venerdì 23 aprile 2021

Gli X-Men di Claremont: quando Wolverine diede della *** a Tempesta!

Come ho più volte detto, non amo i fumetti pubblicati in formati radicalmente diversi da quello originale. Perché? Perché se gli autori li hanno pensati in un certo modo (a colori, in bianco e nero, formato grande, formato piccolo) hanno avuto le loro ragioni per sceglierlo, e cambiarlo può tradire lo spirito originale dell'opera. E perché spesso è più piccolo, di difficile lettura e con una resa minore.

Ma ci sono delle eccezioni: ad esempio Walking Dead, che nel formato "Bonelli" rende quasi come in quello originale.

Da qualche anno, Panini Comics, ha varato i Marvel Integrale, ovvero classici del proprio catalogo riproposti nelle "misure" delle serie Bonelli: in un lontano passato aveva provato questo formato con l'etichetta Chiaroscuro: uscirono - a memoria - tre miniserie di quattro albi, oltre ad un autoconclusivo, ma con scarso riscontro. Quindi mai più.

"Per fortuna", ho sempre pensato.
Invece, la linea Marvel Integrale, mi ha fatto cambiare idea: il Daredevil di Miller e gli X-Men di Claremont come antipasto, poi lo Spider-Man di Mc Farlane e a seguire di De Matteis, il Batman di Snyder. Il Superman di John Byrne! Roba da leccarsi i baffi, in un formato attualmente considerato economico e alla portata di tutti.

Per questo, ne ho approfittato per rileggere tutto il ciclo di X-Men di sua maestà Chris Claremont, come mai avevo fatto fino ad ora, ovvero in ordine cronologico.

Tutta questa premessa, per raccontare che, oltre un mese fa, mi sono imbattuto sul vol. 3 in questa vignetta...

Wolverine da della... Baldracca a Tempesta
su Uncanny X-Men 103.

Non ricordavo questo adattamento: trovandolo molto strano, soprattutto con l'attenzione che oggi si da a determinate tematiche, ho fatto una piccola ricerca.

Intanto: la traduzione è di Luca Scatasta, per decenni sommo supervisore delle serie mutanti in Italia, e di un altro storico pezzo grosso della Marvel in Italia, ovvero Pier Paolo Ronchetti, ed è vecchia di oltre un decennio, visto che è stata pubblicata per la prima volta sugli Omnibus degli X-Men (infatti, nei numeri successivi dell'Integrale, parecchi riferimenti non sono stati corretti, e rimandano direttamente ai volumi, non alla serie economica). E Wolverine si ripete poche pagine dopo quella pubblicata qui sopra...


Addirittura "STUPIDA baldracca"


Il termine è un po' pesante, ma ci sta tutto in bocca a Wolverine: anche perché deve giustificare l'arrabbiatura di Colosso, che nella prima vignetta minaccia il canadese, e nella seconda - quando quest'ultimo ripete l'insulto - lo prende e lo scaglia via, mantenendo fede alla minaccia...

Per curiosità e completezza, sono andato a verificare le precedenti pubblicazioni dell'albo (Uncanny X-Men 3). Ovvero: X-Men Classic 3 del 1995 e Capitan America Corno 126/127 del 1978.
E non sono mancate le sorprese!

Su X-Men Classic, Wolverine apostrofa Tempesta come "stupida pupa" e poi come "pupa", scatenando le ire del puritano Colosso...



Pupa è un termine molto più leggero di "baldracca". Ma nel contesto - e il contesto è fondamentale - ci sta: Wolverine è uno che ci va giù pesante, usa termini scorretti e oggi quasi incomprensibili. Addirittura si permette di fumare il sigaro e bere birra!
Colosso è un contadino Russo che non ha visto mai nulla al di là del proprio campo: "puro" nel senso più vero del termine - nelle storie successive vivrà diverse situazioni imbarazzanti col gentil sesso - premuroso e protettivo verso le compagne di squadra.
E questo spiega la differenza di vedute tra i due, seppur alleati.

Nell'edizione Corno, invece, non si capisce l'arrabbiatura di Colosso stesso, perché Wolverine afferma solo "sta dando i numeri", senza aggiungere altro se non "piccola sciocca" poco dopo. Troppo poco, forse, per generare l'ira del russo, che sembra fuori posto.




Per approfondire e capire meglio, ci siamo rivolti all'autore e/o supervisore delle storie X con maggiore esperienza in Italia, ovvero il mitico (e gentilissimo) Luca Scatasta, che conobbi di persona a un Expocartoon di venticinque anni fa...
E non potevamo fare scelte migliori.

La versione originale...


Ecco quello che ci ha  detto il buon "Lucas": "Allora, caro Francesco, sono felice che ti stia rileggendo con piacere le vecchie X-storie di Claremont, ma per quanto concerne il discutibile termine in questione riapri un doloroso capitolo di due anni or sono, quando io e Rizzo siamo stati bastonati per quella traduzione.

Comunque sia, l'errore (se di errore si tratta, giudicherai tu) proviene dal primo X-Men Omnibus.

Nell'occasione curai io l'edizione del volume. Le storie vennero riletterate ex-novo digitalmente partendo dalle vecchie traduzioni Star (quelle di X-Men Classic Marvel Italia erano praticamente le stesse). Le vecchie traduzioni tuttavia erano molto sintetiche: dato che il lettering a mano occupava più spazio di quello al computer bisognava spesso ridurle all'osso. Per l'Omnibus il problema non si poneva, anzi si presentava il problema contrario: balloon troppo vuoti.
Va da sé che cominciai a ritradurre molte sequenze.

Fatto questo lungo preambolo, passiamo al termine "baldracca" che nella storia viene usato tre volte. In inglese è "broad", che significa sì "donna", ma ha un'accezione negativa. "Broad. a term for a woman (usually offensive)" legata al significato più comune dell'aggettivo "broad" ossia di "ampio, aperto". La pupa del gangster o la cameriera della taverna insomma, pronte ad "aprirsi". Un modo gentile per non dire "bitch", quindi.
La vecchia traduzione di Ronchetti "pupa", non funzionava assolutamente perché non è offensiva e non giustificava l'arrabbiatura successiva di Colosso, che finiva per lanciare Wolvie in cima alla torre del castello (il primo "lancio speciale/fastball special", se non erro). Ero stato tentato di usare "zoccola", ma lo trovavo troppo forte. Altra soluzione che mi era venuta in mente era quella di cambiare tutto e giocare su "negra" termine che avrebbe giustificato l'arrabbiatura di Colosso. Alla fine ho optato per un termine antiquato e ormai desueto, anche per suggerire che quelle X-storie erano datate anni 70, quando il "politically correct" non esisteva proprio. Inoltre, l'ho scelto perché sarebbe andato in un volume da 60€, cifra non alla portata dei più piccini.

Chi si immaginava allora che le stesse storie sarebbero riutilizzate dieci anni dopo per l'edizione tascabile da edicola?

Per l'integrale in effetti alcune scelte sono un po' troppo forti. IL PROFESSOR XAVIER È UNO STRONZO! per esempio lo avrei evitato per l'X-bonellide, ma ormai i file realizzati per l'omnibus sono quelli definitivi e vengono utilizzati all'occorrenza, salvo quando è la Marvel stessa a chiedere la revisione di alcuni termini (sulla nuova versione del Giant-Size 1, sono stati eliminati riferimenti alle squaw, ai musi gialli e il "crippled" che Proudstar usava per definire Xavier).

Sinceramente queste revisioni mi infastidiscono, perché cercano di aggiornare un contesto socio-culturale che invece deve essere ricordato per quel che era. Da lì al revisionismo storico il passo è breve.

Okay, da domanda breve, risposta chilometrica. Spero solo di essere stato abbastanza esaustivo, Francesco, e di averti convinto. Nel caso contrario, torna pure a scrivermi.

Un cordiale saluto

LucaS!"


Mistero chiarito!

5 commenti:

  1. Io non vedo spazio per ipotetiche polemiche, come dici tu nel contesto ci sta, se non addirittura azzeccato, al di là della sfumatura forse più forte del termine italiano.
    Secondo la spiegazione di Scatasta immagino che Wolverine voglia intendere Tempesta come una "raccomandata" di Xavier, con velate allusioni sulla "facilità" con cui è un membro degli X-Men senza meritarlo appieno.
    Detto ciò Logan agli albori è così, l'importante, se vogliamo parlare del termine semmai è che Colosso lo redarguisce (anche fisicamente) subito rimettendolo in riga, anche se alla fine sarà la stessa Tempesta a dimostrare quanto valga inevitabilmente facendo rimangiare al canadese la sua "visione delle cose".


    Edulcorare quel dialogo, perchè oggi Logan magari è meno "rozzo" o perchè "sono altri tempi" sarebbe una scelta sinceramente penosa.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. concordo sul penoso. per il resto, penso sia solo l'insulto di uno che è stato colpito a sorpresa. inizia e finisce lì, senza troppe spiegazioni.

      Elimina
  2. Beh direi che ha spiegato benissimo, il perchè di quella frase.

    RispondiElimina
  3. Ottimo lavoro filologico, una indagine interessante e l'intervento di LucaS è una bella ciliegina.

    Nota a margine, quel che dici sulle note che vengono lasciate quelle degli Omnibus è proprio un tocco di sciatteria :( Sembra proprio, dalle tante altre testimonianze che hai scritto recentemente, che la figura del proofreader sia stata tagliata dall'organico. Uno che si metta lì a leggere prima di mandare in stampa, e dica "ma magari ste note non vogliono dire niente, messe così".

    Un po' di voglia di (ri)leggere daredevil e xmen me l'hai messa, in effetti. Il formato non mi dispiace, anche se i verbosissimi baloon anni ottanta forse saranno di complicata lettura, una volta rimpiccioliti?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. si, sciatteria. è brutto vedere "note" sballate così...

      si: leggibilissimi. Fidati, sono abbastanza cecato...

      Elimina