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mercoledì 6 marzo 2019

A cosa serve una associazione fumetterie? #ALF

Era il 2003 quando aprii il negozio.
All'epoca feci tutto da solo. Unico supporto gli amici.
Non sapevo quasi nulla di quello che facevo: improvvisavo.

Oggi, nel 2019, è tutto diverso.



mercoledì 19 settembre 2018

Reso alle fumetterie? Parla un veterano...

Dopo quanto detto la scorsa settimana, da Cagliari, l'amico e collega Gianfranco Loriga, già presidente dell'Associazione Fumetterie Italiane, AFUI, e membro fondatore dell'ALF, Associazione Librerie del Fumetto, ripercorre la recente storia del reso per le fumetterie.

Nei prossimi giorni, chiuderemo il cerchio con le "deposizioni" degli editori che il reso, seppur in modo estemporaneo e limitato, direi quasi "spot" se usassi inglesismi, lo danno: chi meglio di loro può dirci quali sono i risultati di tali sperimentazioni?




venerdì 5 maggio 2017

Nasce l'ALF, Associazione Librerie del Fumetto. Come aderire.

Pochi giorni fa, sulla propria pagina FB, l'ALF, neonata Associazione Librerie del Fumetto, ha aperto la sua prima campagna associativa:

Carissimi "fumettari",
ALF è nata da poco e gli obiettivi che si propone sono ambiziosi: cambiare i paradigmi della distribuzione che da sempre danneggiano e mettono in difficoltà le fumetterie.
Non dobbiamo farci illusioni: sarà un lavoro lungo e molto duro. Difficile, e pieno d'ostacoli. I frutti non saranno immediati, ma non bisogna scoraggiarsi.
Ma per fare questo ALF ha bisogno del sostegno di quanti più possibile, anche di chi (pur non potendo contribuire con il proprio tempo e impegno personale), ASSOCIANDOSI darà ad ALF la necessaria forza e la "massa critica" per incidere davvero sulla filiera.
Per i propri associati, ma con un po' di lungimiranza (se sapremo davvero unirci in tanti) per tutti.
A questo link trovate lo statuto e il modulo compilabile per l'iscrizione.

martedì 17 gennaio 2017

30 anni: Auguri, Star Comics!

Era il 1987.
I supereroi, colonna portante del fumetto italiano negli anni settanta, erano spariti.
I manga non erano ancora arrivati.
I fumetti in edicola, e nelle nascenti fumetterie, erano pochi.
Di qualità, ma pochi.

Star Comics, guidata da Sergio CavallerinGiovanni Bovini e Marco Marcello Lupoi, dopo la chiusura dell'Editoriale Corno e la breve parentesi della Labor, prova l'azzardo: rilanciare i supereroi Marvel in Italia. Prima L'Uomo Ragno, che dopo qualche mese inizia ad ingranare, quindi Fantastici Quattro (ne abbiamo parlato qui) e X-Men. Il successo è evidente: altri editori si lanciano sul mercato: Play PressComic Art.

La storia prosegue tra alti e bassi: quando nel 1994 arriva Marvel Italia a prendersi le licenze di pubblicazione dei supereroi, Star Comics (che nel 1992 ha visto nascere pure Star Shop Distribuzione) non è colta impreparata, perché da anni pubblica anche altro: dagli albi USA (l'Ultraverse, l'Image con Spawn e tutto il resto, Hyperion col meglio del fumetto USA), manga (Video Girl Ai, Kappa Magazine, Dragon Ball, Ranma) e un paio di serie italiane (Lazarus Ledd e Hammer).

Dragon Ball Super, dal 23 marzo 2017!


sabato 2 luglio 2016

A cosa serve una Associazione Fumetterie?

Ci siamo: domattina, finalmente, come deciso da oltre tre mesi, presso una fumetteria romana, una ventina di librai si incontrerà, per prendere decisioni importanti.

Si, per carità: ci si confronterà sui problemi comuni.
Si stabiliranno dei contatti - che già esistono - per collaborare, magari scambiarsi materiale.

Ma non fraintendiamo...



domenica 8 maggio 2016

Associazione Fumetterie: è la volta buona!

I soci della Reale Aggregazione Venditori Carta Stampata Con Cordiali Nuvolette
(RAVCSCCN), ovvero la prima associazione di protofumetterie.
Era il 1896, in provincia di Belluno.

sabato 19 luglio 2014

venerdì 14 marzo 2014

Furbi & Idioti




Nella vita esistono due categorie di persone: i furbi e gli idioti.
I secondi, sono quelli che raccolgono i soldi per i regali, organizzano le cene e gli appuntamenti con gli amici, le riunioni. Si sobbarcano oneri di vario genere, anche qualche spesa. Se trovano un bel regalo, ma hanno qualche soldo in meno nel budget, li aggiungono.
I secondi sono quelli che lasciano fare agli altri. Si aggregano. Se possono, a volte, evitano di mettere la quota, almeno finché non glielo chiedi.

Io sono un idiota.

giovedì 13 febbraio 2014

Una nuova associazione fumetterie

I primi soci della Reale Aggregazione Venditori Carta Stampata
Con Cordiali Nuvolette (RAVCSCCN), ovvero la prima associazione di protofumetterie.
Era il 1896, in provincia di Belluno.


Oltre sei anni fa, l’Afui - Associazione Fumetterie Italiana - nasceva, per raccogliere, organizzare ed indirizzare l’attività comune delle “librerie del fumetto"...
In poco tempo, ma con un duro lavoro di promozione e ricerca di contatti, era riuscita a guadagnarsi il riconoscimento da parte di tutti i maggiori distributori, a farsi una buona pubblicità, e a consegnare due edizioni del PFUI (Premio delle Fumetterie Italiane) ad autori, editori e distributori: a Lucca nel 2007, a Narnia Fumetto nel 2008.
Sicuramente, l’associazione non ha rivoluzionato il mondo del fumetto, intendiamoci.
Ma in poco tempo si è, altrettanto indubbiamente, ritagliata uno spazio: ha coinvolto oltre quaranta negozi (il venti per cento di quelli esistenti… non so se esistono associazioni di categoria o sindacati così rappresentativi…), ha creato uno spazio di discussione che prima non c’era.
Ha anche permesso, al proprio interno, un dialogo tra i negozi su metodi di lavoro, strategie di vendita, scambi di esuberi: un obiettivo secondario ma non di minore importanza. Anzi: un semplice passo - quello della scelta di un luogo per dialogare - che ha portato enormi vantaggi per le condizioni di lavoro di molti.

domenica 25 agosto 2013

Arrivederci, Salvatore...

Ne parlavamo poco più di un mese fa: dopo venti anni di onorata carriera, chiudeva la storica fumetteria di Palermo, Altroquando.

Ora, leggiamo di quest'altra notizia, infinitamente peggiore: un po' come se, ormai, Salvatore ed Altroquando fossero legati in modo simbiotico.

Lo conoscevo poco, ma mi mancherà comunque... figuriamoci a chi lo conosceva davvero...

Arrivederci, Salvatore.


 

lunedì 29 luglio 2013

E' estate... non abbandonarci!


La prima campagna per la salvaguardia dei librai "a fumetto" è andata in onda lo scorso anno.

Dicevamo:

"E' estate. E' caldo.
Non piove, Governo ladro.
Il tuo povero libraio di fiducia, quello che ti mette da parte le novità tutto l'anno. Quello che ti consiglia. Quello da cui vai a piangere quando ti lascia la ragazza, o quando ti muore il gatto.
Proprio quello.
Pensalo, dietro il bancone. Solo. Triste.
In un periodo in cui tutti leggono di più, non ci sono uscite, perché gli editori sono in ferie.
I distributori chiudono, e il tuo libraio per una decina di giorni non ha novità da sistemare.
E, ti aspetta.
Ma tu non passi.
Non passi da maggio, e tornerai ad ottobre. Anzi, no: c'è Romics.
Allora a novembre. Ma no, che c'è quell'impegnuccio a nord della Toscana, proprio da quelli che ostracizzano alcuni librai.
Diciamo che passerai a metà novembre.
E di fronte alle sue rimostranze, dirai: "ero in vacanza". Da giugno a ottobre.
E gli spiegherai che le vacanze costano, e che non può avere ora i soldi per svuotare la casella.
Anche perché quei fumetti li ha già presi nell'odioso capoluogo toscano.
D'altronde, è capitato lì, e lì già li avevano.
E il tuo libraio ti guarderà. Triste.
Dopo aver letto tutte le tue performances vacanziere in estate, solo soletto davanti al suo vecchio computer a manovella.
Non abbandonarlo: lui ti ama tutto l'anno."

Ogni anno, circa 234mila librai vengono abbandonati in tutto il mondo..

Fai che il tuo libraio non sia tra questi.
Proteggilo. Abbine cura. Adottalo.

A.Fu.I. - Associazione Fumetterie Italiane - in collaborazione con Associazione per il Recupero Malati a Fumetto (ApiRMaF).

lunedì 22 luglio 2013

Editori Creativi #17: La Parte del Leone (2)

Abbiamo parlato del recupero degli arretrati Planeta da parte di Alastor e Lion, e delle modalità di presentazione degli stessi, criticandole.

Ora concludiamo il percorso, analizzando alcune recenti iniziative Lion, che lasciano perplessi pubblico di appassionati e... fumetterie, appassionate ormai un po' meno, alle vicende - talvolta confusionarie - dell'editore che gestisce DC in Italia.

QUI parlavamo di come fosse uscita una edizione di All Star Superman riservata alle librerie di varia, affermando che si utilizzava "il circuito delle fumetterie per pubblicizzare un albo che sarà disponibile solo in minima parte presso queste: due o tre copie. Il tutto per avere una edizione ultracostosa da mandare quasi esclusivamente in varia, e magari girarne gli avanzi alle librerie specializzate, se ce ne saranno, una volta finito il periodo di esposizione. La pubblicità è presente anche in diversi albi spillati della Lion."


Lo stesso accade per una edizione di Superman: Per il Domani, uscita pare prima ancora di essere pubblicizzata su Mega: le fumetterie sono ancora una volta marginali, potendo contare solo su DUE o TRE copie di questi volumi.


Ma la situazione peggiora ulteriormente, confermando quanto dicevo altrove: l'editore, continua "come tutto e tutti in questo settore, a seguire una sua strategia, senza risentire di consigli, critiche, frecciate o quant'altro provenga dalle fumetterie": su Mega 193, uscito fresco fresco, si pubblicizza la ristampa del primo volume di Superman: Terra Uno, precedentemente edito da Planeta, e concluso proprio da Lion, che aveva dato alle stampe il vol. 2.

Ecco: questa edizione, disponibile in fumetteria da ottobre, è già stata distribuita in varia.
Ripeto: è GIA' stata distribuita in varia.
E non sarà in fumetteria prima di ottobre.

Quale è l'obiettivo di questa strategia? Invadere la varia, farsi conoscere anche al di fuori dei quattro gatti che infestano le fumetterie... Obiettivo meritevole. Ma sarà vero?

Se lo fosse, qualcuno più intelligente di me, può spiegarmi come se fossi un bambino di quattro anni perché, contestualmente, non vengono distribuiti in fumetteria? Farlo, in che modo confliggerebbe con l'obiettivo di allargare il mercato? Se punti una clientela nuova, perché non tenerti comunque la vecchia? Perché escluderla per tre o quattro mesi dalla possibilità di avere il volume, quando sai bene che l'appassionato smania per avere subito le novità, anche di poche ore, figurarsi svariati mesi?

Non sarà che... stai cercando di spostare i clienti dalla fumetteria alla varia, pubblicizzando i volumi nel primo circuito per poi venderli online tramite noti siti, e nella varia, nella quale hai un margine più alto, nella quale stai cercando di crearti uno spazio e... contando soprattutto sul fatto che le vendite nelle librerie specializzate sono CERTE e SENZA RESO? Atteggiamenti dei quali avevamo già parlato, in passato...

Certo, è pensare male. Ma quando ti trovi di fronte a mancanze di rispetto di questo livello, e in assenza di risposte ufficiali, cosa altro puoi fare?


In proposito, la presa di posizione dell'AFUI.

Alle fumetterie,
sui cataloghi in distribuzione in questi giorni trovate nella sezione dedicata alla RW-Lion la proposta dell'albo Superman Terra Uno Vol. 1 al prezzo di €16,95 in uscita per lo stesso editore per il mese di ottobre 2013.
Vogliamo metterVi al corrente dell'incresciosa situazione venutasi a creare il giorno 20 giugno 2013 data in cui il medesimo albo è stato reso disponibile al pubblico delle librerie di varia, infatti tale volume è disponibilissimo su qualunque store online
Invitiamo le fumetterie a prestare particolare attenzione nel momento in cui vorranno approvvigionarsi del prodotto poiché esso sarà con buona probabilità una ristampa se non addirittura parte di eventuali resi della varia. Purtroppo l'editore non ha ritenuto opportuno evidenziare questo particolare nella presentazione della propria offerta commerciale.
Afui

Come diceva il grande Marchese Del Grillo... "Se tu me freghi qui, me freghi su tutto"





Intanto, da questo mese, i Before Watchmen sono esauriti. "Momentaneamente" esauriti.
Traduzione: li mandiamo in edicola, vediamo come vanno, poi eventualmente giriamo le rese ai negozi?

giovedì 27 giugno 2013

7 Idee per una promozione "giusta"


Poco tempo fa, con un gruppo di amici e colleghi dell'AFUI - Associazione Fumetterie Italiane - mi sono trovato a parlare delle varie promo che spesso editori e distributori, in un fantozziano team-up, propinano a clienti e negozianti.
Tutte uguali, tutte in fotocopia, ognuna con un miglioramento e dieci peggioramenti in più rispetto alla precedente.

Scarsa fantasia, scarsissima presa sul pubblico. Difficile comprensibilità.
Per questo, abbiamo stilato una lista dei requisiti che una promozione decente dovrebbe avere.
Si tratta di consigli dati da professionisti addetti ai lavori: ognuno sappia prenderli come meglio può e vuole.


0) PREMESSA ESSENZIALE: la promo deve spingere materiale VALIDO e che esca coi TEMPI GIUSTI. Il primo requisito non riguarda la qualità, quanto la vendibilità. Non devo essere io a dire che un fumetto oggettivamente "bello", può avere scarso appeal per la vendita, e viceversa.
Però, essendo un negoziante, mi baso (DEVO basarmi) sul principio che, come diceva Nino Frassica, "Non è bello ciò che è bello, ma che bello, che bello, che bello..."; traducendo: se vende, va bene. Anche se è brutto.
Per quello che riguarda i "tempi giusti", se esce un prodotto che ha... l'anime, la serie tv, il romanzo... ma usciti tutti un anno fa, posso solo dirti che è in ritardo, visto che la gente dimentica facilmente, no?

Chiarito questo, ecco i sette punti fondamentali...


1) Quando promuovi un albo, come editore/distributore, devi rinunciare a qualcosa.
Ovvero: scontare il prezzo di cover, oppure spendere per fare una promozione. Offrire sovrasconti, rischiare un reso. TU stai promuovendo un TUO prodotto: a me non lo chiede il dottore di partecipare, idem il cliente per essere "convinto" a comprare. Sei tu, editore, insieme al distributore, a dover INVESTIRE in primis, convincendo POI me, negoziante, a farlo.
Il cliente, se il lavoro è ben fatto, verrà da se. Ma il presupposto, il "rinunciare a qualcosa", in quanti lo rispettano?

2) L'obiettivo non è far si non che POCHI negozi abbiano TANTE copie dell'albo, ma che TUTTI i negozi provino ed espongano il materiale della promo.
Se venderà, sarà loro interesse riprenderlo, o continuare con quella serie o linea di prodotti.
Se venderà, sarebbe da fessi non insistere.

3-Quantità minime richieste parametrizzate alle vendite.

I grandi negozi, con fatturati alti, hanno sconti maggiori.
Perché, quando ci sono le promo, le quantità minime obbligatorie da ordinare, non sono parametrizzate alle mie vendite su quel genere di prodotto? Esempio (con numeri casuali, è bene dirlo): vendo trenta copie, in media, dei supereroi. La mia "hit" è Thor, cinquanta copie. Esce la nuova serie di Iron Man: probabilmente, potrò venderne al massimo cinquanta copie, perché quello è il mio pubblico di supereroi. C'è un prezzo lancio che aiuta le vendite? Allora posso investirci di più. Ma non puoi chiedermi di prendere cento copie dei primi tre numeri, perché non-le-venderò-mai!
L'adesione alla promo, quindi, non deve prevedere due o tre "scalini" con vantaggi diversi ma, come con gli sconti, con quantitativi personalizzati alle MIE vendite ed alle MIE possibilità.
Il compito del distributore non è vendere il maggior numero di copie (vedi punto "2"), quanto far aderire più negozi possibili e renderli soddisfatti dei risultati della promo.

4-Prezzo promozionale.
Non c'è promo migliore di un prezzo tagliato. Ma tagliato per davvero: non un euro in meno su quattro o cinque, ma UNO o DUE euro di "prezzo lancio". Sufficienti, forse, a rientrare di gran parte delle spese, ma che danno la possibilità di far conoscere il prodotto a chi lo prende SOLO PER IL PREZZO! 3,95 invece di 4,95 NON E' un prezzo lancio. 1 o 1,99 euro SI!

5-Materiale pubblicitario: poster, volantini, segnalibri, spille, adesivi: e deve arrivare tutto ALMENO un paio di settimane prima dei fumetti. L'espositore aiuta, ma non è decisivo, mentre i poster con spiegazioni sulla promo, o il lancio della stessa sono molto, molto utili.
E' inutile allegarli al catalogo, o fare anche albetti promozionali allegati allo stesso, se non si mandano anche in quantità ai negozi. E' successo col Marvel Now: albo "preview" delle nuove serie allegato ad Anteprima 260, poster con il calendario delle uscite inserito nel nr. 262 del catalogo: il tutto senza farne menzione prima. Così il negoziante non può incrementarne gli ordini e diffonderli presso il proprio pubblico. Ma, soprattutto: se fai albetti promozionali, si pensa che tu voglia regalarli e diffonderli il più possibile. Idem per i poster, che dovrebbero "infestare" qualsiasi negozio di fumetti dello stivale.
Perché non è così?
Editori cari, ripetetelo come un mantra: poster! Poster! Poster!
E... ripeto anche questo, perché giova: PRIMA della promozione, non dopo o durante.

6-Reso decente ed indifferenziato e pagamento a 90 giorni.
Fate prodotti validi? Ci credete? Date un buon reso ai negozi che li acquistano.
Punto. Altro da dire non c'è, se non che un reso INDIFFERENZIATO piccolo è meglio di uno, magari più GRANDE, che però sia concentrato sulle singole serie.
Il pagamento con maggiore dilazione è prassi in altri settori, ma anche in quello librario per particolari promozioni.

7-Semplicità.
Nell'organizzazione della promo, nella comunicazione. Nella scelta delle soluzioni: chiarezza. Immediatezza. E che le variant non siano solo spinte da collezionismo, ma anche da bellezza estetica: insomma, non scegliete sempre e solo le immagini più brutte!


Queste due ultime condizioni aiuterebbero notevolmente tutte le promo.

Non sarebbe necessario scervellarsi per elaborare chissà cosa, potendo contare su un buon reso, un pagamento dilazionato e... materiale valido, spinto bene...
Ci vogliamo provare?




La promozione media, invece, è quella che parodiavo proprio l'altro giorno su FB:


"A TUTTI GLI EDITORI: diventa anche tu un ANTANIPUBLISHERPOINT!Come fare?Devi partecipare ad almeno DUE tra le ultime TRE operazioni qualificanti per lo status di ANTANIPUBLISHERPOINT: 
-inviarci i tuoi fumetti, con sconto del 60% e pagamento a fine mese successivo alla vittoria dei mondiali di calcio da parte del San Marino. Ove non si verificasse la partecipazione a suddetta manifestazione, San Marino verrà sostituita da una nazionale di calcio indicata da un parametro appositamente scelto, ma che non ti sveliamo quale è. In ogni caso il pagamento verrà effettuato prima di. 
Scadenza della promo: 30 maggio 2016; 
-inviarci un simpatico poster con le tue uscite. Scadenza della promo: ieri. Anzi, l'altroieri. 
-pubblicare la nostra pubblicità sui tuoi fumetti, e su quelli della concorrenza, inteso come l'editore che, alfabeticamente, viene prima di te in una ipotetica lista.
TUTTI GLI EDITORI che aderiranno, avranno i seguenti
V A N T A G G I: 
-se venderemo i loro fumetti, incasseremo - gratuitamente!! - il prezzo di cover al loro posto! Pensate: non dovrete venire qui a Terni ad incassare la vs percentuale per ogni fumetto acquistato, CI PENSEREMO NOI! 
-libereremo lo spazio dei loro magazzini, tenendo il loro fumetto, con conseguente diminuzione dei costi di stoccaggio; 
-apporremo una foto del direttore megagalattico all'interno del negozio, stile presidente della repubblica! 
-realizzeremo dei segnalibro personalizzati a tiratura limitata, uno per ogni editore, che invieremo ai suddetti per ringraziarli! 
-staccheremo la cover di uno dei vostri fumetti, e ci metteremo un disegno realizzato da mia figlia di 3 anni, rendendolo una LIMITED UNICA COPIA rarissima, che potrete vendere alle fiere! 

A PRESTO PER ALTRE NIUSSS per tutti gli ANTANIPUBLISHERPOINT!"



Buone promozioni a tutti!

giovedì 21 marzo 2013

Fumetteria: chiuderla


E' sulla bocca di tutti: la "trilogia dell'aprire una fumetteria", ormai la chiamano.
Si è iniziato con "Ti piace la pizza? Perché non apri una pizzeria?", si è continuato con "Ma perché non apri una fumetteria?". Dopo lo speciale "Diventare una libreria vera...", ora chiudiamo il cerchio parlando di come si chiude, una fumetteria.
In futuro, aspettatevi una nuova trilogia, ambientata prima della precedente: "Da grande aprirò una fumetteria", seguito da "Ehi, fumettaro: assumimi", per concludersi con "Da fedele cliente a spietato concorrente". Poi, tra molti anni, un'ultima (?) trilogia, conclusiva della saga: "Fumettoché? No, non hai diritto alla pensione!"; "Protesi, dentiere e fumetti"; "Come ottenere l'autorizzazione a farsi tumulare nel proprio negozio".
Il tutto sarà raccolto prima in tre eleganti trade paperback, e quindi in un fighissimo omnibus deluxe absolute, con cofanetto richiedibile solo se si è stati Reboot Point o se la propria fumetteria ha aderito a tre promozioni a caso negli ultimi 3 giorni.

Seriamente: l'intento è sempre quello: con toni diversi, far capire che la passione non basta.
Spesso non bastano neanche soldi e duro lavoro, figurarsi.

Ma, complice l'AFUI, continuano ad arrivare mail di questo tono:
"Salve, sto valutando l'idea di aprire la fumetteria dei miei sogni, ma non
so nemmeno da dove cominciare. Quanto capitale occorre? Quali documenti
occorrono per farlo?E' necessario avere p.iva e registratore di cassa? Quale/i distributore/i contattare? E' meglio un franchising? E' meglio vendere solo albi americani (di tutti i tipi) o anche manga? Grazie in anticipo per l'aiuto".

Negli ultimi sei mesi del 2012, ho ricevuto la comunicazione di almeno una decina di chiusure, da parte di fumetterie. Spesso, accompagnate da tanto di foglio excel, con listato il magazzino...
In Italia ci sono circa duecento fumetterie (stando a quello che dicono i distributori). Parlo di una stima di massima, contro non ricordo se quattro o cinquemila librerie di varia. Contro distributori ed editori che vendono online e con lo sconto; contro una cinquantina di fiere in cui trovi svendite al limite (spesso oltre) della legalità. Concorrenza spietata.

Se il sottoscritto, povero libraio di provincia, conosce - esagero - trenta o quaranta colleghi, di cui una decina hanno chiuso in sei mesi, come è messo realmente il mercato?
In quanti ci hanno abbandonato nel 2012?

Oltretutto, il mercato spinge talora verso l'edicola (vantaggi: allegati editoriali, pubblicazioni a basso prezzo, visibilità alta), talora verso la libreria di varia (pro: pubblico selezionato ma con maggiore capacità di spendere e passione per la lettura, tantissimi punti punti vendita esistenti contro le poche fumetterie), ignorando la libreria specializzata che tanto acquista senza poter rendere.
E con tutto che sia edicola che libreria di varia, sono in forte crisi...


Forse, prima di investire in una attività, bisognerebbe aver chiare quelle che sono le proprie priorità...




Per finire, diciamocelo: forse, anche certe pubblicità non aiutano...


Per finire, un occhio a questo post: sono passati due anni e mezzo, e sembra scritto ieri...

lunedì 26 novembre 2012

Diventare una libreria vera... (200 post!)

Per chi si fosse messo in collegamento solo ora, qui e qui avevamo parlato di come aprire - o, forse, di come fosse meglio NON aprire! - una fumetteria, mentre qui avevamo fatto un post "definitivo" sul reso, dimostrando con semplici ragionamenti come questa pratica potesse essere una svolta, economica e professionale, per una qualsiasi attività libraria.
Festeggiamo ora il duecentesimo post di questo blog, parlando di come si può, per magia, trasformare una fumetteria in un libreria "vera".



Anni fa, Bryan Talbot mi parlò di "Page 45", una libreria inglese che ha una filosofia semplice.

Dal loro sito: "Page 45 is a comic shop whose goal has always been simple: to bring the widest range of quality comics and graphic novels available into contact with as many new people as possible, and to do so with a warmth, honesty and informed eloquence in a relaxed, welcoming and professional environment.
To recreate the European model which has meant that comics and their creators there have always been received with the respect they deserve and the sales to accompany it."
(Non traduco, perché se lo capisco io ritengo possano farlo tutti...)
L'obiettivo è semplice: quante persone leggono regolarmente? Invento una percentuale ottimistica: venti su cento. E quante fumetti (sempre "regolarmente")? Sempre ottimista: cinque su cento.
Ecco: perché rivolgersi a quei cinque, quando ci sono altri quindici lettori? E... perché non puntare anche agli altri ottanta? Se un giocatore di Assassin's Creed, un fan dell'anime di Naruto o del film di Capitan America possono appassionarsi alla lettura di un libro o fumetto collegato a questi personaggi, è così impossibile pensare di "portarli" su altre letture? O, addirittura, pensare che chiunque può leggere  un libro o fumetto?

Da qui, anche discorsi portati avanti con dei colleghi librai: fermo restando quello che il cliente chiede e prenota, perché non tagliare le tante cose che si prendono solo per l'esposizione, e puntare su un tipo di fumetto che attiri il lettore? Perché, diciamocelo: su cento manga che escono al mese, togli i best seller, togli quelli vendibili, ne rimangono una certa percentuale che nessuno si fila, che uno prende per "tenerli" e che, magari, ogni tanto, qualcuno si piglia. Ma vale la pena comprare centinaia e migliaia di volumi per riuscire a sbolognarseli dopo un anno (ad andare bene)? Volendo fare i conti della serva: un volume di Zerocalcare costa 16 euro, Naruto 4,20. Ovvero: quattro a uno, come rapporto.

Ma, direte, sono entrambi fenomeni di vendite.
Facendo un esempio più normale, ogni volume che si vende, vale dai tre ai quattro manga che non si vendono. Con la differenza che il manga -generalmente- non ha reso, mentre trovi parecchi editori o distributori che danno questa possibilità sui propri prodotti: Bao, Tunue, Rizzoli/Lizard, solo per citare i primi che mi vengono in mente.
Contrappongo il "volume" o "graphic novel" al manga perché sono due prodotti agli antipodi, ma lo stesso può valere per super-eroi o altri generi, con la differenza che il fumetto USA fidelizza maggiormente rispetto a quello orientale, e facilmente porta il lettore ad appassionarsi alle vicende di altri personaggi, per poi magari passare a generi più adulti, magari alla Vertigo o a linee meno "commerciali".

Il problema di fondo è che le tipologie di materiale trattato dalla fumetteria media, allontanano il lettore occasionale, che vede il fumetto come parte di una realtà "strana" che magari "si, da piccolo li leggevo", ma "ora non ci entro nemmeno". Ricordo mogli o fidanzate parlare di "puzza di palestra" (ehi: non nel MIO negozio!!) o di sentir loro dire che mai erano entrate in quella che ora è la mia libreria (appunto!) quando prima c'era una ludoteca, per via delle frequentazioni e dell'ambiente. Lasciamo stare la puzza sotto il naso che molti hanno: ma avrebbero detto lo stesso della Feltrinelli a cento metri dalla mia attività?

La verità è questa: molte delle nostre librerie nascono da semplice passione, e così continuano, senza strategia, promozione o piani di sviluppo. Puntando sul prodotto del momento, ramen, costumi per cosplayer, e non sulla qualità delle letture, finalizzata alla commercializzazione delle stesse.
E il sistema non aiuta: i distributori spesso non hanno siti decenti (se non erro non ce ne è uno che ti permetta di ordinare usando... i codici a barre!), non ti informano (preferiscono mandare news ai siti informativi che ai librai), ti nascondono promozioni, magari qualche possibilità di reso. Ti chiedono solo una cosa: ordina di più. Non: "ordina quello che puoi vendere più qualcosa da esporre". No. "Di più". "Di più" di quello che hai già ordinato, delle tue capacità di assorbimento. Di un rischio ragionevole. "Di più".

Alla fine, dobbiamo essere noi librai a decidere cosa vogliamo vendere.
Ci sono prodotti che "si vendono da soli", e prodotti che ci vengono richiesti dai clienti. Andando oltre questi due paletti, ricordiamoci che NOI rischiamo, e NOI dobbiamo prenderci la responsabilità di quello che vogliamo vendere, e quindi comprare. Alla fine, come è giusto, i principali responsabili delle nostre fortune, come di un eventuale - e sempre possibile - fallimento, siamo noi.
Dobbiamo essere noi, a costruire "ali più solide".


Non sono mai stato sicuro che la morale della storia di Icaro dovesse essere: “Non tentare di volare troppo in alto”, come viene intesa in genere, e mi sono chiesto se non si potesse interpretarla invece in un modo diverso: “Dimentica la cera e le piume, e costruisci ali più solide”. (Stanley Kubrick)



Ps: 200 post! Un grazie a chi ci legge: e siete tanti, viste le tematiche spesso tecniche, e gli sproloqui. Un grazie a chi ci commenta, ci incoraggia, ci critica e ci pungola. E chi ci ignora, perché tanto esistiamo ugualmente.
Grazie ancora!

mercoledì 6 giugno 2012

Ma perché non apri una fumetteria?


Visto il successo del precedente post, ormai GRANDE CLASSICO del blog, eccovi un bel sequel.
Ma con altro tono: perché chi è interessato ad aprire una fumetteria, è spesso "de coccio", e forse è bene sbatterci, qualche volta, sulla realtà.
Eppoi si tratta di passione, dai!! La passione è bella e morbidosa!

Quindi vi invito: ma perché non aprite una fumetteria?
Pensate ai tanti vantaggi, che ora vi elencherò.
In primis, una pubblicità garantisce che si può aprire anche con 9900 euro. Asterisco.
Come? No, non andate a leggere cosa dice l'asterisco, troppa fatica.
Concentriamoci sulle cose che contano.
GNOCCA!
Chi ha detto "Gnocca"?
Dicevamo: aprire una fumetteria.
Prima cosa: spese legali, Camera di Commercio, burocrazia.
Trovate un commercialista che pensi alla pratica. Gli date... quanto? 10-20 euri, e siamo apposto. Con altri 50 di bolli e marche, e tasse, saremo a posto.
Imposte sui rifiuti, Siae, affissioni ed insegna: ma credete davvero che tutti paghino queste tasse? Maddai! Sarà una invenzione dei media!
Quindi: siamo a 70 euro di spese.

Poi: l'arredamento.
Con 500 euro vi comprate tutto il legno, colla e chiodi che vi servono.
Con un po' di attrezzi che vi presterà vostro zio, e qualche amico che vi aiuterà -dovete averne per forza se volete aprire un negozio: come fate per le caselle, sennò? Chi vi lascerà centinaia di euri di fumetti prenotati ma invenduti, altrimenti?- potrete costruire dei mobili SU MISURA.
Solo dopo averli fatti, nel garage del sempre utile zio, sarà ora anche di cercare il locale in cui aprire l'attività. Mi raccomando: PRIMA i mobili, POI il locale! Sennò dove li mettete?
E siamo a 570 euro di spese.

Locale: non cercatelo in centro, che costa, ma più periferico possibile.
Tutte storie che la gente gira solo in centro: speculazioni delle agenzie immobiliari, che poi guadagnano le percentuali sugli affitti. E' tutto un magnamagna, dai!
In centro pagate un locale 2000 euri al mese, magari proprio sul Corso del vostro paesino? In periferia, molto in periferia, ne spenderete 300! Ovviamente, e questo mi sono scordato di dirlo, più è piccolo il paese o la città in cui aprite, meglio andrà: meno rotture di scatole, nessun concorrente, un po' di pace, che sennò vi tocca sempre a lavorare.
E se poi, nel vostro paese di 342 anime, c'è già una fumetteria, MEGLIO! Dove si mangia in uno, si mangia in due! Ci penserete voi, semmai, a farli chiudere, che si sa, gli appassionati di fumetti non sono abitudinari, vanno dove si trovano meglio, seguono la qualità! E voi gliela darete!
Riassumendo: 300 euro di affitto, due mesi di anticipo: 600 euro totali.
E siamo a 1170 euro totali.

Ora l'allestimento: compriamo i fumetti.
Qui vi chiedo di non badare a spese. Come? Non vi danno il reso, e magari vi fanno pure sconti bassi e pagamento immediato, visto che siete all'inizio? E ALLORA???
Come farebbe, poi, il distributore a ricomprarvi tutto a due soldi, quando tra un anno (ad essere ottimisti) chiuderete? Come farebbe a guadagnare alle vostre spalle, consigliandovi titoli invendibili ed irrendibili? SPENDETE, SPENDETE!
Almeno venti o trentamila euro. Facciamo quaranta, che il figlio del distributore si deve comprare l'apparecchio.
Questa voce non la contiamo nel totale, d'altronde i fumetti si rivendono, no? Quindi che senso ha inserirli nei costi?
Ma, un attimo, qualcuno qui sopra ha scritto: "Tra un anno chiuderete"?
Ma... GNOCCA!
Eh?
Dicevamo?
Ah, siamo a 1170 euro allora.
Ed abbiamo sistemato locale, comprato mobili e fumetti!
Uff!

Pubblicità.
Nota dolente.
Ma non avete una stampante? Allora scaricate qualche software crakkato, che tanto nessuno controlla (consiglio i modernissimi Paint e Publisher), ci buttate una bella immagine di Naruto e della Vedova Nera (un po' pecoreccia, che la gnocca attira sempre... "GNOCCA?"... "Eh?"), li stampate a raffica, e poi li fate portare in giro dai vostri amici. Fate una bella pagina su Facebook, e la storia è finita!
Costi: cartuccia stampante, 15 euro, un caffé offerto a tre amici (ed è pure troppo!): 3 euro.
E siamo a 1188 euro.

E poi fate un bel rinfresco, metteteci tanta roba, tanti alcolici.
Almeno 500 euro!
E alla cassa metteteci la vostra ragazza o vostra cugina, con un bel vestito scollato.
O voi stesse, se siete una donna.
Tutto, per la cultura!

Tot. 1688 euro.
Se li avete, potete REALIZZARE UN SOGNO!*
Non ne vale la pena, per quattro spicci?




*Il tono di questo post è volutamente ironico.
Tanto chi arriva a leggere queste righe, e si prende la briga di farlo fino in fondo, sicuramente lo avrà già capito.
Chi, invece, non dovesse capirlo, decidesse di aprire una fumetteria, e un domani volesse farmi causa, venga pure a trovarmi.
Sotto il bancone c'è il mio avvocato. Una doppietta stile far-west.
So say we all!
GNOCCA1

giovedì 17 novembre 2011

Ti piace la pizza? Perché non apri una pizzeria?



Salve,
Sono il sig. XXX, volevo delle informazioni riguardo l'apertura di una fumetteria privata nella mia città, XXX.
Potrebbe darmi dei suggerimenti sulle basi del settore data la mia totale inesperienza al riguardo?
Cordiali saluti

SALVE,SONO UN RAGAZZO DI XX ANNI DI XXXX.AVREI INTENZIONI SERIE DI APRIRE UNA FUMETTERIA CON UN MIO AMICO.VOLEVO CHIEDERLE,SE è POSSIBILE,QUALI POSSONO ESSERE I PRO E I CONTRO DI TALE INIZIATIVA O SE PUO ESSERE INTERPRETABILE COME UNA PAZZIA,ATTUALMENTE PARLANDO.ASPETTO UNA SUA RISPOSTA.GRAZIE

salve,
mi chiamo XXXXX (...) nel mio paese non ci sono fumetterie e mi stava girando per la testa l'idea di aprirne una,le uniche fumetterie presenti nella vicinanze sono distanti.
i dubbi sono tanti perchè non so se effettivamente l'attivita funzioni ,non conosco tantissimi appassionati di fumetti nel mio paese e come ben sapete i prodotti in vendita sono di nicchia ,entusiasmo e idee ne avei tante ma potrebbero non bastare.
so che la cosa è abbastanza soggettiva e dipende da tanti fattori ,ma questo tipo di attività potrbbe funzionare in un paese non tanto grande?
le principali spese iniziali a quanto potrebbero ammontare(escluso l'affitto)?
vi ringrazio per la cortesia e l'attenzione

Sono un grande appasionato del mondo del fumetto, e il mio grande sogno è quello di aprire una fumetteria tutta mia.

Ho sempre letto molto (libri, fumetti e graphic novels) e (...) vorrei, CON TUTTO IL CUORE, aprire una bella fumetteria tutta mia dove passare le mie giornate e condividere la mia passione con vecchi e nuovi amici...


Da quando esiste l'Afui, in molti ci scrivono mail di questo tenore.
Tanti. Tanti davvero. Ed a tutte queste mail ho sempre risposto io.
Ne approfitto per dire alcune cose, "fissandole" qui in modo da poterle girare poi agli interessati.
Premessa: a meno che uno non mi apra un negozio davanti, non ho alcun interesse personale nell'apertura o meno di un negozio. Non prendo soldi, non perdo soldi. Non mi interessa, economicamente parlando.
Quindi, se dico alcune cose, consideratele come frutto dell'esperienza di un addetto ai lavori.

In primis: le fumetterie "vere" (che vendono, cioè, principalmente fumetti nuovi) in Italia sono circa duecento. Questo è uscito fuori da una chiacchierata allo scorso Comicon, fonte due distributori. Chiaro che, se poi si contano ludoteche con due scaffali di manga, bancarelle o edicole coi Tex usati, si salga a cifre tipo trecento, forse anche di più.
Ne aprono di continuo, ne chiudono di continuo.
I problemi principali sono tutti quelli che affliggono le attività commerciali in questo momento: spese e costi alti, entrate basse, crisi, tasse per tutto, anche per l'aria (qui da me si sono messi a fare le multe per insegne e vetrofanie... per dire, hanno multato una macelleria che espone la scritta "carne bovina"!).
Inoltre, ci sono i problemi specifici del settore: margini bassi (bassissimi considerando sconti o tessere per il pubblico), reso che non decolla come concetto, quantità di prodotti in crescita continua, quasi totale assenza di promozione, totale assenza di informazione dedicata ai negozianti, che sono posti al pari del cliente finale. Scarsa professionalità a tutti i livelli.
Soprattutto, però: a me piace la pizza, me la cavicchio anche a farla: ma non mi è mai passato per la mente di aprire una pizzeria. Su Kill Bill, la protagonista, ad un certo punto, dice che lavorare in un negozio di dischi, perché "ascolto musica tutto il giorno e parlo di musica tutto il giorno, è fichissimo!".
Ecco: nella realtà non funziona così.
Non si apre un negozio per stare con gli amici a parlare coi fumetti.
Gli amici sono quelli che ti lasciano duecento euro di roba in casella (certificato, eh!), e parlare di fumetti -che, insieme a consigliarli a chi non li legge è davvero figo- è l'1% (purtroppo) del lavoro.
E ci vogliono anni per arrivare al guadagno.
E di amici bravi che hanno abbassato la saracinesca o tirano a campare, ne ho visti molti.
La passione non serve: serve cocciutaggine, serve cultura, serve avere non "passione per i fumetti", ma "passione per vendere i fumetti. Serve sbattersi. E' un LAVORO.
Oh, per carità: faccio un lavoro che mi piace (da notare che è diverso anche dal "mi piace il lavoro che faccio"), invito autori, sistemo ed ordino il materiale, creo un rapporto col cliente. Ma tutto questo viene insieme, spesso anche "dopo" il pagare le fatture, il non sapere se si arriva a fine mese, il saltare le vacanze.
Insomma: pensiamoci, e bene.
Poi tutto si può fare, ma con la dovuta consapevolezza.
Grazie per l'ascolto.

L'immagine in cima a questo post, che spero farà lievitare i contatti di questo blog, la si trova su Google se si digita "passione". Tanto per chiarire, eh!