mercoledì 30 novembre 2011

Planeta/DC atto 2: di chi è il pallone?




La storia è questa.
Qui la premessa.
Planeta De Agostini (licenziatario italiano dei diritti DC Comics fino al 31/12/2011), Alastor (suo distributore per le fumetterie), le fumetterie, gli altri distributori, i lettori e RW/Lion (licenziatari dei diritti dal 1° gennaio 2012) stavano giocando una bella partita a pallone.
Bel giuoco, qualche fallo, diverse brutture.
Ad un certo punto, chi stava perdendo, si incazza: non gli danno un rigore.
Insistenze, spintoni, qualche cartellino giallo.
E, l'incazzato dice: "Me ne vado. E mi porto via il pallone (che è mio fino al 31 dicembre)!".

Al momento Planeta/De Agostini non ha un distributore. Novità, arretrati: finché non ne troverà uno nuovo (ma può farlo, con novità da distribuire per poche settimane, ed un catalogo che, dal 1° gennaio 2012 non potrà più vendere?), non vedremo in giro i suoi albi, eccetto che le copie già distribuite. Traduzione? Probabilmente RW/Lion dovrà rivedere i piani editoriali, per far uscire degli albi che colmerebbero i "buchi" tra le due gestioni.
E gli arretrati? Dei "must" come Preacher o Y Last Man, delle serie incomplete come Sandman Edizione Definitiva e Invisibles (tanto per fare dei nomi), che fine faranno?
Le prime sarà facile ristamparle, visto che sono comunque concluse, ma le seconde, come potranno essere continuate, vista la non chiara situazione degli arretrati?
E le serie regolari?
A tutto questo, speriamo di dare risposta in tempi brevi.

martedì 29 novembre 2011

Planeta/DC: las fines de la cuersa? Olè


ALASTOR s.r.l.
Gentile Cliente, Con la presente comunichiamo che l’Editorial Planeta, con decisione unilaterale, ha imposto ad Alastor la sospensione delle attività di distribuzione del proprio materiale nel periodo restante della sua gestione, dicembre 2011. Non appena avremo ulteriori informazioni sarà nostra cura darvene comunicazione.
Alastor srl L’ufficio commerciale

Sono partiti male, ma poi hanno trovato un buon ritmo di pubblicazione, e ci hanno fatto vedere serie e volumi IMPENSABILI. Ma tante scelte sbagliate, tante castronerie, li hanno esposti -giustamente, ma non sempre- al pubblico disappunto.
Sarebbe ingeneroso non dire che hanno cambiato il mercato.
Ma quest'ultimo atto chiude la questione in modo vergognoso.
Ad Alastor, ora, la facoltà e l'obbligo morale di chiarire la questione ed i tempi della stessa.
E' possibile che sia stato tutto così repentino e poco chiaro? Non ci sono contratti ed esclusive da rispettare?
E pensare che solo poche ore fa ci lamentavamo per l'assenza di promozioni natalizie.
Altro che Natale...


Il fantasma del Natale presente


E' Natale.
Wow.
Cioè: tra 27 giorni sarà Natale.
Le vetrine dei negozi sono quasi tutte addobbate.
Le luminarie sono nelle città da almeno un mese.
I mercatini stanno iniziando.
Le promozioni, gli acquisti sono iniziati.
Perché, se manca quasi un mese?
Perché il Natale, commercialmente parlando, inizia a novembre.
Nel commercio "vero", il grossista ti informa di promozioni, sovrasconti, novità ed iniziative per tempo, dandoti il modo di pianificare gli interventi e gli investimenti. Perché, nel commercio vero, si fanno piani di investimenti, si cercano risorse, si programma.
Nel fumetto no.
Nel fumetto tutto è passione, improvvisazione.
L'ho scritto anche qui, riguardo alle fumetterie.
Nel mondo del fumetto, editori e (soprattutto) distributori, che dovrebbero supportare i negozi, sono ancora ubriachi per gli incassi dell'anno, fatti a Lucca Comics, per riuscire a supportare una rete distributiva che, a Dicembre, arriva a fatturare il doppio o il triplo degli altri mesi.
E, per questo, non si pongono il problema. Semplicemente: hanno la pancia piena.
Solo che, l'aver incassato 100, nel mondo del commercio, non dovrebbe esimerti dallo sfruttare la possibilità di poter avere un altro bell'utile, no? 110 è meglio di 100... Ma qualcuno lo sa?

Ovviamente, quando dico che non ci sono promozioni, incentivi, "aiuti" natalizi, salto a pié pari alcune proposte imbarazzanti giunte da distributori o editori, come extrasconti su materiale invendibili, o svendite di fondi di magazzino. Ce li vedete voi, i vostri amici, a regalarvi gli albi invendibili che giacciono sotto cataste polverose nel magazzino del distributore della vostra fumetteria? No dai... che di schifezze varie, noi negozi, siamo già pieni...

Alcune proposte, tanto per non essere sterili?
-Acquisti di stock di novità, magari con sconto maggiorato, reso parziale o dilazione maggiore nel pagamento;
-far pagare più tardi le fatture del mese, così da avere più liquidità da investire.
-volumi in conto vendita. Sono l'ideale per il Natale, per regali o per allestire vetrine, e, con un bell'espositore realizzato all'uopo, avrebbero una certa utilità.

Non continuo, perché basterebbe prendere, ancora una volta, come esempio, la varia come termine di paragone. Qui, l'amico Max fa un esempio dei tempi della distribuzione in fumetteria. A confronto, un esempio di quella della varia: due settimane fa, avevo ospite Silvia Ziche. Per avere dei suoi volumi "di rinforzo", ho chiamato un'agente (eh... esistono gli agenti!) all'ora di pranzo di venerdì. Il sabato mattina avevo i volumi...

Per finire: ogni settimana mi chiamano almeno dieci volte delle compagnie telefoniche, passano due o tre operatori dell'energia, ed almeno uno per altri settori commerciali. Possibile, in tutto questo, che in otto anni di attività nessun distributore abbia praticamente mai chiamato per offrirmi condizioni decenti, o per "strapparmi" alla concorrenza?
Possibile che, questo settore, debba essere da sempre per sempre in balia dell'improvvisazione?
Possibile che, tra un mesetto, sotto Natale, tutti i distributori chiuderanno per una settimana, quando non due, non dandoci la possibilità di rapidi rifornimenti?
Si.
E' possibile.

lunedì 28 novembre 2011

Mr Spider-Man: intervista a Max Brighel



Da lettore Marvel lo conosco da sempre.
Ha pubblicato svariate lettere del sottoscritto, ed ho avuto l'onore di ospitarlo sia in negozio che alla prima edizione di Fumetterni.
A voi: Max "Metodico" Brighel!

-Puoi presentarti ai nostri quattro lettori?

Napoletano di origine, e adottato da Bologna qualche annetto fa, lavoro come consulente editoriale e redattore freelance per Panini Comics sin dagli inizi. Sono inoltre il titolare dell'agenzia di traduzioni Max Studios. In passato, ho scritto di cinema per Edizioni Master e lavorato come traduttore e saggista per varie case editrici di fumetti e non.


-Il 2012 si presenta interessante per il Ragno.
Due nuovi mensili e l'addio al quindicinale. Ce ne puoi parlare un po'? Il quindicinale chiude definitivamente?
Sul quindicinale, assolutamente no comment: scoprirete tutti i dettagli a giugno! Spider-Man Universe, che nei primi due numeri conterrà Venom e Cloak & Dagger, parte però a gennaio! Spero sarà di vostro gradimento!

-Ho letto qui della sua "chiusura": Non puoi confermare o smentire?
Posso confermarti questo.

-La nuova serie Spider-Man Universe conterrà più serie in parallelo, o sarà monografica (di volta in volta con Avenging Spider-Man e Venom)?
Più serie in parallelo, ma ci saranno quasi sempre 2 storie di Venom, visto che dopo Spider-Island sta uscendo quindicinale negli USA...

-Uomo Ragno 2099: avete intenzione di proporre più volumi, o solo le prime storie?

Per adesso, è previsto solo un volume a febbraio. E negli USA non ne esiste un secondo.

-Marvel Saga ha preso il posto di Spider-Man Collection. Nei numeri dal 5 all'8, dovevate continuare la cronologia di ques'ultima serie. Cosa è successo nel numero 8, visto che avete saltato delle annate? Le recupererete, o la "cronologica" è ormai un mito?
Veramente Marvel Saga c'entra poco o nulla con Spider-Man Collection: si tratta di una collana di miniserie dove - per adesso - le prime due sono dedicate al Ragno, e la terza a Devil. Riguardo i numeri 6-8, contenenti la mini Spider-Man: La saga del clone e altre storie, siamo stati costretti a cambiare all'ultimo minuto i piani editoriali per una questione di mancata disponibilità degli impianti digitali. Di questo, mi scuso moltissimo con tutti sperando che le storie di rimpiazzo - comunque legate alla Saga del clone - siano gradite. Si tratta di racconti scritti da Bill Mantlo e Gerry Conway, disegnati da Frank Miller e Mark Bagley. La ristampa cronologica di Amazing Spider-Man è in corso e si intitola Marvel Masterworks: Spider-Man: nel 2012 ne uscirà un terzo volume. Già nel 2012, ristamperemo altrove - su Marvel Gold, Marvel Saga e Marvel Omnibus - altri cicli interessanti dell'Uomo Ragno.

-Quindi, ufficialmente, da Marvel Saga 8 si abbandona l'idea di continuare idealmente Spider-Man Collection?
Te lo dico perché, in negozio, ho moltissimi lettori che seguivano la serie per quello, delusissimi dalla chiusura della Collection...
Ahem, non c'è mai stata l'idea di continuare idealmente Spider-Man Collection, anche se nei primi numeri abbiamo pubblicato le storie immediatamente successive. Se ben ricordi, su Marvel Saga 8 doveva esserci il ciclo di Hobgoblin disegnato da John Romita Junior, poi posticipato all'estate 2012.

-Le ristampe di Devil da che episodio partiranno?
Dal n. 1. Marvel Masterworks: Devil conterrà i primi 14 numeri, e i successivi andranno su Marvel Saga: Devil 1/4.

-Passiamo a Marvel Collection: prima o poi, farete anche un "secondo giro" per FQ, CAP, THOR? Per Vendicatori è già annunciato...
Speriamo nel 2013! D'altronde, Marvel Collection diventerà bimestrale da febbraio, e si alternerà con Marvel Collection Special, a sua volta in uscita ogni due mesi. Su MCollection, da aprile a ottobre, troverete un nuovo ciclo dei Vendicatori; su MCollection Special prima Ghost Rider (febbraio) e poi una miniserie in quattro numeri con protagonista Hulk (da maggio a novembre). Degli FQ, comunque, uscirà un Masterworks nel 2012.

-Negli anni novanta eri il curatore principale dei Vendicatori: oggi ti occupi essenzialmente dell'Uomo Ragno, pardon: di Spider-Man. Quali sono le tue letture Marvel preferite di sempre? Ed extra Marvel?
Tra le altre cose, nella prima decade del 2000, ho anche supervisionato tutte le miniserie-eventi Marvel a partire da House of M, e curo da anni Marvel Crossover, che contiene le storie dedicate al lato cosmico della Casa delle idee. Nel 2012, mi leggerete anche sulle miniserie classiche da edicola (Marvel Collection, Marvel Collection Special e Marvel Saga), oltre che su Transformers Magazine e vari manga (Hunter X Hunter, Fushigi Yugi Special, Hallelujah Overdrive, Stardust Wink, Piece, Chitose Etc., La leggenda di Sakura e altri).
Le mie letture preferite Marvel di sempre fatico davvero a dirtele, ma gli autori a cui sono più legato sono Stan Lee, J.M. DeMatteis, John Byrne, Frank Miller, Walt Simonson e Brian Michael Bendis.
Extra-Marvel... sono un lettore onnivoro, anche di romanzi. Sul mio (capiente) comodino, attualmente, ci sono un volume di Calvin & Hobbes, due romanzi (Il regno dei lupi di George R. Martin e Nessun dove di Neil Gaiman), l'Omnibus di Gipi, e Tintin au pays de soviets (in francese).

-Panini Comics è famosa per la cura editoriale dei propri albi. Grafica moderna, sempre al passo coi tempi, traduzioni e lettering ottimi. Le note sono quasi sparite, ma tu, ad esempio, su Spider-Man, spesso esageri con pagine e pagine di "appunti di lettura", graditissime agli appassionati. E' una mia impressione, o con la mole di lavoro che avete avuto quest'anno, l'attenzione è un po' calata? Parlo di critiche che leggo in giro, come la famosa pagina saltata su Capitan America 18, o la storia pubblicata sia su Spider-Man che su Vendicatori La Leggenda. Ripeto: è una mia impressione?
E' una tua impressione. Gli albi che tu vedi oggi in edicola sono semplicemente frutto della lavorazione estiva, dove spesso il caldo influisce negativamente. Dopo ogni estate so che ci sarà qualche errore, che credo ci renda umani. Mi scuso ovviamente degli errori a nome di tutti, e anche del fatto che talvolta esagero con le note. Cerco però di fare il lavoro migliore possibile, a mio avviso e con i mezzi a mia disposizione.

-Non tagliare assolutamente le note!
Avessi la bacchetta magica, cosa vorresti fare, a livello editoriale?

Esattamente quello che faccio adesso. Mi piacerebbe prima o poi curare anche un volume con fumetti francesi o italiani... In effetti, con tutti i disegnatori italiani adesso al lavoro per la Marvel, praticamente il secondo desiderio è stato esaudito.

-Puoi anticiparci qualcosa per il 2012?
A febbraio, sul quindicinale Spider-Man comincia finalmente Spider-Island, un gustoso ragno-evento ambientato dopo il finale di Fear Itself, nel quale torneranno in scena molti personaggi mai dimenticati e l'Arrampicamuri interagirà con tantissimi altri eroi. Potrete seguirlo sul quindicinale, da febbraio a maggio, e sul nuovo mensile Spider-Man Universe, da marzo a maggio. Per "ragno-evento" intendo qualcosa di molto simile a Shadowland, con un inizio e una fine ben definiti, e molte storie dedicate ad altri supereroi (Shang-Chi Master of Kung fu, Cloak & Dagger, Spider-Woman, Avengers, Heroes for Hire ecc.). Spero vi divertirà come sta divertendo me, che ho appena iniziato a lavorare all'edizione italiana.

sabato 26 novembre 2011

Consigli per gli acquisti #1


Nuova rubrica, spero almeno mensile, che avrà due obiettivi: dare consigli per le prenotazioni ai clienti (e non solo) e, nella giungla dei cataloghi, fornire qualche consiglio per recuperi di albi validi, più o meno recenti, ma magari "dimenticati".
Due precisazioni: cercherò, per quello che riguarda Mega, Anteprima, GP Promotion e Premiere di consigliare cose particolari, non immediatamente visibili. Visto che il "best seller" è più conosciuto, mi limiterò a veloci segnalazioni.
Secondo: nei "recuperi" inserirò, al 99%, materiale che ho letto e che, quindi, mi permetto di consigliare.
Si parte!
(Un grazie a Cap Crumb per i consigli).

NB: I cataloghi Anteprima, Mega e Premiere del mese sono scaricabili dal sito www.antaninet.it

-UNA NUOVA SERIE PER SPIDER-MAN: Spider-Man Universe (Anteprima 243, pag. 20). Si inizia con Venom, numero 1 regular (3,50) e variant metal (5). Due note: la serie conterrà, in futuro, anche "Avenging Spider-Man"; un numero 1 VERO dedicato all'Uomo Ragno non capita spesso... l'ultimo è del 1995!
-Marvel Gold Spider-Man 2099 (Anteprima 243, pag. 22 - 20 euro per 232 pagg): una chicca! Disegnato dal fantastico Rick Leonardi, scritto dal bravissimo Peter David, vi farà venir voglia di acquistare tutti gli albi dell'universo 2099. Lettura consigliata a chi ama i bei disegni e... anche a chi non ha MAI letto nulla di Spider-Man! Di Peter David segnalo anche questo.
-X-Statix Collection (Anteprima 243, pag. 24 - 7 numeri - Il primo 13 euro per 144 pagg.): disegnata da Mike Allred e scritta da quel geniaccio di Peter Milligan, all'epoca in cui la interruppero, si scatenarono numerose proteste. E' un recupero di grande qualità, e gli episodi finali sono inediti (quasi tutti sono stati pubblicati su X-Men Deluxe una decina di anni fa...).
-Devil Reborn (Anteprima 243, pag. 29, Marvel World 4 - 5,30 euro per 112 pagg.) un mese prima del rilancio ufficiale di DEVIL, con la nuova serie regolare (con Ghost e Punisher), arriva questo speciale che ne sancisce il ritorno, scritto da Andy Diggle e disegnata dal "nostro" Davide Gianfelice. Starting Point!
-Batman Illustrato da Tim Sale (Mega 173, pag. 19, 21,95 euro per 240 pagg., cartonato) - Se avete Il Lungo Halloween e Vittoria Oscura, non potete mancare questo volume, che raccoglie tutte storie autoconclusive o miniserie, disegnate dal talento di Tim Sale. Scrittori: Cooke, Robinson e Grant.
-interessantissimo il DC PACK (Mega 173, pagg. 20 e 90), "primo crossover" tra pack che io ricordi, che contiene Batman Giudizio su Gotham (ATTENZIONE: nonostante il titolo è inedito!) e First Wave 1. Entrambi gli albi, che verranno venduti col 10% di sconto, avranno una cover variant disponibile solo nel pack. FIRST WAVE (Bao Publishing, Mega 173, pag. 90, 72 pagg. per 8 euro), è una interessantissima miniserie di Azzarello e Rags Morales ambientata in un "universo pulp e retro-moderno" (chi più ne ha più ne metta!), con Batman, Doc Savage e Spirit. Gli autori garantiscono!
Anche il volume 5 di Supergirl, presente nel secondo Superman Pack (Mega 173 pag. 24), avrà una cover variant.
-Segnalazioni DC/RW Lion: continuano (e si concludono!), dopo l'addio di Planeta: Supergirl, Batman Arkham City, Giovani Titani, Superman e L'Anello Nero, Freccia Verde, JLA Generazione Perduta e lo Swamp Thing di Moore.
-Interessante la prosecuzione de Le Avventure di Superman, SUPERMAN CLASSIC. (144 pag., 13,95). Saranno per pochi, duri e puri, ma continuano direttamente dall'edizione Planeta (e dal vecchio Superman Classic, praticamente), le storie post-Crisis e pre-Morte dell'Uomo D'Acciaio.
-Impossibile non parlare di The Invisibles (Mega 173, pag. 37 - 96 pagg, 9,95 euro), che continua anch'esso dall'edizione Planeta, col volume 4, primo della seconda serie del capolavoro di Grant Morrison e di 100 Bullets, di Risso ed Azzarello, che finalmente (speriamo), avrà una edizione completa (pag. 37, 5,95 euro per 96 pagine). Avremmo preferito dei volumi più corposi, ma ci accontentiamo!
-The Walking Dead Compendium (Mega 173, pag. 74, 55 euro per 1092 pagine): la riedizione INTEGRALE dei primi otto volumi della saga, con una storia inedita di 6 pagine, cui fa compagnia TWD: LE COPERTINE (pag. 75, 120 pagg. per 18 euro, con albetto allegato), che raccoglie le bellissime immagini che hanno racchiuso la saga, con bozzetti, aneddoti, ed una storia inedita di 6 pagine.
Brutto mettere inediti con ristampe o copertine, a mio parere... Ma comunque, sono due volumi validissimi.

Mi spiace perché ho avuto davvero poco tempo per scrivere questo post. Avrei voluto parlare anche d'altro, magari della "serie metropolitana più bizzarra che ci sia!", ovvero DURARARA!! (Anteprima 243, pag. 84 - Star Comics, 176 pagg. per 4,20 euro), che promette di rinverdire i fasti di serie dagli splendidi titoli, come Guru Guru Pon-chan o Bobobo-bo Bo-bobo, oppure de IL PROFESSOR LAYTON E I MISTERI BUFFI (PaniniComics, pag. 52, 152 pagg. euro 4,90), che contiene persino "un set completo di stickers di Layton"!! Non avendo spazio, vi consiglio quelle che sono serie interessantissime, come BLAME, HAPPY (che spettacolo!) e GANTZ (i primi sono introvabili, ma se lo ristampano segnatevelo) o I AM A HERO e BILLY BAT. Ma il tempo è tiranno...


GALLINA VECCHIA FA BUON BRODO (ovvero: vecchi ma non da ospizio)
-I KILL GIANTS (Bao Publishing, 8,50 euro), di Joe Kelly e JM Ken Nimura
Qui una ottima recensione, alla quale ci accodiamo!


DAL LIMBO (recenti ma dimenticati)
-L'EROE di David Rubin (Tunue, 24 euro)
Un viaggio iniziatico per conoscere se stesso, una sorta di "romanzo di formazione" per appassionati di super-eroi. Non è Marvel, non è DC, non è neanche americano.
Ma, se amate Darwin Cooke o Jeff Smith, non potete non dargli almeno una occhiata.
Qui una anteprima.

giovedì 24 novembre 2011

In edicola, il ritorno di Giorgio



Esco di casa, stamattina, pensando ai prossimi aggiornamenti del blog.
C'è da far partire l'Antani Comics Story, una rubrica a puntate.
Ci sono diverse interviste interessanti (Pasquale Saviano, Max Brighel, Mauro Paganelli) da pubblicare. Una decina di post incompleti, qualche vecchio articolo da recuperare ed aggiornare.
Poi passo davanti all'edicola di Giorgio.

Giorgio era l'edicolante di fiducia del mio quartiere. Andavo a piedi, a scuola, durante gli anni delle superiori, passando sempre davanti al suo chiosco, in via Trieste. Ogni mattina spulciavo le novità sia all'andata che al ritorno, casomai ci fosse qualcosa che aveva sistemato in ritardo. Ricordo gli speciali Star Comics dell'Uomo Ragno a diecimila lire, ricordo i tanti Bonelli, l'arrivo della Marvel Italia, le schifezze dell'Ultraverse, l'Image, i primi manga.

Quando passavo lì, correndo, nel percorso che facevo e faccio ancora, lo salutavo sempre, anche se negli ultimi anni, complice il fatto che ho una fumetteria, in quell'edicola ci passavo sempre meno. Ricordo le chiacchiere con l'uomo: timido e riservato, gentilissimo e preciso, di quelli che sapevano trovarti le cose subito. Un piccolo imprenditore, un negoziante d'altri tempi, di quelli che, prima o poi, spariranno, inghiottiti dalla grande distribuzione, dal poter avere tutto (che poi non è "tutto") al supermercato, magari pagandolo meno.

Giorgio non ha retto alla scomparsa del fratello, avvenuta alcune settimane prima. Erano soli al mondo. L'hanno trovato morto in casa sua, una mattina di un anno e mezzo fa: il dolore l'ha schiacciato, portandolo a dire addio alla vita. Ungaretti aveva scritto per qualcuno come lui che non sapeva sciogliere il canto del suo abbandono.
Lasciai un fiore davanti alla saracinesca abbassata -all'epoca pensavo- per sempre.

Stamattina l'edicola era aperta: se fossimo in un fumetto di serie B, Giorgio sarebbe tornato in vita con qualche escamotage, ed avrebbe ricominciato la sua attività, magari di qualche anno più giovane e con un "costume nuovo". Ma siamo nel mondo reale, ed evidentemente qualcuno l'ha comprata.
Talvolta, solo talvolta, la vita è davvero fastidiosa, nel suo volere per forza andare avanti.

L’ho accompagnato
insieme alla padrona dell’albergo
dove abitavamo
a Parigi
dal numero 5 della rue des Carmes
appassito vicolo in discesa.

Riposa
nel camposanto d’Ivry
sobborgo che pare
sempre
in una giornata
di una
decomposta fiera

E forse io solo
so ancora
che visse

lunedì 21 novembre 2011

L'intervista del secolo: LEO ORTOLANI!



-Sono molto legato a Rat-Man, che cominciai ad acquistare con la serie edita da Panini (allora Marvel Italia) nel 1998. Gli arretrati allora si trovavano facilmente, oggi serve un mutuo, nonostante le ristampe (il primo numero, ad esempio, sarà stato edito in varie forme dalle 10 alle 15 volte!). Quanto sei ricco, oggi?
Una ricchezza tale da potermi permettere due coccodrilli, anzichè solo le scarpe. Che posso uscire di casa senza portafoglio e prendermi una piadina con la salsiccia dal "baracchino dei panini", fuori dallo stadio, scambiandolo con un disegno di Rat-Man (Grazie, Andrea Mosca).
Insomma, così ricco che non ho più bisogno di comprare dei vestiti, metto sempre gli stessi.

-La serie finirà col 100: ce lo confermi? E' prevista una qualche ristampa in forma "omnibus", o comunque "di lusso"? Comunque dovrai garantirti la pensione, no?
No, La serie non finirà con il numero cento. Ma andrà un poco più avanti. Con l'età sono diventato come quei vecchi pesantissimi, che ci mettono vent'anni a raccontare le cose che un giovane racconterebbe in due minuti. Terrificante. Questo si riflette anche sulla serie, che un numero singolo, trovarlo, negli ultimi anni di produzione, è come una perla rara.
Con il numero cento, però spero di fare coincidere una cosa. Sicuramente si festeggia con un albo NON a colori!
Dopo, farò sempre fumetti, perchè il cinema, ormai, lo fa solo Gipi, che prossimamente farà IL MIO FILM GIRATO MALE.
Quali fumetti non lo so ancora, ma vedremo quando ci saremo.
Per Rat-Man, mi piacerebbe tantissimo una bella ristampa in stile "RAT-MAN GIGANTE" con i colori piatti ma non scontati delle serie Corno, quei grigi-viola, quegli arancioni, quei verdi e gialli e rosa sparati.
Il risultato cromatico era e resta qualcosa che regge benissimo anche oggi.
Me ne hanno fatto venire voglia le mie figlie, che quando hanno iniziato a colorare, hanno prodotto dei cromatismi con i pennarelli che sono rimasto senza parole. Accostamenti di colori che mai e poi mia mi sarei sognato, e che invece, come nelle colorazioni dei vecchi F4, funzionavano alla grande.
Spillato.
-Dopo Rat-Man: cosa c'è? Puoi anticipare qualcosa?
Il mondo finisce nel 2012, cosa vuoi che ti anticipi. Lì, più che di Rat-Man avresti bisogno di me come geologo.
Ma se la scampiamo, mi troverò di fronte a tante strade e metà della mia vita per percorrerle, quindi bisogna che decida bene e in fretta.


-Riguardo il post-ratman: Quindi non c'è niente di deciso? Non c'è mai niente di deciso, nemmeno per la prossima storia bimestrale, figurati se riesco a decidere ora per allora...;)
Potrebbero cambiare tante cose e venirmi voglia di disegnare storie che al momento non mi attraversano nemmeno l'anticamera del cervelletto, dove ci sono le riviste usate, per l'attesa.
Anche il finale di Rat-Man, pur essendo tracciato, a grandi linee, non è scritto nella pietra. Da che la serie è iniziata, è già cambiato alcune volte, nella mia testa. E solo perchè gli anni passano, gli autori invecchiano e si trovano nuovi e forse migliori significati da dare a una storia.

-Anni fa, Tamara Donà disse: “Certo i disegni di RAT-MAN li potrebbe fare anche mia sorella… Anzi, forse potrebbe farli meglio… Anzi, ora vado a prendere una matita e li faccio anch'io”.
Poi lei è sparita, il Ratto no. C'entri qualcosa?
Eh, poveretta, ci ha provato, poi ha visto che sia lei, che sua sorella non ci riuscivano, è andata in Tibet.

-Sul mio blog parlo spesso dei problemi delle fumetterie. Uno di questo è la caterva di novità che gli editori si portano alle fiere, Lucca in particolare. Da autore, cosa pensi del sistema distributivo? Cosa funziona e cosa no?
Se fossi un distributore potrei dire cose sensate. Da quando lavoro con Panini, e non ho più la mia autoproduzione, non ho più nemmeno il polso della situazione della distribuzione, anche perchè mi pare che per Rat-Man non ci siano problemi, e scusate se guardo solo al mio orticello, purtroppo non ho una visione generale.
Mi pare di aver capito che i negozi lamentino il fatto che le case editrici si portino a Lucca le novità e loro debbano poi aspettarle dopo la fiera, in negozio, cioè non possano venderle subito a Lucca, come la casa editrice.
Non saprei giudicare un atteggiamento del genere...se la casa editrice porta una novità, un'anteprima, è ovvio che in negozio arriverà dopo, cioè alla data di uscita ufficiale, e quindi non potrà averla a Lucca.
Certo è che se un cliente di un negozio la prende a Lucca, poi non la prende nel negozio...o no? O aspetta che arrivi in negozio dove l'ha prenotata?
Non lo so. Fatemi un'altra domanda tipo che gusto di gelato porteresti a Lucca.
Fragola.

Con le fiere, il problema è questo: editori e distributori portano tonnellate di novità, in anteprima di un mese, ma talvolta anche di più mesi sulla distribuzione ufficiale, dicendo che li vendono a lettori "occasionali", non fidelizzati. Il problema è che le fumetterie (che, attenzione: NON partecipano alla fiera! Su dieci espositori, uno al massimo due sono negozi!) vengono da un ottobre in cui i clienti non spendono e risparmiano per Lucca, e passano un novembre in cui arrivano tante novità, che molti non prendono perché le hanno trovate a Lucca. Quindi, se si sostiene che il pubblico della manifestazione non è quello dei negozi, perché le novità non si distribuiscono in contemporanea? Perché non finisce questa sciarada (non capita spesso di utilizzare questo termine) in base alla quale i clienti, poi, ti dicono: "Ma da te non è arrivato quello che ho visto a Lucca?"?
Credo che, come al solito, la virtù stia nel mezzo.
Ovviamente una casa editrice cerca di portare qualcosa di unico, una novità, un'anteprima, per poter dare qualcosa di più ai lettori che si sbattono a viaggiare per ore, in treni bestiame, che si costruiscono costumi pazzeschi e che mangiano panini fuori dai bar, in piedi, ammassati. Che, insomma, fanno vivere le fiere del fumetto.
Per loro, è giusto rendere speciali questi eventi. Addirittura, molte manifestazioni cercano di commissionare albetti commemorativi su misura.
Non direi, quindi, che il popolo delle fiere è occasionale. E' proprio ben selezionato! E comunque sono certo che se uno è cliente di una fumetteria, solitamente si fa mettere via gli albi che segue. In questo modo, immagino che alle fiere, pur trovando le anteprime, forse preferirà comprare altre cose.
Comunque sia, non credo che chi va alle fiere compri tutto, ma proprio tutto quello che c'è in anteprima.
E se vogliamo proseguire, non credo che tutti i clienti di una fumetteria a caso vadano in massa a una fiera tipo Lucca.
E là comprino tutto in anteprima e poi il negoziante non venda più niente. Se un prodotto è valido, lo vendi per anni. E quando arriva in negozio, devi comunque valorizzarlo.
Se arriva.
E se tu, negoziante, lo ordini.
Perchè spesso i volumi particolari vengono lasciati perdere, al posto di sostanziose badilate di albi che vanno per la maggiore.
Perchè ovviamente sono quelli che vendono di più e che fanno guadagnare di più un negoziante.
E credo che nessun negoziante si lamenti se a Lucca arriva in anteprima la graphic novel "Eravamo tutti morti" del grande Falangioni, che comprano in due, mentre tutti si lamentano se a Lucca va in anteprima "Naruto contro Kenshiro", perchè vende come il pane.
E allora, di che stiamo parlando?

-Diciamo che hai centrato il punto, in un senso e nell'altro :)
Non ti chiedo dove trovi le idee ma... ci sono idee che hai scartato o messo nel ripostiglio (tra l'altro ne parli anche nell'ultimo Rat-Man) perché troppo ardite o impubblicabili? Puoi accernare qualcosa?

Ho un faldone di roba, da parte,con dentro idee per serie o per storie particolari. Impubblicabili? Forse una...nel senso che mi sono ispirato a uno sceneggiatore di taglio "forte", Garth Ennis, per elaborarla, senza però avere il coraggio di esagerare come fa lui, ma trattando ogni cosa, anche la più scabrosa, con una ceta eleganza inglese. Poi, siccome era una cosa in più rispetto la serie di rat-Man, non avevo il tempo per svilupparla, ed è rimasta nel faldone. Era su tematiche fantasy, ma trattate con taglio più che realistico.

-L'ultima "saga" (i Sacrificabili) ti ha portato anche sul terreno della fede. Sei credente?
Hai ricevuto critiche da qualcuno per l'uso di Gesù? E di Barabba?
Certo, sono credente, o almeno mi sforzo per esserlo, che alla fine siamo tutti credenti quando stiamo male, e ci permettiamo il dubbio quando tutto va a gonfie vele. Un po' come chiedere se ami la tua patria. Chiedetelo durante una finale del campionato mondiale di calcio con l'Italia.
Nessuna critica per l'utilizzo della figura di Gesù, anche perchè l'ho usata con rispetto. Anzi, ho ricevuto complimenti anche da non credenti. O comunque da persone che pur riconoscendo il Cristo come figura di valore, sono critici verso la Chiesa.
Insomma, un gioco di equilibrismi che alla base ha sempre lo stesso mio modo di lavorare, su tematiche o storie non mie, che siano i Vangeli, che sia qualunque altra cosa, anche un film: rispetto per la fonte originale, e confronto. Cioè metto a confronto il messaggio di Gesù con le limitazioni umane nel riceverlo (di RATTO, ma al comntempo mie personali).
E' ovvio che se pure i dottori della Chiesa a volte hanno frainteso brani della Bibbia o delle Scritture, come posso io, scrittorucolo di fumetti, sperare di avere in tasca la rivelazione? Così le migliori gag nascono dall'ignoranza. Si ride, ma perchè ci si rivede alle prese con lezioni di catechismo mai capite fino in fondo, perchè mai spiegate bene.
Per Barabba nessuna critica. E poi le cose che non sa fare Barabba!...

-Quante volte ti dicono che le ultime storie non sono al livello delle prime? Pensi che in parte possa essere vero?
A volte sono il primo a dirlo, mentre le scrivo. Poi le rileggo a distanza di tempo e mi chiedo come abbia fatto a scriverle, perchè quella che sto scrivendo adesso...
Da un po' di tempo è difficile che riceva critiche di quel tipo. Non ne ricordo. E' successo sicuramente anni fa, quando c'è stato un cambio di stile narrativo, per cui dalla storia singola si è passati a storie in più parti, più complesse. Il passaggio ha portato malumori in alcuni lettori, quelli più conservatori, poi, visto che le storie piacevano anche scritte così, anzi, avevano qualcosa in più rispetto alle prime, vecchie storie, le critiche sono sparite.
E io ho tirato un respirone di sollievo, visto che non posso impedirmi di cambiare: sarebbe come rifiutarsi di crescere e di invecchiare.
Pensa che storie lunghissime farò, da anziano! Sarò uno di quei vecchi che attaccano bottoni lunghissimi con tutti, quelli che uno quando mi vede da lontano, scappa, o aspetta che passi, prima di uscire di casa. Lo so, perchè lo faccio anch'io, con certe vecchiette del condominio. Una volta sono rimasto nascosto in cantina per venti minuti: la terribile vecchia parlona aveva attaccato un bottone lunghissimo alla gazzella più lenta del cortile.

-Già ti vediamo, che leggi il giornale con la data sbagliata al parco...
Ultima domanda: come si vive da papà? Dormi la notte? Io no!
Eh, da papà si vive con grande fatica! E' il primo ad alzarsi, la mattina alle sette e venti, perchè poi il bagno (e sottolineo IL) viene conteso da tre donne, di cui due piccolissime ma territoriali, ed è l'ultimo ad andare a dormire, perchè se c'è da scrivere la storia, non ci sono ma e se...va scritta. Così mette a letto le piccole alle nove di sera e torna in studio, fino verso l'una o le due, a seconda della disperazione. E poi ci sono le interviste da fare, e disegni per i lettori, e problemi di stampa, e contratti che vanno rivisti, e gente che si fa viva, poi si eclissa, e fiere, e appuntamenti, e la storia da fare dopo questa, e cosa farai dopo che avrai chiuso Rat-Man, e cosa faresti se Rat-man fosse già chiuso, e, e, e,e.
E poi torni a casa alla sera, e arriva la più piccina e ti dice "papààà ti adorooo!"
E tutto il resto non conta più.;)

-Grazie di tutto, è stato un vero piacere :)

domenica 20 novembre 2011

Momenti di gloria 2


Entra un tale: "Al ragazzo che c'era un mese fa, ho prenotato tre numeri di Dyan Dog. Mi ha detto che ci volevano due settimane, sono arrivati?".
C'è stato un disguido, non sono arrivati, gli spiego e mi scuso.
Lui insiste: "Ma mi aveva detto due settimane! Ed è passato un mese!".
Io: "Guardi, ad occhio, di mesi ne sono passati quasi due".
Lui: "Appunto!"
E se ne va incazzato.
In tutto questo, una domanda: tu ti lamenti perché sono passate due settimane e non è arrivato... ma se era così urgente, perché, in due mesi non sei mai passato?


SCEMO-"Ciao, ce l'hai una rivista di manga?"
IO-"Una rivista che parla di manga o un manga?"
S-"Non lo so... ne avevo uno tipo grande così -fa un gesto con mani- che c'erano delle foto e delle cose che parlavano di cartoni..."
IO-"Delle rubriche?"
S-"Si... ma ce l'hai una rivista che imBara a disegnà?"
IO-"Insegna...?"


-"Me lo regali Rat-Man?
-"Se sparisci per una settimana e mi porti 2 euro e 50, si".
-"Evvai!"


-"Ce l'hai un romanzo di Hugo Pratt? A fumetti, eh!"


A questa sono affezionato. E' d'annata...
-Cliente: "Ehi... ma la settimana scorsa sono venuto e non eri aperto!"
-Io: "Ma quando?
-Cliente: "Eh... era un festivo! Ma a dicembre non eri aperto tutti i festivi? C'era scritto sul sito!".
-Io: "Si, infatti sono stato aperto tutti i festivi!! Che giorno era?"
-Cliente: "Lunedì scorso"
-Io: "Il 26 dicembre?"
-Cliente: "Si."


-Cliente: "Ce l'hai le raccolte di Ercole?"
-Io: "Quale cercavi?".
Cliente, ovvio: "Non lo so".
-Io: "Ne esistono due".
-Cliente: "Io ne ho due. Me le fai vedere?"
Sic.
-Io: "Eccole".
-Cliente: "Solo queste? Pensavo ce ne fossero tre!"


-"No, è cartonato, non è spillografato come questo!"

venerdì 18 novembre 2011

Bidì o Bedé? Intervista a Marco Schiavone (edizioni BD/JPOP)


-Marco Schiavone "CEO" di Edizioni BD e del loro "ramo" Jpop. Presentati pure al nostro nutrito pubblico. 

Ehm, ciao a tutti. Per chi non mi conosce, ho 38 anni e da circa sette mi occupo professionalmente di editoria, con Edizioni BD, JPOP e con la società di consulenza Alta Fedeltà, attraverso la quale ho curato progetti per clienti come Disney, Egmont, Ferrero, GP, Guanda, Mondadori, Panini, Rcs...


-Nei prossimi mesi, a livello editoriale, cosa vedremo?

Le uscite più importanti del nostro autunno sono E' tutto sotto controllo, di Silvia Ziche; A Panda piace essere raccolto, di Giacomo Bevilacqua; il nostro contributo al 150° dell'Italia con Tracce di Garibaldi e la collaborazione con il Manifesto, Gang Bang. Per l'etichetta Jpop i due lanci più importanti sono Toradora e Hetalia, che a Lucca hanno fatto il tutto esaurito. Sempre importante anche concludere le serie: è il caso recente di Shin Angyo Onshi e Nabari, due serie di media lunghezza finalmente godibili al completo.-Si è appena conclusa Lucca Comics. Come è andata?
Molto, molto bene. Persin troppo. Dopo l'euforia iniziale, abbiamo cercato di analizzare questi cinque giorni su Terra 2, un mondo dove il popolo è affamato di fumetti come gli zombi di cervella. Abbiamo identificato due vettori, entrambi in crescita. Il primo è il cliente-turista di Lucca. Un po' come chi va a Eurodisney, e per qualche giorno si tuffa in un'orgia di gadget topolineschi, così chi viene da "turista" a Lucca concentra in pochi giorni tutte le sue esigenze consumistiche di fumetto. Poi, per 360 giorni riposa. L'altro elemento, su cui si può lavorare di più, è chi invece non trova il prodotto. Non lo trova perché non ha fumetterie o librerie vicine, oppure perché queste non possono permettersi di tenere in casa troppo materiale.


-Si parla molto delle novità in fiera: pensi che la prassi di portarne danneggi i negozianti?

No, non credo. Per quanto bene possa andare un titolo a Lucca, questa può assorbire quanto? Il 10% delle vendite potenziali? L'idea è che, se si è convinti di un titolo, parta da Lucca il passaparola, s'inneschi un volano virtuoso che porti più gente a parlarne. Poi, certo, è ovvio che l'incasso immediato non fa schifo a nessuno. Ma se si riduce tutto solo a quello, allora è inutile fare le fiere. In questo mi rendo conto di essere una minoranza... sarà che, nella mia precedente vita lavorativa, vari anni di Smau mi hanno insegnato a fare le fiere non per vendere, ma per far conoscere i miei prodotti.
Poi, per l'angolo "forse non tutti sanno che", noi abbiamo investito in una fumetteria, un paio d'anni fa, per seguire il principio dell'editore ideale di Piero Gobetti, per avere una libreria modello con cui seguire le oscillazioni quotidiane del mercato. Quindi vediamo bene a ottobre una flessione di vendite, dovute a nostro avviso non tanto a quanto i più appassionati comprano a Lucca, ma quanto spendono a Lucca, per viaggio, pernottamenti, pasti, etc.


Sottovaluti due aspetti: il primo legato alle vendite su internet, che comunque aiutano la diffusione del fumetto dove non ci sono negozi, o dove i negozi non sono "sufficienti" come servizio offerto, ed anche alla possibilità che il cliente da fuori si rechi in negozi lontani, che conosce, per eventi o incontri con autori.

Lo sottovaluto perché non lo ritengo statisticamente utile, posso sbagliarmi ovviamente, ma credo siano minoranza esigua. Però ti do ragione sulle vendite via internet: se il tasso di crescita delle nostre vendite online fosse confermato dalle vendite "brick and mortar" potremmo festeggiare, crescono ogni anno in doppia cifra. E i motivi credo siano sempre gli stessi che abbiamo già discusso: scarsa reperibilità degli arretrati, innanzitutto.

Il secondo aspetto, riguarda CHI fa le fiere. Gli editori ne fanno 4-5 l'anno, i negozi decine. O è meglio che si rafforzi la prassi in base alla quale il 90% degli espositori è gente che non ha negozio, e che non fidelizza realmente il pubblico, o in ogni caso non ha la possibilità, la voglia o l'interesse di diffondere le nuove uscite?

Ma è davvero ancora così? Non so. Mi sembra lontano il tempo di chi si improvvisava (io stesso, con qualche busta di americani, credo fosse il 1991 o 1992) sulle gradinate di Lucca... Oggi chi decide di fare cinque o sei giorni di fiera, di investire tra stand alberghi e tutto quanto qualche migliaio di euro dovrà avere un business vero, non soltanto amatoriale o sommerso. Parlo della carta perché per il resto, gadget eccetera, sono di un'ignoranza abissale e non saprei giudicare. Mi dicono che quest'anno chi era al Japan Palace era contento, per esempio, io non sapevo esistesse, ci sono capitato per caso. Personalmente, Lucca a parte, trovo molte fiere stucchevoli nella loro assenza di contenuti e nel ridursi poi a un mercatino.
E, da utente, non capisco perché devo spendere dieci o dodici euro per entrare in una specie di alveare di fumetterie, laddove di solito in fumetteria ci entro gratis.


-Dunque: se le vendite di Lucca non incidono poi così tanto, perché non soddisfare la richiesta delle fumetterie che chiedono di far uscire il material prima, o almeno in contemporanea?

Noi ci proviamo, ogni anno. Il problema, perlomeno per noi, è che, oltre alla nostra non sempre perfetta organizzazione interna, spesso autori, collaboratori, partner stranieri si svegliano davvero tardissimo. E ti capita il 10 ottobre che qualcuno, più d'uno, ti dica: ma il mio libro lo presenti a Lucca, vero? E tu allora cerchi di fare le corse, passi le notti insonni, fai passare al tipografo le notti insonni. Poi magari a Lucca vendi 20 copie... ma hai fatto contento chi vede soltanto lì la vetrina principale del fumetto italiano.

-Inoltre: pensi che Lucca sia utile principalmente agli editori o che aiuti tutto il sistema?

Con te di questo abbiamo già parlato. Lucca è una fiera che serve ad autori ed editori. Poi, certo, da un punto di vista commerciale può essere soddisfacente per chi vende gadget o altre amenità. Ma la questione che mi pongo sempre è legata all'investimento: a me serve farmi vedere a Lucca, conoscere i lettori che per tutto l'anno possono seguirmi, da tutta Italia. Ma per esempio a te Francesco cosa rimane dei clienti di Lucca? Se sono di Terni, ti conoscono già, se non sono di Terni, difficilmente verranno a trovarti nel corso dell'anno. Mi sbaglio?

-A livello distributivo: come vi trovate con Pan?

Bene, ci siamo trovati meglio in un momento storico in cui tra Pan e Panini c'era una sana rivalità e il distributore, guidato da Bertani, cercava di rendersi più autonomo. Ora così non è più, e si è persa la complicità che c'era. Se oggi sono indeciso se comprare o no un titolo, non posso discuterne a Modena, ecco. In questo, invidio un po' alcuni miei concorrenti che possono avere un rapporto più franco con le loro controparti.

-Cosa ne pensi dei cambiamenti che, poco a poco, stanno modificando il mercato? Forse non "stravolgendo" ancora nulla, ma visto l'immobilismo dell'ultimo decennio... Quale è il tuo punto di vista?

Io adoro i cambiamenti. Per me, un mercato dove tutti fanno lo stesso lavoro da vent'anni è un mercato morto. Il fatto che negli ultimi tempi stiano succedendo cose mi illude di stare operando in un settore vivace, che può ancora darmi soddisfazioni.

-Vendita in fiera, fumetterie e librerie di varia: come è suddiviso il vostro mercato?

Il fatturato della casa editrice è indicativamente diviso in 75% fumetteria 20% varia 5% fiera e vendite online

-In cosa pensi siano carenti le fumetterie?

Oggi? soprattutto in denaro da investire. credo stia diventando cultura comune il rendere il negozio più confortevole e meno "dungeon", l'eliminare le scatole di banana chiquita dall'esposizione, cambiare le vetrine spesso, lavorare sul catalogo, etc. Peccato che per fare tutte queste belle cose servano più fondi di quanti siano disponibili in questo momento.
Mi piacerebbe vedere nascere una professionalità per le fumetterie e da anni predico con i distributori perché vengano premiati quegli imprenditori che vogliono crescere attraverso la frequenza di seminari o workshop che possano aiutarli a migliorare le proprie attività.


-Concordo con quello che dici, riguardo la crescita delle fumetterie. Che altro credi che potrebbero fare editori e distributori?

Premiare chi si impegna davvero, fornire strumenti concreti per aiutare un imprenditore a crescere. Mi piacerebbe vedere un canale a più livelli: chi ottiene risultati deve essere incentivato a continuare a lavorare duro, premiato. Mi piacerebbe, e non è detto che non inizi a farlo, certificare in qualche modo chi lavora meglio il mio prodotto. Perché se tu ti impegni a lavorare bene BD e JPOP non posso contraccambiare, perché oggi spesso ricevi uno sconto orizzontale in base agli editori esclusivi e non? Come posso misurare il tuo impegno? Magari raffrontando le tue vendite anno su anno... lancio su lancio...
Poi, certo, c'è il tema della promozione e della resa che so starti a cuore. Se il modello di business della varia andrà in futuro a convergere sulla fumetteria, sarà bene che vi sia una rete di promotori specializzati in fumetti che possano consigliare gli acquisti, vigilare sulle rotazioni del banco novità e delle vetrine, misurare lo sforzo effettivo della fumetteria e quindi autorizzare le rese ove necessario. Con la vendita a fermo ci sono operatori che hanno potuto esercitare forzature e che hanno riempito i magazzini delle fumetterie con il miraggio di mantenere la fascia di sconto più alta. Questo ora genera un pericoloso intoppo ai nuovi acquisti (mancano risorse e manca persino lo spazio!), oltre a generare scarsa fiducia nelle nuove proposte... Una rete promozionale valida avrebbe forse impedito questo.


Per finire, un "last minute", dopo il divorzio da Pan. Un commento ufficiale?
Lasciare Pan dopo tutti questi anni è un po' come finire le scuole medie, per iscriversi a un'altra scuola: un sentimento pre-nostalgico che si mischia all'euforia del cambiamento. Non posso farne a meno, se voglio continuare a crescere, ma certo dispiace perdere abitudini e conoscenze ormai famigliari. Siamo cresciuti molto in collaborazione con Pan, e credo che entrambe le società hanno potuto godere dei frutti del duro lavoro. Con Messaggerie avremo a disposizione strumenti per un'azione più diretta nei confronti del canale, spero di potere in questo modo sia aiutare di più le fumetterie a promuovere il mio prodotto sia la mia azienda a fatturare di più..;-)

giovedì 17 novembre 2011

Ti piace la pizza? Perché non apri una pizzeria?



Salve,
Sono il sig. XXX, volevo delle informazioni riguardo l'apertura di una fumetteria privata nella mia città, XXX.
Potrebbe darmi dei suggerimenti sulle basi del settore data la mia totale inesperienza al riguardo?
Cordiali saluti

SALVE,SONO UN RAGAZZO DI XX ANNI DI XXXX.AVREI INTENZIONI SERIE DI APRIRE UNA FUMETTERIA CON UN MIO AMICO.VOLEVO CHIEDERLE,SE è POSSIBILE,QUALI POSSONO ESSERE I PRO E I CONTRO DI TALE INIZIATIVA O SE PUO ESSERE INTERPRETABILE COME UNA PAZZIA,ATTUALMENTE PARLANDO.ASPETTO UNA SUA RISPOSTA.GRAZIE

salve,
mi chiamo XXXXX (...) nel mio paese non ci sono fumetterie e mi stava girando per la testa l'idea di aprirne una,le uniche fumetterie presenti nella vicinanze sono distanti.
i dubbi sono tanti perchè non so se effettivamente l'attivita funzioni ,non conosco tantissimi appassionati di fumetti nel mio paese e come ben sapete i prodotti in vendita sono di nicchia ,entusiasmo e idee ne avei tante ma potrebbero non bastare.
so che la cosa è abbastanza soggettiva e dipende da tanti fattori ,ma questo tipo di attività potrbbe funzionare in un paese non tanto grande?
le principali spese iniziali a quanto potrebbero ammontare(escluso l'affitto)?
vi ringrazio per la cortesia e l'attenzione

Sono un grande appasionato del mondo del fumetto, e il mio grande sogno è quello di aprire una fumetteria tutta mia.

Ho sempre letto molto (libri, fumetti e graphic novels) e (...) vorrei, CON TUTTO IL CUORE, aprire una bella fumetteria tutta mia dove passare le mie giornate e condividere la mia passione con vecchi e nuovi amici...


Da quando esiste l'Afui, in molti ci scrivono mail di questo tenore.
Tanti. Tanti davvero. Ed a tutte queste mail ho sempre risposto io.
Ne approfitto per dire alcune cose, "fissandole" qui in modo da poterle girare poi agli interessati.
Premessa: a meno che uno non mi apra un negozio davanti, non ho alcun interesse personale nell'apertura o meno di un negozio. Non prendo soldi, non perdo soldi. Non mi interessa, economicamente parlando.
Quindi, se dico alcune cose, consideratele come frutto dell'esperienza di un addetto ai lavori.

In primis: le fumetterie "vere" (che vendono, cioè, principalmente fumetti nuovi) in Italia sono circa duecento. Questo è uscito fuori da una chiacchierata allo scorso Comicon, fonte due distributori. Chiaro che, se poi si contano ludoteche con due scaffali di manga, bancarelle o edicole coi Tex usati, si salga a cifre tipo trecento, forse anche di più.
Ne aprono di continuo, ne chiudono di continuo.
I problemi principali sono tutti quelli che affliggono le attività commerciali in questo momento: spese e costi alti, entrate basse, crisi, tasse per tutto, anche per l'aria (qui da me si sono messi a fare le multe per insegne e vetrofanie... per dire, hanno multato una macelleria che espone la scritta "carne bovina"!).
Inoltre, ci sono i problemi specifici del settore: margini bassi (bassissimi considerando sconti o tessere per il pubblico), reso che non decolla come concetto, quantità di prodotti in crescita continua, quasi totale assenza di promozione, totale assenza di informazione dedicata ai negozianti, che sono posti al pari del cliente finale. Scarsa professionalità a tutti i livelli.
Soprattutto, però: a me piace la pizza, me la cavicchio anche a farla: ma non mi è mai passato per la mente di aprire una pizzeria. Su Kill Bill, la protagonista, ad un certo punto, dice che lavorare in un negozio di dischi, perché "ascolto musica tutto il giorno e parlo di musica tutto il giorno, è fichissimo!".
Ecco: nella realtà non funziona così.
Non si apre un negozio per stare con gli amici a parlare coi fumetti.
Gli amici sono quelli che ti lasciano duecento euro di roba in casella (certificato, eh!), e parlare di fumetti -che, insieme a consigliarli a chi non li legge è davvero figo- è l'1% (purtroppo) del lavoro.
E ci vogliono anni per arrivare al guadagno.
E di amici bravi che hanno abbassato la saracinesca o tirano a campare, ne ho visti molti.
La passione non serve: serve cocciutaggine, serve cultura, serve avere non "passione per i fumetti", ma "passione per vendere i fumetti. Serve sbattersi. E' un LAVORO.
Oh, per carità: faccio un lavoro che mi piace (da notare che è diverso anche dal "mi piace il lavoro che faccio"), invito autori, sistemo ed ordino il materiale, creo un rapporto col cliente. Ma tutto questo viene insieme, spesso anche "dopo" il pagare le fatture, il non sapere se si arriva a fine mese, il saltare le vacanze.
Insomma: pensiamoci, e bene.
Poi tutto si può fare, ma con la dovuta consapevolezza.
Grazie per l'ascolto.

L'immagine in cima a questo post, che spero farà lievitare i contatti di questo blog, la si trova su Google se si digita "passione". Tanto per chiarire, eh!

mercoledì 16 novembre 2011

E adesso?


Ci siamo. Dopo anni ed anni, quasi venti, il momento è venuto.
La settimana scorsa si è consumato l'evento dell'anno.
Chi era dalla sua parte, per anni l'ha difeso, forse negando l'evidenza. Le vittorie hanno nascosto quello che c'era di marcio, anche se la puzza aumentava di anno in anno.
Le sconfitte bruciavano per i suoi avversari, che raramente riuscivano a batterlo, e che, in ogni caso, tanto "puliti" pure loro non erano e non sono tutt'ora.
Chi era contro di lui, l'ha attaccato per tutto, spesso anche per cose per le quali non aveva responsabilità. O, meglio, per cose per le quali NESSUNO ha ancora dimostrato che fosse colpevole. Ma quello che è successo la settimana scorsa è una prima resa dei conti.
Ora, sicuramente, le cose saranno diverse.
Per la sua "squadra", che ormai l'ha rinnegato.
Per i nemici, mai così forti delle loro ragioni.
E per tutta l'Italia.
Cazzo... hanno condannato Moggi!!

martedì 15 novembre 2011

BD a Messaggerie. Continuano le grandi manovre?




Complice la recente Lucca Comics, dove, di notte, a Piazza Anfiteatro, tutto accade, tra un mohito ed una birra, grandi sommovimenti, all'orizzone nel "mercato" degli editori.
Il 2011 è stato di fuoco: a fronte di uno StarShop immobile, da anni, nel sodalizio con Star Comics (un vero peccato che una struttura distributiva così agile e ben organizzata non osi di più), a fronte di un Alastor che "si limita" ad accogliere Kappa Edizioni/Ronin Manga e a mettere le mani in pasta nel successore della Planeta/DeAgostini nella gestione dei diritti DC, Pan Distribuzione e Meli Comics sono, al momento, gli opposti emblematici della situazione.
Il primo, infatti, al momento, è quello che ha perso pezzi maggiori.
Nato più di un decennio fa dall'acquisto, da parte del gruppo Panini, di Alessandro Distribuzione, è il maggiore distributore italiano: fino ad un anno fa, oltre a Panini Comics, che è indubbiamente l'editore di maggior peso in fumetteria, aveva anche una serie di realtà che ora sono passate altrove. Precisamente: tutti gli editori che ha Meli Comics (Comma 22, Tunue, Coconino/Fandango, GP) erano esclusivisti di Pan. A questi si stanno aggiungendo Pavesio e... Edizioni BD/Jpop.
Oltretutto: le nuove strutture Meli Comics e GP Promotion, che fanno capo a Messaggerie Libri, sono gestite da quasi tutti ex dipendenti Panini o Pan.
Certo, dirà un attento osservatore: nell'ultimo anno il distributore modenese ha acquisito la distribuzione degli arretrati Bonelli (fatto epocale) ed in curiosa coincidenza, l'editore (sempre modenese) che ha quasi lo stesso nome ha stretto un importante accordo commerciale sempre con Bonelli. Ma quanto peso può avere, nell'ottica globale, questo acquisto a fronte della perdita di dipendenti ed editori che, sommati, sicuramente un buon fatturato potevano farlo?
Inoltre: per il futuro, che scenari si prevedono? Quali altri editori passeranno a Meli? Si profila un uno schema tipo Pan-Panini, Alastor-RW, Star-Star, Meli-Altri?
Da un lato non credo, perché comunque Alastor, a parte Magic Press, non ha perso ulteriori esclusivisti.
Ma il futuro è quanto mai incerto.
Anche perché, è appunto recentissima la notizia che BD/JPOP, storico partner di Pan Distribuzione, lascerà a breve il suddetto per essere distribuito anche in fumetteria, oltre che in varia, da Messaggerie...
Chi vivrà vedrà!

lunedì 14 novembre 2011

Dalla Spagna a Tex: ALFONSO FONT


Abbiamo uno splendido ricordo della sua presenza a Narnia Fumetto: un grande professionista, con l'umiltà di disegnare giorni interi per il suo pubblico. Che era numeroso e riconoscente. Come si è trovato in Italia? Non è la prima volta che sono stato in Italia. Ho veramente perso il conto de le volte che ho visitato l’Italia, sia per lavoro che per piacere in vacanze... Si può dire che mi trovo come in casa.

Come è avvenuto il suo debutto nel mondo del fumetto? Vuole raccontarcelo? Da bambino volevo essere un fumettista. Quando dico bambino intendo dire a i miei otto, dieci anni. I fumetti erano la mia passione. Così ho studiato Belle Arti; il resto è facile immaginare.

Tex: le piacciono le atmosfere western? Richiedono parecchia documentazione? Ho iniziato come professionista in un settimanale chiamato “Hazañas del Oeste”che potrebbe essere tradotto come “Prodezze del West”(?) Le atmosfere western mi piacciono da sempre.
E sì, se si vuole fare un lavoro decente, il western richiede molta documentazione.

A cosa sta lavorando? Cosa le piacerebbe fare, invece? Sto lavorando su una storia chiamata”Giovani pistole”di Mauro Boselli. E, mi creda, faccio quello che mi piace.

Per finire: cosa consiglierebbe ai giovani che vogliono fare questo lavoro? Non credo essere molto utile a consigliare nessuno. Ma forse un suggerimento: imparare da coloro che sono meglio di noi.

sabato 12 novembre 2011

La lezione di Frezzato



Massimiliano Frezzato è un autore vero.
Bravissimo, fuoriclasse assoluto, come pochi al mondo.
Ma "vero" perché capace di sbattersi nel suo lavoro: lo vedi alle fiere che disegna per tutti. E di fiere ne fa quasi trenta all'anno: non è di quelli che va a Lucca, al Comicon e a Mantova e basta. Gira dappertutto, in Italia e anche fuori. Non se la tira, non gli interessa vendersi, quanto il rapporto con le persone.
Fa il suo lavoro con umiltà.
Oggi, parlando con lui in negozio, è uscito fuori un argomento che sostengo da tempo: il farsi fare disegni per il gusto di averli, che diventa uno sterile collezionismo da quadernone con gli anelli. Prendere l'albo, avere il disegno, storcere il naso o stupirsi, complimentarsi e via.
Oggi, Frezzato è stato in negozio tutto il pomeriggio, fino a sera inoltrata.
E' stato disponibile, è stato seguitissimo.
Era bello vederlo, col gusto di apprezzare l'arte che ha nelle mani: per lo stupore di vedergli disegnare Pinocchio partendo da due curve che diventano piedi, o un personaggio qualsiasi, che si anima e prende vita.
Un anno fa ospitavamo Ivan Reis, per un grandissimo incontro. Ma era un infrasettimanale e la gente latitò. La settimana scorsa Gipi, oggi Frezzato.
Stasera posso dirmi soddisfatto. Non per l'incasso da record, in un anno che ha saputo regalarci qualche record e diverse soddisfazioni ma, se non altro, per la "persona" Frezzato.
Il tutto in un negozio rinnovato, in corso di sistemazione, e che tra meno di un mese festeggerà l'ottavo anno di vita, e lo farà nella sua terza sede.
Stavolta, come un anno fa per Reis, chi non è venuto si è perso davvero un Evento.
Grazie Frez: bellissima giornata!
E grazie a tutti voi, che ci avete creduto.

giovedì 10 novembre 2011

PostLucca2011: intervista alle fumetterie


Ho fatto un primo reportage, ma ne avevo parlato anche prima, ora sentiamo il parere di alcuni illustri colleghi. Ho mandato un piccolo questionario a tredici fumetterie, solo cinque hanno risposto (UN GRAZIE a chi lo ha fatto, attirato sicuramente dalla fama e dalla grandiosa pubblicità che questo blog garantisce): Mondi Sommersi di Lecce (seguite il suo blog), Azuni di Sassari, Fumettopoli di Reggio Calabria, PanStore di Padova, Comic House di Sarzana.

-Presentati al nostro pubblico...

MONDI SOMMERSI: Sono Max di Mondi Sommersi, libreria specializzata in fumetti, sita a Lecce. Gestisco attivamente questa realtà da ormai 10 anni nel corso dei quali gli ho fatto cambiare molte facce e aspetti trainanti, in base all'evoluzione del mercato e la mia personale crescita.
AZUNI: Mi chiamo Emiliano Longobardi e sono il titolare della Libreria Azuni di Sassari.
FUMETTOPOLI: sono titolare della fumetteria Fumettopoli di Reggio Calabria, ed ho aperto da oltre 10 anni, oltre alla fumetteria organizzo incontri con autori, sono il fondatore del sito Verticalismi.it (assieme a Mirko ed Enrico dello staff).
PANSTORE PADOVA:
Sono Federico, uno dei due titolari della fumetteria Panstore (Padovacomics) di Padova.
COMIC HOUSE:
Mi chiamo Daniele Pignatelli, e sono il proprietario della libreria del fumetto “Comic House” di Sarzana (SP)

-Oltre al negozio, partecipi regolarmente come espositore a mostre mercato? Quante l'anno?
MONDI SOMMERSI: Si, ma poche. Lecce è una città geograficamente sconveniente per questo genere di cose dato che per la propria posizione nel sud Italia ha città confinanti solo spostandosi verso nord. Le fiere che frequento come standista sono fiere del libro (in cui comunque porto fumetti) e più che altro mercatini che si atteggiano a qualcosa di più grande di loro. Orientativamente siamo nell'ordine di 4/5 l'anno, anche se credo che quest'anno numericamente saliranno.
AZUNI: Non ho ancora partecipato a mostre mercato dedicate al fumetto, ma ho finora partecipato ad alcuni festival letterari dedicati al giallo al noir. Questo settore, infatti, unitamente ai fumetti e ai testi scolastico-universitari è uno dei miei ambienti specifici di movimento.
FUMETTOPOLI: Purtroppo non ho esperienza in merito, in quanto non ho mai partecipato ad una fiera come espositore.
PANSTORE PADOVA: No non facciamo mostre mercato, ma quest'anno abbiamo collaborato come organizzatori e espositori al primo Sugarpulp Festival qui a Padova, dedicato al fumetto e alla letteratura Pulp Noir che ha avuto ospiti illustri come Joe R, Lansdale, Massimo Carlotto, Victor Gischler Alberto Ponticelli, Andrea Mutti e molti altri. Un tentativo di trattare il fumetto come genere letterario, direi riuscito.
COMIC HOUSE: Non partecipo a nessuna fiera.

-Da Google Maps: quanti km dista il tuo negozio da Lucca?
MONDI SOMMERSI: Il percorso più breve conta 929 chilometri. Quello consigliato 978.
AZUNI: Sassari-Olbia-Mar Tirreno-Livorno-Lucca.
FUMETTOPOLI: Dista ben 1029 KM, questa è una delle tante motivazioni per cui non partecipo alle fiere del nord. Il viaggio e tutta la logistica, per noi del sud ha costi molto alti.
PANSTORE PADOVA: Troppi per farsela a piedi...
COMIC HOUSE: 63,7 km, pari a 48 minuti in auto.

-Cosa pensi che le tante novità che gli autori portano in anteprima alle fiere, ed in particolare a Lucca? Credi che per il tuo negozio possa derivarne un danno?
MONDI SOMMERSI: Lucca Comics per il libraio penso sia sempre un danno, certamente lo è dal mio punto di vista. Rompe tutti gli equilibri, altera gli acquisti del libraio in deficit prima e in eccesso dopo la fiera. Per starci dentro ho optato per tagliare completamente o quasi alcuni settori e generi nella mia attività, per avere meno grattacapi e meno refusi e anche, inutile nasconderlo, meno problemi con quei miei clienti che hanno comprato i prodotti in fiera anzichè aspettarli in libreria. I clienti tendono ad acquistare in fiera anche ciò che hanno prenotato in negozio, o che comunque in negozio sarebbe indicato per loro, una volta distribuiti, dopo lo sforzo conoscitivo e promulgativo del libraio, e questo porta oltre ad una spesa reale anche ad una mancata vendita da cui derivano assenza di fondi e sfiducia verso il sistema editoriale, che a sua volta sfocia in quei tagli di determinati settori di cui parlavo all'inizio.
AZUNI: E' un comportamento che ritengo estremamente grave e che dovrebbe essere cambiato. Per il mio negozio ne deriva un danno in termini teorici o - a livello pratico - contenuti, ma non cambia minimamente i termini della questione. Soprattutto quegli editori che vogliano dimostrare coi fatti - e non solo con le parole - che vogliono far maturare un rapporto di reciproco vantaggio con le librerie, dovrebbero comportarsi coerentemente. Altrimenti - uso un termine tecnico derivato da una lingua straniera - diventa solo una presa per il culo.
FUMETTOPOLI: Beh è evidente, non sarà un caso che gli abbonamenti che escono in questo periodo subiscono un calo nelle vendite. Inoltre la fiera di lucca porta un danno, seppur indiretto, anche nel mese precedente, in quanto molti clienti cercano di risparmiare nella prospettiva di poter andare a lucca. Questo è un sondaggio che ho fatto internamente al mio negozio.
PANSTORE PADOVA: Un evento che dia entusiasmo al settore è positivo, ma andrebbe gestito con un occhio al mercato, purtroppo spesso si pensa che sia meglio un uovo oggi...
COMIC HOUSE: Per il mio negozio, la fiera di Lucca è un serio problema. Essendo la distanza così breve, mi ritrovo il negozio deserto prima della fiera perché i clienti risparmiano per Lucca. Durante la fiera, sono tutti a Lucca. E dopo la fiera, hanno tutti speso più di quanto avrebbero dovuto.
E penso che Lucca sia un problema in generale per il mondo del fumetto, una sorta di Paese dei Balocchi dove per 4 giorni (quest’anno 5) il fumetto non ha alcun problema, tutti vendono tutto a tutti, escono valanghe di novità… e poi si torna nella routine, in attesa della prossima fiera, e alla faccia delle fumetterie che, a differenza di certi “editori per passione”, cercano di svolgere il proprio lavoro (perché di questo si tratta) al meglio.
Solo che lavorare al meglio è impossibile: mesi e mesi di annunci di novità che escono tutte assieme a Lucca, col risultato di venir sommersi da valanghe di albi, senza lo spazio per esporli, con fatture stratosferiche da pagare, e clienti che si vedono costretti a razionare i loro soldi per riuscire ad acquistare tutto quello che, magari, aspettano da gennaio.
Col risultato che le fumetterie si vedono costrette a preordinare col contagocce, per evitare di venir travolte, il materiale viene esposto per una settimana, e poi deve sparire per far posto ad altre novità (mentre, ad esempio in estate o a Natale, non esce nulla…).


-Per finire: tre cose da cambiare nel mondo del fumetto?
MONDI SOMMERSI: Solo tre sono poche, devo rifletterci un attimo.
Direi che per primo andrebbe eliminata quell'idea che è meglio un idiota che ha passione di un professionista con i piedi per terra. L'idea di screditare i professionisti per portare un lettore in più alla propra scuderia è ridicola e dannosa. Già da questo ne deriverebbero tantissimi benefici. Si apparirebbe seri a qualunque altro settore, dove prima di ogni cosa viene dato peso al risultato e dove alla premessa "io lo faccio passione" corrisponde l'unica risposta plausibile: "ma per piacere, si tolga di mezzo e mi faccia parlare con un professionista".
In secondo luogo cambierei un pò l'approccio alla realtà. Se le vendite non vanno bene è perchè tu sbagli qualcosa. Se le vendite risalgono, migliorano, è perchè hai corretto il tiro e quindi stai facendo bene. Se vanno ancora male è perchè continui a sbagliare. Nessuno ce l'ha con te e non ci sono congiure e anche se ci fossero, non stai lavorando al meglio per superarle. E' commercio, non Topolinia. Migliorando i rapporti con gli altri si migliorano le vendite e quindi tutto il sistema.
Infine cambierei sistema distributivo. Introdurrei il reso senza se e senza ma. Se dieci anni fa si vendeva 100 e per tutti era poco, e i librai dicevano che era per l'assenza di reso, se cinque anni fa si vendeva 80 e per tutti era poco (e per la matematica a cui mai si è chiesto il parere, era anche meno di 100) e i librai dicevamo che era per l'assenza di reso, se oggi si vende 50 che è ancor meno dei precedenti due casi, e ancora i librai dicono che è perchè manca il reso, cosa stiamo aspettando a introdurlo? Che si faccia tutti la fine della Bottero Edizioni? Stampa on domand? O che si diventi tutti delle librerie specializzate in Panini Comics? Al libraio va bene, a me andrebbe bene, se a fine mese avessi il mio guadagno. E agli editori?
AZUNI: Maggior compattezza dei librai fra librai per quanto riguarda le problematiche comuni, maggior consapevolezza da parte degli editori che vogliano realmente affrontare questo periodo di grandissima sofferenza economica nel modo più virtuoso, maggior fluidità nella catena editori-distributori-librai, sbilanciata verso i primi due e che lascia a distanza i terzi.
FUMETTOPOLI: Basta una sola per poter risolvere molto: la distribuzione!
PANSTORE PADOVA:
1- gli editori dovrebbero puntare a creare un mercato del fumetto stabile invece che limitarsi a cavalcare le mode come spesso accade.
2- sempre editori e distributori dovrebbero investire in promozioni, tour, incontri con gli autori perchè non basta apparire sui cataloghi di settore per vendere un prodotto
3- andrebbe cambiato un vecchio punto di vista, cioè che la libreria specializzata è il cliente ultimo. E' necessario invece venga vista come partner commerciale perchè la logica che ha funzionato per anni, cioè che quando un prodotto viene ordinato dai negozianti è venduto e da li in poi non è più un problema dell'editore, non funziona più da un pezzo.
COMIC HOUSE:
1) Gli editori devono smettere di far concorrenza diretta ai propri clienti, ossia le fumetterie. Questo accade solo nel mondo del fumetto, non esistono altrove saloni specializzati dove le novità vengono svendute e gli arretrati introvabili da anni magicamente ricompaiono sui banchi di chi non li distribuisce ai negozi specializzati.
2) Nessuno di noi, a parte qualche editore evidentemente poco sicuro del proprio lavoro, teme la parola tabù “reso”. Anzi, nei pochi casi, spesso frutto di accordi personali tra fumetteria ed editore, in cui il reso viene concesso, temporaneamente o sotto forma di conto-vendita, le vendite aumentano, perché la fumetteria può avere maggior disponibilità di materiale senza dover investire soldi alla cieca su titoli che, a sentire chi li stampa, son tutti capolavori immancabili. Dunque, cos’è tutta questa paura nel proporre il reso alle fumetterie, come avviene per le librerie di varia o per le edicole? Certo, qualche editorucolo potrebbe sparire senza il paracadute delle 100 copie vendute in conto assoluto, ma sono editori, quelli che
campano di questo?
3) In generale, e soprattutto in un momento di crisi come questo, è di vitale importanza concentrarsi sulla promozione. Pro-mo-zio-ne! Il fumetto non si vende da solo, e rappresenta il terziario del terziario! Quindi, dal momento che il libraio non può far tutto da solo, è necessario che, se l’editore crede in un prodotto (e deve essere così, se spende soldi per stamparlo… o no?), questo prodotto venga spinto, con la creazione di materiale promozionale da inviare alle fumetterie perché esse lo girino ai clienti, con la partecipazione attiva quantomeno alla parte logistica dell’organizzazione di presentazioni presso le librerie, con promozioni sul catalogo di libri che prevedano PRIMA il coinvolgimento delle librerie, e solo dopo rivolte all’utente finale. Questi sono solo tre piccoli esempi di come si potrebbe, se ve ne fosse davvero la voglia (e se non si fosse tutti impegnati a testa bassa per preparare, sempre e solo, Luccaland…), incentivare la promozione del fumetto.

Come vedete, non sono l'unico a sostenere certe tesi...
Sull'argomento (anzi, sugli argomenti), lo sapete, torneremo.