lunedì 13 aprile 2015

Romics 2015: il fotoromanzo

Romics 2015, versione "primaverile", raccontata per immagini...
Critiche, risultati e... numeri riguardanti gli stand presenti.





La fiera di Roma cade a pezzi. Pavimenti con dislivelli notevoli, crepe che ogni volta che c'è una manifestazione vengono cementate... con la speranza che nessuno ci cada.
Altre crepe clamorose sui muri dei bagni...
Con neanche dieci anni di vita... reggerà, la "Nuova" Fiera di Roma, o cadrà nella sottostante palude?



La fila per Sio, con tanto di tabellone elettronico con il "bip" per chiamare i numeri.
Attenzione: questa era la situazione del giovedì in chiusura. Pensate gli orari di punta...



Lo stand Antani Comics, prima e dopo l'allestimento.



Primo giorno, e già lunghissima fila per entrare.
L'ottima organizzazione dimostra subito scioltezza, inceppandosi per colpa di qualche auto contromano. Mezz'ora di attesa...



I Cugini di Campagna con Renato Zero.



Pinocchio (credo).
Alle sue spalle, un bel problema, ovvero il portellone aperto.
L'organizzazione ha preteso di spalancarli subito per questioni di sicurezza, causando non pochi problemi agli stand della nostra zona, che sono stati investiti da folate di vento e polvere.
Altrove li hanno chiusi, il nostro è rimasto aperto.
Bilancio: qualche danno, il sottoscritto afono per tutta la manifestazione ed il povero Edoardo con la febbre...
Quando si dice "organizzazione che ascolta gli espositori"...



Una bella panoramica.
Devo dire che, stavolta, non sono rimasto molto soddisfatto dell'allestimento dello stand.
Anche se, confermare l'incasso della scorsa primavera, con un terzo dello spazio in meno, è stato un bel risultato. Ottimo, se si considera il momento.

Parlando con un collega che si vantava del grandissimo stand che aveva preso, non ho potuto fare a meno di pensarci: ne avevamo anche parlato, ma purtroppo è diffusa l'opinione che, perché una manifestazione porti risultato, basti incassare bene. Non è vero: l'utile conta più del venduto.
Se prendi uno stand gigantesco, alzi i costi. E' vantaggioso allargarsi, invece di pensare ad ottimizzare quello che hai?
Sicuramente vendi di più, con più spazi.
Ma sei sicuro che ti convenga?



La comparsa di un amico irlandese, ci ha molto aiutati, vista la febbre dello scagnozzo di turno ed altri infortuni.
Per il resto, un grazie a Sandra, ma soprattutto all'infaticabile Edoardo.
E, a "casa", al dinamico duo composto da Capitan Valentino e da TelespallaFrisio, che ha tenuto il forte durante l'assenza della cavalleria.



Un collega: Acido da Velletri.



Dopo il carrello rubatoci a Lucca, perdiamo a Romics lo storico supporto di Antani Comics.
In suo onore, un funeral vichingo.



La pulizia è migliorata, ma se le persone continuano a buttare immondizia per terra, puoi pulire quanto ti pare... la maleducazione resta: e di questo, non altro, si tratta.

Continuo a trovare osceno che non ci sia una connessone wi-fi riservata agli addetti: avrei lavorato e servito i clienti molto meglio. Altre fiere danno la possibilità di accedere a quella già esistente...

Chiudiamo dando i numeri.
Indicativi, visto che li abbiamo raccolti con la manifestazione in corso, e relativi solo al padiglione principale, quello dove eravamo noi, uno solo dei quattro e sicuramente il più "fumettistico".

Degli stand presenti, 40 erano dedicati ai fumetti (8 editori e 32 negozianti); 47 a gadgets (di cui quasi una decina a scarpe ed abbigliamento e 4 alle spade, 1 ai quadri e 4 a droni di vario tipo), 2 a scuole, 1 alla beneficenza, 5 al cibo.
Se pensate che questa è la situazione del padiglione con più fumetto, che è quasi del tutto assente dagli altri tre, capite come la definizione di fiera del "fumetto" sia un po' pretenziosa. 
Vista la crescita di tutto il resto, anche rispetto alle precedenti edizioni, forse tra un po' sarà troppo definirla "anche del fumetto".


Concludo scusandomi per eventuali svarioni, ma è stata davvero una settimana lunga e difficile.
Grazie a tutti quelli che sono passati a salutarci, grazie a chi si è complimentato per il blog, a chi lo usa per farci tesi di laurea, e chi ci ringrazia e ci incoraggia a parlare dei tanti problemi che ci sono nel mondo del fumetto.
Grazie.

9 commenti:

  1. Ahahah, per dovere di pignoleria non è tanto Pinocchio quanto Mokujin, manichino di legno da allenamento al combattimento del videogioco (picchiaduro) Tekken 3.

    Perchè la "cultura" prima di tutto. :D


    Certo la nota finale sul numero e composizione degli stand lascia l'amaro in bocca e mi porta a non rimpiangere la non partecipazione alle fiere ormai da qualche anno a questa parte.
    Comunque per fortuna che almeno economicamente ne è valsa la pena. ;)

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    1. Allora, visti i "cugini di campagna", va bene pinocchio :)
      grazie per la segnalazione!!

      ps: "valsa la pena" è un parolone. Diciamo che si rimane nella decenza...

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  2. Ricordo giusto il fatto che Francesco urla "Sampei", quando vede qualcuno vestito da Monkey D. Rufy o Rubber che dir si voglia", lui sa e prende apposta per i fondelli....

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  3. Il "last stand" è ironico, epico, o drammatico?

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  4. tetsuyatsurugi15 aprile 2015 17:30

    Ma, fammi capire, t'hanno fregato veramente quella bella insegna del negozio che srotolavi dal tubone e agganciavi poi a un'asta?

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    1. tetsuyatsurugi15 aprile 2015 18:25

      Quello che hai chiamato "lo storico supporto"...

      ...per cui hai organizzato pure un funerale vichingo.

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