
Intervistiamo un vero mito del fumetto Marvel "Made In Italy".
Ce lo ricordiamo come il primo disegnatore italiano a lavorare negli USA (e ce ne parlerà lui stesso qui sotto!), come copertinista dello storico
X-Men Zero dell'allora Marvel Italia, disegnatore di
Wild Angels per Marvel UK, di
Clandestine dopo Alan Davis, ma anche di
Nathan Never e di tante altre cose...
Ciao, Pino! Ti avevamo perso di vista, ed ora ti troviamo sul tuo blog, che parli di lavoro come nulla fosse.
Che fine avevi fatto? Cosa ci racconti di questi anni?Io sono sempre stato presente nel fumetto e nell’editoria. Dal 2000 pubblico per LANCIO STORY i personaggi inventati da me. Agenzia-X, La saga di Twee-Wan-Poor e il serial WILLARD the WITCH che ora è arrivata alla sesta miniserie, a parte copertine e pin up varie.
Forse ti ha penalizzato lavorare per una realtà piccola come l'Eura/Aurea, che poco si pubblicizza. Posso chiederti qualcosa in più sulle serie da te realizzate?Non mi sembrava tanto piccola come realtà l’EURA editoriale, e poi per motivi che non sto qui a specificare era l’unica che mi permetteva di pubblicare qui in Italia.
E’ stato un buon riinizio, partivo dall’Eura come disegnatore di fumetti e ripartivo dall’Eura come autore completo. Forse il pubblico di Lancio Story non è proprio quello che mi segue, ed io avrei bisogno di uno spazio tutto mio… Ma questo dovrebbe essere il pubblico a chiederlo all’editore.
Ti consideri il primo italiano ad aver lavorato per la Marvel? Come è stato il rapporto con l'editore USA, e come è finito?Certo! In tutti i sensi non solo come pubblicazioni, ma anche come capostipite di tutti i disegnatori Marvel italiani… prima di me c’era il nulla… i miei colleghi mi prendevano in giro trattandomi come il fratello scemo da cui vergognarsi, gli editori non mi prendevano in considerazione, volevano che cambiassi stile. Credo che fu nel 1981/82 a una Fiera del Libro per ragazzi di Bologna che conobbi MICHAEL HOBSON, mi commissionò un paio di pin up regolarmente pagate. Volevano che io mi trasferissi negli States, ma ero troppo giovane e amante degli spaghetti (anche di una bella biondina)… allora non era come oggi, non c’era internet… Gli italiani hanno la memoria corta… Poi, o quasi contemporaneamente, Tanino Liberatore con delle cover di Conan, molto tempo dopo Rita Fagiani pubblicò su Marvel Comics Presents una storia scritta da Jim Starlin…
Non è finito il mio rapporto con l’editoria americana. Ora sono molto impegnato con i miei personaggi, ma se mi dovessero proporre qualcosa che a me possa interessare, potrei per un po’ dedicarmi ad altro.
Il tuo ultimo lavoro è stato Clandestine?Con la Marvel?... No, troppa acqua passò da Clandestine. L’ultimo lavoro come fumetti per la Marvel fu una graphic novel del Dr.Strange e un numero dell’allora mergente KA-ZAR (che gli americani pronunciano KEI-SAR)
Il tuo rapporto con la Bonelli? Abbiamo letto della polemica con Medda su Nathan Never: vuoi dirci qualcosa?Tutto quello che affermo sul mio blog è vero e gli addetti al mestiere dell’epoca conoscono bene la storia… Mi stupisco di tutto questo stupirsi.
Sergio Bonelli non ha mai affermato pubblicamente che io me ne fossi andato, alla domanda ha sempre risposto: "Pino Rinaldi, non se ne è andato, essendo semplicemente di passaggio alla Bonelli…".
Una risposta che dice tutto e niente, molto diplomatica se vuoi… però se a lui stava bene così (come d'altronde andava bene a me) DOVEVA soprattutto andare bene al sig. Medda che, con le sue affermazioni astruse e fantasiose, non solo non rispetta quanto stabilito dal suo editore ma arriva a diffamarmi... e questo mi lascia allibito oltre che amareggiato.
Nonostante questo, ho letto sul tuo blog che hai molto rispetto della figura di Sergio Bonelli. Ce lo racconti un po', visto che è venuto a mancare da poco?Ho sempre considerato Sergio Bonelli il più grande editore di fumetti, che l’Italia abbia mai avuto. Sarò ingenuo, ma non stupido, non credo che tutti i guai che mi sono capitati alla Sergio Bonelli Editore, dipendano direttamente da lui… Lo conobbi mentre con Mauro Marcheselli sorseggiavamo un caffè in redazione. Arrivò, io non sapevo chi fosse e si mise a chiacchierare amabilmente con me. Disse pure che mi conosceva. Andò via, io chiesi a Marcheselli chi fosse, e lui rispose "il grande capo"… per poco non mi venne un infarto…
Gli ero abbastanza simpatico, ogni volta che ci incontravamo, non perdeva mai occasione di passare un’oretta a chiacchierare con me.
Torniamo al tuo lavoro attuale: cosa puoi anticiparci?Posso anticipare la sesta miniserie di “WILLARD the WITCH”, parecchie copertine, e qualche nuovo progetto al di qua e aldilà dell’oceano, ma è tutto troppo presto per anticipare.
Cosa leggi? Cosa ti piace e cosa detesti?Essendo un amante viscerale della fantascienza, leggo tutti i libri di divulgazione scientifica…potrebbero essere di spunto, e poi mi piacciono pure.
Amo molto G.Guarreschi con il suo Don Camillo, ma poco i romanzi d’evasione, a quelli preferisco i fumetti. Ho letto tanto i Super eroi, poco i Bonelli (sono stato costretto a leggerli quando lavoravo per loro). Non amo i personaggi precostruiti, tutti di un pezzo, senza apparenti emozioni e dubbi; non amo le frasi fatte, i compagni adolescenti, "Peste" e "Corna" o "SATANASSO"; la retorica adolescenziale dei mostri siamo noi; gli eroi che non falliscono mai; uno che con gli occhiali e pettinandosi non viene riconosciuto; la cintura di Batman, forse più per invidia, io nelle tasche riesco a mettere poche cose e mi muovo goffamente, mentre lui…; il porno, travestito da erotico travestito da fumetto d’autore; le spalle comiche; i disegnatori che disegnano le donne con la lordosi e tacco a spillo anche al mare… eccetera… eccetera… eccetera… Amo l’esatto contrario.
Quanto tempo era che non incontravi il tuo pubblico? Con che spirito torni a farlo il 5 maggio da Antani Comics?Negli ultimi dieci anni, tranne alla “Mostra Mercato del Fumetto di FALCONARA M.ma”, ma quella era più villeggiatura che lavoro, non ho più partecipato a mostre o convegni sul tema. Io amo il contatto diretto col pubblico, e spero che anche alla ANTANI Comics, riscaturisca quel feeling magico che lega me ai miei lettori.
Grazie di tutto, Pino Rinaldi.