venerdì 4 ottobre 2013

Speculazioni: come evitarle.


Durante la guerra (l'ultima, quella della quale ci raccontano i nostri nonni...), non si trovavano i generi di prima necessità. E non solo: dal pane, al caffé, passando per burro e tanto altro.

I beni erano spesso razionati: lunghe file davanti ai negozi, spesso piccole sommosse.

E mercato nero.

La distribuzione dei generi alimentari, "riciclava" quello che non poteva vendere a prezzi maggiorati, facendolo sparire dal mercato "ufficiale" e ricomparire magicamente sulle bancarelle del mercato nero.


Speculazione, una cosa riprovevole, secondo il senso comune.
Wikipedia la definisce come "una qualunque operazione intesa a ottenere un vantaggio o utile sfruttando senza scrupoli situazioni favorevoli, spesso a danno di altri soggetti o dell'interesse generale".


Nel caso di fumetti appena usciti, è "speculazione" venderli a prezzo maggiorato, o addirittura farli pagare quando in origine erano gratuiti?

Non lo so. Mi sento di dire che un termine tanto spregevole ("senza scrupoli"), andrebbe riservato a ben altro: chi compra regolarmente, vende a quanto vuole. Poi saranno i clienti a decidere.

Ma chi vende a prezzi maggiorati la variant di Topolino 3019, appena uscita, o il numero zero di Orfani, distribuito gratuitamente nei Game Stop da neanche una settimana, è un individuo abietto e senza scrupoli?

Allora, mi chiedo: COME sono stati distribuiti gli albi in questione?
Il primo: i distributori lo hanno annunciato più o meno in contemporanea all'uscita. Quindi, neanche il tempo di farlo prenotare ai propri clienti, ed i negozi lo hanno ordinato, e senza neanche la garanzia di ricevere tutte le copie richieste. Altro che razionamento...

Il secondo: uscito da una settimana, ma nei soli Game Stop, senza possibilità di vederlo in fumetteria.
Ne avevamo parlato anche a proposito dello zero di Dragonero, distribuito con le stesse modalità alcuni mesi or sono: come l'illustre predececessore, anche lo zero di Orfani è finito su Ebay.

Si può definire tutto questo speculazione, dicevamo?
Io non credo.

Piuttosto, da lettore e consumatore di fumetti, ma anche da negoziante, mi piacerebbe poterli avere, questi fumetti. Nelle quantità richieste. Per regalarli, venderli, come previsto dal produttore.

E' possibile? No? Allora, non lamentiamoci delle "speculazioni", che nascono dove c'è un difetto di base, ovvero la scarsità del prodotto.
Perché se quel bene si trovasse, e fosse possibile farlo nei luoghi deputati ad averlo (fumetto... fumetterie? Edicole? Librerie?), tutto questo non succederebbe, o almeno lo farebbe in modo minore.

Ma se tu, prendi uno stand per promuovere TOPOLINO, dopo che hai appena acquisito i diritti Disney, e vendi UNA sola copia a persona della suddetta variant (a 5 euro, peraltro), senza possibilità di sorta di averne di più, o di farle avere ai negozianti, ingeneri già l'impressione della rarità nell'acquirente.

Allora: invece di organizzare misure "protettive" come questa, che fanno solo pensare a chissà quale speculazione, fai si che tutti abbiano questo tuo prodotto: ci guadagnerai tu, che "distribuirai" invece di "vendere", i negozi, che potranno fare il proprio lavoro, ed i clienti, che non dovranno sbattersi chissà quanto per averlo, o che perlomeno potranno prenderlo al prezzo previsto, prima che diventi davvero una rarità.

Senza prenderlo a dieci/trenta euro su Ebay, dove si snodano le code virtuali di questo moderno razionamento.

20 commenti:

  1. Ma poi qualcuno è davvero così stupido da comprare a prezzo maggiorato un fumetto che può procurarsi al prezzo di copertina? Tutto sul presupposto che qualcuno voglia davvero leggere Orfani e il primo numero di Topolino targato Panini.
    Riguardo a quest'ultimo, credo che la quasi totalità dei lettori di Topolino (cioè, dei circa quarantamila rimasti) non ci baderà molto. Topolino è un fumetto per bambini di età non superiore agli 8 anni. Non proprio il mio target.
    Su Orfani si può dire che in queste settimane è stato oggetto della solita campagna frenetica su forum e blog, cioè luoghi ben lontani dalla vita reale. Non so quante copie venderà, ma ipotizzo non molte se sarà seguito l'andazzo di altri progetti similari come Davvero e Longwei.
    Il pericolo del FLOPPONE è dietro l'angolo. Ipotizzo un dato: circa 10.000 copie i primi due numeri e poi circa 6-7.000 dal terzo in poi.
    Riguardo a Topolino, difficilmente manterrà le sue 40.000 copie attuali. Più probabilmente, scenderà sotto quota 30.000 nel giro di pochi mesi.

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    1. Se Orfani partisse con 10.000 copie sarebbe il flop più grosso mai patito da Bonelli. Decine di migliaia di copie più grosso di un Gregory Hunter qualsiasi. Le tue previsioni sono semplicemente impossibili in relazione ad un prodotto Bonelli. Davvero e Long Wei sono prodotti nemmeno lontanamente paragonabili ad Orfani per cura editoriale, campagna promozionale, numero di copie stampate e distribuite, formato, target.
      Orfani è a rischio flop? Sì, come qualsiasi nuovo prodotto a fumetti, ma un flop vorrebbe dire stare sulle 30.000 copie. Anzi, Recchioni ha più volte dichiarato che lo considererebbe un fallimento personale anche se non dovesse superare le 60.000.

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    2. concordo. 10mila non è pensabile.

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  2. Mi sono chiesto anch'io perche' questi famigerati numeri 0 non siano stati distribuiti anche in fumetteria (cosa semplicissima e, si penserebbe, piu' che logica trattandosi di fumetti). La risposta che mi sono dato e' che alle case editrici, in fondo, non dispiace poi tanto che si crei un'impressione di rarita' rispetto a questi albi, scatenando cosi' la caccia dei collezionisti ed ulteriore pubblicita' tra gli appassionati. E' un altro modo per far parlare del fumetto. In fondo, siamo onesti: esiste una mentalita' perversa - da collezionista - che caratterizza il 90% dei fruitori di fumetti: se un albo me lo regalano ed e' facilmente reperibile, non vale un fico secco; se lo distribuiscono in numero limitato (magari ampio, ma pur sempre limitato), in un canale diverso da quello usuale, allora lo si deve avere per forza. Soprattutto se lo si chiama "numero 0". E le case editrici lo sanno. Concordi?

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    1. Diciamo che, di Dragonero, ho regalato tantissime copie. La gente mi sembrava contenta :)

      Posso capire che uno zero prenda valore, ma non mentre viene regalato. Certo: se regali il prosciutto ai vegani, per "convertirli"... può anche andare. Ma prima lo regalerei a chi lo mangia per abitudine :)

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  3. Non ho idea di cosa sappiano le case editrici. Ma è certo che solo di una "impressione" si tratta, non certo di una cosa reale. Però, il mondo del fumetto italiano è pieno di poveri sprovveduti disposti a versare somme ingenti per un numero 0 che, in realtà, non vale niente.

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  4. la mia impressione è che le due case editrici seguano ragionamenti molto diversi:
    - Panini, come consuetudine, cerca di sfruttare al massimo la vendita diretta allo stand, e poco importa se quelli che dovrebbero essere i suoi clienti principali (è un distributore da fumetteria, col nome Pan) ne subiranno solo svantaggi. Se ne fregano quando mandano gli albi su Anteprima in tempo (penso alla variant del primo numero di Ultimate Spider-Man, più di dieci anni fa: le copie in fumetteria non arrivarono perché erano state vendute tutte a Torino Comics, se non ricordo male. Nemmeno quelle prenotate in tempo). Per Pan il cliente "importante" non è la fumetteria (che,fondamentalmente... può fottersi), ma il privato;
    - la Bonelli ha obiettivi diversi: il mercato delle fumetterie è troppo piccolo, e quindi strategicamente poco importante. Al massimo va bene come "cuscinetto" d'emergenza. Dovendo scegliere tra la distribuzione esclusiva (perché non ho dubbi ci sia stata una richiesta specifica di Game Stop in tal senso) nei negozi di videogiochi e quella anche in fumetteria (DOVENDO: secondo me, se avesso potuto, la Bonelli l'avrebbe fatto, e anche volentieri) non ci sono stati dubbi.

    Semplificando: lo scopo della Bonelli è quello di cercare nuovi lettori, quello della Panini di saltare un passaggio nella distribuzione ed incassare di più.

    p.s.: Orfani non può vendere diecimila copie. Sarebbe l'apocalisse del fumetto da edicola italiano. Per fortuna cifre così basse sono estremamente improbabili.

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    1. Concordo nell'analisi su Pan.
      Purtroppo, le fumetterie, avendo prenotato 2 mesi (almeno) prima, sono vendite certe. A che serve trattarle bene? Tanto comprano...

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    2. E questo significa che la fumetteria si deve trasformare in edicola o libreria di varia.

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    3. ... O in libreria del fumetto...

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    4. Al di là del nome, quello che più vi preme è avere il diritto di reso: cioè, pagate solo quelle che vendete e restituite senza spese l'invenduto. Così, però, chiuderebbero nel giro di un mese tutti i microeditori. Il che, detto tra noi, è sicuramente un bene. Ci libereremmo in un sol colpo di tanti pseudo-editori che hanno rovinato il mercato.

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  5. Ogni editore dovrebbe, come principio fondamentale della propria politica, cercare nuovi lettori. Se la Panini non lo fa, significa che dalle parti di Modena sono messi male oppure si sono rincoglioniti a furia di applicare le vecchie strategie della Corno (per alcuni di loro, è come se fossimo ancora nel 1975).

    Credi davvero che 10.000 copie siano una cifra bassa? Forse non conosci bene il mercato, ma superare quella soglia oggi è praticamente impossibile. Ci ha provato la Aurea con Longwei: tiratura 35.000 copie, vendite per 3.500 copie! John Doe nella stagione del suo ritorno arrivò di poco a superare le 6.000 copie.
    Vedremo quante copie venderà Orfani. Per esperienza so che quando un fumetto viene tirato così tanto sui forum e sui blog di sinistra, significa che di base non ha un cazzo.
    Perfino il Dylan Dog di sinistra che stanno proponendo ha avuto un accoglimento abbastanza freddino. Penso che in casa Bonelli dovranno familiarizzare con l'idea che presto l'Indagatore dell'incubo scenderà sotto le centomila copie.

    Per quanto riguarda la speculazione, ripeto: solo uno stupidotto può pagare dieci volte il prezzo di copertina un fumetto che non vale niente. E poi le fumetterie stanno sparendo. Anni fa se ne contavano più di 600. Oggi siamo intorno alle 130.

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    1. 1) per il primo punto, quello della Panini che non cercherebbe nuovi lettori, direi che mi hai frainteso: volevo dire che lo scopo delle Variant Panini non è quello di cercare nuovi lettori, mentre quello dei numeri zero Bonelli sì. Poi è ovvio che ogni editore cerca nuovi lettori...

      2) Guarda: non solo 10.000... se, per puro caso (ed è molto difficile, praticamente impossibile che succeda) il numero uno di Orfani dovesse vendere SOLO trentamila copie si parlerebbe -a ragione- di catastrofe per il mercato italiano: le nuove serie non hanno sfondato come si sperava e porrebbe ENORMI interrogativi sulla possibilità di realizzare nuove serie italiane a fumetti. Trentamila copie, per un numero uno della Bonelli, sarebbero un fallimento di proporzioni apocalittiche.
      3) mi fa ridere la definizione "Dylan Dog di sinistra" riferito alla gestione-Recchioni. Dylan è sempre stato di sinistra ("io sono più a sinistra di lei": Sclavi lo fece dire al suo personaggio già negli anni '90). Che poi del "nuovo corso" non si è visto ancora praticamente nulla e non so come si possa provare a giudicarlo già adesso. Io -che però conto un cazzo- sono bastevolmente fiducioso.

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    2. 1) variant o non variant, non credo che la Panini sia in grado e sia stata in grado di catturare nuovi lettori. Credo, anzi, che la loro fascia di "clienti" si sia costantemente assottigliata in questi anni. Lupoi si giustifica dicendo che è il mercato che va in questa direzione. Secondo lui è "normale" che i numeri di 15-20 anni fa oggi si debbano dividere per 4 o per 5! Dal mio punto di vista, parole di questo tipo suonano come ammissione di fallimento e incapacità manageriale di invertire la rotta verso l'ignoto.

      2) riguardo Orfani, io credo che sarà un flop. Tu dici che venderà più di 10.000 copie solo perché, in genere, i primi numeri della Bonelli vendono almeno 35-40.000 copie? Io dico che, in questo caso, considerando il prezzo non certo popolare (4,50 euro) e il target, rendano questo fumetto qualcosa di leggermente diverso dal classico prodotto Bonelli. Comunque, al di là del numero 1, il problema è nei successivi. Io dico che sarà un flop e a chi mi chiede consigli, dico di non comprare questa serie.

      3) si, beh... Dylan Dog è sempre stato di sinistra. Ma la sinistra non è un concetto assoluto. Ora è un po' più di sinistra e se negli anni ha perso più del 60% dei suoi lettori di una decina di anni fa, significa che la tendenza sempre più a sinistra non ha portato risultati. Inoltre, dai primi commenti pare che il numero 325 (che non ho letto) sia stato una delusione. Di Bonelli comunque non compro nulla, quindi non me ne frega un cazzo se le loro testate vanno o non vanno. Ma siccome io non sono di sinistra, non posso che trarre piacere nel sapere che una serie di sinistra va male. Negli ultimi anni, tutti i tentativi di creare un mercato di fumetti italiani alternativo alla Bonelli sono falliti e oggi la stessa Bonelli è in difficoltà con tutte le loro collane in calo ed alcune in netta perdita.

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    3. 1) io stavo parlando di tutt'altro.
      2) continuo a non farmi capire: Orfani sarebbe un flop anche se vendesse 30000 copie. Non ho detto che sia impossibile. Dico che se succedesse (le 10000 copie sono un numero davvero illogico sotto ogni punto di vista) ci sarebbero contraccolpi enormi per tutto il fumetto italiano. Libero tu di non fartelo piacere e di sconsigliare l'acquisto. Mi chiedo sinceramente su quali basi tu possa dare un parere che vada al di là del gusto personale, visto che mi sembri a digiuno sulle dinamiche del mercato e che, per la storia, ti stai basando (se le hai lette) sulla decina di tavole senza dialoghi del numero zero.
      3) e se Dylan avesse perso lettori per motivi indipendenti dal suo essere di sinistra?

      e io la chiuderei qui, che sono giorni parecchio incasinati, ho parecchio da fare e sto rubando spazio a Francesco.

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    4. 1) in realtà, credo di averti risposto correttamente. Libero, comunque, di pensarla diversamente.

      2) no, ti sei fatto capire benissimo, tranquillo. Un flop anche se vendesse 30.000 copie? Mah! Secondo me, hai un'idea del mercato vecchia di anni. La situazione attuale è un po' diversa da quella che, presumo, tu ricordi e che hai utilizzato come punto di riferimento. Contraccolpi? Non scherziamo e soprattutto, non diamo tanta importanza ad un fumetto che di importanza ne ha davvero poca. Il mio parere è ovviamente personale e credo nemmeno tanto poco condiviso. Sulle mie conoscenze delle dinamiche del mercato, posso tranquillizzarti: ne ho parecchie, ma soprattutto, a differenza di altri, guardo sempre la realtà dei fatti e non le stronzate che vengono scritte su forum e blog per gonfiare la realtà. Se guardiamo alle sole tavole senza dialogo del numero 0, posso già dirti che siamo anni luce lontani dai miei gusti personali.
      3) Dylan ha perso e continua a perdere e perderà ancora lettori non solo perché è di sinistra, ma anche perché, al di là di tutto, è arrivato al capolinea del suo ciclo. Se Bonelli e Sclavi vogliono continuare, dovranno accontentarsi di vendite molto inferiori a quelle cui erano abituati. Dylan Dog è di sinistra e io non sono di sinistra. Quindi, spero che fallisca insieme a tutti quelli che, di sinistra come lui, lo sostengono. Dal mio punto di vista egoistico di lettore, non me ne frega un cazzo.

      P.S.: se hai tanto da fare, potevi anche non rispondere.

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    5. P.P.S.: essere di sinistra, dal mio punto di vista (ma sono generoso), non è un valore aggiunto, ma un ostacolo ad un modello di società che privilegia la crescita della personalità dell'uomo.

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  6. Forse non conosci bene il mercato.........Mario
    questa e' bellissima!!

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  7. Secondo me il mercato sta implodendo...tutte queste variant mi ricordano troppo gli anni '90, quando i comics americani furono lì lì per chiudere, e appunto propinavano variant su variant nella speranza di risollevare il mercato.
    Sia Panini che Lion (quest'ultimi anche peggio, secondo me) stanno facendo un numero osceno di variant, proprio perchè non si vende come prima, allora premono nel far comprare allo stesso acquirente la STESSA merce, con una cover diversa.
    Io condivido Antani, perchè dover dare gratis una cosa che si è faticato ad avere...se la gente è così stupida da volerla comprare? Per me le variant sono una cosa stupida alla base, e i numeri 0 spesso non aggiungono assolutamente nulla alla "serie" (poi stiamo parlando di Orfani, che da quel che ho potuto vedere attinge a piene mani all'universo di Halo Reach...ecco,un prodotto studiato a tavolino per attirare un determinato tipo di pubblico con, relativamente, pochissimo di nuovo, perché quella dei bambini soldato non è certamente una pensata "nuova").

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  8. Panini e Rw/Alastor/Lion affronteranno le conseguenze, buone e cattive, delle loro strategie di mercato come tutti gli editori. In generale, la politica delle variant non è una cosa negativa, se spalmata in una strategia fondata sulla qualità del prodotto.

    Ma se qualcuno pensa di comprare una variant a 1 e rivenderla poco dopo a 5, sbaglia e commette lo stesso errore fatto negli anni novanta, quando diverse case editrici fallirono e altre (come la Marvel) si salvarono per miracolo.

    Per quanto mi riguarda, non ho mai comprato variant, che non considero una valore aggiunto. Dal mio punto di vista, conta la qualità del contenuto e la qualità della stampa e dei materiali. Se questi tre requisiti sono soddisfatti, allora compro. Diversamente, lascio.
    In conclusione, credo che se Panini e Lion stanno facendo tutte queste variant, forse il mercato le richiede. Ma è anche vero che parliamo di un mercato duopolista, che significa che tutto quello che fanno i due attori, è tutto quello verso cui è possibile dire di si e di no. C'è poca scelta. E dal punto di vista del lettore, davanti a tutte queste variant, che fai, non le prendi? Io non le ho mai prese. Ognuno si regola come crede e dispone, in teoria, dei mezzi di conoscenza per stabilire se quello che ti sta propinando l'editore è qualcosa di buono o di cattivo.

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