mercoledì 7 aprile 2021

"Quanno se scherza bisogna esse seri!". E se lo diceva il marchese Del Grillo!

Un importante approfondimento pubblicato un po' in ritardo, ma doveroso!




Generalmente, questo post lo facciamo il due di aprile.
Ma questi ultimi giorni sono stati un po' convulsi.

Quando svariati anni fa annunciammo Stan Lee e Steve Ditko a Romics, molta gente ci cadde con tutte le scarpe. Addirittura ci fu un addetto ai lavori che prenotò un albergo e organizzò appuntamenti di lavoro per esserci. E si incazzò di brutto.
Poi abbiamo annunciato l'edizione economica di V for Vendetta e Watchmen, con Alan Moore al Comicon, o Watchmen 2 di Dave Gibbons, o tutto Kirby in edicola generando risate, commenti divertiti, ma facendoci cadere tante e tante persone.
Come quando parlammo della serie TV di Mercurio Loidi DC Italia o annunciammo Trump, Marvel e DC contro il Covid-19.

Quello che abbiamo detto quest'anno (qui e qui), se è servito a strappare anche solo qualche risata, ha ampiamente raggiunto l'obiettivo!

Ogni volta è più difficile farlo, ma ci piace continuare a provarci, perché ci piace scherzare, fare (e subire) scherzi: e siamo bravini a farlo, viste anche le - infondate - minacce di querela che abbiamo ricevuto in passato.

Ridere prendendo in giro gli altri: cerchiamo di avere "il gusto difficile di non prenderci mai sul serio". Forse a volte pretendiamo troppo: ma d'altronde tirar fuori bufale in un giorno in cui tutti se lo aspettano, e riuscire a farci cadere qualche babbeo ingenuo lettore, non è così facile.

Il pesce d'aprile è questo: forse all'estero è una istituzione un po' più diffusa. Ma che male c'è, se danno non se ne fa? Oltretutto, lo scherzo è una delle poche cose, forse l'unica, nel quale pretendiamo la massima serietà: d'altronde, lo diceva anche il nostro maestro, il marchese Onofrio Del Grillo, che quando si scherza bisogna esser seri, no?



Sicuramente è un mio limite, ma trovo davvero insopportabile l'atteggiamento di chi si sente in dovere di svelare lo scherzo, di commentarlo: magari per paura che qualcuno pensi che siano così scemi da esserci caduti, nello scherzo, si commenta seriosi: "ma è un pesce d'aprile". Invece di contribuire a diffonderlo, si mandano in vacca le già scarse possibilità di "venderlo" a qualcuno.

E' proprio vero: "A via de Li Banchi Vecchi non se po' piscià in pace?"...

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