lunedì 21 novembre 2011

L'intervista del secolo: LEO ORTOLANI!



-Sono molto legato a Rat-Man, che cominciai ad acquistare con la serie edita da Panini (allora Marvel Italia) nel 1998. Gli arretrati allora si trovavano facilmente, oggi serve un mutuo, nonostante le ristampe (il primo numero, ad esempio, sarà stato edito in varie forme dalle 10 alle 15 volte!). Quanto sei ricco, oggi?
Una ricchezza tale da potermi permettere due coccodrilli, anzichè solo le scarpe. Che posso uscire di casa senza portafoglio e prendermi una piadina con la salsiccia dal "baracchino dei panini", fuori dallo stadio, scambiandolo con un disegno di Rat-Man (Grazie, Andrea Mosca).
Insomma, così ricco che non ho più bisogno di comprare dei vestiti, metto sempre gli stessi.

-La serie finirà col 100: ce lo confermi? E' prevista una qualche ristampa in forma "omnibus", o comunque "di lusso"? Comunque dovrai garantirti la pensione, no?
No, La serie non finirà con il numero cento. Ma andrà un poco più avanti. Con l'età sono diventato come quei vecchi pesantissimi, che ci mettono vent'anni a raccontare le cose che un giovane racconterebbe in due minuti. Terrificante. Questo si riflette anche sulla serie, che un numero singolo, trovarlo, negli ultimi anni di produzione, è come una perla rara.
Con il numero cento, però spero di fare coincidere una cosa. Sicuramente si festeggia con un albo NON a colori!
Dopo, farò sempre fumetti, perchè il cinema, ormai, lo fa solo Gipi, che prossimamente farà IL MIO FILM GIRATO MALE.
Quali fumetti non lo so ancora, ma vedremo quando ci saremo.
Per Rat-Man, mi piacerebbe tantissimo una bella ristampa in stile "RAT-MAN GIGANTE" con i colori piatti ma non scontati delle serie Corno, quei grigi-viola, quegli arancioni, quei verdi e gialli e rosa sparati.
Il risultato cromatico era e resta qualcosa che regge benissimo anche oggi.
Me ne hanno fatto venire voglia le mie figlie, che quando hanno iniziato a colorare, hanno prodotto dei cromatismi con i pennarelli che sono rimasto senza parole. Accostamenti di colori che mai e poi mia mi sarei sognato, e che invece, come nelle colorazioni dei vecchi F4, funzionavano alla grande.
Spillato.
-Dopo Rat-Man: cosa c'è? Puoi anticipare qualcosa?
Il mondo finisce nel 2012, cosa vuoi che ti anticipi. Lì, più che di Rat-Man avresti bisogno di me come geologo.
Ma se la scampiamo, mi troverò di fronte a tante strade e metà della mia vita per percorrerle, quindi bisogna che decida bene e in fretta.


-Riguardo il post-ratman: Quindi non c'è niente di deciso? Non c'è mai niente di deciso, nemmeno per la prossima storia bimestrale, figurati se riesco a decidere ora per allora...;)
Potrebbero cambiare tante cose e venirmi voglia di disegnare storie che al momento non mi attraversano nemmeno l'anticamera del cervelletto, dove ci sono le riviste usate, per l'attesa.
Anche il finale di Rat-Man, pur essendo tracciato, a grandi linee, non è scritto nella pietra. Da che la serie è iniziata, è già cambiato alcune volte, nella mia testa. E solo perchè gli anni passano, gli autori invecchiano e si trovano nuovi e forse migliori significati da dare a una storia.

-Anni fa, Tamara Donà disse: “Certo i disegni di RAT-MAN li potrebbe fare anche mia sorella… Anzi, forse potrebbe farli meglio… Anzi, ora vado a prendere una matita e li faccio anch'io”.
Poi lei è sparita, il Ratto no. C'entri qualcosa?
Eh, poveretta, ci ha provato, poi ha visto che sia lei, che sua sorella non ci riuscivano, è andata in Tibet.

-Sul mio blog parlo spesso dei problemi delle fumetterie. Uno di questo è la caterva di novità che gli editori si portano alle fiere, Lucca in particolare. Da autore, cosa pensi del sistema distributivo? Cosa funziona e cosa no?
Se fossi un distributore potrei dire cose sensate. Da quando lavoro con Panini, e non ho più la mia autoproduzione, non ho più nemmeno il polso della situazione della distribuzione, anche perchè mi pare che per Rat-Man non ci siano problemi, e scusate se guardo solo al mio orticello, purtroppo non ho una visione generale.
Mi pare di aver capito che i negozi lamentino il fatto che le case editrici si portino a Lucca le novità e loro debbano poi aspettarle dopo la fiera, in negozio, cioè non possano venderle subito a Lucca, come la casa editrice.
Non saprei giudicare un atteggiamento del genere...se la casa editrice porta una novità, un'anteprima, è ovvio che in negozio arriverà dopo, cioè alla data di uscita ufficiale, e quindi non potrà averla a Lucca.
Certo è che se un cliente di un negozio la prende a Lucca, poi non la prende nel negozio...o no? O aspetta che arrivi in negozio dove l'ha prenotata?
Non lo so. Fatemi un'altra domanda tipo che gusto di gelato porteresti a Lucca.
Fragola.

Con le fiere, il problema è questo: editori e distributori portano tonnellate di novità, in anteprima di un mese, ma talvolta anche di più mesi sulla distribuzione ufficiale, dicendo che li vendono a lettori "occasionali", non fidelizzati. Il problema è che le fumetterie (che, attenzione: NON partecipano alla fiera! Su dieci espositori, uno al massimo due sono negozi!) vengono da un ottobre in cui i clienti non spendono e risparmiano per Lucca, e passano un novembre in cui arrivano tante novità, che molti non prendono perché le hanno trovate a Lucca. Quindi, se si sostiene che il pubblico della manifestazione non è quello dei negozi, perché le novità non si distribuiscono in contemporanea? Perché non finisce questa sciarada (non capita spesso di utilizzare questo termine) in base alla quale i clienti, poi, ti dicono: "Ma da te non è arrivato quello che ho visto a Lucca?"?
Credo che, come al solito, la virtù stia nel mezzo.
Ovviamente una casa editrice cerca di portare qualcosa di unico, una novità, un'anteprima, per poter dare qualcosa di più ai lettori che si sbattono a viaggiare per ore, in treni bestiame, che si costruiscono costumi pazzeschi e che mangiano panini fuori dai bar, in piedi, ammassati. Che, insomma, fanno vivere le fiere del fumetto.
Per loro, è giusto rendere speciali questi eventi. Addirittura, molte manifestazioni cercano di commissionare albetti commemorativi su misura.
Non direi, quindi, che il popolo delle fiere è occasionale. E' proprio ben selezionato! E comunque sono certo che se uno è cliente di una fumetteria, solitamente si fa mettere via gli albi che segue. In questo modo, immagino che alle fiere, pur trovando le anteprime, forse preferirà comprare altre cose.
Comunque sia, non credo che chi va alle fiere compri tutto, ma proprio tutto quello che c'è in anteprima.
E se vogliamo proseguire, non credo che tutti i clienti di una fumetteria a caso vadano in massa a una fiera tipo Lucca.
E là comprino tutto in anteprima e poi il negoziante non venda più niente. Se un prodotto è valido, lo vendi per anni. E quando arriva in negozio, devi comunque valorizzarlo.
Se arriva.
E se tu, negoziante, lo ordini.
Perchè spesso i volumi particolari vengono lasciati perdere, al posto di sostanziose badilate di albi che vanno per la maggiore.
Perchè ovviamente sono quelli che vendono di più e che fanno guadagnare di più un negoziante.
E credo che nessun negoziante si lamenti se a Lucca arriva in anteprima la graphic novel "Eravamo tutti morti" del grande Falangioni, che comprano in due, mentre tutti si lamentano se a Lucca va in anteprima "Naruto contro Kenshiro", perchè vende come il pane.
E allora, di che stiamo parlando?

-Diciamo che hai centrato il punto, in un senso e nell'altro :)
Non ti chiedo dove trovi le idee ma... ci sono idee che hai scartato o messo nel ripostiglio (tra l'altro ne parli anche nell'ultimo Rat-Man) perché troppo ardite o impubblicabili? Puoi accernare qualcosa?

Ho un faldone di roba, da parte,con dentro idee per serie o per storie particolari. Impubblicabili? Forse una...nel senso che mi sono ispirato a uno sceneggiatore di taglio "forte", Garth Ennis, per elaborarla, senza però avere il coraggio di esagerare come fa lui, ma trattando ogni cosa, anche la più scabrosa, con una ceta eleganza inglese. Poi, siccome era una cosa in più rispetto la serie di rat-Man, non avevo il tempo per svilupparla, ed è rimasta nel faldone. Era su tematiche fantasy, ma trattate con taglio più che realistico.

-L'ultima "saga" (i Sacrificabili) ti ha portato anche sul terreno della fede. Sei credente?
Hai ricevuto critiche da qualcuno per l'uso di Gesù? E di Barabba?
Certo, sono credente, o almeno mi sforzo per esserlo, che alla fine siamo tutti credenti quando stiamo male, e ci permettiamo il dubbio quando tutto va a gonfie vele. Un po' come chiedere se ami la tua patria. Chiedetelo durante una finale del campionato mondiale di calcio con l'Italia.
Nessuna critica per l'utilizzo della figura di Gesù, anche perchè l'ho usata con rispetto. Anzi, ho ricevuto complimenti anche da non credenti. O comunque da persone che pur riconoscendo il Cristo come figura di valore, sono critici verso la Chiesa.
Insomma, un gioco di equilibrismi che alla base ha sempre lo stesso mio modo di lavorare, su tematiche o storie non mie, che siano i Vangeli, che sia qualunque altra cosa, anche un film: rispetto per la fonte originale, e confronto. Cioè metto a confronto il messaggio di Gesù con le limitazioni umane nel riceverlo (di RATTO, ma al comntempo mie personali).
E' ovvio che se pure i dottori della Chiesa a volte hanno frainteso brani della Bibbia o delle Scritture, come posso io, scrittorucolo di fumetti, sperare di avere in tasca la rivelazione? Così le migliori gag nascono dall'ignoranza. Si ride, ma perchè ci si rivede alle prese con lezioni di catechismo mai capite fino in fondo, perchè mai spiegate bene.
Per Barabba nessuna critica. E poi le cose che non sa fare Barabba!...

-Quante volte ti dicono che le ultime storie non sono al livello delle prime? Pensi che in parte possa essere vero?
A volte sono il primo a dirlo, mentre le scrivo. Poi le rileggo a distanza di tempo e mi chiedo come abbia fatto a scriverle, perchè quella che sto scrivendo adesso...
Da un po' di tempo è difficile che riceva critiche di quel tipo. Non ne ricordo. E' successo sicuramente anni fa, quando c'è stato un cambio di stile narrativo, per cui dalla storia singola si è passati a storie in più parti, più complesse. Il passaggio ha portato malumori in alcuni lettori, quelli più conservatori, poi, visto che le storie piacevano anche scritte così, anzi, avevano qualcosa in più rispetto alle prime, vecchie storie, le critiche sono sparite.
E io ho tirato un respirone di sollievo, visto che non posso impedirmi di cambiare: sarebbe come rifiutarsi di crescere e di invecchiare.
Pensa che storie lunghissime farò, da anziano! Sarò uno di quei vecchi che attaccano bottoni lunghissimi con tutti, quelli che uno quando mi vede da lontano, scappa, o aspetta che passi, prima di uscire di casa. Lo so, perchè lo faccio anch'io, con certe vecchiette del condominio. Una volta sono rimasto nascosto in cantina per venti minuti: la terribile vecchia parlona aveva attaccato un bottone lunghissimo alla gazzella più lenta del cortile.

-Già ti vediamo, che leggi il giornale con la data sbagliata al parco...
Ultima domanda: come si vive da papà? Dormi la notte? Io no!
Eh, da papà si vive con grande fatica! E' il primo ad alzarsi, la mattina alle sette e venti, perchè poi il bagno (e sottolineo IL) viene conteso da tre donne, di cui due piccolissime ma territoriali, ed è l'ultimo ad andare a dormire, perchè se c'è da scrivere la storia, non ci sono ma e se...va scritta. Così mette a letto le piccole alle nove di sera e torna in studio, fino verso l'una o le due, a seconda della disperazione. E poi ci sono le interviste da fare, e disegni per i lettori, e problemi di stampa, e contratti che vanno rivisti, e gente che si fa viva, poi si eclissa, e fiere, e appuntamenti, e la storia da fare dopo questa, e cosa farai dopo che avrai chiuso Rat-Man, e cosa faresti se Rat-man fosse già chiuso, e, e, e,e.
E poi torni a casa alla sera, e arriva la più piccina e ti dice "papààà ti adorooo!"
E tutto il resto non conta più.;)

-Grazie di tutto, è stato un vero piacere :)

2 commenti:

  1. Grande intervista, utile soprattutto a scoprire che non finirà esattamente col numero 100. Ma fosse anche fino al 120, basta che non fosse del tutto una promessa da marinaio e finisca come Dylan Dog. Un grande.

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  2. Concordo: l'intervistato è un grande.
    Ma Rat-Man non è Dylan Dog. Leo non può lasciarlo ad altri, e finché andrà avanti, realizzerà ottime cose...

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