lunedì 16 marzo 2015

Torna... Spider-Man 2099 (o ZOGIGI?)

Chiariamo subito: cosa è L'Uomo Ragno Zogigi?
Il tutto mi è stato chiarito dal buon Cerri, cliente di vecchia data e "collaboratore grafico" di questo blog e di Antani Comics, che per anni, da piccolo, ha letto come ZOGIGI questo logo qui sotto?
Come dargli torto?
E... come continuare a leggere questa recensione, che già sembra poco seria dall'incipit?



Quando apparve nei primi anni novanta, la linea 2099 della Marvel sia per qualità (rapportata all'epoca), che per l'idea di fondo, fu un po' quello che poi divenne il mondo Ultimate negli anni duemila: un universo alternativo, realizzato dai migliori autori, allo scopo di far avvicinare nuovi lettori ai personaggi della Casa delle Idee.
Ci avevano già provato con il New Universe a metà anni ottanta, senza esito.

Con il 2099, invece, la risposta fu diversa.
Al di là di alcune serie, di qualità altalenante e dalla vita breve, Spider-Man 2099 si segnalò subito per l'interessante versione alternativa del personaggio, che sotto la maschera era lo scienziato Miguel O'Hara, totalmente slegata dall'originale, e per l'intreccio da telenovela che lo scrittore, il geniale Peter David, seppe imbastire.
Coadiuvato per gran parte della serie (46 numeri totali) dall'eccezionale Rick Leonardi ai disegni, Peter David imbastì un gioiellino, ancor oggi ricordato dai più, insieme al Ghost Rider di Kyle Hotz, ed al Doom/Dr Destino di Warren Ellis.

In Italia, la Star Comics nel 1992, lanciò la serie Marvel 2099 (con Spider-Man, un trashissimo Punisher, il Ravage di Stan Lee e, appunto, il Doom che inizialmente era scritto da John Francis Moore) con pochi mesi di ritardo rispetto agli USA. All'epoca, quando eravamo abituati anche a sette-otto anni di distanza dalle pubblicazioni originali, fu una vera novità, ripagata - si disse - con vendite da record: per la prima volta da venti anni, usciva da noi una serie Marvel con personaggi realmente nuovi, e priva di agganci con storie precedenti.

Con la nascita di Marvel Italia, nella primavera del 1994, la serie continuò sotto l'egida del nuovo editore.

Dopo trenta numeri, la testata chiuse, insieme alla sorella più giovane X-Men 2099, per fare spazio a 2099 AD, nella quale si dava spazio alle serie superstiti per lanciare il mega evento che vedeva Destino dominare il mondo. Alcune serie, sin da subito trovarono spazio sul bimestrale 2099 Special, che ospitò anche dei fuoriserie di Spider-Man.

Dopo un anno, 2099 AD chiuse (col numero 13), e lasciò il testimone a 2099 Special, che ci lasciò col numero 17.
Ancora oggi, rimane inedita la chiusura della linea 2099, Manifest Destiny del 1998.

Negli ultimi anni, la qualità era nettamente scesa, un po' come accade oggi per l'Universo Ultimate, che comunque, tra lanci e rilanci, è durato molto di più.

Recentemente, Panini Comics ha proposto due volumi della serie di Peter David, e il primo (annunciato il secondo) del Doom di Warren Ellis, per la linea Marvel Gold: consiglio di recuperarli tutti, o in alternativa di prendersi almeno i primi venticinque numeri italiani de L'Uomo Ragno 2099, che si trovano sicuramente a buon prezzo nell'usato. Non dimenticate lo zero, perché contiene gli episodi di esordio delle prime serie, Spider-Man incluso.




Pochi giorni fa, invece, è iniziata (in appendice a L'Uomo Ragno 622, con una cover variant ad hoc) la pubblicazione della nuova serie di Spider-Man 2099.
Sempre scritta da Peter David, ma con disegnatori non all'altezza di Rick Leonardi (che comunque tornerà!), ci presenta un Miguel O'Hara che si ritrova a vivere nel presente, dopo gli eventi di Superior Spider-Man.

Ho letto i primi numeri in edizione originale e devo dire che, pur non partendo fortissimo come la prima serie, è molto interessante. L'arrivo di Rick Leonardi, poi, potrebbe dare quella spinta dal punto di vista grafico, che potrebbe portare al salto ti qualità.



Una riflessione sugli universi "alternativi": forse, oggi, questo espediente non serve più.
Ultimate, New Universe, 2099: ci sono talmente tanti e tali rilanci, numeri uno, starting point, che, più che avvicinare i nuovi lettori, la Marvel, come la DC, dovrebbe pensare prima a trovare un modo per trattenere i vecchi...

6 commenti:

  1. Ciao, mi chiamo Umberto Zogigi. Questo articolo mi lusinga e mi invoglia ad iniziare la procedura in Tribunale per cambiare il mio cognome in 2099. Grazie.

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    1. se è vero, sei un genio :)

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    2. E' vero. Grazie. Ma dalla prefettura mi dicono che il cognome non può essere un numero, quindi dopo l'iter diventerei Umberto Duemilanovantanove. Una vera noia se dovessi firmare per esteso. Mi tengo Zogigi!
      Ho mostrato il logo "2099" ad alcuni colleghi: nessuno ci legge 2099! I più arditi ci vedono un ZOPP!

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    3. e sia l'uomo ragno ZOPP! c'è un ascolto un Umberto Zopp?

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    4. No, però pensavo, hai presente quando quel vecchio porco di Morrison Grant ha visto nella "X" di Arma "X" il numero romano dieci e di lì sono usciti fuori "il mondo", Fantomex, Weapon Plus ecc.? Secondo me uno script sul Progetto Arma Zogigi si può realizzare. Però ci vuole un autore coi kontro.

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    5. Sicuro sia di Morrison, l'idea di X come 10?
      Detto questo... potrebbe essere interessante :)

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