venerdì 14 maggio 2021

WHOOPS... E e la SteelBox di Naruto?

Strani tempi.
Mesi fa (Anteprima 350) Panini Comics diceva delle fumetterie che...

... rappresentano per il mondo del fumetto un imprescindibile supporto; la spina dorsale di un sistema di diffusione che nel nostro paese, negli ultimi 30 anni, ha permesso alla realtà del fumetto di diffondersi e diventare fenomeno di massa, quando non di moda. Questo dopo anni di crisi e di difficoltà. Tutti noi editori dobbiamo essere grati al lavoro fatto in questi decenni dagli addetti di un settore, che nel tempo ha acquisito una capillarità e una capacità di servizio sempre maggiori.
Parole sacrosante, che ogni negoziante avrebbe voluto sentirsi dire.

E quindi tu, editore di caratura internazionale, fai dei volumi o prodotti da collezione, di valore e ricercatezza assoluti, a chi li affidi?
Alle fumetterie.
Ovviamente... no! Al tuo shop! 


Parliamo ovviamente della Steelbox di Naruto, ma avremmo potuto presentare questioni legate ai tanti altri prodotti esclusivi, come variant, box, card Marvel, quando non altri che nascono come esclusivi di altri circuiti, per poi distribuirne le briciole alle librerie, come Naruto Color.

E' il classico piede in due scarpe: simpatizzi con le fumetterie, le cerchi quando ti servono (leggi: quando non ci sono le fiere) per poi ignorarle per prodotti che decidi di vendere solo sul tuo sito.

Legittimo? Si.
Corretto? Per me no.

Perché se è vero che le librerie specializzate hanno permesso al sistema-fumetto di crescere, la concorrenza diretta che editori e distributori fanno continuamente ed instancabilmente ai negozi, fa spesso lavorare questi ultimi in condizioni estreme e con scarse marginalità. Panini Comics è uno degli esempi più fulgidi di questa pratica, avendo da sempre un sito che vende al pubblico al massimo dello sconto consentito, e inserendo, sempre nei fumetti che vende, pubblicità di abbonamenti con sconti al lettore che equivalgono ai margini dei librai. E questo solo per fare due esempi.

Il fatto che sia, poi, da anni ed anni l'editore più importante del mercato, significa che potrebbe, al di là delle chiacchiere, impegnarsi per cambiare qualche regola: come quando decise di non vendere i prodotti "da fumetteria" ad Amazon.

Se dici che tutti gli editori devono essere grati al lavoro fatto dai negozi, devi anche ascoltarli quando parlano, non inondarli senza criterio di novità su novità (e questo da un anno!), magari dare loro il reso, se non in modo stabile almeno fino alla fine della pandemia. O di tutto il sistema delle prenotazioni e dei cataloghi, che ha dei tempi lunghi per i negozi, ma con la promozione dei prodotti sui canali social che avviene troppo a ridosso dell'uscita per poter adeguare le quantità, spesso.

E vendere i propri prodotti facendo in modo che non si creino situazioni come questa: perché, ricordiamolo: se c'è una speculazione, l'errore di fondo è di chi il prodotto lo fa o lo immette sul mercato.




Prima di dare in mano a chicchessia la possibilità di far soldi con qualcosa, curiamoci che sia chi è del mestiere, a venderlo: dando la possibilità ai clienti di averlo al giusto prezzo, e magari pagandoci anche le tasse...

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