottobre 2024

Chiude Fumetti & Soda: intervistiamo uno dei proprietari #1720

Nel 2003 Antani Comics apri la sua prima sede fisica
Nello stesso anno, poche settimane prima, Federico Bertelli e Andrea Morandin inaugurarono la loro fumetteriaa PADOVA: attraverso un paio di cambi di nome e traslochi, arrivarno a quest'anno quando, a giugno, annunciarono la chiusura di FUMETTI E SODA.

Vista l'esperienza e viste anche le capacità dei sue soggetti, che conosco da quasi venti anni, ho fatto loro qualche domanda...


Federico Bertelli al centro e Andrea Morandin primo a sinistra,
con Lansdale, Ghishler e Strukul

sabato 22 giugno 2019

Quanto costa vendere senza reso? #AprireUnaFumetteria 21

Ci proviamo da sempre: convincervi che la passione non basta ad aprire una fumetteria! Provate con la pizza: piace a tutti, ma nessuno prova a diventare pizzettaro!! Invece no: leggere quattro fumetti, magari quaranta, aver fatto il cosplayer, o aver stretto una volta la mano all'amico di un addetto ai lavori, vi rende dei veri appassionati e quindi... perché non entrare in un mercato come quello del fumetto?
Noi proviamo a spiegarvelo... con questa rubrica, anche se, 
alla fine, i soldi (e la vita) sono i vostri!

Qui trovate tutti gli "arretrati": almeno, non potrete dire che non vi avevamo avvisato...




Stamattina, in negozio, abbiamo stappato lo champagne: è stato venduto un fumetto comprato nel 2012, ben ottantotto mesi fa.


giovedì 31 gennaio 2019

Gli sconti hanno le gambe corte. Cortissime.

Visto che il costo non è il valore, ci sembra doveroso condividere e sostenere questa campagna...
Perché è comodo parlare di sconti, di concorrenza, miglior prezzo, piuttosto che di posti di lavoro, di diffusione della cultura e di sostenibilità di un intero settore...


domenica 6 gennaio 2019

lunedì 29 ottobre 2018

giovedì 21 luglio 2016

#AprireUnaFumetteria 20: Intervista a Massimo (Atlantide)

Ci proviamo da sempre: convincervi che la passione non basta ad aprire una fumetteria! Provate con la pizza: piace a tutti, ma nessuno prova a diventare pizzettaro!! Invece no: leggere quattro fumetti, magari quaranta, aver fatto il cosplayer, o aver stretto una volta la mano all'amico di un addetto ai lavori, vi rende dei veri appassionati e quindi... perché non entrare in un mercato come quello del fumetto?
Noi proviamo a spiegarvelo... con questa rubrica, anche se, 
alla fine, i soldi (e la vita) sono i vostri!

Qui trovate tutti gli "arretrati": almeno, non potrete dire che non vi avevamo avvisato...




sabato 11 giugno 2016

#AprireUnaFumetteria 19: Dati di vendita e segreti

Ci proviamo da sempre: convincervi che la passione non basta ad aprire una fumetteria! Provate con la pizza: piace a tutti, ma nessuno prova a diventare pizzettaro!! Invece no: leggere quattro fumetti, magari quaranta, aver fatto il cosplayer, o aver stretto una volta la mano all'amico di un addetto ai lavori, vi rende dei veri appassionati e quindi... perché non entrare in un mercato come quello del fumetto?
Noi proviamo a spiegarvelo... con questa rubrica, anche se, 
alla fine, i soldi (e la vita) sono i vostri!

Qui trovate tutti gli arretrati: almeno, non potrete dire che non vi avevamo avvisato...


giovedì 17 marzo 2016

venerdì 20 novembre 2015

Una Giornata Storta - #aprireUNAfumetteria

Abbiamo parlato diverse volte, di come aprire, non aprire, chiudere una fumetteria.
Di colleghi che non ci sono più.
In generale, nel dettaglio, seriamente, ironicamentesarcasticamentepolemicamente. Del fatto che sia un lavoro o di come lo vedono dal di fuori.
Abbiamo parlato di clienti, abbiamo fatto parlare un cliente. O sognato di diventare una libreria vera.

E, per chi pensa che far fiere sia sempre roba da fumetterie, abbiamo fatto i conti in tasca ad un ipotetico stand, e quindi parlato anche e dei costi di Lucca.

Qui, sotto l'etichetta "aprire una fumetteria", trovate tutti, ma proprio tutti, i pezzi sul tema.

Oggi parliamo di una giornata storta.
Che potrebbe succedere a qualunque attività commerciale: anzi, sicuramente è capitata, magari anche più volte. Ma tanto vale raccontarla, no?

"Basta una giornata storta", come dice il Joker di Alan Moore,
per trasformare una persona qualunque in un pazzo furioso...

giovedì 30 luglio 2015

Il mestiere della fiera #3: i costi di Lucca

Avendo già parlato del "mestiere" della fiera con un buon successo, vi abbiamo poi presentato i "conti" di una ipotetica manifestazione, dimostrando che, se non si sta attenti, è facile uscirne con le ossa rotte...

Continuiamo il discorso, stavolta parlando della regina delle fiere...


mercoledì 11 marzo 2015

Il mestiere della fiera #2: facciamo i conti (Cartoomics)

Visto che il post sul "mestiere della fiera" ha avuto un ottimo successo, e viste le inaspettate richieste di sequel, torniamo sull'argomento, per parlare di quanto si può guadagnare facendo una fiera.

Lo faremo mostrandovi i conti e facendo un un esempio concreto.

Cartoomics 2010: lo stand

mercoledì 4 marzo 2015

Il mestiere della fiera

Alcuni mesi fa, mentre ero ad una piccola fiera, scrissi alcune riflessioni su cosa significa "fare" fiere.
Visto che, tra un mesetto, inizierà un incredibile rush di mostre mercato (cinque manifestazioni in sette fine settimana!) ho deciso di postarlo.

Partendo dal presupposto, che molti - per svariati motivi - ignorano, che chi vende in fiera, in larghissima maggioranza, non ha una fumetteria, approfitto di queste righe per parlare del mio "secondo lavoro": vendere in fiera, appunto.


(fa sempre bene ricordarlo: qui le fiere da NON fare!)


Gennaio 2002, Arezzo, col debutto ufficiale
di Antani Comics ad una fiera.

giovedì 7 agosto 2014

Aprire una fumetteria... al metro!

Non ce la facciamo proprio.
Dopo la "Trilogia del Come si apre una fumetteria?", iniziata con "Ti piace la pizza? Perché non apri una pizzeria?", continuata con "Ma perché non apri una fumetteria?" e conclusa spiegando come si fa a chiuderla, sono usciti due "speciali": "Diventare una libreria vera...", e "I 7 vantaggi di aprire una fumetteria...

Ma poi abbiamo continuato e la cosa ci è sfuggita di mano. Ad esempio, uno su tanti, abbiamo parlato di che lavoro è, esattamente, il nostro...

Quindi, a grande richiesta (e per una volta diciamo il vero!), si continua.

Oggi parliamo di quanto deve essere grande un negozio e... di una nostra assoluta passione: la distribuzione!


L'estate è un momento magico: la maggiore disponibilità di tempo ti consente di recuperare letture accumulate, lavoro arretrato. E vecchi discorsi lasciati in sospeso.

Da sinistra: Alessio D'Uva (Kleiner Flug), Stefano Perullo
(fumetteria Comix Factory), Andrea Ferrari (edizioni BD), Claudio Curcio
(Comicon), Andrea Ciccarelli (saldaPress), Pasquale Saviano (RW Edizioni-Alastor)
e Gianni Veccia (Pan Distribuzione) nel corso della conferenza inerente
le problematiche del sistema distributivo

Sono passati tre mesi, ma solo ora mi riesce di parlare della conferenza sulla distribuzione che si è tenuta allo scorso Napoli-Comicon.
Capitò anche alcuni anni fa, nel 2011: allora fui invitato e, non avendo uno stand, ci andai appositamente.

lunedì 30 dicembre 2013

Fumettaro? Fumettivendolo? Che lavoro fai?

Chiamavamo questa saga la "Trilogia del Come si apre una fumetteria?"...

Si è iniziato con "Ti piace la pizza? Perché non apri una pizzeria?", si è continuato con "Ma perché non apri una fumetteria?". Infine, abbiamo parlato di come si chiude, una fumetteria.
Quindi, due speciali: "Diventare una libreria vera...", e "I 7 vantaggi di aprire una fumetteria...

Ma poi abbiamo continuato...

Per finire - credevamo, almeno! - gli interventi esterni: il responsabile di Golden Store Franchising, Giuseppe Palmentieri, che si è sentito chiamato in causa, ha detto la sua in una intervista. Lo stesso ha fatto, per ribattere al primo il responsabile della catena Manikomix/Games Academy, Lorenzo Moretti
Quindi, ha parlato un anonimo cliente.
Per finire, abbiamo parlato della chiusura (vera) di un collega.


Ormai la cosa ci è sfuggita di mano.
Quindi, a grande richiesta (e per una volta diciamo il vero!), si continua.
Tanto... lo fareste anche senza il nostro consenso!!

venerdì 12 luglio 2013

E il mondo sta a guardare


Proprio qui, su questo blog, abbiamo spesso parlato di come si può aprire una fumetteria.
In modo serio, sconsigliandolo. In modo scherzoso, invitando a provarci.
Abbiamo fatto parlare clienti, distributori e titolari di catene di fumetterie.
Abbiamo sempre fatto capire che se è facile aprire, è facilissimo chiuderla.

QUI l'ultimo post in tema, con tutti i relativi link agli "arretrati".

Proprio ieri mattina, ne ho parlato al telefono con un aspirante "apritore" di fumetteria.

Poi ho letto questo:

E' ufficiale: ALTROQUANDO CESSERA' PRESTO LE ATTIVITA'.
Avvertiamo quindi tutti i nostri abbonati che, per causa di forza maggiore (la crisi che tutto stritola), i loro abbonamenti non potranno più essere soddisfatti a partire da questo mese. Ce ne scusiamo, ma non dipende dalla nostra volontà. Nello stesso tempo, chiediamo a tutti i clienti che hanno una giacenza di fumetti da parte a loro nome, di farsi vivi e venire a ritirarli, giacché non resteranno disponibili ancora per molto tempo. Un'attività ventennale, fatta di fumetti, controcultura, mostre, lotte per i diritti LGBT e altre iniziative, giunge così alla fine del suo viaggio, strozzata dalla crisi globale e dalle regole perverse di un mercato spietato.
Grazie a tutti quelli che ci hanno sostenuto. E' stato molto bello.

Facciamo finta che Salvatore, il titolare della libreria, sia la persona peggiore del mondo.
Facciamo finta che chiuda per colpa sua.
Facciamo finta che sia anche un cattivo libraio.
Sono dettagli che non ci interessano.

Quello che ci preme notare, è che questa è l'ennesima attività "a fumetti" che chiude. Negli ultimi anni ne conosco svariate che hanno fatto altrettanto e, anche se come Associazione Fumetterie non abbiamo il polso esatto della situazione, possiamo comunque dire che, delle circa duecento librerie specializzate che esistono (come ammettono informalmente i distributori), anche dieci o venti dipartite sono tantissime.

E mi sovviene una riflessione: frega a qualcuno? Frega agli editori, impegnati spesso a fare al pubblico sconti al limite del fuorilegge? Ed ai distributori, che non investono in pubblicità, che non si occupano di altro che rifilarti promozioni spesso insostenibili? E intanto licenziano i dipendenti migliori, peggiorando il servizio. Magari smettono persino di mandarti le fatture ed i documenti di trasporto, per risparmiare.

Quando si apre una fumetteria, come qualsiasi attività, e la si porta avanti come unico lavoro per anni ed anni, si fa una scelta di vita. Se poi le cose vanno male, sei peggio di un esodato.

Ora, Altroquando chiude.
Noi non possiamo fare nulla, se non parlarne.
Parlarne, condividere la notizia.
Non per pietà, o per compassione, ma perché le cose cambino. Perché se chiudi, non è solo colpa della crisi: questa è solo l'ultima mazzata.
E' colpa, in gran parte, di un sistema vecchio, che non funziona e che va cambiato.
Che ti aiuta solo se sei una grande realtà, che non ti da reso o possibilità di scampare alla concorrenza dei tuoi stessi fornitori.

Onore ai venti anni di attività del collega Salvatore, ed in bocca al lupo per il futuro.
Noi possiamo solo salutarlo...
 

Perché... qualunque cosa si dica in giro, parole e idee possono cambiare il mondo...

sabato 25 maggio 2013

Fumetteria: parla un cliente



Spesso, anche recentemente, abbiamo parlato di come/dove/quando si apre una fumetteria.
Mai del "perché"... ovviamente, visto che nessuno lo sa.
Follia? Passione? Autolesionismo? Soldi in eccesso e/o da riciclare?
Ma non è questo l'argomento del post che state leggendo.
Dicevamo: aprire una fumetteria. Ne abbiamo parlato in modo serio, talvolta scherzoso (magari qualcuno si è un tantiniello incazzato... ma il "non prendersi - troppo - sul serio" è uno dei pilastri di questo blog...), o facendo anche i conti in tasca a chi ha questo progetto ai confini della realtà.
QUI l'ultimo post in tema (rovistando trovate anche tutti gli altri link).
Recentemente ho ricevuto una bella mail che ho chiesto di poter pubblicare.
E' più o meno in tema, ma con un punto di vista totalmente diverso: quello del cliente.

Eccola.

Ciao Francesco,
ho letto con divertimento i tuoi post dedicati agli editori, ai proprietari di fumetteria, ai franchiser. Credo però ti manchi il punto di vista del lettore, un signor qualunque appassionato di fumetto e che vorrebbe seguire qualche serie senza troppe complicazioni o mal di testa. Appunto.

Dall’alto della mia ventennale esperienza di frequentatore di fumetterie (almeno 8, visto che abito a Milano), vorrei raccontarti come e perché sono diventato un accanito consumatore di cachet:

Quelli che…

Quelli che aprono solo il pomeriggio e solo qualche ora, incluso il sabato, perché al mattino “ho un altro lavoro”.
Quelli che hanno la newsletter, mi scrivono 4 volte alla settimana le loro facezie, ma i cambiamenti di orario di apertura del negozio (4 nei primi 4 mesi di vita…) li comunicano solo con un foglietto appeso alla porta.
Quelli che appendono un orario che dice “apertura ore 9”, poi però arrivano alle 10 e ti dicono “non trovavo parcheggio”.
Quelli che in occasione dell’uscita dei 5 spillati DC della Lion (da me prenotati settimane prima) , mi dicono che hanno tutto tranne Batman e Superman 1 “perché li ho esauriti già ieri”. E allora perché mi hai chiesto di prenotarli?
Quelli che però anche Flash n. 1  l’hanno finito, “ma se tu tornassi nel pomeriggio, ho mandato un ragazzo a Lodi a comprare le copie invendute della fumetteria locale per accontentare i miei clienti”.
Quelli che chiedono di fare la casella per gli abbonamenti, poi però ti saltano i numeri e danno la colpa al “sistema” (distributore comunista?). In questo caso, per “Quelli che”, leggi “almeno tre fumetterie diverse”.
Quelli che devi lasciare la borsa incustodita in un angolo dell’ingresso, e se obietti che hai dentro il computer ti dicono che “non rispondiamo di eventuali furti”.
Quelli che in occasione dell’apertura ti snocciolano baldanzosi i giorni della settimana in cui arrivano Panini, Lion, Magic (”3 corrieri alla settimana!”), poi torni il sabato e scopri che le novità arrivano tutte il martedì successivo. Gli stessi che, ad ogni modo,  comprano solo albi prenotati, mai una copia in più, per cui se voglio acquistare d’impulso uno Spider-man o un Thunderbolts devo uscire dal negozio, attraversare la strada, comprarlo dall’edicola di fronte (giuro!).
Quelli che hanno due negozi, per cui se cerchi qualche novità ce l’hanno regolarmente nell’altro, e se ti interessa se lo procurano per la settimana dopo.
Quelli che la casella non comporta nessun obbligo, però se disdici una qualsiasi serie ti chiedono come mai gli vuoi arrecare un danno visto che loro hanno già prenotato la copia .
Quelli che hanno i commessi, i quali si mettono a litigare davanti ai tuoi occhi, un sabato mattina, “perché le novità a scaffale vanno messe di copertina e non di costa, altrimenti il cliente è cieco e quel che non vede non compra”. Gli stessi che ti avvisano di straforo che la proprietaria è di malumore “perché sono già le 10 di sabato mattina e non ha ancora venduto niente”.
Quelli che se fai domande sulle uscite di Xmen o Spiderman (insomma, i bestseller), ti rispondono di aspettare martedì che torna il loro collega perché loro “leggono solo manga”, e tu ti immagini una Feltrinelli o una Mondadori in cui un incaricato risponda  “leggo solo poesia del Settecento, se vuoi sapere quando esce il nuovo Grisham devi chiedere alla mia collega”.
Quelli che dirottano verso di te, lettore Marvel ventennale,  i nuovi clienti che domandano “quanto durò la tal collana PlayPress” o “fino a che numero John Byrne ha scritto F4”, perché loro “sono un po’ in ritardo con le letture”: quindici anni, ad occhio e croce.
Quelli a cui mandi una mail il venerdi per sapere se sono arrivati alcuni fumetti, e non ricevendo un riscontro vai di persona il sabato per sentirti dire “la mia posta non funziona bene, posso leggere le Email ma non posso inviarne”.
Quelli che aprono una fumetteria di 8 mq, in pratica una cabina del telefono. Gli stessi che la chiudono, naturalmente, entro i sei mesi successivi.
Quelli che (hanno poi chiuso nel giro di un paio d’anni) ti guardano sconcertati quando,  sfogliando le novità a scaffale, hai deciso di comprare alcuni volumi Planeta. Ma come, ti dicono, ne ho acquistate solo 2 copie, e le ho già finite il sabato, così adesso mi tocca riordinarle!
Quelli (o meglio quelle) che se domandi di Davvero, The Boys oppure Secret Warriors, si attaccano al telefono e domandano al marito se ne hanno qualche copia a scaffale “perché è lui che li legge, io tengo solo aperto il negozio fino alle 5 quando lui finisce l’altro lavoro”.

Che dire?
Ora aspettiamo il prossimo punto di vista!

venerdì 24 maggio 2013

I 7 vantaggi di aprire una fumetteria


Suvvia, siamo positivi!
Abbiamo indicato, in passato, pro e contro dell'aprire una fumetteria.
Soprattutto i contro.
Ma, vogliamo parlare anche dei magnifici vantaggi, dei bonus, dei benefits, che questo incredibile e divertente lavoro ti offre?

1-Puoi leggere fumetti gratis. Sempre.E se non ti piacciono rimetterli nelle caselle dei clienti!
E puoi farlo in orario di lavoro!
O a casa, spacciandolo per lavoro!
O a casa dei tuoi acquirenti, ma rimettendoli a posto, dopo, e tornando (nudo) nell'armadio a muro della moglie del tuo cliente...

2-Puoi vedere gli editori che adescano i tuoi clienti su FB, per far comprare loro le novità in uscita PRIMA che arrivino a te, con sconti per te impossibili e... spese gratis (!) su Amazon!E, direte voi, quale è il vantaggio? CHIARO: che lavori di meno! Ed hai più tempo per il punto uno!
Il che, alla fine, diciamocelo, essendo tu essenzialmente un appassionato, è il tuo reale obiettivo nella vita...

3-Puoi andare a Lucca una volta l'anno, organizzare un paio di pullman per portarci i tuoi clienti a spendere soldi (che avrebbero dato a te, ma questo è un discorso da mero speculatore, non da appassionato!), passare la giornata a guardare cosplayer gnocche, mangiare veloci, economici e salutari ramen o costosissimi panini dopo lunghissime file...
E vivere il vero evento del fumetto!
Il tutto in prima fila, da addetto ai lavori!

4-Hai a che fare ogni giorno con amici appassionati, puoi parlare di fumetto, discutere di fumetto, e tutto questo mentre guadagni anche belle cifre! E con un investimento iniziale di poche migliaia di euro, come molti dicono!!

5-Reso? Ma a cosa serve il reso?Tanti, alla fine, ne parlano a vanvera! E' sufficiente ordinare quello che vendi e basta, come facciamo un po' tutti... Tanto per le eccedenze, c'è Amazon!

6-Puoi prendere uno stand a qualche fiera, e farti le foto coi cosplayer che ti si spalmano sopra il banco. Questo porta un secondo beneficio: non riesci a vendere (causa intasamento dei clienti mascherati), e quindi hai più tempo per foto e divertimento!
E, sempre in fiera, puoi svendere gli albi Magic Press al 50%, come ormai fanno tutti!

7-In qualche anno di attività accumuli tanto di quel materiale che, quando decidi di chiudere per iniziare a fare un lavoro vero, hai una ricca buonuscita!! Il che agevola, soprattutto se sei anziano e vuoi andare direttamente in pensione. E, tra un cantiere e l'altro, mentre dai da mangiare ai piccioni e leggi il giornale del giorno prima, con una comoda App per iPhone 20 o Galaxy 34214, potrai comprare tanti fumetti. Scontati. Senza spese. Su Amazon!

Non vi basta?

mercoledì 1 maggio 2013

Il lavoro del libraio a fumetti (aprire una fumetteria)

Visto che oggi è la festa dei lavoratori, e che si può non parlare solo di chi è dipendente, esodato, precario, ma è necessario ricordarsi anche di chi ha una attività, e magari è in forte difficoltà, facciamo un breve riassunto per chi si fosse messo in ascolto solo ora.



E' sulla bocca di tutti: la "trilogia dell'aprire una fumetteria", ormai la chiamano.
Si è iniziato con "Ti piace la pizza? Perché non apri una pizzeria?", si è continuato con "Ma perché non apri una fumetteria?". Dopo lo speciale "Diventare una libreria vera...", alfine, abbiamo parlato di come si chiude, una fumetteria.
Ovvero: quante attività del settore abbiamo visto fallire, soprattutto nell'ultimo periodo? E... perché?
Abbiamo citato anche alcune pubblicità, secondo noi un po' superficiali, che invogliavano ad aprire una fumetteria: questo ci è costato qualche protesta da parte di Golden Store Franchising.
In proposito, abbiamo poi intervistato il responsabile sviluppo di questa realtà, Giuseppe Palmentieri: altro post che può essere utile per farsi una idea di come funziona questo mondo.
E, tanto per non farci mancare nulla, ci ha scritto il responsabile della catena Manikomix/Games Academy, Lorenzo Moretti, che ha voluto dire la sua.

E, come dicevamo all'inizio, vendere fumetti al dettaglio è un lavoro.
Un lavoro spesso pieno di ostacoli, perché viviamo in un mercato viziato da tanti problemi e pieno di difficoltà, spesso poste da chi dovrebbe essere un partner commerciale ed un supporto per i negozi, ma che invece si pone come concorrente degli stessi.
Ma qualche volta sono i clienti.
Perché, quando ti scrivono "potrei avere loncandine delle vostre manifestazioni vi lascio mio indirizzo..." senza neanche (ALMENO!) offrirsi di pagare le spese di spedizione (non dico acquistare i poster, eh... li siamo nella fantascienza...) o quando, in vista di un incontro con un autore famoso, e visto che "purtroppo non potrò essere presente all'appuntamento e vi chiederei la cortesia, se fosse possibile di inviarmi 1 bel disegno autografato" e che "il tutto dovrà essere spedito al seguente indirizzo", fregandosene del fatto che il suddetto autore è in tour per presentare un albo, che ci sono costi da sostenere, e che il disegno è, si, gratuito, ma abbinato all'acquisto di un libro, qualche dubbio sulla percezione del termine "lavoro", mi viene.
Perché si rispetta il lavoro PAGANDO chi lo fa.
Perché si rispetta il lavoro non RUBANDO agli stand in fiera (quest'ultima Napoli Comicon, a detta di tutti gli espositori, è stata da record come furti...), soprattutto visto che si fa per una bravata, non per necessità.
E si rispetta il lavoro rispettando chi lavora.

Buon primo maggio.

lunedì 15 aprile 2013

Quando aprire una fumetteria è un... "Manicomix"!





Chi sei e quale è il tuo lavoro?
Mi chiamo Lorenzo Moretti, sono proprietario di Manicomix, società di distribuzione specializzata in fumetti e gadget, e uno dei soci di Games Academy, la società che gestisce l'omonimo franchising di negozi di fumetti e giochi.
Nello specifico mi occupo delle nuove aperture: selezione del locale, progettazione del negozio (arredi e impianti di merce) e formazione degli store manager.

Ci spieghi meglio il tuo lavoro? Parlaci pure di Manicomix e Games Academy, grazie.
Allora, cominciamo con ordine. Games Academy è la catena più estesa del settore, con l'apertura del punto vendita di Mantova questo mese raggiungiamo i 30 negozi. Nei nostri negozi trattiamo fumetti e giochi non tecnologici (Giochi di carte, Giochi da Tavolo, Wargames).
Games Academy srl è controllata da 3 società: MM25, che si occupa della distribuzione di Giochi di carte e Accessori, Manicomix che distribuisce Fumetti e Gadget e Giochi Uniti che produce e distribuisce Giochi da tavolo.
L'obiettivo di Games Academy è quello di aprire punti vendita gestiti da professionisti, che affrontino il mercato con un progetto condiviso e funzionale e che possano creare aziende solide e durature.
Ogni parola della frase precedente è importante per quello che voglio esprimere: professionisti e quindi non lettori improvvisati, un progetto funzionale e quindi non un'avventura pseudo imprenditoriale che parta senza dei conti accurati e un business plan, aziende solide e quindi che abbiano equilibrio finanziario e prospettive economiche.
Manicomix è un distributore di fumetti e gadget che serve, tra gli altri, tutti i punti vendita Games Academy. Nascendo da una visione comune il presupposto è lo stesso: il vantaggio delle entità coinvolte (distributori, franchisor, negozio) può essere solo comune. Ogni azione deve portare ad un negozio che funziona meglio e guadagna di più.

Perché mi hai scritto?
Sono un lettore assiduo di tutti i blog del settore, per questioni di tempo non intervengo mai: questa volta però dopo aver letto i vari post della "trilogia" e l'intervista collegata ho deciso di contribuire visto che si parla proprio del mio lavoro.

Parli di questo?
Che vuoi dirci in proposito?
Parlo proprio di quello.
Ho alcuni commenti da fare e mi permetto solo una premessa: non conosco il sig. Palmentieri. Non posso giudicare la sua professionalità da alcun fattore che non sia l'intervista in questione, il sito web del suo franchising e l'esperienza personale; non ho nulla contro di lui e muoverò delle critiche esclusivamente rivolte all'approccio professionale, cercando di essere il più neutro possibile.
*Guardo direttamente verso la telecamera*: NON SI APRE UN NEGOZIO CON 9900€!
O meglio, non si apre un negozio che possa rimanere aperto con 9900€.
Proporre questo significa illudere dei ragazzini che il TFR del loro papà possa essere la risposta al loro sogno: diventare dei fumettari.
Purtroppo i papà spesso ci cascano e i risparmi di una vita se ne vanno nel cercare di tappare i buchi creata da un'apertura fatta in maniera scellerata.
Espongo il concetto con due conti facili facili.
Nell'intervista si parla di un investimento di 9900€ comprensivo di 2500€ di merce.
Bene Francesco, ora che hai i tuoi 2500€ di merce puoi cominciare a vendere!
Dopo il primo mese ne hai venduti 1500€, perché sei incredibilmente bravo, esperto del settore e competente.
Ora che hai guadagnato su queste vendite diciamo 750€ (le quantità indicate erano a prezzo di acquisto) ora puoi....ops! I costi fissi sono superiori!
Sei in perdita!
Che non è gravissimo nel primo mese, in molti casi è normale. Purtroppo però il tuo negozio è vuoto, non hai quasi più merce da vendere. L'unica cosa che puoi fare è tornare a casa a chiedere soldi alla stessa persona che solo un mese fa ti ha dato i 9900€ necessari.
Per questo la pubblicità è più che ingannevole. Perché se non hai altri soldi a disposizione la tua avventura imprenditoriale è finita.
L'altra cosa che mi ha colpito negativamente è questa:
"Bisogna distinguere tra investimento necessario all'avvio e investimento necessario per la gestione. Come ben sai, una fumetteria ha necessità di investimenti continui. "
Eh, no, non ci sto.
Se apri da solo, indipendente, inesperto io questa cosa la posso accettare.
Se ti affidi a un franchising e quindi PAGHI la professionalità che ancora ti manca questo non deve succedere, non in casi normali.
Una attività (perché se continuiamo a considerare una fumetteria qualcosa di diverso da una attività imprenditoriale ci facciamo del male da soli) fa continui investimenti con il SUO capitale (o se serve con capitale finanziato) e questi investimenti rendono denaro da reinvestire. Un'attività che ha bisogno di continui investimenti da parte del proprietario, perché parte zoppa non è una attività imprenditoriale! E' un hobby.
Allora così sarei d'accordo: "Apri la tua sala di lettura fumetti a soli 9900€."
Un franchisor ti deve dire al giorno uno quanti soldi ti servono per aprire e rimanere aperto, per crescere in fatturato e utile e creare una azienda solida.
Mi sono confrontato con franchising di ogni settore, dall'abbigliamento all'estetica, dai servizi ai videogiochi. Questo è il modo etico di rapportarsi al franchising. Io ti aiuto ad aprire la tua attività, ti preparo e ti aiuto a gestirla in maniera che possa andare avanti negli anni. I franchising "prendi-i-soldi-e-scappa" seppur molto diffusi sono da condannare sotto ogni aspetto.
Per fare un esempio concreto nel corso del 2012 abbiamo ricevuto oltre 200 richieste. Se facessimo aprire con un budget "variabile" (dammi il massimo che puoi spendere) probabilmente avremmo aperto solo l'anno scorso qualcosa come 30 negozi. Ne apriamo circa 6-8 all'anno perché l'esperienza e i conti dicono che i soldi che servono sono, come dici tu molti di più delle cifre citate.
Pensa che noi richiediamo che l'affiliato abbia 10.000€ in più rispetto alle spese da usare come cuscinetto durante i primi mesi. Proprio perché io professionista devo sapere che i primi mesi potrebbero vedere una copertura solo parziale dei costi fissi, ma devo anche dirlo all'interessato!
Scusa la verbosità ma come avrai capito è un argomento che mi appassiona molto e che considero di grande importanza etica.

Come procedete per l'apertura del negozio? Puoi darci uno schema di cosa fate da quando qualcuno vi contatta?
Abbiamo un approccio un po' atipico. Durante il primo contatto illustriamo la filosofia e le procedure del nostro franchising e poi passiamo ad illustrare tutte le ragioni per cui NON dovrebbero entrare a far parte della catena. Se non si scoraggiano diamo loro tutto il materiale necessario a valutare l'attività (contratto, business plan etc.).
Se entrambi decidiamo di andare avanti con la collaborazione si passa all'esame della zona, delle sue caratteristiche demografiche ed economiche.
Per schematizzare al massimo i passi successivi saranno: selezione del locale, progettazione del punto vendita, identificazione dell'impianto di merce, corso di formazione, verifica degli strumenti del franchising (software gestionale, sito web pubblico, sito web privato di controllo etc.), arredo del locale, preparazione della pubblicità pre apertura e scelta dei canali.
E' una semplificazione: la procedura completa è divisa in 120 attività differenti dal momento della firma del contratto al momento in cui viene alzata la serranda il primo giorno di apertura.

Come vi regolate, se sono presenti già delle attività in zona?
I negozi Games Academy hanno un'esclusiva territoriale su un'area variabile a seconda della popolazione, solitamente comune in caso di città medio grandi o provincia nel caso di città più piccole.

Manicomix distribuisce solo ai negozi Games Academy? Vende anche direttamente al pubblico?
Manicomix distribuisce ad ogni tipo di negozio. Possediamo direttamente due negozi a Brescia e Bologna, affiliati alla catena in tutto e per tutto come gli altri negozi e li usiamo spesso come negozi pilota.

E... i "vostri" negozi sono tenuti ad acquistare solo da voi?
I negozi Games Academy possono acquistare solo dai fornitori autorizzati.
La formula commerciale che è al centro delle buone performances dei Games Academy si basa su un paniere di prodotti definito e identificabile.
Il catalogo totale in ogni caso ammonta a oltre 40.000 prodotti differenti, mentre credo che il Games Academy più fornito non superi i 6-7 mila.

Date reso? Fate promozioni?
Seppure non ci sia un reso generalizzato (tipo librerie di varia) ci sono moltissime promozioni che permettono il reso. Per rispondere anche alla tua seconda domanda oltre a tutte le promozioni generali che vengono create dagli editori e a cui è possibile aderire anche attraverso di noi, ci sono promozioni personalizzate fatte ad hoc dagli stessi editori o da noi in prima persona.
In ogni caso noi non siamo un editore, non dobbiamo vendere un prodotto specifico. Cerchiamo attraverso la consulenza e la condivisione dei dati di far lavorare al meglio le fumetterie permettendo loro di ordinare le corrette quantità.
Come distribuzione puntiamo molto, cosa spesso ritenuta folle, sul nostro magazzino. Acquistiamo prodotto a sufficienza per fare da cuscinetto tra il negozio e l'editore e minimizzare i disagi dell'indisponibilità del prodotto.

Quali sono i costi del franchising?
Il canone di affiliazione è di 3500 euro.
Questi comprendono l'utilizzo del marchio, l'esclusiva territoriale, il corso di formazione per tutte le persone necessarie, il software gestionale, l'utilizzo dei siti professionali e ovviamente coprono una parte dei costi dell'assistenza iniziale (ricerca del locale, progettazione etc).
II canone mensile è di 300 euro.

Cosa dovrebbe spingere ad aprire in franchising, piuttosto che autonomamente?
Il franchising è fatto di regole. Evitate come la peste le catene che vi promettono l'utilizzo del marchio senza ulteriori obblighi. Se non vi danno delle regole di lavoro non migliorano le vostre chances di avere successo. Un esempio comprensibile e' un dietologo che vi permetta di mangiare quello che volete in qualsiasi quantità. Si sta facendo pagare per nulla.
Se odiate le regole o siete convinti di avere l'idea geniale che può impattare il mercato, non affidatevi ad un franchising, aprite da soli.
Il franchising è fatto di esperienza. Cercate una catena che ne abbia molta e che abbia dei metodi strutturati per condividerla con voi. Non basta una telefonata ogni tanto, servono tonnellate di dati condivisi in molteplici modi.
Se non sopportate l'idea di analizzare dati di vendita, costi, composizioni dei ricavi non affidatevi ad un franchising, perdereste una parte rilevante del vantaggio. Forse sarebbe meglio non aprire del tutto!
Il franchising è fatto di condivisione. In Games Academy ci sono circa 60 persone che stanno facendo da anni il lavoro dei vostri sogni. Se non pensate che parlare con loro sia un enorme valore aggiunto e a vostra volta non volete condividere ciò che imparate sicuramente il franchising non fa per voi.
Francesco ti ringrazio molto per lo spazio che mi hai concesso.
Credo traspaia quanto questo lavoro mi appassioni e quando comincio a parlarne fatico a smettere.
Complimenti per il tuo blog e per la professionalità del tuo lavoro.

Grazie.
Ultima domanda: da quanto tempo esistete, quanti negozi avete aperto, e quanti di questi sono ancora in funzione?

Games Academy srl esiste dal 1° Gennaio 2011, abbiamo aperto 13 negozi, ancora tutti operativi.
Il marchio Games Academy è nato a Settembre 2007 come ramo d'azienda di MM25 convertendo negozi già aperti o in chiusura (tutta la catena Blues Brothers in seguito al fallimento della azienda che li controllava) e da quel periodo nascono tutti gli altri. Durante la vita della catena abbiamo chiuso un negozio nato come Games Academy e consensualmente alcuni altri negozi si sono distaccati dalla catena. Vari negozi "convertiti" hanno poi chiuso e in generale ci hanno convinto ad abbandonare i progetti con i negozi già esistenti.
Oggi Games Academy effettua solo nuove aperture.

Grazie di tutto.
Ovviamente, rimaniamo sempre a disposizione per repliche, polemiche e spedizioni punitive :)


domenica 31 marzo 2013

GoldenStore: intervista a Giuseppe Palmentieri


Abbiamo concluso la "trilogia dell'aprire una fumetteria" da poche settimane.
Si è iniziato con "Ti piace la pizza? Perché non apri una pizzeria?", si è continuato con "Ma perché non apri una fumetteria?". Dopo lo speciale "Diventare una libreria vera...", abbiamo chiuso il cerchio parlando di come si chiude una fumetteria.
Nel farlo, abbiamo pubblicato il manifesto qui sotto, insieme ad un altro, dicendo che "certe pubblicità non aiutano".

Così, siamo stati contattati da uno dei responsabili di questa comunicazione e, con la nostra innegabile onestà intellettuale, unita al fatto che ben conoscevamo e rispettavamo la persona, abbiamo deciso di intervistarlo.
Eccone i frutti.





Giuseppe Palmentieri: chi sei, che ruolo hai in Golden Store Franchising?
Ripeto il mio nome perché è difficile da memorizzare, Giuseppe Palmentieri, ho 35 anni e dal 2010 sono il Responsabile Sviluppo di Golden Store Franchising.
Golden Store è un Franchising di servizi per Fumetterie.
Cosa vuol dire? Che non siamo distributori dei principali prodotti vendibili nelle fumetterie (fumetti, gadget, carte collezionabili ecc.) ma trasferiamo tecniche comunicative e pubblicitarie, metodi commerciali e amministrativi, insomma tutto ciò che concerne il nostro Know-How aziendale.
Il mio ruolo è fondamentale sia nel primo approccio al richiedente sia nel prosieguo di un possibile rapporto continuativo tra Affiliante e Affiliato.
Non mi ritengo un venditore, piuttosto un consulente.
L’ obiettivo aziendale di Golden Store è poter aprire dei punti vendita che siano in grado di reggere sul mercato, pertanto diamo tantissima importanza alle caratteristiche caratteriali e all’età dei possibili affiliati, ai luoghi indicati per le aperture, alla grandezza del possibile locale.
Sembrerà paradossale ma il mio approccio al cliente mira prima di tutto a mettere in evidenza quali sono le difficoltà che può avere un negozio di fumetti nella situazione economica e commerciale attuale in Italia e solo successivamente espongo le possibili soluzioni.
Chi vuole aprire un negozio di fumetti deve aver ben chiaro il concetto che sta investendo nel SUO lavoro, che come tutti i lavori necessità di un comportamento responsabile e tanti sacrifici.

Leggendo questo, ti sei un po'... come dire... incazzato? Perché?
Perché a mio modo di vedere non hai approfondito l’argomento. Hai pubblicato un manifesto pubblicitario Golden Store dandogli una chiaro valore negativo, senza alcun motivo valido. Se c’è questo valido motivo non l’hai argomentato. Argomentandolo, avresti potuto dissipare dubbi e canalizzare le reazioni.
Inoltre avresti potuto informarti sul mio modo di lavorare, sul perché nasce Golden Store Franchising e trarre le tue conclusioni.
Dandomi la possibilità di replicare al tuo articolo mi hai confermato che non ho mai sbagliato a nutrire grande rispetto per te, per il tuo lavoro e per tutto quello che fai per il “mondo delle fumetterie italiane”.
Perché nasce Golden Store Franchising? Perché ci siamo resi conto che aprire un negozio di fumetti non è uno scherzo! Abbiamo constatato che in Italia le fumetterie aprono e chiudono nel giro di un anno e alla domanda del perché questo accadesse ci siamo risposti con diverse considerazioni. Molte delle quali sono ampiamente e approfonditamente esposte sul tuo blog o sui blog di altre storiche fumetterie italiane.
La situazione economica italiana e l’eterno problema della differenza tra distribuzione in libreria e distribuzione in fumetteria sono solo due delle principali cause OGGETTIVE che rendono la vita difficile ai negozi di fumetti. A queste però vanno ad aggiungersi innumerevoli cause SOGGETTIVE relative a chi decide di intraprendere questo lavoro senza saperlo fare, senza avere la necessaria esperienza di vita!
Ricevo ogni giorno telefonate di diciottenni (o peggio dei genitori che parlano a nome dei figli) che vogliono aprire negozi e dicono di avere i soldi per farlo, perché vogliono lo spazio per stare con i propri amici e parlare di ciò che gli piace, per avere un posto dove giocare a Magic o Yugioh.
Dall’alto della tua esperienza, ritieni che questo sia l’atteggiamento adatto per iniziare un’attività?
Dal basso della mia ti rispondo: NO.
E come tale mi comporto. Invito gentilmente i committenti a pensarci meglio perché non ritengo adeguati alcuni parametri soggettivi per dare il consenso ad aprire un Golden Store.
Ho fatto l’esempio dei teen-agers, ma esempi di gente che non è per nulla cosciente di ciò che vorrebbe fare potrei portartene a decine.
Quindi, a mio modo di vedere, Golden Store Franchising non è una possibile causa delle chiusure di fumetterie MA esattamente il contrario perché con il suo onesto modo di lavorare mette di fronte al possibile gestore di fumetteria la situazione reale e non lo incita a guardare lo specchio distorto seppur fantastico che si era fatto.

Quanti negozi avete aperto? Quanti di questi hanno chiuso?
Dal 2010 ad oggi abbiamo aperto otto punti vendita. Di questi due hanno chiuso, entrambi per cattiva gestione. Non posso entrare nel merito del singolo punto vendita chiuso, può bastare sapere che nelle medesime città hanno aperto altre fumetterie e che tutt'ora lavorano correttamente?


Tu mi accusi di superficialità: ma non è superficiale dire "E' facile come bere un bicchiere d'acqua" (questo non è il vostro slogan) oppure che si può aprire un negozio con 9900 euro? Cosa riuscite a dare con questa cifra?
Aprire una fumetteria NON "E' facile come bere un bicchiere d'acqua", o meglio, è facilissimo aprirla... il problema è gestirla correttamente. Questo è il mio punto di vista e mi pare che ormai sia abbastanza chiaro. Non posso dire altro perché non si tratta dello slogan del Golden Store Franchising.
Per quanto riguarda invece l'offerta del Golden Store Franchising, prima di tutto devo specificare che si tratta di 9.900 € più iva ed è riferita ad un locale commerciale di 30 mq.
Con quella cifra riusciamo ad arredare un locale con quattro librerie, un bancone ed un retrobanco (per vedere le foto del mobilio ti invito a visitare il nostro sito www.golden-store.it) ed a dare circa 2500 € di fornitura iniziale tra fumetti (le uscite degli ultimi 3 mesi) e gadget. Ritieni che il prezzo sia basso? La risposta la trovi a questo sito www.kleinbauer.it. Kleinbauer e Golden Store Frainchising sono società strettamente legate e questo legame ci permette di tenere i prezzi molto bassi.
Per la cronaca devo dire che nessuno dei punti vendita Golden Store ha aderito a quest'offerta perché i gestori hanno sempre ritenuto giusto avere un locale superiore ai 30 mq per sfruttare in pieno tutte le possibilità commerciali che un negozio di fumetti mette a disposizione.


Ok: ma obiettivamente 9900 non possono bastare ad avviare una attività del genere.
Io, che l'ho fatto dieci anni fa, avendo alle spalle tre anni di lavoro online ed alle fiere, e quindi un piccolo magazzino, considerando che non ho dovuto fare interventi o lavori sul locale, e che i mobili li ho fatti fare ad un amico, ho speso molto di più. DIECI anni fa.
La vostra pubblicità, ripeto, ed è questo il punto, ingenera la convinzione della facilità (faciloneria?) per aprire una fumetteria.
Che poi voi agiate con senno, quando si presenta il "candidato", è un altro discorso, no?
9.900€ non possono bastare ad avviare un'attività del genere? E se ti dicessi che sono a conoscenza di fumetterie avviate con molto meno? L'IKEA è alla portata di tutti.....
Bisogna distinguere tra investimento necessario all'avvio e investimento necessario per la gestione. Come ben sai, una fumetteria ha necessità di investimenti continui. L'importante è non sbagliare questi investimenti!!
Per questo ha motivo di esistere il nostro Franchising. Noi avviamo un'attività con minimo 9.900€ + iva, mettiamo al corrente l'affiliato degli investimenti settimanali che sarebbe portato a fare e gli diamo la sicurezza di avere una società alle spalle che è pronta a sostenerlo e consigliarlo in ogni ambito relativo alla gestione del negozio.
Dal mio punto di vista è sbagliato investire tanto all'avvio di un negozio di fumetti. E' sbagliato perché per quanto si voglia o possa investire non si avrà mai la certezza di soddisfare le richieste del cliente, quindi preferisco che i nostri affiliati mantengano un low profile all'investimento iniziale e convoglino le proprie risorse nella gestione per rispondere just in time alle esigenze dei propri committenti. E' una delle tante necessità dettate dall'andamento economico italiano.
La nostra pubblicità è solo il primo passo. Analizzare lo spot pubblicitario senza proseguire nel percorso informazionale è come osservare il dito senza guardare cosa indica.


Ok, ma l'informazione che voi date nella pubblicità, è comunque incompleta.
Lasciatelo dire: io che NON faccio il tuo lavoro, sono contattato mensilmente da molte persone che vogliono aprire un negozio.
E la vostra pubblicità da un senso errato, perché la cifra non è vera! D'accordo che la "gestione" è un'altra cosa, ma far partire una fumetteria non è fare l'inaugurazione. A parte il catalogo, a parte gli arretrati, le novità escono OGNI settimana, più volte a settimana. Ed è necessario AVERLE, sennò la prima impressione che la gente si fa, entrando nel tuo negozio e chiedendoti delle cose, se non ce le hai o non sai dire quando arrivano, è che la tua fumetteria sia sfornita. E quella gente non la recuperi.
Per avviare un negozio ci vogliono mesi, per avere un utile, talvolta anni. Questo è incluso nei 9900 euro?
Visto quello che mi chiedi posso solo pensare di non essere stato chiaro nella mia precedente risposta perché ritengo di aver chiarito esaustivamente i tuoi dubbi che mi riproponi.
A questo punto però vorrei chiederti: cos'è per te una pubblicità? Cos'è per te un manifesto pubblicitario?
Ma facciamo un esempio seguendo il tuo ragionamento, prendiamo il tuo manifesto pubblicitario (allegato). Ecco le domande alle quali vorrei una risposta.
Tu scrivi: "Abbonati online: ti conviene Sconto 15% e spese di spedizione 5€ con corriere. Presentaci un nuovo cliente e avrai il suo sconto per due mesi; spese gratis per i nuovi abbonati."
Le mie domande: C'è un minimo di spesa? Le spese di spedizione con quale corriere vengono effettuate? Il pacco arriva in 24h? Se vi presento un nuovo cliente avrò il suo sconto per due mesi, cosa vuol dire? Un nuovo cliente ha uno sconto diverso dal mio? E perché? Questo sconto è maggiore o minore del mio? Qual è questo sconto? Soprattutto lo sconto è su tutto il materiale in negozio? Lo sconto è anche sugli arretrati? Se ordino i Bonelli? Spese gratis per i nuovi abbonati....quali spese? Spese di spedizione? Spese di tesseramento al negozio? Spese telefoniche o mi rimborsi il costo dell'adsl che consumo per fare l'ordine online????
Naturalmente non cerco risposte.....è solo per farti capire che ogni spot pubblicitario è incompleto e necessita un approfondimento. Una pubblicità deve essere diretta e colpire l'attenzione, deve incuriosire chi legge ad andare oltre, a cercare informazioni.

Intanto: QUI le risposte a quello che chiedi :)

Grazie per la pubblicità, che ci fa sempre piacere.
Ma, attenzione: tu confondi la necessaria sinteticità di una pubblicità con uno che ti fa notare che una informazione è errata.
Dovresti dirmi "Ehi... ma le spese di spedizione a 5 euro non sono possibili", al che io ti risponderei portandoti le prove.
Quindi, per me, il discorso resta: una fumetteria non si avvia con 9900 euro. Non so se bastano il doppio.
E intendo: partendo DA ZERO, e considerando i PRIMI MESI di gestione, non l'inaugurazione e basta. Chiaro poi che, se mi metti in negozio quattro Billy dell'Ikea, e mi dai una copia delle uscite da edicola, allora spendi anche duemila euro. E poi, guadagni abbastanza da poterti comprare un gelato - senza panna - a fine mese...
Comunque, sul punto discordiamo, ma se vuoi sono disposto anche a fare una scommessa :)
Non penso di essermi confuso. Ho chiarito qual è il senso e il significato della nostra pubblicità.
Se poi vogliamo fare una critica alla pubblicità come comunicazione commerciale e sociale possiamo iniziare in qualsiasi momento, ma non credo sia questo il luogo e il momento giusto.
D'altra parte gli esempi che ci arrivano dagli spot delle multinazionali sono un chiaro esempio di come una pubblicità debba avere come primo obiettivo quello di colpire l'attenzione del cliente e non quello di informare.
Ti sei chiesto perché la Vodafone usa ed ha usato dei pupazzoni antropomorfi come testimonial? Non è quella della Vodafone un'informazione errata? I pinguini canterini e gli orsi ballerini esistono davvero?
Il loro scopo è far si che lo spot si distingua dagli altri e spinga lo spettatore a dare attenzione. Naturalmente tra lo spot e l'effettivo acquisto della tariffa telefonica ci sono ulteriori passaggi che sono necessari a far sì che il cliente sia soddisfatto; chiamare il call center di riferimento, parlare con un'operatore, verificare la convenienza delle tariffe, accettare il contratto.
Tornando al discorso dei 9.900€, delle prove e dei punti di vista, non posso risponderti in nessun modo se non ripetendo ciò che ho già detto in risposte precedenti.
Potrei solo aggiungere che in fondo ognuno è artefice del proprio destino. Ognuno decide quanto e come investire. Ognuno ha una sua idea di come avviare un'attività.
Che sia con Golden Store Franchising o privatamente. Che sia con i nostri mobili o con quelli dell'Ikea.
Non esiste la formula del successo.
Esiste solo la cultura del lavoro, ed è quello che con il mio ruolo in Golden Store cerco di trasmettere a chi mi contatta.

Ok: possiamo non concordare, ma accetto ed apprezzo le tue spiegazioni.
Come funziona l'iter di apertura di un negozio? Come vi regolate con chi vi chiama?
Puoi raccontarci qualcosa?
Normalmente gli interessati ad aprire un negozio con noi ci contattano compilando una scheda che si trova sui siti specializzati al Franchising nei quali siamo pubblicizzati ("Az Franchising", "I love Franchising" ad esempio) oppure ci contattano via email dopo essere stati sul nostro sito www.golden-store.it.
Successivamente io stesso li richiamo telefonicamente, spiego la mission e la vision dell'azienda e rispondo alle loro domande che spaziano a 360° su tutto il mercato del fumetto.
Verificati alcuni parametri (età, disponibilità di un locale, grado di decisione nell'iniziare l'attività, disponibilità economica ecc.) si procede per step che variano a seconda delle esigenze.
Molto spesso veniamo contattati perché si pensa che avendo come partner un  Franchisor sia più immediato, quasi automatico, ottenere dei finanziamenti economici dagli enti pubblici o privati, per iniziare un'attività. Purtroppo non è così facile, ma se anche lo fosse, ci tengo a sottolineare che non siamo legati a nessun istituto di credito né banche.
Seguiamo il possibile affiliato anche nella scelta del locale. Non imponiamo metrature minime (molti Franchisor lo fanno), consigliamo zone adatte (magari vicino scuole o centri di aggregazione giovanili) e personalmente chiedo che ci si indirizzi verso affitti non troppo esosi (tra i 600 € e gli 800 €). Mi è capitato di "smascherare" affittanti disonesti suggerendo le domande giuste da porre prima di accettare un contratto.
Proponiamo almeno tre diversi preventivi (investimento basso, medio e alto) e argomentiamo le differenze sostanziali (i preventivi sono costruiti anche tenendo conto della planimetria del locale). L'ultima parola spetta sempre al cliente e molto spesso la soluzione migliore è costruita insieme.
Per quanto riguarda i costi, come molti Franchising, abbiamo una FEE di ingresso (2500 €+iva) ma non abbiamo royalties mensili.
Il rapporto con l'affiliato non termina con la firma del contratto o con l'apertura del negozio. Introduciamo il futuro commerciante al mercato e alle dinamiche del fumetto e lo assistiamo tutti i giorni a qualsiasi ora per risolvere eventuali problemi o semplicemente per confrontarci sulle strategie di acquisto e vendita.
E poi si lavora, lavora, lavora , lavora, lavora...


Le "vostre" fumetterie sono tutte in franchising?
Tu sei titolare di una di esse?
I nostri punti vendita sono tutti in franchising eccetto il punto pilota di Battipaglia in provincia di Salerno che è gestito da un nostro collaboratore, il sig. Lorenzo Celli.
Io non sono il titolare di nessun punto vendita ma curo il rapporto che intercorre tra distributori e punti vendita per tutti i franchisee.

La FEE d'ingresso è compresa nei 9900?
La FEE di ingresso è compresa nei 9.900€ + iva ma solo per i locali che non superano i 30mq.

Come riesci a spiegare il casino distributivo che è il mondo del fumetto?
Come spiego il casino distributivo che è il mondo del fumetto? Li invito a leggere il sito dell A.F.U.I.!!!
Lo spiego introducendo i principali distributori e spiegando che quegli stessi distributori hanno politiche commerciali differenti a seconda che tu sia un negozio di fumetti o una libreria di varia. Dico subito che non c'è il reso della merce e che bisogna avere tanta ma tanta pazienza. Essere dall'altra parte del bancone di un negozio di fumetti non è facile e bisogna svestirsi dai comodi abiti del cliente.  

Grazie.