giovedì 9 aprile 2020

La nuova legge sulla lettura: parliamo un attimo di prezzi e sconti

C'era una volta la legge sul prezzo dei libri.
La legge Levi.
Tecnicamente c'è ancora: "Nuova disciplina del prezzo dei libri".

Tutelava il mercato del libro, perché va bene la concorrenza, ma alcuni beni sono più preziosi di altri.
Quelli che ci nutrono, ad esempio. Come il pane, la musica. La lettura.

Le cose davvero indispensabili all'essere umano (per chi lo è, umano).

Ma non bastava: perché non è solo il prezzo che va tutelato, ma un intero mercato, fatto di operatori, lettori, appassionati. Bambini, ragazzi. Un campo da seminare, arare, concimare, tutelare, proteggere.
Una cosa complessa.



Per questo, circa un anno fa, l'Associazione Fumetterie fu contattata da chi in Italia stava da tempo organizzando l'ambizioso progetto di una legge sulla lettura (ne parlammo qui e qui).
Ehi: una legge SULLA LETTURA, non sul "prezzo" dei libri.

Cosa non da poco.
Paesi (culturalmente) più civili ce l'hanno.
Si legge di più perché c'è una normativa del genere? Magari no, ma averla non fa male, e magari può portarti nella direzione giusta.
Sicuramente non averla non giova.

Per cui, dal 24 marzo - giornata della lettura e casualmente compleanno (20 ANNI) di Antani Comics - sono in vigore queste "Disposizioni per la promozione e il sostegno della lettura".
Fatevi un favore: si parla di lettura, leggetele.
Prima di dire una qualunque sciocchezza, di commentare, leggete.

Non è una legge della Lega, o del PD, o del M5S. E' una normativa cui si lavora da anni, in modo molto apartitico, e con molta passione. Ho parlato con chi la ha scritta, ho toccato con mano la voglia di fare qualcosa di buono di chi ci si è impegnato per anni.

In questo testo si parla di sconti solo marginalmente.
Ma ovviamente sui social, in queste settimane, si è commentato solo quello.

Quindi: lasciando a un secondo momento, e probabilmente anche a sedi diverse e a tempi successivi all'attuazione della legge stessa, un commento puntuale e completo sulla legge, mi prendo cinque minuti per dire la mia e spiegarvi il punto di vista di un libraio che studia questa materia da tempo...

Parlare di prezzi per non parlare di prezzi.
Ma chiariamolo: la legge parla di questo solo per UN articolo su TREDICI, o una pagina su otto, per esser più pratici.

Però sui social si sta discutendo SOLO di questo.
Non degli incentivi alla lettura, non di tutti i contenuti che una legge del genere ha per la prima volta in Italia.

Allora parliamone.
E, mi spiace: il discorso che verrà affrontato qui sotto non è popolare.
Perché è facile attaccare una legge, come alcuni personaggi hanno fatto, citando tutto quello che non farebbe, e che invece è previsto all'interno: ma bisognerebbe leggerla, e se devi fare tanti post social, non hai tutto questo tempo di approfondire. Oltretutto è ancor più facile difendere uno sconto, che criticarlo. Dire che è tutto negativo, quando ci si potrebbe sforzare di andare oltre e apprezzare un cambiamento.


Iniziando da un punto: non conosco altri settori come il fumetto, nel quale c'è lo sconto di default.
Da sempre, le fumetterie "devono" fare il 10% di sconto.
Una volta era il 15%, poi il crollo degli sconti di fine anni novanta ha cambiato le carte in tavola.
Ma il prezzo DEVE esser scontato.
C'è una cifra scritta sulla copertina, ma non è altro che indicativa. Il prezzo viene sempre scontato.
L'acquirente se lo aspetta.

E questo è strano: perché non proporre un prezzo più basso? Perché dover seguire questa prassi che fa risparmiare poco, ma toglie molto margine ai negozi, che sono attività commerciali e danno lavoro (oltretutto)?

Lo sconto è una cattiva abitudine: perché per garantirlo, i prezzi sono stati gonfiati all'origine.
Così, tanto per non fare nomi, Panini Comics sul suo sito vende un volume da 20 euro a 18 euro: già si parte svantaggiati.
Non sarebbe preferibile che quel volume costasse 18, senza sconto?
E cosa impedisce, all'editore che fa regolarmente sconti, di abbassare della stessa percentuale i prezzi di copertina? Forse il fatto che quel ribasso era possibile perché veniva meno un anello della catena di vendita rappresentato dai librai?


Liberiamoci da un problema, però: questa legge non serve, come hanno detto, a "mantenere in vita una categoria": non è che lo sconto si toglie per salvare i librai indipendenti. Certo: a meno che non pensiate che questi ultimi hanno più potere politico e di pressione sul governo dei grandi editori e di Amazon. No: i librai che lavorano bene continueranno a prosperare, gli altri no.
Ma la differenza è che avranno degli strumenti per andare avanti: i bonus fiscali per le librerie indipendenti, che esistono già da due anni; il maggior margine; le iniziative per la lettura, permetteranno di investire nel proprio lavoro. Per farlo meglio.

Ma, ripeto, e il punto è fondamentale: questa legge esiste per salvare le librerie a scapito di grandi editori e Amazon? Ma davvero ci credete?

In Francia c'è da decenni.
In Germania anche è molto simile.
No sconti sui libri.

Nel mercato USA, tanto per continuare a parlare di altre realtà,  puoi fare quello che vuoi, vendere online col 40% di sconto, ad esempio, e anche Amazon per libri fa quello che vuole.
Ma nessun editore sovrastampa tutto dopo aver raccolto gli ordini dai negozi, per invadere il mercato a prezzi scontati in concorrenza sleale con le fumetterie che hanno comprato in conto assoluto gli stessi prodotti.

Perché questo è uno dei problemi di cui si parla sempre troppo poco: l'invasione di libri e fumetti che devono sopportare le librerie. Che, è vero che non sono obbligate a ordinare tutto, ma si trovano ogni mese a dover preordinare centinaia di cose che sono presentate male sui cataloghi.
Tutto questo pubblicato serve a far fatturato, ma spesso non guadagno reale: occupare scaffali per gli editori significa essere visibili, avere uno spazio riconosciuto, e vendere qualcosa.
Che importa se i singoli titoli sono in perdita, se il totale fa comunque fatturato, numeri, risultati da sbandierare a chi amministra? Ma poi i cadaveri rimangono sul campo, quello che non si vende è sempre lì, e le fumetterie non hanno reso.
Qui la "bolla editoriale" è spiegata benissimo.

Si legge in giro anche roba del genere: "Con questa legge leggeremo tutti meno, e se vedrò che anche la mia fumetteria, di cui sono cliente da più di trent’anni, è favorevole, cancellerò immediatamente tutte le mie prenotazioni."
Non si è favorevoli alle leggi. Le si rispetta punto e basta.
Alle leggi non si aderisce.
Oltretutto mi piace questo "reato d'opinione": se la mia libreria ha questo pensiero, li mollo.

La realtà storica è questa: gli sconti selvaggi fino al 2011 hanno fatto notevoli danni al sistema.
La legge Levi, che li limitava, ha solo portato aumenti di prezzo e chiusure di librerie e editori. E meno lettori.
Ora che le cose stanno cambiando, dobbiamo dare al tempo la possibilità di farci vedere cosa verrà, verso quale traguardo andremo: magari ci saranno più librerie e più lettori: ci vorranno anni per vederne gli effetti.
Il risparmio, questi ultimi potranno farlo seguendo i consigli dei librai: tagliare libri e fumetti brutti, inutili ristampe di ciò che hanno. Un po' meno collezionismo e un po' più lettura...

"In Francia per aggirare il tetto del 5 per cento Amazon ha cercato di offrire la spedizione gratuita, ma il Governo ha bloccato anche quella. In Germania invece lo sconto non esiste e questo risale a fine Ottocento in seguito a una stretta di mano tra editori e librai. In Italia gli sconti non hanno portato a un aumento dei lettori, ma a un aumento del prezzo di copertina. Tutti questi sconti noi li paghiamo. Davvero si può credere che un editore stabilisca un prezzo e il giorno dopo il libro lo venda al 15 per cento in meno? È ovvio che non può essere così. I prezzi di copertina sono diventati molto alti per compensare la politica degli sconti."
Leggete questo bel pezzo.


Per concludere, visto che ne ho lette di tutti i tipi, mi permetto di dire la mia.

Agli autori, che stimo e rispetto: informatevi. Non mi sono mai permesso di metter bocca nel vostro lavoro, ma la situazione è molto più complessa, e leggere di autori, anche famosi, che sparano a zero contro la legge, aggiungendoci anche insulti, e soprattutto facendo liste di quello che a loro dire dovrebbe contenere una legge sul libro e che... in realtà nella legge c'è! Questo è contribuire alla disinformazione, facendo danni senza considerare che l'autore dovrebbe essere il primo a credere nel rispetto del prezzo di copertina.

Agli editori: smettete di porvi come nostri concorrenti.
La vendita diretta al pubblico, con sconti, incentivi, fatta con la scusa che chi compra non ha fumetterie vicino, è solo un modo per danneggiarci e toglierci vendite. E smettete, soprattutto, di produrre più del dovuto per occupare spazio.

Ai distributori: prendete posizione. Siete un anello intermedio importante.
Ma se non fate informazione, se non parlate chiaro e dite quali sono i problemi, continuate a rimanere ambigui e non aiutate nessuno col vostro lavoro.

Ai clienti: informatevi. Non fermatevi ad Amazon scegliete la vostra fumetteria di fiducia. Che vi darà lo stesso servizio, anzi meglio: se non lo farà, cambiate. Ma non accontentatevi.


Per il resto, la legge è spiegata benissimo qui dai titolari della libreria Nuova Avventura.
Meglio ancora che da me, ve lo dico. Per cui, se siete arrivati fino a questo punto, cliccate e continuate...

O vedetevi il TG Comics di oggi, dove grazie a Luca Boccaccini di Forbidden Planet parliamo (quasi) solo di quello.



20 commenti:

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  2. E' il nocciolo della questione: date per scontato (:P) che gli editori abbasseranno i prezzi.
    Non mi sembra che l'assenza di sconti abbia contenuto i prezzi dei volumi in Germania e - soprattutto - in Francia (conosco bene la situazione, visto che leggo regolarmente fumetti in francese).
    Già sono folli così, non oso immaginare se gli editori locali dovessero gonfiarli ulteriormente per compensare eventuali scontistiche.

    Insomma, sono proprio curioso di vedere se Panini venderà il volume da 20 € a 18 €.

    Se a questo aggiungiamo che ci apprestiamo a entrare in una grave crisi economica, dopo la fine dell'emergenza COVID...

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    1. appunto: sicuramente non possono aumentarli.
      abbassarli: hanno maggior margine nella vendita diretta, perché no?

      chiedetelo a loro: sollecitateli.

      covid19: la legge è stata fatta ben prima.

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  3. Ho letto tutto come sempre, ma da lettore pragmatico che sono attendero'. Ho il vago sospetto che questa legge così articolata non sarà così protettiva verso le fumetterie fisiche. Spero di sbagliarmi, ma come sempre comprerò dove più mi conviene.

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    1. se "conviene" è qualità del servizio, del prodotto e dell'eventuale spedizione, oltre che prezzo, sono con te. Se è solo l'ultimo, no.

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  4. C'è una cosa che mi lascia perplesso nel discorso sugli sconti.
    Ovvero il prezzo imposto.
    Se non è "corretto" lo sconto fisso, che effettivamente non esiste per nessun'altra attività commerciale, è altrettanto poco corretto che ai negozianti venga imposto un prezzo fisso di vendita deciso dal fornitore.

    Neanche per i generi alimentari esiste.


    Sarebbe quindi corretto che gli sconti non esistessero e che non esistesse nessun prezzo imposto, parificando i libri a qualsiasi altro prodotto commerciale.

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    1. i libri hanno un prezzo imposto perché il loro prezzo deve essere uguale. Se così non fosse, ci sarebbe libera concorrenza, il che su un prodotto del genere porterebbe a vederli solo nei supermercati. Trattati come generi alimentari.

      oltretutto, motivi fiscali. Di fatto, grazie al prezzo imposto, non c'è iva.

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    2. Sulla libera concorrenza non ci vedo nulla di male, vale per tutti i prodotti perchè alcuni andrebbero esclusi?

      Sul discorso dell'IVA, mi riferisco (se ho capito bene come funziona) che in campo editoriale viene pagata solo dal produttore e non viene ri-applicata nei vari passaggi della catena produttore-clientefinale, è indubbiamente un punto di cui tenere conto.

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    3. libera concorrenza: c'era prima del 2011. Sai dove stava portando: no librerie, solo grandi siti online, al massimo catene. Sai dove porterebbe? solo grandi competitor, il piccolo sparisce. Alla lunga: monopolio e prezzi imposti.
      Ti piace questa prospettiva? A me no.
      Ma se è il mondo del libro e fumetto che vogliamo, ok.

      Pensare che questo bene debba esser trattato come gli altri, perdonami, è fuori dal mondo.

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  5. Mah secondo me le cose non saranno rosee, se gli editori non abbasseranno i prezzi si otterranno semplicemente le seguenti conclusioni.
    1) gli editori venderanno meno “pezzi” a parità di business, semplicemente perché dato che i soldi non si creano per legge la capacità di spesa dei clienti dubito che aumenterà, anzi a causa del covid19, probabilmente diminuirà e il mercato dell’usato potrebbe avvantaggiarsi della situazione.

    2) Amazon aumenterà utili e margine di profitto, a parità di pezzi venduti. se pensiamo che questa sia la strada per cambiare attitudine della spesa del lettore penso che si stia ancora ragionando in termini anni 90.

    Inoltre l’impatto per noi lettori di fumetti sarà decisamente peggio della editoria di narrativa. Gli editori di libri di narrativa, anche in questo preciso momento, sovente possono fare campagne scontistiche sul catalogo. Quindi per tutti i lettori voraci basta aspettare. Cosa ben diversa in campo fumettistico, la cui sommatoria mensile dei fumetti seriali raggiunge importi considerevoli, che con il sistema attuale escono da questa logica.

    Al netto del problema covid19, che speriamo sia momentaneo, per ora il mio budget imporrà sicuramente una riduzione del 10% di materiale da leggere a parità di spesa, e poi i conti morali con la realtà. Ovvero, dopo i numerosi aumenti introdotti nell’ultimo anno, dovrei in coscienza, capire se ritengo moralmente accettabile spendere queste cifre (mi riferisco proprio alle pubblicazioni seriali) non più mitigate neppure dallo sconto.

    Infine vorrei ricordare che Nel 2010 quando apri Amazon lo sconto era mediamente del 30%, la riduzione dello sconto al 15%, che fu fatto anche all’epoca per legge nel settembre 2011, non ha portato a nessuna riduzione dei prezzi. Al netto degli 8 anni e mezzo passati non mi aspetterei percorsi differenti.

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    1. Amazon apri prima del 2010. il 30% ha portato danni.
      I prezzi non salgono per gusto, ma perché meno persone leggono. Tu guarda i bonelli: 3,90 per 100 pagine e le persone si lamentano. 100 pagine.
      a 2 euro venderebbero il doppio?
      l'uomo ragno quanto vende a 5 euro? La metà di quando costava 3,50? non credo.
      i
      Lettori
      calano.
      A prescindere dai prezzi!

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    2. Il ragionamento del lettore porta proprio a quello che sospetto, questa legge accompagna proprio alla soluzione negativa che tutti vorremo posticipare: il calo dei lettori, anche di appassionati da anni. Un settore di nicchia con considerevoli rincari deve essere agevolato e reso più sostenibile per il cliente sennò prima o poi verrà abbandonato. È molto singolare in questo periodo di pandemia come ci siano sempre più soluzioni (ancora non cordinate) sul fumetto digitale. È probabile che sarà solo quello il mercato per avere prezzi bassi davvero. E indovinate chi è il padrone incontrastato di quel settore? Amazon, in tutto il mondo. La lungimiranza io non la vedo in tutto questo piano italiano.

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    3. le tue risposte finiscono sempre nello spam, scusa se qualche volta ci metto ore a risponderti :)

      alcuni punti:
      -non si può basare tutto sul prezzo. Il prodotto che offro io non è lo stesso di amazon. Se sostieni questo viene meno tutto;
      -il calo di lettori è dovuto in gran parte a ALTRI INTERESSI.
      i fumetti in italia storicamente sono SEMPRE COSTATI POCO. negli ultimi 10 anni (circa) è cambiato? forse, ma fino all'ultimo rincaro non era così drammatico.
      -chiedetevi perché i prezzi aumentano. Forse perché sono calati bruscamente i lettori di periodici?
      Forse leggete troppo rispetto alla qualità che c'è? fate delle scelte, come tutti su tutti i beni.

      ah: pensare che la legge sia stata approvata o fatta in questo periodo, è molto miope. è in discussione da circa 2 anni, approvata a inizio anno e in vigore dal 24 marzo. Il 99% del lavoro è stato fatto quando "corona" per noi era solo fabrizio.

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    4. Certo ho capito, ed è così, la legge è stata ideata prima. Ma combattere Amazon così è troppo poco. Bisognava incentivare ad andare in Fumetteria non renderlo equiparato ad andare online. Per inciso io sono un collezionista cartaceo (prevalentemente) ma è da miopi pensare che tutti i clienti sono collezionisti, c'è chi segue il fumetto per evasione solamente... e quindi cercherà il prezzo basso come primo traguardo.

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    5. ma no! chi compra occasionalmente può cercare consigli e supporto.
      il pericolo più grande è la concorrenza di editori e distributori, non amazon.

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    6. E' chiaro che il covid19 esaspera solo la situazione attuale ma l'iter legislativo era già iniziato prima. Come è chiaro che ad esempio L'uomo ragno a 5 euro non vende la metà di 3,5, però la sommatoria dei nuovi prezzi incide sul budget totale di spesa. Di fatto il consumatore legge meno a parità di spesa, e dovrà fare delle scelte. In campo economico le scelte non è detto che sia necessariamente scelte più oculate nella lettura, dipende come è composto il proprio budget. Ad esempio si possono effettuare scelte di opportunità differente di spesa. Il mio riferimento all'usato è proprio pertinente. Ove ora con una scontistica del 15% sugli arretrati a nuovo sovente poteva non rendere appetitoso l'acquisto del medesimo materiale usato, ora il paradigma va rivisto.

      La strada per aiutare le piccoli librerie doveva essere normativamente proprio un'altra, probabilmente interventi sulla defiscalizzazione, ma non sulla concorrenza dei prezzi. La libreria attira con il valore aggiunto che può dare (recupero di materiale, eventi a tema, ospiti).

      Nella narrativa di genere, l'idea che con uno sconto limitato del 5% si possa cambiare l'abitudine del lettore di ordinare un libero di narrativa online (se non si è passati all'ebook che in meno di 10 anni si è già ritagliato il 25% del mercato) e averlo comodamente a casa entro 24ore , ipotizzando che il minor sconto possa invogliare il lettore a spendere 1/2 ore di tempo e 2/4 euro di benzina o mezzi pubblici per recarsi in libreria, è perfettamente una semplice e pura idiozia.

      Amazon, e le altre catene similari, probabilmente incrementeranno ancora il proprio margine di utile.

      Cmq da ieri le cose mi sono molto più chiare, questi giorni abbiamo capito la forza "politica dietro le librerie" mainstrem, proprio con la forza consentire politicamente di aprire in questo periodo di quarantena... l'idea che mi posso scrivere un autocertifiazione per recarmi a prendere fisicamente l'ultimo libro di Ken Follet (per quanto lo possa stimare come autore) è totalmente imbarazzante.

      ciao

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    7. -se c'è meno vendita di nuovo, l'usato varrà sempre di più. meno acquirenti del primo, meno venditori del secondo;

      -fare scelte: OTTIMO! Sono anni che noi librai diciamo che escono troppe cose. SCEGLIETE!!

      -online vendono anche molte piccole librerie, che offrono un servizio migliore di amazon.

      -digitale. ma davvero? Esperi, non io, dicono che il digitale sta andando male. DEVE costare meno al pubblico, ma produrlo si può solo se c'è il cartaceo ad assorbire i costi. Paradossale, eh?

      -ma davvero pensi al peso politico delle librerie? che chiudono a centinaia ogni anno, che ci hanno messo 9 anni a far modificare una legge fatta male? a meno che tu non ti riferisca a FELTRINELLI o MONDADORI. in tal caso concordo. E concordo pure sul fatto che non era il caso di riaprire.

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  6. No Francesco, ti sbagli Amazon apri in Italia a fine 2010, non ho dubbi in proposito. Aspettavo l'apertura nel nostro paese, e i miei primi ordini sono proprio di dicembre 2010 nel mio storico. Benchè apri a novembre 2010.

    https://www.fastweb.it/web-e-digital/dall-ecommerce-al-kindle-la-storia-di-amazon/

    ciao

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