giovedì 6 settembre 2018

Omnibus e edizioni di lusso: quando l'errore è di troppo

Recentemente, sono usciti due Omnibus bellissimi quanto importanti da un punto di vista "storico" e collezionistico: si tratta del terzo tomo degli X-Men di Claremont che, con la ristampa del secondo appena avvenuto e quella del primo (prossimamente) darà la possibilità di avere raccolto tutto il ciclo dell'autore precedente alla serie Gli Incredibili X-Men, pubblicata in Italia dal 1990, e del primo della Justice Society of America di Geoff Johns, capolavoro supereroistico moderno DC Comics.

Entrambi i cicli sono importanti pietre miliari del fumetto, ma mentre gli X-Men sono stati pubblicati almeno una volta, di fatto la JSA - a parte le primissime storie e qualche albo speciale - è inedita in Italia.



Cosa succede?
Pare che entrambi non siano il massimo della collezionabilità.
JSA avrebbe molti refusi (errori, articoli mancanti nei dialoghi) e, aggiugo io, una penuria di redazionali e indicazioni più precise sulle pubblicazioni originali; X-Men difetti di colorazione: Le pagine 396-397, 400-401 e 404-405 dovrebbero avere il verde a posto del rosso e il magenta invece del blu...

Errori incomprensibili per quelli che sono di fatto prodotti di lusso.

Ho letto diverse critiche per i prezzi, soprattutto di JSA (99,95, mentre X-Men costa "solo" 69 euro): ma il punto non è quello. Se, infatti, due editori sul mercato da molti anni decidono che un albo deve costare quelle cifre, evidentemente è necessario pagarlo così perché chi lo produce ci possa rientrare. E guadagnare: non dimentichiamoci che ci troviamo di fronte a delle attività commerciali, non a un'associazione di amici del fumetto...

Per fare prodotti di qualità, è necessario far quadrare i conti: per cui se l'editore mi dice che è necessario pagare 100 euro per avere la JSA di Johns, io gli devo credere.

Piccola parentesi: quante centinaia di fan ci sono, in Italia, di una serie chiusa da dodici anni, ormai? Quanti - come il sottoscritto - se la sono procurata e letta in lingua originale, disperando ormai di vedere una edizione in lingua nostrana? Queste sono le considerazioni che vanno fatte, per capire l'origine di un prezzo. E, oltretutto: un costo più basso, avrebbe attratto così tanti lettori in più?
Dubito.

Ma nella testa degli editori deve entrare l'idea che questi sono prodotti di lusso.
Se sbagli qualcosa in uno spillato, al massimo chiedi scusa in quello successivo. Ricordo un X-Force numerato male: nel seguente, Marvel Italia mise un adesivo per coprire la magagna.
Ma un refuso su un albo economico ci sta.

Non su un costoso volume da collezione: cambia tutto.
Non si tratta di un albo "da leggere", che se è colorato male "lo leggi uguale!", come ha commentato qualcuno. No: qui si tratta di un bene da collezione. Che deve essere il più possibile vicino alla perfezione.

Altrimenti il collezionista non lo vuole, o se lo prende lo fa per completezza, ma scontento.
E un cliente scontento non è mai il caso di averlo.

Forse è ora di ripristinare un controllo qualità: come è possibile avere così tanti refusi, o addirittura errori di colorazione? La responsabilità delle tipografie, ad esempio, quando viene fuori?
Perché deve rimetterci sempre il collezionista, che oltretutto paga prezzi sempre più alti?

9 commenti:

  1. Sono assolutamente d’accordo

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  2. Non ho ancora fisicamente in mano il 3° Omnibus degli X-Men...l'ho prenotato e mi deve ancora arrivare...personalmente scoprire che è fallato me le fa un pò girare, anche se a mia personale sensibilità, dei colori sbagliati su 6 pagine lo posso anche accettare. Secondo me però la Lion fa errori moooolto peggiori su volumi di lusso.

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  3. non compro omnibus perché sono povero... ho una fumetteria! :D
    non ho visto l'errore, perché sono tutti incellophanati, ma capisco chi si incazza.
    E... si, la lion, quando si parla di "fare peggio" è sempre prima...

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  4. Il volume della Panini pare che sia stato stampato in Cina (Sob) per risparmiare... e che non ci sia la possibilità di controllare la colorazione, né di ristampare il volume. Insomma, i cinesi stampano a basso costo, ma il risultato non può essere oggetto di penali riguardo alla qualità, te lo prendi come viene. A me sembra assurdo...

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    1. il cliente deve fare le sue considerazioni. ci sono anche gli omnibus USA...

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  5. Altro difetto dell'Omnibus degli X-Men n. 3: la traduzione del titolo di una storia. "Il professor Xavier è uno str***o". Nell'originale il prof. Xavier viene apostrofato con "jerk", che significa cretino, o idiota (come nella traduzione degli albi Star a suo tempo), ma non certo str***o. Una parolaccia che stona e non poco nel titolo dell'albo e sulla bocca di Kitty. Asshole è il termine che corrisponde a str***o, non jerk. Se queste sono le traduzioni "creative", mi chiedo cosa leggiamo e leggeremo...

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    1. ricordo la storia. effettivamente hai ragione...

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    2. Temo abbiano, erroneamente, voluto attualizzare il gergo, oggi mi sa che si usa più quel termine.
      Ripeto scelta sbagliata ma penso che sia quella la motivazione non un "errore" di traduzione quanto di adattamento.

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    3. ricordiamo comunque che è una storia anni ottanta...

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