venerdì 20 dicembre 2013

Fumetti & Tormenti # 6

(La rubrica fatta col culo, ma per palati fini!!)

a cura di tetsuyatsurugi


Fine dell’anno, con annessa fine del mondo un po’ in ritardo rispetto ai Maya, e tempo di bilanci, tutti in rosso chiaramente; questa simpatica rubrichina, piccina picciò, mantiene fede al suo titolo roboante e causa al sottoscritto veri e propri patimenti (ovvero Tormenti) quando gli tocca rivedere la situazione italiana delle Nuvole Parlanti (ovvero i Fumetti), ad ogni nuova puntata, gettandolo puntualmente nello sconforto più totale.

Purtroppo bissare i propri successi con puntate sempre migliori (sparandole sempre più grosse) non è facile, eccomi quindi piombare sempre più spesso in un limbo impalpabile affollato di spunti balordi cui attingere, ma sono talmente tanti e talmente balordi che fanno paura, dato che maneggiarne anche solo uno sarebbe pericoloso per chiunque.


Gli abissi di follia editoriali illustrati sapientemente
dal grande Karel Thole!

Spesso però manca il detonatore, la cazzata micidiale che si erga sopra le altre e che dia l’avvio al tutto, che come una reazione a catena in un colpo solo metta ordine in tutto questo casino che è l’editoria a fumetti nostrana e le sue aberranti iniziative cazzone, generando un’unica mega puntatona che ribalti le medesime cazzate verso le case editrici che le producono, ritornandogliele indietro (ma che bell’italiano che sfoggio, chissà chi me l’ha imparato?).

E anche questo mese il miracolo è avvenuto (alleluja! Al pelo proprio, stavo quasi per rinunciarci!), con la Lion che superando se stessa ha annunciato la nuovissima iniziativa del 2014, giusto per cominciare bene l’anno nuovo, ovvero i cofanetti in truciolato di finto faggio misto cartapesta (montati con le chiappe di sapienti maestri artigiani) per raccogliere gli absolute di Watchmen e Before Watchmen (che soprattutto di questi, ce n’era TANTO bisogno, ma tanto tanto veramente).


Intanto spariamoci le pose perché già nella nostra primissima puntata (la seconda se contiamo il numero 0 con Siamo alla Frutta), profetizzavamo futuri distopici con le sinistre “variant bara” (all’incirca di un metro per due), dove venire seppelliti una volta blisterati in opportune buste da collezionisti, la fine ingloriosa ma meritata per ogni appassionato di fumetti italiano che si rispetti; ecco quindi che il cofanetto di cui sopra, con tanto di variant perché pare avrà pure due motivi diversi incisi (e chissà perché in base a quello anche due prezzi diversi), è di fatto un ottimo contenitore per le proprie ceneri, che invece di essere sparse al vento ora potranno addirittura ambire a degna sepoltura inscatolate dentro il cofanetto in legno tarlato della RW.


La famigerata variant bara
su Vault of Horror 35 del 1953!

Dal suo esordio, non c’è stata un’iniziativa che fosse UNA della Lion che non abbia avuto dei problemi, un vero e proprio record, ovviamente negativo, ma con questa credo che abbiamo raggiunto l’apice, visto che già mettono le mani avanti circa i tempi di consegna e non garantiscono al 100% nemmeno l’elenco delle uscite, il numero di pagine e il prezzo di ogni volume, data la mastodontica proposta e le evidenti difficoltà di assemblaggio dell’intera opera.

In assoluto ordine sparso, ci permettiamo di rimembrare a tutto il nostro folto e attento pubblico, alcune delle fallimentari proposte passate:

_le Maschere dei Gufi ottenibili solo attraverso complicatissimi sistemi di pre-ordine e mandate alle fumetterie in netto ritardo a saga ampiamente conclusa (rivelatesi poi pezzacci di plastica dalla dubbia provenienza, sprovviste pure dell’elastico anche perché rischiano di rompersi se glielo metti).

_le discutibili “stampe”, vere e proprie pezzi da collezione, inserite (e piegate) a mano dentro i Mega da cui sporgevano poi abbondantemente fuori (rovinandosi ulteriormente).

_le altrettanto discutibili “litografie” sempre da collezione (tirature talmente limitate che nemmeno le hanno numerate), rilasciate mensilmente dall’inizio del 2013 ai fumettivendoli più temerari, dopo altri complicatissimi ordinativi (la prima non era plastificata, dalla seconda si ma con le bolle, per cui evidentemente visto che non gli venivano tanto bene, dalla quinta sono tornati a non plastificarle, dalla sesta ho mollato io per sfinimento…e il mio fumettaro me le elargiva GRATIS!).

_gli altri allegati a Mega, sempre inseriti a mano dentro le copie, oppure mandati a parte ai fumettivendoli che si aggiustino un po’ loro, con mezzi propri, nell’abbinarli al catalogo, con l’aggravante di averli mandati talvolta pure in ritardo rispetto al catalogo medesimo (o viceversa, di averli mandati in tempo ma col catalogo in ritardo!).

_I cofanetti delle serie mensili che dopo il primo anno sono inviati senza cellophanatura e con gli albi, variant, inseriti a mano all’interno sempre dai fumettivendoli più volenterosi (in pratica, una casa editrice geneticamente incapace di blisterare uno straccio di allegato); non si contano poi quelli che arrivano graffiati, bollati, in qualche modo già segnati (o non incollati proprio perfettamente), plastificati a loro volta con le bolle ecc., insomma, veri e propri oggetti degni del collezionista più sfegatato (e cecato pure come una talpa se non se ne accorge).

Sorvoliamo poi sul discreto numero di albi e volumi annunciati che settimanalmente subiscono sistematicamente dei ritardi (ma sempre recuperati entro due settimane eh, se non è efficienza questa…), sulle copertine degli albi spillati che spesso presentano anche loro una plastificazione con le bolle (aridaje!), sulla resa dei colori che talvolta va e viene (più va che viene), le pagine attaccate (o mal rifilate, o spiegazzate), e ho sicuramente dimenticato qualche altro particolare scabroso per strada, potrei infatti allestire almeno tre/quattro puntate solo elencando tutte le loro brillanti iniziative già naufraganti fin dagli annunci e/o le varie realizzazioni poi rivelatesi di bassa qualità, per farci tutti grasse risate (mitico tetsuya, ma quanto li hai presi in giro! In realtà, ho fatto solo un copia/incolla dei loro comunicati e descritto i loro “prodotti”…).


Rorschach 1 con autografo di Lee Bermejo...
ha aumentato il valore dell'albo o l'ha
drasticamente deprezzato?
Manco quando porta degli autori,
la Lion va bene...

Quello che mi fa più incazz…ehm, volevo dire quello che mi fa più girare i coglquello che più mi stupisce, di fronte ad un annuncio del genere con tanto di cofanetti in legno da quasi 100 Euro, è che una casa editrice che dal suo esordio ha fatto della confusione e della resa tipografica scars…ehm, balord…ehm, scaden…ehm, diciamo leggermente discutibile, la sua bandiera, dallo status di venditore di porchetta da cui era partita ora pensi di essere il baluardo degli editori di qualità e quindi pure credibile quando spara annunci, sempre contortissimi (come al solito), di questo tenore. Perché visto il suo esaltante ruolino di marcia di cui sopra, l’unica cosa lecita da aspettarsi è che scippino dei pezzi di legno dalle cassette di frutta e verdura al mercato e ci facciano poi le serigrafie usando delle caldarroste.

Da notare che al momento l’unica cosa certa è (a malapena) il costo, il resto è tutto nebuloso, anzi palesemente contraddittorio; il cofanetto in legno pregiatissimo in realtà già sono due, perché i motivi incisi sopra divergono, ovviamente come saranno non si sa ma uno costa più dell’altro, basta sceglierlo a capocchia e tutti sono contenti, inoltre pare a loro volta siano contenuti/contenibili nella temibile scatola di Rorschach, quella che ti manda direttamente al manicomio con tanto di test delle macchie in omaggio.


La clinica nella quale si rischia di finire a furia
di dare retta alle iniziative della Lion...

Quindi ste caz di scatole quante sono, tre?

Di cui due diverse per contenere i volumi e una uguale che a sua volta contiene (una de) le prime due?
(siamo addirittura oltre le variant dei cofanetti, ma al cofanetto per cofanetti!!!)

Poi c’è il paletto dell’acquisto obbligatorio dell’opera completa, mica cazzi (e mica scemi), senza la quale non ti danno i cofanetti; infatti poi ti vendono il cofanetto con il primo volume oppure il cofanetto vuoto…ma se uno lo compra vuoto poi che cavolo se ne fa?

Ci deve mettere dentro comunque i volumi, e allora che cacchio li vendi vuoti, che poi in teoria non dovresti nemmeno mandarlo al fumettaro visto che è la serie completa che vuoi vendere?!

(Ok, diamo per scontato che tanto i cofanetti saranno pronti dieci mesi dopo l’uscita dei volumi, per cui per forza dovranno venderli vuoti, e comunque loro mandano sempre la roba spaiata che poi l’abbinamento se lo fanno a mano le fumetterie, così uno può comprarli con comodo per la propria cremazione senza l’impiccio di trovarci i volumi già dentro).

Ma non basta, una volta sottoscritto col sangue un contratto che ti lega indissolubilmente alla RW per otto mesi in cui sei obbligato a comprarti il cofanetto e gli otto volumi absolute (in realtà l’inculata se la becca il fumettaro se per caso qualcuno prenota e poi cambia idea o si da alla macchia, qui devono farsi pagare in anticipo come minimo o farsi dare una cospicua caparra perché si parla di un bel mucchietto di soldi), questi volumi non saranno ASSOLUTAMENTE mai acquistabili in altri modi, a parte l’absolute di Watchmen che essendo un arretrato della Planeta evidentemente è ancora disponibile in un discreto numero di copie (eppure le prime edizioni non dovevano essere esaurite da tempo?).

Bene, peccato che al fondo del comunicato si affermi nientemeno che :

Infine i 9 volumi che compongono quest’opera (8 DC Absolute Before Watchmen + DC Absolute Watchmen) potranno essere acquistati in blocco anche successivamente, raccolti in un bellissimo Slipcase telato (fornito in omaggio) o tramite l’acquisto dell’edizione completa del cofanetto in legno.

In pratica un controsenso dopo l’altro; l’opera la puoi acquistare SOLO completa e SOLO col cofanetto, per cui vendono anche i cofanetti vuoti, che tanto poi devi riempire, oppure col primo volume dentro che tanto...da qualche parte lo devi cominciare a riempire, poi SOLO l’absolute di Watchmen sarà disponibile singolarmente da solo anche successivamente…ma anche tutta l’opera però con un contenitore diverso, ovvero una custodia “telata”…oppure te la ricompri coi cofanetti di legno che…dovrebbero essere avanzati dalla prima edizione limitatissima…che però è talmente limitata che sarà fatta solo in base agli ordinativi…che però forse faranno in qualche copia in più per poterla vendere anche dopo…sia coi cofanetti in legno…sia con un cofanetto in tela…oppure ti pigli fin da subito un cofanetto vuoto (così ci metti le tue ceneri)…oppure aspetti dopo tutta sta buriana di pigliarti solo l’absolute di Watchmen…che però in primissima edizione Planeta era pieno di refusi, che solo dalla prima ristampa sono stati corretti (che dovrebbe essere comunque questa, ma a sto punto chi ci mette la mano sul fuoco?).

Io poi avevo addirittura sentito che l’edizione corretta era la seconda ristampa, che però non aveva più la copertina con lo smile insanguinato bensì quella della foto di gruppo dei protagonisti in costume, ma tant’è, qui dovrebbe venire omaggiata (!?) agli acquirenti di tutti gli altri volumi, e come si suol dire a caval donato non si guarda in bocca; certo, chi per sbaglio volesse comprarsi solo un absolute o due delle mini che gli sono più piaciute di Before Watchmen, per ora si attacca al tram, ma sono certo nel 2015 tireranno fuori dei volumi con copertina variant per accontentare anche questa tipologia di clienti debosciati…


Questo può essere l'Absolute di Watchmen I edizione
Planeta coi refusi, oppure la prima ristampa corretta
(ma con la stessa copertina)...

... oppure l'unica edizione veramente corretta è questa...
forse che si...forse che no...tanto dovrebbe essere
in omaggio... tanto la Lion è affidabile...
tanto chi se li compra è scemo...

In definitiva…una fantozziana “cagata pazzesca” come l’ha definita (giustamente), un commentatore del blog, e dico non tanto per l’idea, quanto per il contorto mega piano (diabolico) dell’opera, la credibilità dell’editore visti i precedenti e la conseguente comunicazione a lettori e fumetterie, degna effettivamente di un individuo la cui lucidità mentale è fortemente in dubbio.

Ma forse la cosa peggiore è che, probabilmente, l’unico modo per avere una serie di volumi decenti dalla Lion, devi pagarli come minimo un centinaio di Euro, e soprattutto sciropparti un accessorio indispensabile (e carissimo) quanto dei retrorazzi da montare su un flipper.

E c’è da tremare al pensiero della controffensiva della Panini di fronte a queste scatole di legno (già amabilmente ribattezzate dal sottoscritto box-fine-ti-monto!), con l’altro asso firmato Alan Moore nella manica che hanno, ovvero Miracleman, che a questo punto sono veramente obbligati moralmente a spremere come una piantagione di limoni (come già ampiamente vaticinato nella scorsa puntata).

Abbiamo fatto i meritati complimenti alla Lion, anche se in realtà ha fatto tutto lei, alla Panini è toccato la scorsa volta, anche se in realtà se la sono proprio cercata, diciamo due paroline anche sulla Bonelli che a questo punto se le merita pure lei e così rimpinguiamo questo consuntivo di fine anno; noi supportiamo una certa tesi, ovvero della fine prossima ventura del medium Fumetto così come siamo abituati a conoscerlo su carta, per un suo progressivo assorbimento nell’ambito digitale, non un auspicio né un augurio, semplicemente una previsione basata su diversi dati (già toccati nelle scorse puntate).

La Bonelli, lambita anch’essa dalla crisi generale, ha perso per strada diversi lettori negli anni, mantenendo però lo status di principale casa editrice italiana di fumetti, anzi praticamente è l’unica (assieme all’Astorina e  alla Disney, ora paninara), a produrre da sé i suoi fumetti, ed è quindi vittima paradossalmente di se stessa; la casa editrice di via Buonarroti infatti ha mantenuto fino a pochi anni fa un’impostazione delle storie decisamente pedante, paludata, talvolta condite con dialoghi pesanti e prolissi (o prolissi e pesanti, fate voi), certamente un po’ retrò ma soprattutto scritte preferibilmente per degli idioti patentati che se non gli spieghi tre volte le cose con tanto di disegni davanti è probabile che non capiscano.

Adesso cerca di rimontare un po’ la china, ma purtroppo può fare la corsa solo su stessa, perché i concorrenti diretti sono tutti defunti e manga e supereroi non allacciano le scarpe, come venduto, nemmeno all’ultima delle sue collane.

Quesito irrisolvibile, ma se per anni la testata principale (e lo è comunque ancora), ovvero Tex, è stata scritta da un Nizzi illeggibile, che caratterizzava Tex e Carson uno come la badante dell’altro, mettendo sistematicamente sullo sfondo tutti gli altri comprimari a partire da Kit e da Tiger Jack, fino quasi a farli scomparire anche quando erano presenti nelle storie, adottando una tecnica di scrittura così spiegazionista che i personaggi dovevano commentare anche “l’assurda” presenza di un cactus in mezzo al deserto, è verosimile pensare che il calo delle copie negli anni sia dovuta SOLO ed UNICAMENTE alla crisi economica?

Oggi 200.000 copie mensili per l’inedito sono comunque tantissime, meglio addirittura di tirature di mensili come Batman o Spider-Man in America (con l’aggravante che là sono il quintuplo come popolazione), e se guardiamo solo agli ultimi anni la percentuale di copie perse pare sia pochissima, ma solo qualche decennio prima le tirature erano ben altre, visto che si arrivava a toccare anche il mezzo milione di copie (!), e andando ulteriormente indietro nel tempo le cifre di venduto erano ancora più alte (!).

E’ normale che solo negli ultimi anni ti hanno eroso più della metà dei lettori (dopo averne persi molti altri già prima), però stappi lo spumante lo stesso visto che Tex rimane il più venduto (soprattutto nei confronti di un “resto” che ormai vende poco o nulla)? 



Dylan Dog giustamente si chiede che fine
ha fatto Babbo Natale, per la testata infatti la pacchia
è finita da un pezzo... (Dylan Dog 196)

Perché qui finisce che tra un po’ non venderà più abbastanza nemmeno lui, altro che tirare su anche Dylan Dog, che se adesso è ancora sopra le centomila copie, comunque in discesa e vedremo se servirà a qualcosa la cura Recchioni, all’epoca del botto nelle edicole tra gli Anni ’80 e ’90 si arrivava a tirature veramente da far paura, 700.000/1.000.000 di copie (anche se penso comprese le ristampe), mica cazzi.

E ti svegli quando sei a 100.000?!


Aspetta ancora un po’ va, che non si sa mai.

In fondo una volta i fumetti anticipavano mode e tempi, venivano addirittura sequestrati e processati in tribunale, da tanto scalpore che destavano, ma oggi francamente non so se c’è ancora margine, se ci sono di fatto le condizioni reali per chicchessia, di imbroccare un fumetto che spacchi così l’opinione pubblica; ci sono troppe alternative (e troppo allettanti) perché possano capitare ancora casi alla Diabolik o alla Dylan Dog che facciano quelle belle tirature di una volta (a suon di centinaia di migliaia se non milioni di copie!), e che inaugurino intere stagioni del fumetto e pure ricche di epigoni.


I begli epigoni di una volta, altro che Diabolik,
Cobrak spaccava di brutto, mica cazzi...

Incazzato nero perché travolto da una motoretta
(che gli ha stampato il segno dello pneumatico sopra),
anche Demoniak non faceva sconti a nessuno.

E che dire del mitico Oltretombola (!), con quel misto di sesso
e morte, scheletri e patonze in copertina,
altro che la Bonelli... (da Oltretomba Gigante 37)

E che crossover signori, Zora con Sandokaz,
no, dico, SANDOKAZ! (da Zora 34 del 1976!)

E tanto per dire, Orfani pare che dopo tutto quel popò di battage pubblicitario non abbia smosso granchè sul fronte dei nuovi lettori convertiti alla causa del fumetto (e anche il colore c’hanno messo, ma cosa vorranno queste nuove generazioni, il sangue?).

Quindi, l’outlook per il futuro, come casa editrice che proprio nel numero zero di Orfani si presenta essa stessa come un vecchio dinosauro stitico che pubblica ancora fumetti in un vetusto bianco e nero e solo oggi ha scoperto, udite udite (!), il colore (!!), io lo vedo nel lungo periodo al negativo, sia per una sostanziale vocazione di fondo all’immobilismo che ha prodotto una propensione al cambiamento francamente sempre troppo lenta per i tempi che corrono e che sono sempre più frenetici, ma anche per una palese mancanza di concorrenza che purtroppo non gli consente di migliorarsi granché non potendo trovare degni avversari cui potersi confrontare (tutti gli autori che hanno prodotto qualcosa di buono nell’ambito dei bonellidi bene o male sono stati cooptati, al solo Recchioni hanno dato pure responsabilità grandissime, ora che i bonellidi sono praticamente estinti dove attingeranno le nuove leve e le nuove idee per il futuro?).


Finalmente una Bonelli che osa anche lei!
Anzi no, questa è la cover di Lilith 11
NON pubblicata...

E chiudiamo il cerchio coi manga, un altro grande pezzo del mercato fumettistico italiano, che una buona parola, soprattutto ora che siamo sotto Natale, non potevamo non averla anche per loro; qualcuno guardando il mio nick, potrà pensare io sia abbastanza esperto di fumetti orientali…non proprio, semmai forse una volta lo ero, ma soprattutto di certi cartoni arrivati nel periodo d’oro fine Anni ’70/inizio Anni ’80.

Solo l’altra settimana per pura casualità (seeeeeeee, come no!), mi sono trovato davanti alla vetrina di una fumetteria abbastanza ben fornita e per mio sfizio personale mi sono messo a contare tutti i manga esposti sugli scaffali; erano 104 (!), dico, CENTOQUATTRO (!!), tra settimanali, mensili, bimestrali, trimestrali, semestrali, aperiodici, ristampe e quant’altro e sono sicuro non erano nemmeno TUTTI quelli che escono veramente.

Come capirci qualcosa è francamente impossibile, a parte quei pochi titoli che godono di certe serie tv che gli offrono un discreto traino, tipo il sempreverde Dragonball alla milionesima ristampa, e gli altrettanto se non ben più infiniti, Detective Conan, Naruto e One Piece, il resto è buio totale (o quasi).

Da ormai mero osservatore esterno del genere, che negli anni da una familiarità iniziale si è sentito però sempre più allontanare, la mia impressione, forse anche erronea a sto punto, è di un buio totale con l’aggravante dell’incomprensibilità ormai congenita e sottilmente respingente, in quanto spesso news, anticipazioni, anteprime e anche titoli ufficiali vengono presentati direttamente coi nomi originali, che ancora ancora quando è previsto un titolo in inglese per le edizioni estere (per fortuna la maggior parte dei casi), qualcosa si può pure sperare di capire, altrimenti siamo al titolo giapponese nudo e crudo e tanti saluti.

Dagli a volte aberranti e censori adattamenti di una volta partiti coi cartoni (come l’ormai famigerato “(Kimagure) Orange Road” diventato “E’ quasi magia Johnny”e prima ancora già con Mazinga e Goldrake), oggi all’opposto siamo quasi alla resa incondizionata verso la lingua originale, con personaggi come Julia, la “nota” fidanzata di Ken il Guerriero, tradotta come Yurija (o una roba simile), nell’ultima edizione della Panini, o ai Cavalieri dello Zodiaco che ormai se non li chiami Saint Seiya e lasci tutti i colpi in lingua originale con traduzione in loco (ma defilata), son cazzi amari per via dei fan oltranzisti.


Saint Seiya sta ceppa, per me sono e saranno sempre
I CAVALIERI DELLO ZODIACO (EBBBBASTA!)

Della serie buttiamo nel cesso l’italiano, mettiamo all’indice qualunque idea di un qualsiasi adattamento della lingua originale, pena la morte, e impariamo direttamente il giapponese che se non viene rispettato alla lettera succede un vero casino tra gli otaku.

Ormai i manga, sempre dall’impressione assolutamente soggettiva ed esterna che mi sono fatto, sono una nicchia governata da leggi interne proprie degli appassionati di cultura giapponese, che hanno virtualmente abdicato alla nostra di cultura per abbracciare in toto quella nipponica; e dato che le cifre medie dei manga sono spesso risicatissime, fanno benissimo, da un certo punto di vista, le case editrici a cercare di accontentare ormai le esigenze sempre più balorde dei propri lettori, visto che ormai il gruppo, più o meno sparuto o più o meno consistente (a seconda dei casi), degli appassionati mangofili in rete, coinciderà quasi perfettamente col numero dei loro lettori (paganti) presenti nel mondo reale (sigh e sob).

Peccato che alla gente normale tutti sti termini incomprensibili, lasciati come in origine per rispetto dei fanatici più religiosi dei manga, continuino a non dire nulla e a sembrare astrusi, dando sempre più l’idea di un mondo chiuso, ovvero di un genere ancora più incomprensibile di quello che è, e che se non fosse per qualche cartone tradotto e adattato un po’ più liberamente, e per un certo glorioso passato dove anche i manga parlavano un po’ più in italiano, non se li filerebbe proprio nessuno.
Tristessa…

E dopo questa bella fotografia e questi bei auspici per il futuro, non possiamo che concludere con una serie di cartoline “natalizie” tratte da una accurata selezione di albi d’annata (pescati a casaccio qui e là), perchè fare solo Tanti Auguri di Buone Feste a Tutti i nostri fedelissimi lettori in maniera normale ci pareva in fondo un po’ brutto.

Prosit!


Batman festeggia il Natale picchiando Blockbuster-Spaccatutto
(che bravo!), da Batman Cenisio 48 (del Dicembre 1979!)

Auguri anche dal Sgt. Rock...Auguri, insomma,
speriamo se la cavi...(da Sgt. Rock 21 del Febbraio 1992)

X-Mas Special da What the #10,
cover del mitico John Byrne! (Gennaio 1991)

Commander-Optimus Prime addirittura travestito
da Babbo Natale (sigh)...altri tempi
(da Transformers UK 41 del 1985) 

Che il Natale sia con voi! (da Return of the Jedi UK 28, del dicembre 1983)


Un sanguinoso Natale da Creepy 59 del Gennaio 1974


E chiudiamo in bellezza con un classicissimo
Santa Claus 1 della Dell!

8 commenti:

  1. Già... proprio quando pensi che peggio non può andare i nostri editori si superano ancora una volta!

    Editoriale molto bello, oserei dire letterario. Hai dato voce ad un grande "fantasma dei lettori passati".

    ;-)

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    1. Immancabile Brub!, ormai i fumetti omaggio, messi da parte apposta per te (su mia pressione) da Antani, sono andati.

      Purtroppo ha dovuto venderli tutti (c'erano absolute, omnibus, serie complete, tp e hc ecc.), per anticipare i soldi dei cofanetti di Before Watchmen...

      ^__^

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    2. Hai dato via i miei fumetti...

      Cattivo!

      :(

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    3. Eeeeh, è colpa della crisi, di Napolitano, della Lion, della supercazzola, fa' un po' te...

      :-pp

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    4. Seeeeeee... Adesso mi dirai pure che te lo chiedeva l'europa, il fondo monetario, la commissione, la bce... lupoi...

      è_é

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  2. D'ACCORDO SU TUTTA LA LINEA, BRAVO!

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    1. Grazie!

      Certe puntate mi vengono così, non so nemmeno bene io come (ma ringraziamo anche le case editrici italiane che ci mettono parecchio del loro per farsi apprezzare così tanto :-p!)

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  3. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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