mercoledì 16 ottobre 2013

Quando grosso è bello




Il sistema-fumetto, a livello distributivo, va verso il "grosso".
Grandi fumetterie, catene di fumetterie con un unico proprietario: sono il futuro.
Alastor ha i suoi negozi, Panini ha iniziato con Bologna. Jpop ha il Popstore, Star gli Star Shop (in franchising). I distributori/grandi editori, scendono in campo, ed oltre a vendere online, oltre a farlo alle fiere, aprono i propri negozi.

Ma parlavamo dei "grandi".
Le fumetterie, in Italia, secondo una stima, non sono più di duecento.
Quanti saranno i negozi grandi (fermo restando che il concetto andrebbe meglio definito)? Una ventina? Prendiamolo per buono.


Premessa necessaria: non ho nulla contro i negozi grandi. Se sono tali, oltre ad una buona piazza, c'è del duro lavoro dietro. Mi raccontava il titolare di una storica fumetteria italiana, che da giovane aveva anche vissuto in una cantina, per tirare avanti, mentre "lanciava" la sua attività. Dietro la grande impresa, ci sono sicuramente sacrifici, c'è impegno. C'è duro lavoro.
Come per tutte le attività.

Ma il problema non è costituito dalle grandi fumetterie, è che spesso tutta la distribuzione si basa su di esse: sconti più alti, facilitazioni di vario genere...

I primi (sconti più alti) significano... meno sconto per i più piccoli.
Ma quando si "accede" alle promozioni (Marvel Now, Reboot Point, etc...), perché non si hanno quantitativi proporzionati al fatturato?

Perché, se su quanto compro valuti il mio sconto, lo stesso dovrebbe valere per le promo, no?

Si dirà: "attenzione: per le varie iniziative, ci sono in genere due o tre modalità di accesso, con quantitativi proporzionati". Giusto: in genere il distributore ti offre un pack "base", quindi uno "avanzato", e tu negozio puoi scegliere. Ma, attenzione ancora: quando compro fumetti, ho uno sconto, si, proporzionato, ma ho LA STESSA MERCE di chi compra dieci volte tanto. Ripeto: gli stessi fumetti.
Invece, con le promo no. Aderire in modo "basico", mi porta meno pubblicità, magari a non avere qualche variant, magari qualche "esclusivo" vantaggio in meno. Ma comunque qualcosa in meno.
Siamo sicuri che servono? Beh, se ho clienti che poi sono "costretti" a rivolgersi altrove, direi di si...
Il sistema, qui, è tarato solo sui grandi negozi, non sui medio-piccoli.

Torna il concetto del "meglio vendere tanto a pochi negozi, che avere i tuoi albi sparsi in più fumetterie possibile"...
E questo si vede anche dai numeri delle adesioni, come dice il buon Max...

E tutto questo si vede da svariate promo: avete saputo che ci sono delle variant del recente The Walking Dead Magazine? Iniziativa talmente onerosa da non esser stata pubblicizzata, oltre alla regular, si trovano le "variant" seguenti: Alastor, Alessandro Distribuzione, Casa del Fumetto, Pan Distribuzione, Forbidden Planet, Manicomix Distribuzione, Pop Store. Ovvero: due fumetterie grandi, e cinque distributori e/o catene di negozi.
Evidentemente i minimi d'ordine di accesso alla promo erano talmente alti, da scoraggiare non solo qualunque fumetteria dall'aderire, ma lo stesso editore dal pubblicizzare la cosa...

Due parole, poi, sulle promozioni che i distributori fanno ora: prendi tante copie, e se va bene hai un sovrasconto e/o un piccolo reso, quando non un reso integrale. "Ottimo", si dirà, soprattutto in quest'ultimo caso: il reso consente di evitare il rischio, anche se la merce non si vende.
E, diciamocelo: l'invenduto è la regola, oggi, vista - soprattutto - la qualità dei manga che si pubblicano (cari editori... ma vi obbligano?).

Però, vista la continuità nella proposta di tali promozioni, una osservazione va fatta: è come se le fumetterie acquistassero i B.O.T. dell'editore, prestandogli di fatto dei soldi. Ogni tot una promo, ovvero un "prestito", che poi l'editore rimborserà (se andrà male) col reso, ma in realtà rinnovando il "credito" con una ulteriore promo.
Ecco: facciamoci caso, vediamo con attenzione cosa ci propongono, perché di titoli buoni ce ne sono talmente pochi, che spiccano subito.


Per finire, cerchiamo di essere concreti: come si potrebbe correggere il tutto?

Forse, basando sconti e promo su altri parametri: vendite di altri prodotti simili o della stessa tipologia; affidabilità del gestore del negozio. E poi: puntualità nei pagamenti, nell'invio degli ordini.

E, in ogni caso, personalizzare il tutto. Far "seguire" le fumetterie da un referente che non si limiti a ritirare gli ordini, ma che sia utile per incrementare vendite e proposte.


E, soprattutto, non leggendo i consigli per i librai indipendenti pubblicati sul Guardian, se non per farci qualche risata:

1. Fare qualcosa di diverso ogni settimana. 
2. Dire a tutti cosa si sta facendo. Dire ai clienti cosa accade nel tuo negozio; dire agli editori quali sono i loro libri più venduti; mantenere contatti con la stampa. Tutto questo tornerà utile. 
3. Non pagare mai per la pubblicità. 
4. Copiare le buone idee da altre imprese indipendenti, purché distanti geograficamente. 
5. Ogni giorno ispirare 10 appassionati di libri e convertire un “agnostico”. 
6. Circondarsi di collaboratori creativi, appassionati e persuasivi. 
7. Utilizzare i social media. 
8. Usare il tempo che si spende lamentandosi di Amazon per riflettere su cosa il proprio business ha bisogno dagli editori. E parlarne con loro. 
9. Creare una comunità. Organizzare eventi e presentazioni interessanti, che attirino anche persone che magari non conoscono l’autore di cui si parla, e che potranno iniziare un fruttuoso passaparola. 
10. Fornire al cliente un servizio più che eccellente anche dopo la vendita, così da diventare una parte della sua vita guadagnandone in buona pubblicità. 
11. Vendere anche e-reader, se ti piacciono quanto i libri fisici. In caso contrario, aspettare che i margini di guadagno diventino accettabili, e nel frattempo continuare con i volumi stampati. 
12. Non acquistare forniture da Amazon. 
13. In privato, sii spietato e concentrato a fare profitto; non puntare a sopravvivere, ma a prosperare.

A parte il punto 13, sembrano tutti consigli per grosse aziende: pubblicità, collaboratori, eventi...

Niente contro i "grandi".
Ma ogni negozio, in qualsiasi città sia, ha una sua giusta dimensione, che si può individuare solo con uno studio professionale o con tanta, tanta esperienza e fatica.

80 commenti:

  1. Si. Questa è la tendenza. La indicai tempo fa in un mio commento su questo sito. Più o meno, siamo sulle 150 fumetterie (ma la crisi riduce questo numero ogni giorno). Io penso che ci saranno circa 10 grandi fumetterie o gruppi di fumetterie. 10 grandi proprietari, probabilmente con partecipazioni al capitale degli editori e dei distributori.

    La prospettiva è quella di una veloce alastorizzazione o pandistributarizzione. Sempre che ci sia ancora un mercato di distribuzione nelle fumetterie, perché finora la libreria è stata utilizzata e sfruttata male. Anche se io credo molto nella antanizzazione. La domanda è un'altra: ci sarà ancora spazio per i microeditori nel nuovo mercato del 2014? L'impressione è che nel giro di pochi mesi falliranno tutti.

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  2. Stessa sorte che hanno fatto i negozi di alimentari.
    Quando una ventina di anni fa hanno iniziato a nascere come funghi i grandi centri commerciali con all'interno i grossi iper/super/mega/ultra-mercati, molti piccoli negozietti hanno dovuto chiudere. Altro esempio le sale cinematografiche, ora se non hai un multisala col cavolo che riescia a stare a galla... (anche se qualche eccezioni come al solito c'è sempre)

    Spero di sbagliarmi ma la tendeza nei prossimi anni è come quella descritta da te. Grandi negozi di distributori/grandi editori che possono permettere più sconti alla clientela che pur di avere quella piccola percentuale di sconto in più lascia il piccolo fumettaro che si vede costretto a chiudere.
    Senza contare però che andrà a perdere il bellissimo rapporto che si aveva magari con il piccolo fumettaro.

    Uh questa è bella:

    "10. Fornire al cliente un servizio più che eccellente anche dopo la vendita, così da diventare una parte della sua vita guadagnandone in buona pubblicità."

    A francè, che me li porti a casa tu i fumetti come fanno quelli della esselunga con la spesa? Così poi tif accio dormire a casa mia così almeno entri a far parte della mia vita ah ah ah ; )

    Ciao

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    1. Lo sai che ci avevo pensato?
      Guarda: se ne valesse la pena, lo organizzerei...

      ps: cmq già lo faccio!
      http://prontiallerese.blogspot.it/2013/07/abbonati-online-ed-in-negozio.html

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    2. Si avevo letto dell'abbonamento onlain ; )
      Infatti è molto golosa come offerta

      Ciao

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    3. Che ne dite di fumetti belli freschi consegnati al mattino, con cornetto e caffè in omaggio ogni due cofanetti della Lion?

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  3. La vendita diretta, anche se riduce i costi, non migliora la qualità del prodotto finale. Il livello, in molti casi, è sempre meschino. E ho notato che più la crisi profonda, più editori e autori si incattiviscono (se diamo uno sguardo a Facebook, va di moda la cancellazione dei commenti negativi: mi hanno cancellato anche un commento su Orfani! La nota è sulla mia pagina FB). Ho l'impressione che se si va avanti su questa strada, difficilmente la riduzione dei costi garantirà un futuro felice all'intero movimento. E di certo, non con queste logiche editoriali autodistruttive.

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  4. "Avete saputo che ci sono delle variant del recente The Walking Dead Magazine? Iniziativa talmente onerosa da non esser stata pubblicizzata, oltre alla regular, si trovano le "variant" seguenti: Alastor, Alessandro Distribuzione, Casa del Fumetto, Pan Distribuzione, Forbidden Planet, Manicomix Distribuzione, Pop Store. Ovvero: due fumetterie grandi, e cinque distributori e/o catene di negozi.
    Evidentemente i minimi d'ordine di accesso alla promo erano talmente alti, da scoraggiare non solo qualunque fumetteria dall'aderire, ma lo stesso editore dal pubblicizzare la cosa..."

    Che poi se uno ti da di quello che scrive coglionate ti offendi.
    Come va giudicata questa (ulteriore) bella uscita se non una coglionata? Nell'ambito della libertà di espressione che va garantita a chiunque, ovvio, ma in ogni caso una coglionata.

    TWD magazine.
    Possibilità di tirarlo con 2 copertine regular (edicola e fumetteria) e 8 variant.
    Sai quanto costa realizzare una variant su quel tipo di pubblicazione? C'è bisogno che ti spieghi che senza un numero minimo di copie lo fai in perdita?

    Questo per spiegare che alla fumetteria di Pizzo Calabro (ci sono fumetterie a Pizzo calabro?) potevamo anche offrirgli di fare una variant di TWDM "Pizzo calabro Comics" ma non avrebbe avuto molto senso né per noi né per loro.
    Se la rete di vendita delle fumetterie in larga parte non è in grado di sostenere iniziative di questo genere, ci sono poche scelte:
    1. si fanno con chi è in grado di sostenerle
    2. se le paga l'editore per il gusto di rimetterci dei soldi
    3. non si fanno proprio

    (poi, per inciso: Alastor ha comunicato alle fumetterie la possibilità di aderire con una propria cover al progetto variant di TWDM e chi era interessato si è informato su tempi e modi. E, a scanso di equivoci, aderire all'iniziativa non significava accendere un mutuo per farlo.)

    Delle 8 variant disponibili una l'abbiamo presa noi come eshop (orrore!) e 7 sono state assegnate a chi ha accettato di sostenere con noi i costi dell'operazione.
    Tra questi il 50% sono fumetterie e non distributori o catene di negozi. Magari fumetterie che hanno una gestione delle vendite diversa dalla tua (Alessandro è sia negozio fisico, sia negozio on line che piccolo distributore) ma comunque fumetterie.
    Quindi direi che la disponibilità di partecipare all'iniziativa alle fumetterie è stata offerta eccome.

    Va comunque detto che le fumetterie che lavorano con Pan e Alastor possono scegliere di tenere in negozio una regular (quella da fumetteria) e una variant (quella del distributore).
    Anzi, possono scegliere di averle in negozio anche tutte le variant: si compravano un pack (contenente anche la variant del ns. eshop) e lo spacchettano.

    Chiudo dicendo che a Mega e ad Anteprima di questo mese è allegato un 4 ante che, oltre a illustrare cos'è TWDM, quali sono le variant e dove trovarle e come fare ad avere TWDM#2 con in allegato una versione esclusiva dello speciale Michonne, si trasforma in poster di Michonne.

    Quindi, mi spieghi di che madonna ti stai lamentando?

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    1. posso sbagliare io, ma non mi risulta l'informativa Alastor. Ma, ripeto, potrei non trovarla io.

      Accendere un mutuo, no, ma comunque era abbastanza onerosa, per essere - poi - un semplice magazine.

      Comunque, tutte queste info, non cambiano il valore dell'esempio che ho fatto. Certe promo sono solo per i "grandi".

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  5. 1. Quantifica abbastanza onerosa per te.
    2. "era un semplice magazine". Mmm... ci sono magazine semplici e magazine complessi? Serve sottolineare che è un magazine sul prodotto "comics" probabilmente più venduto in questo momento in fumetteria (nella TUA fumetteria) e che si collega a una serie tv che, alla prima puntata di lunedì scorso, negli USA ha fatto 16milioni di spettatori.

    Poi, chiaro, magari è una merda di magazine e non vende un cazzo perché a Terni se ne sbattono del telefilm di TWD, ma non mi venire a dire che cambia il valore dell'esempio.
    Il tuo esempio è una puttanata da qualunque angolazione si esamini quello che hai scritto.

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  6. 1-necessità di ordinare 20-30 volte le copie che penso di vendere. Oltretutto: 3° ordine. Il primo da catalogo, il secondo da proposta personalizzata alastor, il terzo da proposta "variant". Neanche il tempo di raccogliere i preordini...

    2-magazine? ne esistono altri?
    X-Files Magazine 15 anni fa?
    IO so quello che mi hanno prenotato, e francamente l'investimento richiesto era, appunto, oneroso.
    "semplice magazine" ovvero un... magazine! Non fumetto, non contenuti che un cliente reputa talmente importanti da comprarlo.
    Almeno nel "mio" negozio...

    Ti chiedo cortesemente di moderare i toni.
    Hai chiesto maleducatamente, e ti è stato risposto, educatamente, il che è più di quello che, spesso, mi aspetto io quando domando.

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  7. 1. continui a non quantificare. 100 euro? 1000 euro? 10000 euro? Qual era l'investimento oneroso che prevedeva la partecipazione al progetto?

    2. di niente esiste qualcosa finché qualcuno non lo fa. Altrimenti continui a vendere quello che già si vende, no?

    3. nel numero 1 era presente un racconto INEDITO che fa da raccordo da il primo e il secondo romanzo di TWD. Quindi anche di un certo interesse x chi segue TWD. Ma se vogliamo limitarci a parlare di fumetti visto che nel tuo negozio vendi solo fumetti, passiamo al punto 4.

    4. al numero 2 del magazine è allegato un fumetto – lo speciale dedicato a Michonne – che pare anche molto atteso da chi colleziona la serie TWD in formato Bonelliano.

    Detto questo, io non ho nessun problema ad accettare che nel tuo negozio (come in altri negozi) un prodotto come TWD magazine non si venda: ogni commerciante ha la sua clientela e la conosce meglio di chiunque altro.
    Ma questo non c'entra un cazzo con quello che hai scritto. Non c'entra un cazzo con quello di cui ti lamenti in questo post. E non c'entra un cazzo con il tipo di prodotto.

    QUEL. PRODOTTO. NEL. TUO. NEGOZIO. NON. SI. VENDE.

    Mi spieghi allora di che madonna ti stai lamentando per le variant dfi TWDM che non avremmo reso disponibile alle piccole, tenere e indifese fumetterie come la tua?

    È questa illogicità del tuo lamento che mi ha profondamente stancato. Non sai cosa vuoi, non sai come lo vuoi ma sai che lo vuoi ora.

    Ed è sempre così.

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  8. E ripeto. La tua fumetteria, senza avere una variant "Antani Comics" di TWDM (che cmq non ti interessa perché il tuo cliente non la vuole e perché farlo sarebbe stato troppo oneroso per te anche se a quanto ammonti questo onere non ti va di quantificarlo), la tua fumetteria, dicevo, può ordinare TUTTE le 10 variant nel numero che riesce a vendere.

    Sono lì. Ordinabili. E il costo di magazzino per questa merce ferma in attesa dei tuoi desiderata è tutto a carico mio. come è giusto che sia. Tu chiedi al distributore (Pan o Alastor perché Star ha deciso che il prodotto non lo voleva trattare) e il distributore te lo manda.

    Ergo, rifaccio la domanda: di che madonna ti stai lamentando (stavolta)?

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  9. 1-Sei tu che lo vendi. Perché non lo quantifichi?
    2-Il magazine era un esempio di come alcune promo non siano accessibili. Non le copie. La promo.

    Non saprò quello che voglio, ma almeno so dirlo con educazione.

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  10. 1. Certo che lo so. Ma io non faccio i conti in tasca a nessuno. Sei tu che, se vuoi, mi quantifichi cosa significa per te "oneroso".

    2. Era un esempio a cazzo. La promo non era accessibile nella misura in cui PER TE era onerosa (ribadisco: delle 7 copertine disponibili la metà le hanno prese delle fumetterie). E questo non toglie – e lo ripeto – che ogni negozio, senza sostenere quel costo, può avere (da vendere) tutte le variant che vuole. Quindi: hai scritto una puttanata.

    3. sei educatissimo, ma ciò non toglie che scrivi puttanate lamentose senza capo nè cosa.

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    1. Le hanno prese Fumetterie grosse o di distributori. O catene.
      E di cosa parla il post?
      Quindi?
      Chi è qui, che non capisce?
      O NON VUOLE capire?

      Non ho detto che è una promo brutta, ma che è riservata a realtà grandi...

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  11. Continuo a dirtelo: il tuo post è il solito lamento senza capo né coda.

    La promo "variant" in generale (non la promo del TUO negozio) è accessibile a TUTTE le fumetterie.
    Ai tuoi clienti puoi vendere TUTTE le variant di TWD magazine che vuoi. Basta che ordini le copie.

    Volevi avere anche il marchio Antani Comics su TWD magazine #1? Quella è pubblicità. La pubblicità si paga. E, in questo caso, la cifra che chiedevamo era RIDICOLA, altroché onerosa (e questo senza nemmeno parlare del fatto che il marchio della tua fumetteria sarebbe stato affiancato a uno dei marchi in questo momento più potenti sul mercato).

    Non hai detto che è una promo brutta. Hai detto, associandoci il solito lamento ad editorem pessimum, che è riservata a realtà grandi.

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    1. E la tua ultima affermazione conferma che il mio esempio è calzante...

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    2. Cosa conferma? Il fatto che l'impegno economico che richiedeva l'operazione fosse ridicolo?

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  13. tetsuyatsurugi18 ottobre 2013 14:36

    Mi sembra che con i suoi interventi parecchio maleducati, la figura di editorem pessimum se la sia fatta Ciccarelli tutto da solo...

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    1. Divento volgare quando qualcuno, non pago di avermi dato altrove del nazista, insiste con lamentele demenziali di cui è praticamente impossibile capire l'oggetto del lamento.

      Sono un tipo paziente ma arriva sempre un certo momento in cui anche la pazienza ha un limite. E di leggere certe STRONZATE scritte da qualcuno che dimostra chiaramente di non avere la MINIMA IDEA di che cosa significhi il lavoro di editore ne ho ormai fin sopra i capelli (che non ho più). Più chiaro così?

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  14. Ho letto un po' la vostra discussione e credo che la differenza di opinioni sia la conseguenza di due diversi punti di vista: quello del gestore di fumetteria e quello dell'editore.

    Ciccarelli sostiene che fare 2 copertine regular e 8 variant costa molto e si incazza se gli altri non capiscono i suoi sforzi e/o non li sostengono. Francesco sostiene che, invece, l'iniziativa di una cover dedicata è troppo onerosa.

    Non mi pare che Francesco abbia detto cazzate o scritto coglionate come sostiene Ciccarelli. Antani è una fumetteria e come tutte le fumetterie, gli ordini si fanno in base alle possibilità di piazzare presso la propria clientela abituale il prodotto finale.

    Francesco avrà fatto una valutazione e dedotto che non ne valeva la pena, oltre a lamentarsi del fatto che l'iniziativa non è stata pubblicizzata.

    Gli editori dimenticano una cosa: le fumetterie non hanno il reso. Se sbagliano 3-4 ordini di fila (nel senso che restano con molta merce invenduta), è difficile saldare i conti e le bollette) e si chiude bottega.

    Le fumetterie già si assumono il rischio dell'invenduto e pretendere da loro di più non è, al momento, possibile. Il discorso di Andrea può funzionare solo per grandi negozi a rilevanza nazionale (come AD) o catene di negozi di un unico proprietario. Ma certo non si può pretendere che una fumetteria "normale" si assuma oneri e pesi superiori alle sue dimensioni.

    Quindi, quando Ciccarelli scrive riferendosi alle parole di Francesco: "il tuo post è il solito lamento senza capo né coda", credo faccia prevalere il suo punto di vista di editore.

    Poi vorrei dire a Ciccarelli, esprimendo una mia libera opinione: prima si parlava di coglionate e di cazzate varie. Io ho sempre pensato (e non sono il solo) che la politica delle variant sia una GROSSA CAZZATA. Si rifila al lettore un albo uguale agli altri, ma con una copertina diversa. Qual è il valore aggiunto di una variant?

    Vogliamo citare il caso della Rw/Lion, che a furia di stampare cofanetti, variant, ultravariant, speciale e compagnia cantando ha finito con lo scassare i coglioni ai lettori? Il risultato è stato un continuo calo di interesse. E vogliamo citare anche la COGLIONATA di Wonder Woman, chiuso a metà del suo cofanetto? Cosa cazzo ci metteranno i lettori in quel cofanetto? Sei numeri di una testata diversa? Sui forum non si parla più di serie Rw/Lion. Addirittura qualcuno ha aperto una discussione per parlare del fatto che della Lion non parla più nessuno!

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  15. TWD è stato indubbiamente un successo. Molti (Aurea, Rw, GP) hanno cercato di imitarvi e si sono fatti male. Solo la Cosmo è riuscita a starvi dietro. Io penso che, in questo momento, non si debba tirare troppo la corda delle variant e delle special, perché la maggior parte dei lettori, che comprano in edicola, sono lontani dal comprendere queste logiche e potrebbero reagire nel modo meno atteso dall'editore.

    Sul mio profilo Facebook (https://www.facebook.com/erichmuller01) ho citato proprio oggi il caso di LETTER 44 della Oni Press, che è riuscita a vendere migliaia e migliaia di copie del primo numero di una serie che ritengo interessantissima con un prezzo lancio di 1,00$ (più o meno 0,65 euro). Questo per dire che, invece di puntare su variant e ultravariant, che a lungo andare sortiscono solo l'effetto di allontanare i lettori, ai quali non piace l'idea di essere spremuti, si dovrebbe concepire iniziative basate su prezzi speciali e sconti. Solo così si attirano nuovi lettori.

    Non vorrei che proprio voi, che tutti hanno cercato di inseguire, replicando il successo dell'edizione da edicola di TWD, ora vi agganciaste al codazzo delle politiche delle variant.

    Infine, vorrei spezzare ancora una lancia a favore di Francesco. Gli hai detto: "Volevi avere anche il marchio Antani Comics su TWD magazine #1? Quella è pubblicità. La pubblicità si paga". Tutto molto giusto, ma ancora non capisco perché un lettore dovrebbe comprare una copia di un fumetto solo perché ha la cover personalizzata della fumetteria!!! Ecco, questa è proprio una cazzata.

    Se fossi un gestore di una fumetteria, chiederei all'editore di farmi sconti e/o di sostenere progetti volti all'aumento di clienti del negozio, perché se il negozio aumenta i clienti, aumentano anche gli ordini e gli incassi dell'editore. Ma questo risultato certamente non si ottiene con la politica delle variant (altrimenti si finisce ingloriosamente come la Rw/Lion).

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  18. Vi continua a sfuggire che o la fumetteria vuole vendere la copia con il suo marchio in copertina (e allora si organizza LEI economicamente per fare questo) o vende quella con l'altrui marchio in copertina (che se la chiede al distributore gliela da) o vende quella con NESSUN marchio in copertina (che se la chiede al distributore gliela da).
    O non vende nessuna delle tre perché i suoi clienti non vogliono quel prodotto.

    Tutte e tre le opzioni erano (e sono ancora, se escludiamo le cover che sono già state fatte) aperte per TUTTE le fumetterie.

    Detto questo continua a sfuggirmi di che cosa si stia lamentando stavolta Settembre.

    AGC

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  19. Se mi permetti, Ciccarelli, quello che continua a sfuggirti è il fatto che il tuo ragionamento si basa unicamente sul tuo punto di vista di editore, che si limita ad offrire un prodotto e a indicare le condizioni per promozionarlo.

    Tutto molto sensato, tranne un punto preciso: i destinatari della tua offerta non sono tutti uguali e aventi le stesse dimensioni. Sono diversi e siccome parliamo di diversità di giro d'affari, come editore avresti dovuto concepire una offerta differenziata (anche economicamente) a seconda che essa fosse riferita al grande negozio, al negozio medio o al negozio piccolo.

    Detto questo, la lamentela di Francesco è tutt'altro che demenziale. Essa evidenzia un punto debole di molti editori, che non considerano le dimensioni economiche e la difficoltà di certe fumetterie. Per te saranno pure stronzate, ma per il gestore di un negozio, che deve far quadrare i conti, non lo sono. Anche i gestori di negozi potrebbero perdere la pazienza (rompersi i coglioni) e iniziare ad ignorare certe iniziative inutili.

    Poi c'è quello che penso io: non vedo perché un fumetto dovrebbe vendere di più solo perché in copertina c'è una personalizzazione del negozio! Dal mio punto di vista di lettore, si tratta di una stronzata e se fossi un gestore di un negozio, non avrei mai aderito, né avrei mai preso in considerazione la partecipazione. Io penso che il lettore (che ama leggere) sarebbe più contento di avere più pagine da leggere (allo stesso prezzo) e non una copertina diversa.

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  20. @"per tutte le fumetterie", tanto è vero che hanno aderito "due fumetterie grandi, e cinque distributori e/o catene di negozi".
    Tutte.

    Non critico mai le modalità di pubblicazione, quelle le lascio ai clienti. Altrimenti avrei detto che è scorretto mischiare inediti e ristampe, ad esempio.
    Io parlo solo di logiche commerciali e distributive. E, comunque, quello che avevo fatto è un ESEMPIO, che calza perfettamente nel discorso...

    (impegno ridicolo...)

    Mi spiace che altrove ti diano del nazista: è una cosa davvero, davvero brutta. Spero che non risucceda.

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  21. Permani nella tua imbecillità.

    1. quindi le fumetterie (grandi) a questa nostra offerta hanno aderito Sarebbero tre (perché alessandro è una fumetteria) ma pazienza.

    2. ricordo che le variant disponibili erano 7 non 250. Purtroppo era nella logica dei fatti che la maggior parte di loro non potesse rientrare nell'offerta.

    3. tutte le fumetterie – grandi, medie e piccole – possono ordinare ciò che vogliono di TWD magazine. Basta che lo vogliano. Basta che sappiano cosa vogliono.

    3. inediti e ristampe: guarda Francesco, ciò che per te è ristampa, per l'edicola (e per un più largo pubblico che con Invincible miriamo a raggiungere per evitare tutti di finire a contare i fagioli) è INEDITO. Di più: pure per una larga fetta del pubblico da fumetteria è inedito perché se Invincible in Italia avesse venduto numeri da saturare il pubblico da fumetteria il precedente editore probabilmente avrebbe fatto i salti mortali per tenerselo. Quindi ennesimo tuo lamento inutile (ed ennesimo vaffanculo che ti becchi per avermi dato dello scorretto dopo quello che ti sei già beccato per avermi dato del nazista).

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    1. La tua ignoranza è maggiore, spero, della tua cattiva fede: Alessandro è EDITORE e, soprattutto, DISTRIBUTORE.

      All'epoca della Star Comics/Marvel, che mischiava inediti e ristampe, che MML si prese diverse critiche feroci per questo. Era, e rimane, una pratica scorretta.
      Oltretutto, non se ne vede la necessità.
      Ma questa, ripeto, è una critica DA LETTORE.

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    2. Certo, mi sembra proprio che l'oggetto del contendere sia Alessandro con la sua unica libreria a Bologna.
      Sì sì, direi che è proprio quello.

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    3. E' - UN - DISTRIBUTORE.
      E' - UN - DISTRIBUTORE.
      E' - UN - DISTRIBUTORE.

      Vende ai negozi... non E' UN NEGOZIO soltanto.
      VENDE AI NEGOZI.
      Ergo, ha più giro.

      Non è chiaro?

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    4. Bravo, continua a concentrarti sulla variant di Alessandro e facciamo finta di non vedere che hai creato il lamento di Portnoy su un prodotto editoriale che non te ne sbatte un cazzo vendere qualunque cosa abbia in copertina.
      Prego, continua.

      Elimina
    5. Io rispondo a te, che svii, quindi io svio.
      Ok

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  22. Ecco, poi quella merdina del tuo amichetto Favatano, se ha qualche problema con tutto ciò, invece di tentare di postare sulla pagina Facebook della casa editrice (da cui è stato espulso tempo fa per manifesta incapacità a comprendere le regole base del vivere civile e della lingua italiana) venisse qui a dirmelo, così la sua dose di vaffanculo la distribuiamo anche a lui. Ok?
    Perché sia chiaro: non è saldaPress a far notare quanto sei imbecille quando scrivi 'ste robe. Sono io, Andrea Ciccarelli.

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    1. Lo sapevamo, che eri tu.
      Tranquillo, che lo stile è inconfondibile.

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  23. Caro Ciccarelli, mi pare che tu stia esagerano, usando termini ed espressioni che in una civile discussione non dovrebbero mai entrare. Credo che Francesco ti abbia risposto sempre in modo educato, sia pure difendendo il suo punto di vista (che io condivido e credo di averlo motivato adeguatamente). Non hai risposto ad alcuno dei miei interventi (e non eri obbligato a farlo). Se accetti una critica, non penso che questo tuo modo di comportarti ti attirerà molte simpatie o darà sostegno alle tue ragioni. Assumere posizioni così rigide come le tue non conduce mai a molti benefici nell'ambito del commercio. Anzi, si corre il rischio di apparire antipatici, soprattutto in un'epoca dove il social network domina la scena delle discussioni virtuali.
    Francesco saprà come comportarsi, visto che è lui il gestore del sito. Non che tu non debba difendere il tuo punto di vista, ma ci sono mille modi migliori per farlo rispetto a quelli che hai usato in questa discussione.

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    1. Erich, ne riparliamo quando qualcuno ti rompe SI-STE-MA-TI-CA-MEN-TE il cazzo qualunque cosa tu faccia e, nel giro di un paio di giorni, arriva a darti prima del nazista e poi del vile. Me ne sbatto di attirare le simpatie.

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    2. Sistematicamente.
      Capisco il vile, il "nazista" è ormai assodato, nonostante scuse, risposte e spiegazioni.
      Ma "sistematicamente"... dove lo vedi?

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  24. Caro Ciccarelli, secondo la mia piccola esperienza quando qualcuno ti rompe SI-STE-MA-TI-CA-MEN-TE il cazzo, la cosa migliore da fare è SOR-VO-LA-RE. I-GNO-RA-RE e se anche non bastasse, lasciarli SFO-GA-RE. Gli altri che leggono avranno modo di farsi un giudizio su tutti gli attori e formulare le rispettive valutazioni. Ma arrabbiarsi serve a ben poco.

    Ad esempio, in questi giorni ho postato alcuni commenti sulla pagina FB della Panini, lamentandomi della deriva a cui Spider-Man è sottoposto, oltre a confutare una serie di affermazioni ufficiali con altri elementi non meno ufficiali (tra cui, una video-intervista di Lupoi). Risultato: prima hanno ammesso che avevo ragione (non potevano fare altrimenti), poi mi hanno espulso e cancellato tutti i commenti (che, però, sono salvi sul mio diario). Non mi sono arrabbiato perché quella di cancellare i commenti sgraditi su FB è una pratica comune. E la stessa cosa è avvenuta sulla pagina di Orfani e su quella della Lion. In sostanza, non puoi criticare, né lamentarti. La critica è vista come un problema di questi tempi. Ma non mi sono arrabbiato, ben sapendo che quello che pensavo è largamente condiviso (del resto, basta una lettura veloce sulla rete per sondare l'insoddisfazione di tanti utenti verso le scelte degli editori).

    Anche a me hanno detto di tutti i colori, ma il mio obiettivo non è quello di attirare simpatie o antipatie. Esprimo le mie opinioni e poi gli altri possono fare come vogliono. Se certe scelte sono corrette, saranno premiate, altrimenti vorrà dire che avevo ragione io. Però, ho imparato a non cadere mai nelle provocazioni, perché altrimenti fai il loro gioco. Ignorali, sorridi e loro soffriranno ancora di più.

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  25. Mmm... tutta la discussione mi ricorda quello schifo di variant della panini, ripresa dalla marvel, con la copia di ur personalizzata dal logo della fumetteria... o quella ancora peggiore dei nuovissimi x-men con il nome personalizzato... con gli stessi font di un manifesto mortuario.

    Io personalmente odio queste iniziative che mi ricordano il tentativo, fallito, dei gestori di telefonia di mettere il loro logo sul terminale. Basta in giretto sulla baia per capire che il no brand vale molto di più... anche perché in genere il firmware personalizzato dall'operatore fa davvero pena. :D

    Sign. Ciccarelli, credo lei abbia un qualche interesse in questa faccenda ma la sua reazione mi pare davvero fuori luogo. Tutti fuori di qui facciamo un lavoro e pensiamo di farlo al meglio delle nostre possibilità ma siamo anche consapevoli di non potere accontentare tutti e di non potere attaccare chi, anche sistematicamente, si sentirà di muoverci delle critiche.

    La carta dell'esasperazione non è mai ben giocata.

    P.s.

    Sono d'accordo con Erich... è una sensazione stranissima!
    XD

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  26. Come dicevo sopra, a differenza di quel che si pensa in giro, non mi interessa avere ragione. Mi è sufficiente sapere che quello che so e in cui credo è giusto. Tutto il resto non conta. Il giudizio e le opinioni altrui non mi riguardano, perché so che ciò che penso e dico è giusto. Ma non ho alcuna intenzione di imporre agli altri quello in cui credo, perché la fede non può essere imposta o sostenuta con la forza. Le convinzioni sono tanto più forti quando si impongono su quelle degli altri da sole, per forza intrinseca. Bisogna credere in ciò che si è e in ciò che si prova. Quando una idea viene imposta agli altri, non si fa che dimostrarne l'assoluta debolezza. Quando una idea si impone da sola, si resta affascinati dalla sua forza. Come un magnete si è disposti a seguirla incondizionatamente. Ciccarelli è sicuro delle sue idee. Lo ha dimostrato in questa discussione. Ha difeso con forza le sue idee. Tuttavia, è proprio quando sentiamo la necessità di difendere con forza le nostre idee, che nasce la sensazione che forse quelle che crediamo essere certezze, in realtà sono debolezze. Ed è questo il motivo per cui, una volta chiarito il proprio punto di vista, non bisogna andare oltre. Ho consigliato a Ciccarelli di non cadere nelle provocazioni, perché quando succede e ci si abbandona agli insulti, non si fa altro che minare ancora di più la solidità di quello in cui si crede. Dico questo senza alcuna attinenza al merito della discussione, ma solo per affermare che la ragione è come un'onda inarrestabile. Quando c'è, si impone da sola perché l'uomo è un essere imperfetto, ma razionale.

    P.S.: Brub d'accordo con le mie idee??? Non credo proprio! Siamo su orizzonti diversi.

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  27. Ah, ecco... mi eri parso stranamente conciliante.
    Adesso si che ti riconosco, mi sei mancato!
    XD

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  28. Essere concilianti non significa fare compromessi con le proprie convinzioni. Bisogna credere, tenere fede alle proprie idee e lottare per farle trionfare, ma senza mai perdere di vista il fatto che le idee, quando esprimono valori invincibili (e largamente condivisibili), costituiscono la prima forza su cui fare affidamento. Solo quando ti accorgi che per sostenere le tue ragioni la forza delle idee non è sufficiente, devi cominciare a prendere atto del fatto che le tue idee sono o possono essere sbagliate. Ecco perché, quando gli editori cancellano i commenti critici dei lettori su facebook, non fanno altro che dimostrare la debolezza delle proprie convinzioni. Quasi a temere il confronto con una idea o ragione che non hanno la forza di contrastare. Nel commento cancellato sulla pagina della Lion, ho chiesto se dopo Wonder Woman, rischiasse di chiudere anche Giovani Titani. A dire la verità, nella mia personale classifica di testate prossime alla chiusura, i Titani erano al primo posto, WW al secondo! Scorrendo le discussioni sulla rete, le opinioni della stragrande maggioranza militavano nella stessa direzione. L'errore della Lion, se proprio volevano fare degli antologici, è stato quello di non sfruttare pienamente il traino di Superman e Batman secondo una formula vicina a quella che la Panini ha adottato in Francia fino al 2011 (cioè, fino a quando la DC non li ha silurati), anche se non con la stessa profondità. A qualcuno può suonare pazzesco, ma se proprio vogliamo fare un antologico coi fiocchi, io metterei Lanterna Verde su Superman e Flash su Batman. Non si tornerebbe alla logica Cenisio, ma si darebbe, per un almeno un triennio, la possibilità di far conoscere/leggere ai fan di Superman l'universo di altri personaggi (come LV e Flash). Poi, si tenterebbe la strada dell'autonomia, aprendo una serie con LV come protagonista e abbinandolo ad un altro personaggio molto meno noto e così via. Ma, ripeto, sarebbe pur sempre una forzatura. Io credo nella forza dei monografici sostenuti da un grande sforzo promozionale (giornali e tv).

    P.S.: io sono sempre conciliante!

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  29. Scusate, non cn'etra nulla con l'argomento (o,in parte,si), ma volevo esprimere solo il mio disgusto per la variant di TWD a colori che sarà presente solo a Lucca,e tutti gli altri se la prenderanno in saccoccia.

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  30. Ti disgusta la variant in se e per se o il fatto che sia presente solo a Lucca?

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  31. Il fatto che sia presente solo a Lucca. Alla fine è un albo speciale che riproduce due albetti americani, ma lo si rende esclusivo ed impossibile da recuperare per tutti quelli che non possono andare a Lucca.Certo,volendo si potrò recuperare,ma a che prezzo?Detesto coe simili:capisco una variant,un albo comunque accessibile a tutti ma che ha una variant apposita per Lucca,e di quello me ne frego,ma distribuire un albo SOLO l'ì è veramente poco giusto.

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    1. Ok, ma perché ti interessa tanto un albo che, rispetto ad uno perfettamente uguale, ha una cover diversa! Cosa ti dà in più, quando l'elemento più importante di un fumetto è il contenuto?

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  32. tetsuyatsurugi19 ottobre 2013 19:10

    Francamente mi sembra un pò assurdo cercare il dialogo con uno che è venuto qui giusto per insultare Francesco e basta.

    Antani sarà anche un rompiballe ma di certo le scassa a tutti indistintamente, per cui Ciccarelli avrà avuto le sue buone ragioni per incazzarsi, ma vedersi perseguitato da lui "sistematicamente" mi pare un'esagerazione.

    Paradossale quando viene insultato pure un terzo, tale Favatano, accusandolo di comportamenti tutt'altro che educati, o cmq non consoni, sulla loro pagina facebook, mentre qui si sta facendo più o meno la stessa cosa.

    Come risultato finale, credo nessuno che abbia letto la discussione possa pensare di andarsi a comprare per prima cosa un qualsiasi prodotto saldapress, mi domando se ne sia valsa la pena.

    A spiegare le stesse cose senza insulti si poteva pure convenire su molte delle considerazioni del Ciccarelli...

    Sulla variant a colori di TWD in effetti siamo tutti certi che dal giorno dopo saranno già su e-bay a caro prezzo grazie agli speculatori.

    Forse Ciccarelli poteva dare la sua spiegazione al proposito, ma visto l'andazzo mi sa che si rischiano solo insulti...

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  33. Che Ciccarelli abbia esagerato con forme ed espressioni, è un dato di fatto. Lui ha affermato, come giustificazione, il fatto di essere perseguitato e di essere stato definito in altre sedi un nazista.
    Rispetto alla persecuzione, non conosco i fatti e quindi non posso giudicare.
    Rispetto al fatto che gli è stato dato del nazista, non conosco i fatti e quindi non posso giudicare.

    Anche a me dicono di tutti i colori e mi stupisco come ancora non mi abbiano chiamato Erich Priebke e non Muller! In generale, lascio correre. Chi ricorre agli insulti non fa che dimostrare la debolezza delle sue idee e invece di considerazione o apprezzamento, riceve solo biasimo. Non certo sostegno alle sue ragioni.

    Sui forum succede spesso, specie su quelli di sinistra: quando metti in dubbio le loro idee e gli dimostri che sono vuote e pericolose per lo sviluppo sano della società, si incazzano e iniziano ad insultare. In realtà, non immaginano che, così facendo, altro non fanno che legittimare ancora di più le critiche contro di loro.

    A Ciccarelli ho consigliato di moderare i termini e di spiegare, in modi più pacati, ciò che voleva dire. Gli ho suggerito di non cadere nelle provocazioni e di ignorare chi non persegue altro obiettivo che farlo arrabbiare. Gli ho anche spiegato che, siccome lui opera nel mondo editoriale, dovrebbe cercare di apparire migliore. Altrimenti, se fa sfoggio di una immagine come quella quivi dimostrata, difficilmente chi legge deciderà di comprare i suoi fumetti. Ci sono persone che, solo perché odiano un editore, un personaggio o un editore, non comprano i suoi fumetti. Ma sono solo consigli.

    P.S.: Ciccarelli aveva ragione dal suo punto di vista di editore, ma Francesco aveva ragione dal suo punto di vista di gestore di un negozio di fumetti. Senza ripercorrere ciò che si sono detti, non si può non considerare che una iniziativa come quella del Ciccarelli ben si adattava ai negozi di grandi dimensioni o a distributori, ma poco senso riveste per i negozi di normali dimensioni. Tra l'altro, TWD sta andando benissimo. Dati ufficiosi parlano di circa 11.000 copie, cioè il doppio di ciò che vende Aurea, il doppio della testata di supereroi più venduta e rapportata alla tiratura, proporzionalmente superiore alle proposte Bonelli! Un successone che meriterebbe una estrinsecazione soggettiva dell'editore meno colorita e più parsimoniosa nelle espressioni.

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  34. "A Ciccarelli (...) ho suggerito di non cadere nelle provocazioni e di ignorare chi non persegue altro obiettivo che farlo arrabbiare."

    Ecco, a leggere sta frase pare che il blog sia di Ciccarelli e che Francesco sia un troll infiltratosi apposta per farlo incazzare...

    Erich, abbi pietà... ancora con 'sta storia dei forum di sinistra? Vedi comunisti dappertutto... rilassati!
    :D

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    1. Non è questione di rilassarsi. Il socialismo è un pericolo primario. Siccome parliamo di una ideologia che, per far primeggiare il collettivo, si propone di distruggere tutti i modelli sociali e morali intermedi tra l'uomo e lo Stato, tutti quelli che si riconoscono nella sinistra, volenti o nolenti, sono complici di questo misfatto. Individua un valore e la sinistra ti porterà ad odiarlo. Basta vedere l'avversione che hanno verso la Chiesa. Tuttavia, riescono a mimetizzarsi e far sembrare tutto questo normale. Per fortuna, la storia ha già circoscritto ogni tentativo di queste persone di stroncare il modello sociale democratico. Forse tu non ti rendi conto dell'immenso pericolo che corri o della leggerezza insita nella tua frase.

      P.S.: la quasi totalità dei forum è controllata da persone di sinistra. E' un dato di fatto.

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    2. Sul complotto comunista mimetico strisciante, modello vietcong, commenterei con una battuta che credo appropriata dato il luogo che ci ospita... tu leggi troppi fumetti! :D

      P.s.
      E' tecnicamente scorretto parlare di "modello sociale democratico". La democrazia è un sistema di governo e quindi, eventualmente, un modello politico. I modelli sociali sono altra cosa.

      Elimina
    3. Libero/a di rispondere con una battuta, se preferisci. Ma il fine del socialismo è la rivoluzione che abbatterà tutti i modelli intermedi per porre il collettivo al vertice. Non ci sarà più spazio per l'uomo inteso come essere libero. Nella comunità socialista è lo Stato che decide per te tutto quanto, perfino quanto puoi acculare, quanto puoi studiare e anche quante volte puoi pisciare in un giorno. Libero/a di considerare come sciocchezze le cose che sto dicendo. Non per questo sminuirai un dato di fatto (e non solo le mie certezze). Piuttosto, è questa tua reazione che mi fa capire che non ti rendi conto di quello di cui stai dicendo, né conosci i pericoli insiti nel socialismo. Sinteticamente, potrei dirti che, accettando il modello socialista, smetti di essere un essere umano libero e pensante.

      Non è tecnicamente scorretto parlare di modello sociale democratico, se visto in un'ottica in cui gli ideali della democrazia fanno parte del corredo culturale della comunità.

      P.S.: leggo fumetti in misura adeguata. Tu, piuttosto, non mi dirai che leggi solo quelli.

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    4. Solo quelli... come hai già constatato in una nostra vecchia discussione.

      Torno a complottare nell'ombra per l'affermazione del socialismo reale, non vedo l'ora di poter finalmente tiranneggiare la tua vescica!

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    5. Il riferimento al pisciare era volutamente ironico, ma credo di avere reso bene l'idea. La differenza più significativa tra la destra e la sinistra è questa: il socialismo tende a sopprimere l'individualismo e al controllo totale delle coscienze. Il fine è l'eliminazione di ogni forma di libertà morale. La destra, invece, ritiene che il controllo sulla società debba avvenire in modo compatibile con la libertà e il rispetto dell'individualismo. Anzi, l'individualismo viene considerato una preziosa risorsa cui attingere e non un male da distruggere come nel sistema socialista. Il socialismo tende all'abbattimento di ogni modello morale intermedio tra il cittadino e lo Stato, volendo porre al vertice la collettività. La destra, invece, promuove lo sviluppo dei modelli intermedi, ritenendoli un prezioso elemento di rafforzamento dello Stato. In definitiva, la destra non ripudia la libertà, la sinistra si. Credo che se molte persone sapessero o conoscessero cosa sia davvero il socialismo e quale pericolo rappresenta per l'umanità, si determinerebbero a combatterlo con ogni mezzo possibile.

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  35. Per Erich: forse mi sono spiegato male. L'albo a cui mi riferisco è stampato SOLO per Lucca, non è una variant di un albo già edito altrove. Sicuramente ho usato male il termine variant, avrei fatto meglio a parlare di albo esclusivo. Tipo gli albetti Lion legati a Morte della Famiglia che sono esclusivi di alcune fumetterie...solo che questo sarà disponibile SOLO a Lucca.

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    1. Ho capito. Risponde ad una precisa strategia dell'editore: stampare un albo in edizione limitatissima e speciale, creando attenzione su di esso e indirettamente sul prodotto in generale.
      Non credo avrai difficoltà a procurarti in altro modo questo albo, se per te è così importante.

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    2. tetsuyatsurugi20 ottobre 2013 00:16

      Veramente o uno va a Lucca oppure se la prende in quel posto.

      Dopo Lucca quell'albo NON verrà distribuito da nessuna parte, addirittura se dovessero avanzargli delle copie le dovrebbero mandare al macero (secondo gli accordi presi con l'editore americano).

      Quindi, sapendo questo e quanto è lievitato il costo degli albi normali, e considerando che essendo a colori costerà decisamente più di 2,90 Euro, è facile immaginare per chiunque quanto ci speculeranno sopra quelli che potendo passare a Lucca se ne prenderanno più copie possibili...

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    3. Ma poi è davvero così importante quest'albo? Non sono un lettore della serie e in base alla mia esperienza, un albo è fondamentale solo quando costituisce un anello essenziale della catena di lettura. Altrimenti, almeno per me, non ha alcun valore.

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    4. tetsuyatsurugi20 ottobre 2013 11:33

      Hanno fatto 8 variant del magazine, tante quante addirittura lo Spider-Man 600 della Panini; se fosse stato un albo a fumetti e quella la casa editrice, o peggio ancora la Lion, ne avresti dette di tutti i colori, senza nemmeno aspettare gli insulti.

      TWD 1 a colori invece è un albo così speciale che venderanno solo a Lucca (leggo adesso a 7/8 Euro oltretutto).

      Ma va benissimo, bellissima iniziativa, mica è la variant del Topolino Panini...

      (andrà pure a ruba ma mica la leggerà nessuno, finiranno tutte su e-bay il giorno dopo e se na farà un gran discutere, come già facciamo qui adesso che manco è uscita).

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    5. Sempre che, anche finendo su ebay, consideri importante questo albo. Io non penso.

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  36. Scusa ma che c'entra "l'essenzialità".L'albetto,in ogni caso,dovrebbe ristamare il numero 1 della serie più il "prototipo" dello stesso,quindi è interessante.Prezzo sui 7-8 euro.

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    1. Fermo restando che, visto il mio lavoro, sono il primo a capire e giustificare il collezionismo, il suddetto albo non contiene inediti, come ad esempio i due speciali usciti. Per questo non è 'essenziale'.
      Poi, collezionismo a parte, se non approvi una scelta o politica editoriale, hai solo una strada da seguire: non comprare :)

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    2. tetsuyatsurugi20 ottobre 2013 11:40

      Ma nessuna variant o cofanetto facendo questo ragionamento sarebbe essenziale.

      Il problema adesso è questa cosa dell'esclusività della fiera che mette nell'impossibilità di acquistarlo molti che sarebbero interessati (ennesima idea "discutibile" che mi sembra stia prendendo piede).

      O ci passi a Lucca, oppure t'attacchi.

      Saranno più gli scontenti che i fan genuini che lo acquisteranno per la propria collezione (e anche tra questi qualcosa mi dice che la tentazione di prenderne almeno due copie sarà forte).

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    3. Mah! Io continuo a non capire perché questo albo è così importante e perché dovrebbe andare a ruba arricchendo qualche speculatore su ebay. Poi, come dice Francesco, non contiene nemmeno degli inediti! Chi legge il fumetto per il piacere della lettura come me, non dovrebbe prestare attenzione a questo tipo di iniziative, che non rendono qualitativamente migliore il prodotto.

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    4. tetsuyatsurugi20 ottobre 2013 12:14

      Qui mica si sta discutendo dei gusti personali, queste sono iniziative che semplicemente si inseriscono nel solco di tutte le variant e i cofanetti di cui spesso parliamo in termini poco lusinghieri da queste parti, te compreso (anche se non le compri).

      Non ho capito perchè questa ti sembra così diversa e non criticabile al pari delle precedenti di Panini e Lion.

      Questo albo speciale, a prescindere dai contenuti inediti o meno, è già scritto finirà su e-bay il giorno dopo a certe cifre, essendo TWD bonellide già passato alle cronache proprio per i prezzi schizzati alle stelle dei primi numeri appena diventati introvabili.

      E pur non essendo, io personalmente, danneggiato da questa cosa, critico il senso di pubblicare un albo che alla fin fine verrà venduto quasi esclusivamente a dei privati che fatalmente ci speculeranno sopra.

      Che è esattamente quanto ho detto e criticato nel caso della variant di Topolino, solo che in quel caso almeno delle copie le hanno mandate alle diverse fumetterie.

      Adesso anche il fan "normale" di TWD come minimo ci farà un pensierino a prenderne qualche copia in più da rivendere.

      Mi ripeto, qui nel tuo caso è solo questione che l'editore non è Panini o Lion, altrimenti ci avresti scritto la solita filippica lunga mezzo chilometro...

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    5. Tetsuya, forse non ci siamo capiti. Io critico questa iniziativa allo stesso modo di quelle di Panini e Rw/Alastor/Lion. Dal mio punto di vista, sono tutte deprecabili. E' questo tipo di politica editoriale che abbassa il livello di qualità del mercato.
      A proposito degli speculatori: siamo sicuri che non sia tutto già preordinato affinché queste copie non finiscano in certe mani?

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    6. Erich: non fare insinuazioni, se non puoi provarle...
      Sono sicuro di no: all'editore basta venderle, non serve specularci...

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    7. Era solo un'idea. L'editore può venderle al prezzo di copertina. Ma il profitto di uno speculatore su ebay è nettamente più alto. Tutto fa brodo di questi tempi. Ripeto, era solo un'idea e non strettamente connessa al caso di questo articolo, ma in generale a tutti gli editori che lanciano queste variant, che si prestano, per loro caratteristiche, a tanti fini.

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  37. Concordo con te.
    Ma il fenomeno variantsolodafierachepoivannosu ebay (chiamiamole 'variant ebay'), sul quale sto scrivendo anche un paio di pezzi, si può arginare in un solo modo: non comperandole. Così imploderà.

    Utilizziamo i soldi delle variant ebay per prendere altre cose...

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    1. tetsuyatsurugi20 ottobre 2013 18:37

      Tipo prendere direttamente le variant americane, così ci togliamo il pensiero a monte (ehehehe).

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  38. tetsuyatsurugi20 ottobre 2013 12:33

    Cmq guardate che questo albo ha anche dei contenuti inediti, su 48 pagine 24 sono il primo numero ricolorato, le altre 24 contengono "anche il primo abbozzo in bianco e nero del progetto originario di The Walking Dead (mai pubblicato prima) e una lunga conversazione tra Kirkman e Eric Stephenson della Image Comics".

    E' ovvio che chi è fan e non ci può passare a Lucca un pò rimane fregato.

    Un pò tanto...

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    1. Il primo abbozzo in b/n del progetto originario non è proprio un contenuto inedito. Diciamo, uno sguardo diverso di qualcosa che è già visto. Ma questo tipo di materiale può riguardare il superfanatico di una serie, non certo il lettore abituale. Io, ad esempio, non leggo TWD, ma anche se fosse, non mi sbraccerei per possedere quest'albo.

      P.S.: scommetto che dopo tutte le nostre chiacchiere, la gente inizierà ad incuriosirsi per cercare di mettere le basi su questo albo!

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    2. tetsuyatsurugi20 ottobre 2013 18:50

      Non credo lo scoprano qua che sto albo sarà incomprabile ovunque, cmq può essere uno speciale che interessi solo i super fan, ma io direi anche solo uno abbastanza appassionato, però per quello è giustificabile un prezzo un pò alto vista la tiratura limitata.

      Che non si possa comprare in altri modi invece è una pessima idea verso gli stessi appassionati che ti hanno sostenuto fino adesso, visto che si premiano molto gli speculatori...

      Ma capisco che la saldapress goda delle tue simpatie (e ciccarelli sia solo "una persona sanguigna e determinata"), allora tutto sommato sono pur sempre decisioni accettabili se fatte da loro...

      Certo rimarrà ai posteri la tua vibrante critica anche a queste deprecabili inziative, al PARI di quelle Panini e Lion, peccato che me la sono un pò persa tra un post e l'altro :-pp

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    3. Mmmm... secondo me non l'ha capita...

      XD

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    4. Beh, ho chiarito che la scelta di un albo speciale solo per Lucca non mi ha convinto. Riguardo al Ciccarelli, l'ho un po' ripreso per la sfuriata dell'altro giorno e per i toni. Ho chiarito, altresì, che nella discussione, Francesco aveva ragione. Ma il suo sfogo mi ha colpito. Ho scritto "persona sanguigna e determinata" per la forza che ha messo nei suoi interventi, ma gli ho anche spiegato che quando una idea è forte di per se non ha bisogno di sostegni ulteriori. Ovviamente, secondo il mio punto di vista. Poi, oggi ho appreso che Saldapress pubblicherà Invincible in un formato classico e cronologico! E la cosa, ovviamente, mi ha reso contentissimo. Riguardo a Panini e Lion, ho più volte chiarito di non condividere praticamente nulla della loro politica editoriale. Mi hanno anche espulso dalle loro pagine Facebook e solo perché avevo posto delle critiche. Alla Lion non hanno gradito quando ho chiesto se dopo WW potesse chiudere anche Giovani Titani (ipotesi non del tutto folle). Alla Panini ho chiarito che con Amazing 700 Slott ha superato ogni limite e quindi con l'Uomo Ragno ho chiuso con il numero 600. La critica non piace agli editori. Se Saldapress avesse deciso di pubblicare Invincible in un formato che non mi avesse convinto, non avrei lesinato critiche e insoddisfazione.

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  39. Guarda, io non sono un "superfanatico", spendo circa 18 euro al mese in fumetti, tanto per dire, ma se avessi avuto la possibilità di comprare quell'albo l'avrei fatto.
    Non si tratta di collezionismo,ma di curiosità,ed ognuno può avere le sue.

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