sabato 5 ottobre 2013

Le domande di Romics

Girando per la fiera della capitale, sorgono alcune domande, che - diversamente dal solito - pubblicheremo senza fornire risposte, e senza provare minimamente a farlo.
Magari, sperare è sempre cosa buona, qualcun altro lo farà...

Antani Comics a Romics per la dodicesima volta su tredici edizioni...




1.
Ho letto un'interessante disamina sulle variant e su come reagisce il mercato...

Parlando della promo "Morte della Famiglia", si annunciava che "a questa operazione sarà legata la produzione di due miniserie a tiratura limitata di quattro albi ciascuna". Tiratura limitata.
Ne abbiamo parlato qui.

Le fatidiche miniserie "V" ed "M" sono vendute liberamente in fiera.
I commercianti, per averle, hanno vincoli di acquisto strettissimi (personalmente, ho acquistato anche - delle singole serie - dieci volte le quantità che vendo di solito...), che rigirano sui clienti, imponendo tot. acquisti o prezzi più alti per variant o edizioni limitate, come è giusto che sia.

E poi te le trovi a prezzo di copertina in fiera. Allo stand del distributore ufficiale.
Chi ti dice che altri negozianti non le possano prendere, bypassando la promozione ed i vincoli da questa imposti?

Il discorso vale anche per Jpop, che ha realizzato dei numeri uno a tiratura limitata per le "ultimate edition" di Go Nagai (Devilman, Mazinger Z e Great Mazinger, Super Robot Wars), edizione che, è specificato, "è limitata solo per i negozianti che hanno aderito alla promozione".
Ebbene: anche queste a Romics, allo stand ufficiale Jpop a prezzo di copertina.

Quindi, la domanda: cari negozianti, ha senso che noi si continui ad investire in queste promo, finanziando gli editori, se poi la resa non è eccezionale, e se i "benefici" non sono tali?

Forse non potrebbero tutti rivolgersi ad altri mercati?
Tipo Mario il porchettaro, che da anni ed anni, ha lo stand davanti al mio a Romics, e che credo cerchi qualcuno per l'ufficio commerciale?


Mario er porchettaro



2.
In fiera, da vari distributori, trovi in vendita volumi esauriti, ovvero che a te, negoziante, non vengono più dati, perché - teoricamente - le scorte sono terminate. Così, mentre tu dici ai tuoi clienti di aspettare le ristampe (si parla di best-seller, eh...), loro li trovano in fiera.
Bella figura, eh?

Al contempo, trovi prodotti che, il TUO fornitore, vende a prezzi leggermente superiori, quando non uguali, a quelli pratica a te, e lo fa ai TUOI clienti.
Altra bella figura, eh?

Qui la domanda: ha senso continuare a comprare queste cose dai loro siti, o è meglio provare a prenderli in fiera, con - magari - sconti maggiori?
O a non prenderle per niente?


3.
A Romics, anche quest'anno, ci sono una quindicina di stand alimentari, che vanno dal sushi al porchettaro, passando per il caramellaro, il ramen ed il cioccolataro.

Non parlo dei venti o trenta stand di abbigliamento giapponese, gadget vari, perché comunque collaterali al fumetto. Ma lo stand che vendeva scarpe ed intimo per donna?

Continuiamo a definirla una fiera di fumetto?

Scarpe e intimo da donna... a Romics!


4.
Sempre Romics.
Le fiere del 2013 stanno andando male, come incassi.
Quest'anno, personalmente, diverse volte sono stato soddisfatto, o comunque mi sono "salvato".
Ma nell'ultimo anno ho investito tempo, lavoro e soldi per sistemare meglio il materiale, ordinarlo, migliorarlo, e questo ha pagato.

Ma Romics sta andando male, molto male, al terzo giorno e mezzo su quattro.
Giovedì... "Beh, vabbeh... è giovedì", ti dicevano.
Venerdì... "Beh, dai... domani è sabato".
Ora siamo al dunque.

Domanda: se calano gli incassi, ma io pago allo stesso modo la merce che vendo e i miei dipendenti... forse non è il caso che le fiere calino i prezzi agli espositori? Anche perché gli ingressi, sono cari ma in continua crescita, ed è lì che l'organizzazione fa tanti soldi...


Nel frattempo, nella mia "odissea personale", sono arrivato sano e salvo a Città di Castello.
Se ne varrà la pena, posterò anche qualche aneddoto da qui.

Anticipo solo questo: qui c'è la wi-fi gratuita. A Romics, fiera di Roma, vanto della capitale, no.

20 commenti:

  1. Antani, ma ancora ti stupisci, tu che hai un negozio, delle fesserie che spara Lion? Basta ricordarsi il caso Before (albi limitati, ecc. ecc.), a Romics lo scorso anno c'erano quintalate di albetti.

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  2. Magari facendo prezzi da fiera si venderebbe anche di più. La maggior parte dei volumi (parlo ovviamente di volumi relativamente nuovi, come One Piece) vengono venduti a prezzi di copertina. A questo punto non li compro in fiera, ma nella fumetteria di fiducia (che spesso fa anche sconti ai clienti affezionati). Metti tutto al 15%-20% di sconto, vedi come vanno via. Proprio OP: c'è uno stand che vende i volumi della NE a 2€. Se ne avessi avuti più dei soli due che mi servivano gli avrei svaligiato lo stand.
    Ovviamente questa è una riflessione da "esterno", ne viene che non posso sapere quanto effettivamente questa politica sia applicabile, ma rimane il fatto che venire in fiera e trovare gli stessi prezzi di fuori mi lascia molto perplesso.

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    1. Eh... ti piacerebbe.
      In primis: sconti superiori al 15% sono fuorilegge.
      Poi: gli sconti erodono il già esiguo margine di un negozio.
      Ho calcolato, infine, che la fiera si mangia il 20/40% dell'incasso: coi margini che ha la fumetteria, vendere con anche un po' di sconto, significa vendere in perdita.

      Ho notato che, proprio a romics, c'è - poi - la pratica di chiedere sconti "pesanti". Brutta abitudine, prettamente romana...

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  3. SEcondo me lo sconto va' chiesto e come.. 40,00 euri per una fanzine nn sono pochi e quindi ovvio che lo chiedo..
    Cmq io sono stato a romics oggi e nn vi dico il bordello ..e' organizzato malissimo e l'ingresso in fiera e' gestito da schifo!!
    Non vi dico per uscire cosa ho dovuto fare.. dovrebbero dividere i cosplay dai fumetti.. che so' fare due fiere separate, cosi' e' un bordello e nn te lo godi nemmeno.
    Abbasso romics gestita in questo modo

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    1. "lo sconto va chiesto": tipico atteggiamento romano, da "quanto o' fai?"...
      come tipico è l'altro - brutto ed illegale - comportamento dei venditori, che non prezzano nulla.
      entrambi possono trovar posto in un mercatino, non in una fiera.

      non so cosa sia la fanzine a 40 "euri".

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  4. Scusi ma lei di dove e'??Ma come si permette di giudicare un "tipico comportamento romano" come dice lei soltanto perche' uno chiede un po' di sconto? che male c'e?
    Lo sa lei che lo sconto a me lo hanno chiesto anche persone di Milano , di Bergamo e di Brescia e uno di loro nemmeno me lo voleva pagare su ebay??Ed io ora quindi dovrei forse dire che questo e' un tipico atteggiamento da milanese?? Ma si rende conto delle sciocchezze che dice..???
    E si informi, una fanzine e' una rivista...
    Andrea

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    1. Alessandro Duca7 ottobre 2013 11:29

      Andrea, non ti arrabbiare ; )
      Antani Comics con "non so cosa sia la fanzine a 40 "euri"" si riferiva al fatto che non sa che tipo di Fanzine possa costare € 40 e che sicuramente non l'aveva lui in vendita.
      Poi ha ragione che è un tipico atteggiamento romano (non scrive esclusivo, ma tipico).
      Certe volte ci comportiamo proprio da accattoni ; )
      Te lo dice uno che è romano da quarantun anni.
      Poi è normale che tutti chiedano un po' di sconto, ci si prova sempre, no?
      Personalmente, comunque, no.
      Mi da fastidio se qualcuno me lo chiede (per le cose che vendo su eBay) e mi da fastidio chiederlo.
      Se il prezzo è esposto e non mi convince, neanche mi avvicino allo stand.
      Tutto qua.

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    2. il problema non è CHIEDERE. è pretendere.
      ecco: questo è un atteggiamento tipicamente romano.

      posso dirlo dall'alto delle 20 fiere che ho fatto a roma?

      grazie

      ps: la fanzine... di quale fanzine parlavi?

      pps: grazie, alessandro. Quello di non esporre i prezzi è un vizio del nostro settore. brutto.

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    3. Alessandro Duca7 ottobre 2013 12:07

      Francè... (lo vedi so romano anch'io!)
      Sabato sono stato a Romics ed ho notato il tuo sgabellino con "offerta libera".
      Ho notato anche che mancava la spilletta di Lanterna Verde!
      Ecco...
      Mi sono avvicinato allo stand...
      Ho preso due brossurati (al 50%) ed uno spillato (ad 1 Euro) (tutto Planeta) ed ho chiesto...
      ...
      ...
      ...
      se per caso l'avevate da un'altra parte
      (la spilletta eh...)
      Ma purtroppo no...

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    4. caro anonimo romano offeso, posso dire di non aver fatto 20 fiere a roma come espositore, solo una quindicina, quest'anno sono mancato al romics ma ne ho fatti vari, e ho superato il centinaio di fiere in altre parti d'italia.
      ti posso assicurare che è tipico delle fiere a roma il pretendere lo sconto.
      al livello del tizio che arriva, correndo perchè ha visto qualcosa che gli interessa, passa 5 minuti a lodarlo, dire che è esaurito e lo cerca da anni, al sentire il prezzo (quello di copertina) chiede lo sconto e se ne va se non lo ottiene.
      francamente io metto un prezzo sui miei volumi, se a uno gli sta bene lo prende, altrimenti no, gli sconti sono da valutare a seconda degli acquisti cumulativi, di offerte particolari, di rarità e di quanto ho pagato un determinato prodotto.
      mi sono anche accorto di una cosa, conseguenziale agli sconti obbligatori, lo stand vicino al mio, con alcuni oggetti che avevo io, prezzati anche il doppio di quanto li facevo io li ha venduti prima, perchè faceva lo sconto.
      e il cliente medio era soddisfatto di comprare da lui, perchè gli faceva lo sconto, mentre io facevo brutta figura a non fare sconti.
      forse non sono bravo nel marketing, ma non mi va di prezzare un fumetto 10 euro (quando allo stand dell'editore era disponibile al prezzo di copertina di 6 euro) per poi scontarlo a 8, io lo vendevo a 6 ovviamente, e non sono stati pochi i clienti che se ne sono andati perchè non hanno ricevuto lo sconto.
      per fortuna i più furbi sono tornati dopo averlo visto a 10 allo stand vicino

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  5. @ale: mai avuta, quella spilletta! Mi spiace!

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  6. Roma campa sul gioco al ribasso e, purtroppo, in tutti i settori e in ogni contesto sociale (ci vivo)...è sempre bello trovare qualcuno che abbia coscienza sociale e che non si ponga al di sopra degli altri, sentendosi pure molto sveglio...è divertente, invece, vedere quando certi romani escono da Roma e sbattono la faccia sul resto del mondo. Un modo di vivere molto speciale, senza rispetto delle regole, peccato funzioni solo lì ;)

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  7. Se Roma ed i Romani vi infastidiscono, potete sempre non esporre al Romics ma farlo solo altrove. Se i prezzi per gli espositori sono alti, non esponete, disertate in massa il Romics ed improvvisamente esporrete a metà prezzo. Il fatto che invece continuate ad esporre, vendere e lamentarvi di chi vi porta quel poco denaro che gli è rimasto in tasca al punto da infastidirvi se uno 'pretende' lo sconto, lasciate perdere, non è il mestiere che fa per voi. Vi rammento che c'è una crisi totale in italia, magari da Firenze in sù un pò meno...Andate ad esporre lì, dove c'è il wi-fi e siete tutti più contenti...Invece no, sempre al Romics per poi lamentarsi. Dovreste essere più corporativi ma non lo siete..Vi fate concorrenze spietate tra stand per 50 centesimi, vi boicottate a vicenda, guardate con invidia e gelosia per poi criticare il consumatore che 'pretende' lo sconto?? Cosa significa pretendere? Siete costretti a farlo? Assolutamente no. Non vendete se non ai prezzi che dite voi, così il problema è risolto! Insomma, per concludere, è molto offensivo da Cliente sentire certi commenti e di sicuro quì in mezzo qualcuno riceverà pessima pubblicità, così i Romani staranno a ttenti a non scontentarlo con richieste ASSURDE tipo uno sconto. Lo toglieremo dall'imbarazzo :)

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    1. Caro Anonimo, grazie dell'intervento, che mi permette di chiarire alcune cose.
      -Si, il comportamento - di alcuni - è davvero fastidioso. Ma è il mio lavoro, e ci vuole altro per scoraggiarmi.
      -I prezzi per gli espositori sono alti. E hai ragione sul mancato corporativismo, figlio - in parte - della mancanza di professionalità nel settore. Però con me sbagli destinatario. Dopo aver avuto qualche delusione, saltai l'ultima edizione alla vecchia fiera, perché non più remunerativa. Alla nuova provai, con risultati alterni, talvolta buoni. Ogni anno ho tagliato le spese, ma sotto un certo minimo non si può andare.
      Disponibilissimo ad azioni "corporative", o a non prendere lo stand. Ripeto: l'ho già fatto.
      -La crisi la conosco, visto che non ho uno stipendio, ma vivo della mia attività.
      Stai tranquillo. Purtroppo.
      -"pretendere": se non l'hai visto o sentito, non puoi capirlo. "Chiedere" è una cosa. "Pretenderlo" è quasi una violenza.
      Guarda, ne avrei di cose da raccontare in merito, ma ti confermo che c'è una eccessività nel modo di porsi. Ed è essenzialmente a Roma...

      Non capisco perché offendersi, se non si è autore dei comportamenti di cui sopra...

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  8. in risposta all' anonimo che scrive "caro anonimo romano offeso..."
    Io nn so' come funziona in altre fiere, nn metto il becco e nn mi interessa farlo. Non voglio giudicare chi pretende uno sconto in quanto non so' in che modo viene preteso uno sconto, pero' so' perche' chiedere uno sconto.. ripeto , e' un momento difficile per molti, i soldi sono pochi ma in fiera vedo materiale che ha prezzi molto gonfiati rispetto al reale valore degli oggetti..quindi perche' non cercare di trovare un compromesso con chi vende? Io non pretendo lo sconto bensi' io chiedo lo sconto.. questa e' la differenza.

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    1. appunto.
      tu lo chiedi.
      ti assicuro che quando dimostro insofferenza verso chi pretende, è perché c'è davvero della maleducazione...

      io con la crisi non ho chiesto sconti a chi lavora per me...

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  9. E infatti pretenderlo e' sbagliato. Su quello mi trovi d'accordissimo con te'.

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