domenica 27 novembre 2016

#BlackFriday: quando il #costo non è il #valore

Il “Black Friday”, è una sorta di anticipo dei saldi, una tradizionale giornata di sconti nata negli Stati Uniti, dove si tiene il giorno dopo la festa del Ringraziamento. 


In Italia, negli ultimi anni, ha preso piede la "moda" del Black Friday, grazie soprattutto a grandi siti di vendita online, che danno il "la" con offerte spesso impareggiabili da parte del piccolo commercio.

Qualche giorno prima - è un periodo lavorativo un po' complesso, nel quale si faticano a programmare per tempo diverse cose - avevo ragionato il modo per "aderire", partorendo una offerta per la mia clientela. Faccio presente che il nostro negozio fa continuamente proposte mirate, investe in promozione e da un servizio completo ai propri clienti, ideando spesso eventi con autori, ed aderendo a tutte o quasi le promo che sono in giro, per fare in modo che chi compra qui, potenzialmente sia messo in grado di avere tutto, e nel modo migliore.
E questo è un "servizio", che vale più di uno "sconto".

Come dicevo, ho ideato una promozione, anche abbastanza interessante.
Poi, però, mi sono trovato a fare alcune valutazioni.

Il mio negozio ha un piano rialzato, con diverse scaffalature, contenente migliaia e migliaia di fumetti in offerta: metà prezzo o un euro, in linea di massima. Nell'ultimo mese e mezzo, abbiamo investito tempo e lavoro per allargare e risistemare tutta la zona, e a breve il lavoro sarà completo: e di roba interessante ce ne è, basta darci una occhiata.

Nel frattempo, è attiva una promo sul materiale dell'Editoriale Cosmo, con il 25% di sconto, sono appena finite quelle su Rizzoli e Coconino, e poco più di un mese fa c'è stata quella su Bao.

Tutte queste cose, anche se non sembra, hanno un costo - se non altro - di tempo, per organizzare e pubblicizzare l'adesione, e spesso riassortire il materiale (che, se già presente in negozio, viene venduto con l'extrasconto senza esser stato acquistato con lo stesso margine!): costi che a volte non vengono assorbiti, perché non è raro che una promo sia quasi totalmente ignorata!

E lo stesso vale per gli incontri con autori: circa uno al mese da quando siamo "nati", come negozio. Allo stesso prezzo del costo di un fumetto, è possibile averlo autografato, e con un disegno dell'autore!

Queste considerazioni, sono arrivate nel momento in cui leggevo anche quanto scriveva l'amico e collega Giuseppe Palmentieri:

Volevo comprare un libro credendo fosse bello.
Sono andato in libreria e il mio libraio di fiducia mi ha fatto cambiare idea...
Ho comprato un altro libro e sono contento anche se ho speso qualche euro in più.
Mi ha offerto pure il caffè.
Altro che #blackfriday
Il #costo non è il #valore

Ora, so che il Black Friday non è altro che un momento per fare offerte, ma possibile che il mio lavoro debba ridursi - e vale anche per gli esempi che ho fatto prima - ad abbassare il prezzo che il cliente paga per il mio lavoro, ed a farlo il più spesso possibile? Quale è il valore che do alle ore che passo in negozio, ed a casa di notte a lavorare?
E' possibile che sia tutto riducibile a questo simbolo, "%", messo dietro un paio di cifre, con margini ridottissimi, così che possa svendere le cose che già normalmente venderei ai miei clienti?

Non mi piace questa logica, e per questo non ho voluto partecipare alla ressa del Black Friday: motivo per il quale, da anni, non faccio acquisti online, dando spazio e soldi a portali che sfruttano il lavoro dei propri dipendenti, moderni schiavi, pagano altrove le tasse, e godono di benefici che io non ho. E, per rimanere nel mio settore, siti di editori che fanno sconti illegali in Italia, solo nel nome di un Black Friday che da noi conta meno di nulla.

Più che una presa di posizione netta, questa è una risposta irritata a chi non capisce che il prezzo di quello che paga, spesso non è il valore di quel bene: che un servizio - che visti i tempi può essere già il solo investire nell'avere QUEL prodotto disponibile! - ha un costo ben maggiore del semplice controvalore in denaro.

Magari ne riparleremo...

7 commenti:

  1. Non spesso.
    Il bello è qui: una o due volte l'anno, e la gente si scanna.
    Perché è vero quel che ha detto il tuo collega, ma è anche bello poter avere fumetti a un euro (e Terni è lontana, cazzarola).

    Moz-

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    1. sicuramente si.
      Ma, offerte a parte, penso tu possa capire che, sia per te che per me, non può essere una regola, no?

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    2. Magari solo per quel venerdì dell'anno potrebbe diventaro. La gente (la massa) se lo aspetta, tu stai al gioco, e tutti son contenti^^

      Moz-

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    3. preferisco non avere un giorno fisso. Conoscendo larga parte della mia clientela, non spenderebbe per un mese, per sfruttare quel giorno. Meglio offerte "casuali"...

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    4. Ahaha e allora no, non ti conviene... Hai ragione XD

      Moz-

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  2. Come non essere d'accordo? Io ho un'attività differente (vendo giochi) ma mi trovo a gestire una situazione analoga con in più la questione delle associazioni da che da una parte si aspettano che tu faccia loro promozione o mandi gente, dall'altra hanno soci che sono pronti a mollarti per una manciata di euro un meno. Visto che fare promozione è un valore aggiunto alla vendita, se la vendita non c'è salta anche il valore aggiunto.

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    1. concordo appieno. Senza ragionare sul fatto che... se vendo di più, come "pezzi", ma faccio lo stesso fatturato, per via degli sconti, avendo un margine più basso, i costi incidono di più...

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