venerdì 18 novembre 2011

Bidì o Bedé? Intervista a Marco Schiavone (edizioni BD/JPOP)


-Marco Schiavone "CEO" di Edizioni BD e del loro "ramo" Jpop. Presentati pure al nostro nutrito pubblico. 

Ehm, ciao a tutti. Per chi non mi conosce, ho 38 anni e da circa sette mi occupo professionalmente di editoria, con Edizioni BD, JPOP e con la società di consulenza Alta Fedeltà, attraverso la quale ho curato progetti per clienti come Disney, Egmont, Ferrero, GP, Guanda, Mondadori, Panini, Rcs...


-Nei prossimi mesi, a livello editoriale, cosa vedremo?

Le uscite più importanti del nostro autunno sono E' tutto sotto controllo, di Silvia Ziche; A Panda piace essere raccolto, di Giacomo Bevilacqua; il nostro contributo al 150° dell'Italia con Tracce di Garibaldi e la collaborazione con il Manifesto, Gang Bang. Per l'etichetta Jpop i due lanci più importanti sono Toradora e Hetalia, che a Lucca hanno fatto il tutto esaurito. Sempre importante anche concludere le serie: è il caso recente di Shin Angyo Onshi e Nabari, due serie di media lunghezza finalmente godibili al completo.-Si è appena conclusa Lucca Comics. Come è andata?
Molto, molto bene. Persin troppo. Dopo l'euforia iniziale, abbiamo cercato di analizzare questi cinque giorni su Terra 2, un mondo dove il popolo è affamato di fumetti come gli zombi di cervella. Abbiamo identificato due vettori, entrambi in crescita. Il primo è il cliente-turista di Lucca. Un po' come chi va a Eurodisney, e per qualche giorno si tuffa in un'orgia di gadget topolineschi, così chi viene da "turista" a Lucca concentra in pochi giorni tutte le sue esigenze consumistiche di fumetto. Poi, per 360 giorni riposa. L'altro elemento, su cui si può lavorare di più, è chi invece non trova il prodotto. Non lo trova perché non ha fumetterie o librerie vicine, oppure perché queste non possono permettersi di tenere in casa troppo materiale.


-Si parla molto delle novità in fiera: pensi che la prassi di portarne danneggi i negozianti?

No, non credo. Per quanto bene possa andare un titolo a Lucca, questa può assorbire quanto? Il 10% delle vendite potenziali? L'idea è che, se si è convinti di un titolo, parta da Lucca il passaparola, s'inneschi un volano virtuoso che porti più gente a parlarne. Poi, certo, è ovvio che l'incasso immediato non fa schifo a nessuno. Ma se si riduce tutto solo a quello, allora è inutile fare le fiere. In questo mi rendo conto di essere una minoranza... sarà che, nella mia precedente vita lavorativa, vari anni di Smau mi hanno insegnato a fare le fiere non per vendere, ma per far conoscere i miei prodotti.
Poi, per l'angolo "forse non tutti sanno che", noi abbiamo investito in una fumetteria, un paio d'anni fa, per seguire il principio dell'editore ideale di Piero Gobetti, per avere una libreria modello con cui seguire le oscillazioni quotidiane del mercato. Quindi vediamo bene a ottobre una flessione di vendite, dovute a nostro avviso non tanto a quanto i più appassionati comprano a Lucca, ma quanto spendono a Lucca, per viaggio, pernottamenti, pasti, etc.


Sottovaluti due aspetti: il primo legato alle vendite su internet, che comunque aiutano la diffusione del fumetto dove non ci sono negozi, o dove i negozi non sono "sufficienti" come servizio offerto, ed anche alla possibilità che il cliente da fuori si rechi in negozi lontani, che conosce, per eventi o incontri con autori.

Lo sottovaluto perché non lo ritengo statisticamente utile, posso sbagliarmi ovviamente, ma credo siano minoranza esigua. Però ti do ragione sulle vendite via internet: se il tasso di crescita delle nostre vendite online fosse confermato dalle vendite "brick and mortar" potremmo festeggiare, crescono ogni anno in doppia cifra. E i motivi credo siano sempre gli stessi che abbiamo già discusso: scarsa reperibilità degli arretrati, innanzitutto.

Il secondo aspetto, riguarda CHI fa le fiere. Gli editori ne fanno 4-5 l'anno, i negozi decine. O è meglio che si rafforzi la prassi in base alla quale il 90% degli espositori è gente che non ha negozio, e che non fidelizza realmente il pubblico, o in ogni caso non ha la possibilità, la voglia o l'interesse di diffondere le nuove uscite?

Ma è davvero ancora così? Non so. Mi sembra lontano il tempo di chi si improvvisava (io stesso, con qualche busta di americani, credo fosse il 1991 o 1992) sulle gradinate di Lucca... Oggi chi decide di fare cinque o sei giorni di fiera, di investire tra stand alberghi e tutto quanto qualche migliaio di euro dovrà avere un business vero, non soltanto amatoriale o sommerso. Parlo della carta perché per il resto, gadget eccetera, sono di un'ignoranza abissale e non saprei giudicare. Mi dicono che quest'anno chi era al Japan Palace era contento, per esempio, io non sapevo esistesse, ci sono capitato per caso. Personalmente, Lucca a parte, trovo molte fiere stucchevoli nella loro assenza di contenuti e nel ridursi poi a un mercatino.
E, da utente, non capisco perché devo spendere dieci o dodici euro per entrare in una specie di alveare di fumetterie, laddove di solito in fumetteria ci entro gratis.


-Dunque: se le vendite di Lucca non incidono poi così tanto, perché non soddisfare la richiesta delle fumetterie che chiedono di far uscire il material prima, o almeno in contemporanea?

Noi ci proviamo, ogni anno. Il problema, perlomeno per noi, è che, oltre alla nostra non sempre perfetta organizzazione interna, spesso autori, collaboratori, partner stranieri si svegliano davvero tardissimo. E ti capita il 10 ottobre che qualcuno, più d'uno, ti dica: ma il mio libro lo presenti a Lucca, vero? E tu allora cerchi di fare le corse, passi le notti insonni, fai passare al tipografo le notti insonni. Poi magari a Lucca vendi 20 copie... ma hai fatto contento chi vede soltanto lì la vetrina principale del fumetto italiano.

-Inoltre: pensi che Lucca sia utile principalmente agli editori o che aiuti tutto il sistema?

Con te di questo abbiamo già parlato. Lucca è una fiera che serve ad autori ed editori. Poi, certo, da un punto di vista commerciale può essere soddisfacente per chi vende gadget o altre amenità. Ma la questione che mi pongo sempre è legata all'investimento: a me serve farmi vedere a Lucca, conoscere i lettori che per tutto l'anno possono seguirmi, da tutta Italia. Ma per esempio a te Francesco cosa rimane dei clienti di Lucca? Se sono di Terni, ti conoscono già, se non sono di Terni, difficilmente verranno a trovarti nel corso dell'anno. Mi sbaglio?

-A livello distributivo: come vi trovate con Pan?

Bene, ci siamo trovati meglio in un momento storico in cui tra Pan e Panini c'era una sana rivalità e il distributore, guidato da Bertani, cercava di rendersi più autonomo. Ora così non è più, e si è persa la complicità che c'era. Se oggi sono indeciso se comprare o no un titolo, non posso discuterne a Modena, ecco. In questo, invidio un po' alcuni miei concorrenti che possono avere un rapporto più franco con le loro controparti.

-Cosa ne pensi dei cambiamenti che, poco a poco, stanno modificando il mercato? Forse non "stravolgendo" ancora nulla, ma visto l'immobilismo dell'ultimo decennio... Quale è il tuo punto di vista?

Io adoro i cambiamenti. Per me, un mercato dove tutti fanno lo stesso lavoro da vent'anni è un mercato morto. Il fatto che negli ultimi tempi stiano succedendo cose mi illude di stare operando in un settore vivace, che può ancora darmi soddisfazioni.

-Vendita in fiera, fumetterie e librerie di varia: come è suddiviso il vostro mercato?

Il fatturato della casa editrice è indicativamente diviso in 75% fumetteria 20% varia 5% fiera e vendite online

-In cosa pensi siano carenti le fumetterie?

Oggi? soprattutto in denaro da investire. credo stia diventando cultura comune il rendere il negozio più confortevole e meno "dungeon", l'eliminare le scatole di banana chiquita dall'esposizione, cambiare le vetrine spesso, lavorare sul catalogo, etc. Peccato che per fare tutte queste belle cose servano più fondi di quanti siano disponibili in questo momento.
Mi piacerebbe vedere nascere una professionalità per le fumetterie e da anni predico con i distributori perché vengano premiati quegli imprenditori che vogliono crescere attraverso la frequenza di seminari o workshop che possano aiutarli a migliorare le proprie attività.


-Concordo con quello che dici, riguardo la crescita delle fumetterie. Che altro credi che potrebbero fare editori e distributori?

Premiare chi si impegna davvero, fornire strumenti concreti per aiutare un imprenditore a crescere. Mi piacerebbe vedere un canale a più livelli: chi ottiene risultati deve essere incentivato a continuare a lavorare duro, premiato. Mi piacerebbe, e non è detto che non inizi a farlo, certificare in qualche modo chi lavora meglio il mio prodotto. Perché se tu ti impegni a lavorare bene BD e JPOP non posso contraccambiare, perché oggi spesso ricevi uno sconto orizzontale in base agli editori esclusivi e non? Come posso misurare il tuo impegno? Magari raffrontando le tue vendite anno su anno... lancio su lancio...
Poi, certo, c'è il tema della promozione e della resa che so starti a cuore. Se il modello di business della varia andrà in futuro a convergere sulla fumetteria, sarà bene che vi sia una rete di promotori specializzati in fumetti che possano consigliare gli acquisti, vigilare sulle rotazioni del banco novità e delle vetrine, misurare lo sforzo effettivo della fumetteria e quindi autorizzare le rese ove necessario. Con la vendita a fermo ci sono operatori che hanno potuto esercitare forzature e che hanno riempito i magazzini delle fumetterie con il miraggio di mantenere la fascia di sconto più alta. Questo ora genera un pericoloso intoppo ai nuovi acquisti (mancano risorse e manca persino lo spazio!), oltre a generare scarsa fiducia nelle nuove proposte... Una rete promozionale valida avrebbe forse impedito questo.


Per finire, un "last minute", dopo il divorzio da Pan. Un commento ufficiale?
Lasciare Pan dopo tutti questi anni è un po' come finire le scuole medie, per iscriversi a un'altra scuola: un sentimento pre-nostalgico che si mischia all'euforia del cambiamento. Non posso farne a meno, se voglio continuare a crescere, ma certo dispiace perdere abitudini e conoscenze ormai famigliari. Siamo cresciuti molto in collaborazione con Pan, e credo che entrambe le società hanno potuto godere dei frutti del duro lavoro. Con Messaggerie avremo a disposizione strumenti per un'azione più diretta nei confronti del canale, spero di potere in questo modo sia aiutare di più le fumetterie a promuovere il mio prodotto sia la mia azienda a fatturare di più..;-)

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