domenica 3 novembre 2013

Rispetto per i lettori


Su queste pagine, proprio su queste, spesso prendiamo in giro lettori di fumetti e i clienti del nostro negozio. Bonariamente.
Talvolta, si sono criticate anche le loro abitudini pessime, scarsa attitudine ad informarsi, contrapposta alla facilità di lamentela per cose futili, ed all'ignoranza verso cose più importanti (tutti aggettivi interpretabili, ovviamente... ma questo è il MIO punto di vista).

Però, oggi, fatemi parlare DA lettore ed A DIFESA dei lettori.
I "lettori veri", quelli che non si limitano a comprare un paio di fumetti ogni tanto, quelli occasionali e distratti, ma quelli che provano a seguire più cose, magari stando attenti alla spesa, ma che se possono rinunciare a qualcosa per comprare un albo in più, lo fanno.


Quelli che seguono una serie anche quando il protagonista viene clonato e le storie sono illeggibili...
O quando il formato è improponibile.
O quando il prezzo è assurdo, e ti bombardano di variant.
O quando ci sono errori, di stampa, di lettering, di traduzione. Ovunque.
O quando...

Quelli.
In un mercato normale sarebbero coccolati, viziati: sono la BASE CERTA, che forse non basta, ma sicuramente aiuta. Ci puoi contare.


Invece, l'editoria, da sempre, punta sulla ricerca di NUOVI LETTORI.
Giovani, bambini, ragazzi. Quelli che vanno in edicola. In libreria. Alle fiere.
Si cerca, giustamente, di "acchiapparli", con tutti gli stratagemmi possibili e immaginabili.

Il puntare sui nuovi lettori sta agli editori come la pace nel mondo alle "miss"...




Ma, effettivamente: CHI fa qualcosa di concreto per catturarli, 'sti nuovi lettori?

No, perché pensiamoci: film al cinema (a parte la pubblicità prima di Iron Man 3...), allegati editoriali, eventi di vario genere (Lucca). Cosa, di questi, rimanda all'esistenza del fumetto?
Pubblicità che richiami l'esistenza di una serie mensile del tal personaggio? Lista di fumetterie allegate?

Addirittura, spesso, le promo che danno uno sconto su certi albi, a chi presenta il biglietto del cinema relativo alla visione del film del personaggio protagonista dei suddetti, vengono COMPLETAMENTE IGNORATE, perché pubblicizzate, e pure male, solo ed esclusivamente su un catalogo...

Quindi, tornando al punto: cosa si fa per la pace nel mondo?
Cosa si fa per trovare nuovi lettori?

Forse niente?

Ma non è questo il punto.
Il punto è: cosa si fa, invece, per non far fuggire i clienti "certi"?
Quelli che rompono sulle pagine FB, che hanno - ognuno - una propria visione del mondo editoriale, che hanno spesso pretese assurde? Niente, anche in questo caso.
Anzi: forse vengono vissuti con un certo fastidio...

Perché, diciamocelo: le promozioni, le edizioni per collezionisti, le raccolte "deluxe", sono spesso le prime a non essere curate, ad avere piccoli - ma fastidiosi, quando si tratta di edizioni "di lusso - difetti, imperfezioni.
Quando hanno ristampato qualcosa, lo hanno fatto strizzando l'occhio a possibili nuovi acquirenti, senza assolutamente pensare agli "affezionati" che seguivano la serie, e che già avevano quelle storie, e che le hanno ricomprate solo per gli "extra".
O quando hanno acquistato un cofanetto "da collezione", per poi scoprire che questo doveva raccogliere... gli albi non ci entravano?

Quale è lo spazio, oggi, per il lettore "affezionato"?
Può un mondo piccolo come quello del fumetto, prescindere da tale "base"?

16 commenti:

  1. tetsuyatsurugi3 novembre 2013 12:45

    Ma cos'è una nuova puntata, non autorizzata, di Fumetti & Tormenti :-p?

    Non riesco a capire se è un sequel della mia ultima puntata o un crossover con la medesima, oppure un'anticipazione delle prossime (ehehe).

    Cmq, oltre ovviamente a concordare, quel lettore che tu dici, merita rispetto se nonostante tutto compra ancora?

    Io dividerei la categoria salomonicamente in due categorie, chi vede le cose come stanno e a farsi prendere in giro non ci sta molto, per cui adotta le opportune strategie per evitare di farsi fregare (offerte, bancarelle, mercatini on-line, usato sicuro, impermeabilità al marketing più spinto ma piena consapevolezza di autori ed editori per cui sa perfettamente cosa aspettarsi e da chi, sbagliando raramente giudizio), e chi invece piange e si lamenta ma poi compra a prezzo pieno e le sostiene quasi tutte ste iniziative balorde di editori e autori ancora più balordi...

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    1. Onestamente: la prima categoria, in modo ipocrita, esiste grazie alla seconda...

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    2. tetsuyatsurugi3 novembre 2013 15:33

      Ahahah, ma no dai, non è così nella realtà ^_^ (ma sono di parte, lo ammetto) .

      Prima o poi a ogni lettore può venire voglia di vendere alcune delle sue collezioni o cmq può decidere di comprare degli albi giusto per leggerseli e poi darli via.

      Fare affidamento su questi lettori per "campare di rendita" comprando tutto e metà del prezzo di copertina sarebbe irrealistico, dovresti leggere a spizzichi e bocconi quel che passa il convento, completare qualunque serie sarebbe quasi una chimera, lo sbattimento sarebbe cmq notevole per non farsi sfuggire manco un'occasione o un annuncio o una bancarella.

      Se oggi si può fare un discorso del genere la colpa è degli editori che vomitano una quantità di proposte tale che ha aumentato a dismisura chi cerca di barcamenarsi tra acquisti, nuove letture e metri cubi occupati da sempre più serie acquistate e quindi si ritrova con sempre più serie e volumi di cui disfarsi per motivi fisiologici di spazio vitale e di soldi.

      A quel punto, visto che parallelamente edizioni fatte (veramente) a regola d'arte le conti sulle dita delle mani (e che quindi valga la pena acquistarle assolutamente sempre subito a prezzo pieno) e che di veramente imperdibile non è che ci sia tutta sta roba (poi ovviamente, per ognuno le cose imperdibili possono essere diversissime), si può tranquillamente "campare di rendita" perchè a meno del prezzo di copertina la scelta è vastissima.

      Che poi non possa durare è semmai un motivo per darsi da fare coi recuperi prima che la pacchia finisca :-pp

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    3. tetsuyatsurugi3 novembre 2013 15:39

      Ah, e quanti lettori della seconda categoria danno poi via la roba, che magari spesso hanno pure dovuto prenotare a scatola chiusa, perchè una volta con i fumetti in mano hanno scoperto che l'edizione non era strafiga come pensavano, che la storia non era quel capolavoro che era stato strombazzato, che gli autori non erano quei geni che si diceva nei forum ecc. ecc.

      Cioè, alla fine più che campare ipocritamente sulle spalle dei più gonzi, io direi che è una scelta obbligata e sensata di gestire i propri acquisti e i propri soldi (e sottolineo obbligata).

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    4. Appunto.
      La seconda categoria permette alla prima di prenderli usati...

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    5. tetsuyatsurugi3 novembre 2013 17:42

      No, io intendevo, una categoria compra facendo anche dei distinguo su come si comporta l'editore e sulla qualità proposta, oltre che sulla quantità, e sceglie di non comprare da tot editori, visto che sono tanto criticati e criticabili.

      La seconda categoria invece compra lo stesso.

      A quel punto la prima categoria può anche aprofittare del fatto che la seconda si lamenti e poi compri, rimandendo insoddisfatta e vendendo a sua volta a metà prezzo, perchè se un giorno l'editore X si estingue cmq già non lo sosteneva più da tempo, e quindi non è che poi se ne dispiace.

      E neanche si può dire campi sull'altra, perchè se non trova i volumi al 50% di quell'editore cmq di lui non compra nulla (o quasi) lo stesso.

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    6. Credo che la "moda" sia nel mezzo.
      Cmq, d'accordo pienamente sul non comprare prodotti di chi non ti "piace"...

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  2. tetsuyatsurugi3 novembre 2013 13:05

    Ah, sull'acchiappare nuovi lettori.

    Certo, lo vorrebbero, certo servirebbe eccome, ma se se ne sono andati, un motivo ci sarà e se ciò dipende sopratutto da alternative migliori, c'è poco da fare.

    E sommergere il mercato di millemila (anche contorte) inziative come capita qui da noi, rende paradossalmente solo più improbabile che nuovi lettori si avvicinino, visto che nemmeno gli appassionati ci si racappezzano più...

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  3. Per gli editori è normale cercare nuovi lettori, allargando la base della domanda. Però, non ci riescono quasi mai. Se diamo uno sguardo alle vendite di 30 anni, a quelle di 20 anni fa, a quelle di 10 anni fa e a quelle di oggi, si nota una tendenza chiara: il numero di lettori è in discesa. E ciò significa che gli editori non sono riusciti ad attirare nuovi lettori. Io credo che il motivo vero, al di là della evidente incapacità e scarsa professionalità di certi direttori editoriali, sia insito nella mancanza di dialogo e nello scarsa disponibilità ad accogliere e confutare le critiche. Un atteggiamento arrogante che irrita e induce il lettore a mollare le testate e a fare il tifo affinché gli editori chiudano o falliscano. Per non parlare di certi editor che sui forum incentivano questi comportamenti, attirando nei loro confronti e nei confronti delle case editrici per cui supervisionano le testate una crescente avversione.
    Così facendo è impensabile che si accresca il numero di lettori. Con l'arroganza non si va da nessuna parte.

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  4. In pratica all'inizio ti riferisci...a noi lettori Lion :D
    Per curiosità, Francesco, dai un occhio alla pagina FB della Lion, dove sarcasticamente dicono di essere al lavoro per risolvere le problematiche scaturite dalle nostre lamentele. Altro che fidelizzazione, qui una volta sborsati i soldi puoi pure morire anzi no, basta ritirarsi in un cantuccio zitto zitto fino al mese successivo,quando verrà il momento di sborsare ancora.
    Altro che "lettori", ci vedono come portafogli aperti. E basta.

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  5. "O quando ci sono errori, di stampa, di lettering, di traduzione. Ovunque."

    Nell'ASCESA DI THANOS n° 1 (uscito a Lucca) versione lissia per esempio se si controlla il retro copertina con tutte le info, dove viene descritto il nome dello spillato con data di stampa ecc è presente la dicitura errata della versione variant con prezzo errato da 5.00 €.
    Che però in copertina è giustamente di 3.00€.

    Ciao

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  6. Queste "intenzioni" di risolvere i problemi di qualità che affliggono gli albi DC sono rimaste tali. Semplici parole riversate sulla rete per tenere buoni gli incazzatissimi lettori.
    Nel 2007-2008, quando era ormai chiaro che la Planeta non avrebbe risolto questi problemi (non poteva, visto che le operazioni di adattamento al mercato italiano degli albi prodotti in Spagna, erano curate dalle stesse persone che oggi, in sostanza, lavorano per Lion), si diceva:

    "vedrete, appena gli spagnoli mollano i diritti e questi finiranno nelle mani di un editore italiano, tutto si sistemerà".

    Nel frattempo, su forum, facebook, siti e blog vari sulla Planeta veniva gettato fango ogni giorno. Gli spagnoli non se ne sono mai fottuti. Stampavano in co-produzione. I conti li facevano con la somma degli albi venduti in vari Paesi, per cui se 500-600 copie fallate di Superman finivano in Italia, non se ne curavano. Su facebook rispondevano:

    "dovete presentare queste lamentele al distributore italiano (cioè, alla Alastor), che cura la presentazione, l'organizzazione e la distribuzione del materiale DC con un proprio programma aziendale indipendente".

    In sostanza, gli spagnoli dicevano: noi stampiamo solo il materiale che ci arriva "corretto" dall'Italia!

    Poi il giubilo: estate 2011, si diffonde la voce che la Planeta non rinnoverà con la DC (gli americani avevano chiesto troppo).

    Gennaio 2012: inizia l'era Rw/Alastor/Lion. I primi albi sono pieni di errori, sbavature, scoloriture, grafica spartana, editoriali inutili, qualità grafica non eccelsa...

    E si diceva:

    "vedrete, dopo il primo periodo di rodaggio, tutto si sistemerà. I tempi della Planeta resteranno un ricordo!"

    Oggi: tutto è come prima. Nulla è cambiato e non camberà.

    Il futuro: cessione dei diritti DC ad altri. A chi?

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    1. Alla BONELLI COMICS ah ah ah ah ah

      Ciao

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    2. Alessandro Duca12 novembre 2013 14:36

      Erich, guarda che gli albi Planeta venivano "letterati" in Spagna (da personale Spagnolo) dove ci scappavano spesso spagnolismi, punti esclamativi rovesciati all'inizo delle esclamazioni (come nell'idioma ispanico, appunto), semplici errori di lettering e chi più ne ha più ne metta.
      Non so cosa tu abbia letto della LION (visto che dici di boicottarla) ma errori (lettering?), non me li ricordo; sbavature e scoloriture, dipendono dalle tipografie. Ora producono la maggior parte degli albi privi di difetti. MAGGIOR PARTE, non tutti. Grafica spartana... secondo me quella della Planeta, era parecchio peggio. Gli editoriali (tipo quelli del mensile di Wonder Woman, di Flash, di Lanterna Verde)... inutili? Vabbè, ma non li hai mai letti, allora... d'altronde, boicottando la Lion.

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  7. Se vogliamo distruggere definitivamente e subito il DCU non esiste altra via che cederlo alla Bonelli Comics!

    Già vedo gli strilloni: "Dylan Dog e Superman insieme! Il matrimonio dell'anno!

    E come sarebbe pubblicato Superman dalla Bonelli? Semplice: in formato bonellide, in b/n, 96 pagine a 2,90!
    Ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah!
    Ok, è una cazzata, ma è divertente!

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  8. Io ho letto su Comicus l'intervista a Corti dove dice che si stanno adoperando per risolvere i problemi. Poi esce Batman INC.4, con errori di battitura,più basso, solite pieghe all'interno e così via. Insomma, quando arriveranno queste risoluzioni? Possibile poi che debba essere il lettore a TORMENTARE l'editore per ricevere poi cosa...un qualcosa che gli spettava di diritto sin dall'inizio?

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