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venerdì 22 febbraio 2013

TWD 4 esce oggi in fumetteria





Ci è arrivata qualche giorno fa una comunicazione, tramite il distributore esclusivo di Saldapress, Alastor, da parte dell'editore.
Ora la pubblichiamo, con un breve commento finale.

"Buongiorno,
da colloqui intercorsi in questi giorni con il ns. distributore esclusivo per le fumetterie Alastor a riguardo della distribuzione di “The Walking Dead #4 - Un posto sicuro” (cioè, l’edizione a 2,90 euro di TWD) è emersa da entrambe le parti l’esigenza di inviare la presente comunicazione finalizzata a chiarire alla rete di vendita alcuni aspetti della tipologia di prodotto e della sua distribuzione.
Premesso:
• che il prodotto The Walking Dead a 2,90 euro nasce principalmente come prodotto destinato all’edicola (distribuito da PressDi) che, secondariamente, viene distribuito anche in fumetteria (da Alastor);
• che l’uscita mensile in edicola di The Walking Dead è fissata, in accordo con Press.Di al 15 di ogni mese comunichiamo che l’uscita di “The Walking Dead #4 - Un posto sicuro” in edicola è avvenuta in data odierna e che le fumetterie servite da Alastor riceveranno l’albo venerdì 22 febbraio.
Ci è invece impossibile determinare e comunicare quali saranno i tempi di distribuzione degli altri distributori che acquistano il titolo da Alastor per distribuirlo sulla propria rete di vendita.
Date queste necessarie premesse, ci preme ribadire che la contemporaneità di uscita con la fumetteria per questo prodotto è per noi impraticabile. Infatti, dato che Alastor consegna settimanalmente alla rete di vendita delle fumetterie i titoli che distribuisce in esclusiva (tra cui i nostri) il venerdì, va da sé che qualche mese il 15 sarà prima del venerdì e qualche volta dopo. E solo raramente il 15 cadrà di venerdì.
Invii ad hoc inter-settimanali graverebbero sulla logistica del distributore e quindi sui suoi costi.
È comunque importante sottolineare che:
• relativamente al marchio The Walking Dead la rete di vendita delle fumetterie ha da tempo un suo prodotto specifico che è la serie di volumi – di cui il quattordicesimo è di imminente uscita – da 12,50 euro, volumi sempre disponibili grazie alle ristampe. A questo si aggiungono gli speciali (e.g. quello dedicato al personaggio di Michonne), i Compendium, i volumi dedicati alle cover e via dicendo, tutti prodotti che, rispetto all’edicola, la fumetteria ha in esclusiva (non rispetto ad altri canali tipo le
librerie da varia – che comunque, vale la pena di sottolinearlo, li ricevono solo mesi dopo – e le librerie online);
• la logistica della distribuzione in edicola è tale che, fissata al 15 di ogni mese la data di lancio del prodotto, molte località italiane ricevono le loro copie solo 2/3 gg. dopo quella data, fino ad arrivare per alcune località ad un’uscita fino a 10 gg dopo la data di lancio. Questo significa che, volendo parlare di un presunto svantaggio della fumetteria rispetto all’edicola relativamente a questo prodotto – che, lo ripetiamo, nasce principalmente come prodotto destinato all’edicola – va considerato che in alcuni
casi avviene l’esatto contrario;
• l’edicola non può decidere quante copie del prodotto ricevere e quindi vendere: questo lo decide il distributore in base alla tiratura consegnatagli dall’editore e che ripartisce sul territorio italiano  rispettando un piano di distribuzione regionale concordato con l’editore stesso. La fumetteria può invece ordinare e ricevere da Alastor tutte le copie di cui ha bisogno per soddisfare le richieste della propria clientela;
• l’esposizione e la vendita del prodotto in edicola dura 30 giorni, senza possibilità per le edicole di riordinare gli arretrati della serie una volta trascorso quel periodo. La fumetteria può invece virtualmente vendere il prodotto all’infinito (= finché non sarà esaurito presso l’editore) con la possibilità quindi di soddisfare ogni richiesta di arretrati da parte della propria clientela.
Ringraziando Alastor per la collaborazione a inviare alle fumetterie la presente comunicazione e restando a disposizione per qualsiasi tipo di chiarimento, porgo a tutti i miei più cordiali saluti."


Evidentemente, non siamo solo noi ad essere perplessi per questa news. Qui ne parla un collega di Torino, qui l'amico Max di Lecce.
Da parte nostra non ci permettiamo di entrare nel merito delle scelte commerciali di un editore, almeno finché queste non vanno a discapito del nostro lavoro.
Perché alcune cose, francamente, non le capiamo, anche se va sottolineata la buona volontà dell'editore di metterci la faccia e di rispondere alle critiche apparse su Facebook.

In sintesi:
-perché l'editore non può anticipare la stampa, ed inviare al distributore da fumetteria qualche giorno prima, in modo da poter avere una uscita in contemporanea?
-perché, se l'uscita è il 15 del mese, e presumibilmente il distributore da edicola aveva il materiale un paio di giorni prima, quello da fumetteria non è riuscito a lavorarlo negli stessi tempi? Oltretutto, visto che Alastor dava il 4 in uscita il 15 febbraio, per farlo poi slittare al 22...
-perché questo comunicato arriva SOLO al numero quattro? Se alcune fumetterie (leggi: rompiscatole) non avessero chiesto insistentemente spiegazioni, sarebbe mai arrivato?

Si, le fumetterie avranno pure tutti gli arretrati, i volumi e i compendium.
Ma va detto che, in ogni caso, le vendite della novità PERSE a favore dell'edicola, non si recuperano, soprattutto considerando che i TP da fumetteria costano, proporzionalmente, il TRIPLO dell'edizione economica, ed hanno il solo vantaggio di essere appena più grandi, non il colore o la cartonatura, o il particolare pregio.
Oltretutto, il discorso di fondo, è anche di principio.
Forse aveva ragione qualche collega a dire, qualche mese fa, che un editore piccolo ha difficoltà a reggere il ritmo dell'edicola: e ne fanno le spese, ancora una volta, le fumetterie.

martedì 21 agosto 2018

Marvel Fresh Start, il rilancio. Le variant, i formati, le serie da fumetteria

Una settimana fa, parlammo di formati e prezzi degli albi Marvel editi da Panini Comics negli ultimi venticinque anni, facendo un accenno al Marvel Fresh Start, il bel rilancio che partirà tra pochi mesi.
Nuovi autori, nuovi formati, nuovi prezzi.
E tanti tanti fumetti da leggere!



Qui alla Marvel raccontiamo storie che vogliono divertire, ispirare ed emozionare. Quando penso a quello che sta per arrivare per noi e per i nostri fan, mi vengono in mente quattro cose: nuovi team creativi, nuove serie, nuove direzioni, un nuovo inizio.
C.B. Cebulski, Editor in Chief, Marvel

Dopo il successo di Marvel Legacy, da maggio 2018 Marvel ha deciso ancora una volta di cambiare pelle, alzando la posta e dando il via a una stagione di nuovi inizi supereroistici sempre più entusiasmanti. Il processo di cambiamento è partito dal nuovo Editor in Chief, C.B. Cebulski, ex talent manager responsabile dell’ingaggio di numerosi disegnatori italiani nella scuderia della Casa delle Idee, e ha coinvolto tutta la propria linea di testate.

A partire dall’8 novembre 2018, Panini Comics rilancerà quindi tutto il comparto di testate da edicola, fumetteria e libreria, introducendo una serie di cambiamenti strutturali importantissimi al piano editoriale. Una vera e propria piccola rivoluzione Panini.
Attenzione, però: il ritorno alle origini, la ripartenza dall’inizio che vedrete brandizzata solo ed esclusivamente per i numeri 1 del lancio, sarà semplicemente UN NUOVO INIZIO MARVEL, in modo che sia chiaro fin da subito da dove parte il rilancio tanto per i neofiti, quanto per chi vuole tornare a casa e ricominciare a leggere le storie dei propri eroi preferiti iniziando da un punto di partenza ideale. Ogni albo avrà una doppia numerazione nel corner box: il numero della serie rilanciata e, a fianco, il numero Legacy, ovvero quello della collana contenitore.
Per questo, le storie USA verranno pubblicate con solo quattro o cinque mesi di "ritardo"!





sabato 6 novembre 2021

Quando parlate di "fumetteria" dovreste sapere che... un decalogo per ignoranti alla Mike Bongiorno

Ignoranti nel senso che ignorano, chiariamolo.
E non è una colpa, a meno che uno non sappia di esserlo e continui a marciarci.

Mia nonna, che non aveva studiato, ma era curiosa, leggeva avidamente dai miei libri. Imparava.

Il pensare di sapere, senza una reale conoscenza, porta dei danni. Come il FAR finta di sapere.

Diceva Umberto Eco: "Mike Bongiorno non si vergogna di essere ignorante e non prova il bisogno di istruirsi. Entra a contatto con le più vertiginose zone dello scibile e ne esce vergine e intatto [… ] pone grande cura nel non impressionare lo spettatore, non solo mostrandosi all’oscuro dei fatti, ma altresì decisamente intenzionato a non apprendere nulla".

Ecco: ci sono persone come Mike Bongiorno che, pur ignorando, dicono delle enormi corbellerie.
E, da buone rockstar, hanno un seguito che crede in loro. Censurano chi la pensa diversamente. Non sanno argomentare, come ogni ignorante.

Per cui, visto che di inesattezze se ne sentono tante in giro, provo nel mio piccolo e per i miei dodici lettori, a fare un po' di chiarezza su cosa è come funziona una fumetteria.

Mike Bongiorno e Dylan D... ehm.. Vasco Rossi

giovedì 5 gennaio 2017

Quando la promozione passa per l'edicola

Ad aprile, è uscita una nuova testata Disney made in Panini Comics: Tesori International.
Partita con la storica "Ducks" di Don Rosa, un capolavoro assoluto, ha poi proposto materiale di altri autori, come ad esempio l'immenso Floyd Gottfredson.

La serie è andata talmente bene, che i primi numeri sono esauriti: unici albi, insieme forse ai soli cartonati di PK, ad aver finito la prima tiratura da quanto Panini Comics ha acquisito i diritti di Zio Paperone & Co.

Personalmente sono soddisfattissimo: dei primi due numeri, ho venduto centinaia di copie, riordinandone a decine per volta.

Recentemente mi sono accorto di una cosa: sabato 17 dicembre, passando in edicola, ho visto il volume cinque della serie, che non era stato ancora distribuito in fumetteria.
E lo stesso per altre uscite Disney, previste per la settimana successiva, ovvero per il 22: tutte in edicola una settimana prima.

Il perché è relativamente importante, ma ci può servire ad arrivare ad altri ragionamenti.


giovedì 21 marzo 2013

Fumetteria: chiuderla


E' sulla bocca di tutti: la "trilogia dell'aprire una fumetteria", ormai la chiamano.
Si è iniziato con "Ti piace la pizza? Perché non apri una pizzeria?", si è continuato con "Ma perché non apri una fumetteria?". Dopo lo speciale "Diventare una libreria vera...", ora chiudiamo il cerchio parlando di come si chiude, una fumetteria.
In futuro, aspettatevi una nuova trilogia, ambientata prima della precedente: "Da grande aprirò una fumetteria", seguito da "Ehi, fumettaro: assumimi", per concludersi con "Da fedele cliente a spietato concorrente". Poi, tra molti anni, un'ultima (?) trilogia, conclusiva della saga: "Fumettoché? No, non hai diritto alla pensione!"; "Protesi, dentiere e fumetti"; "Come ottenere l'autorizzazione a farsi tumulare nel proprio negozio".
Il tutto sarà raccolto prima in tre eleganti trade paperback, e quindi in un fighissimo omnibus deluxe absolute, con cofanetto richiedibile solo se si è stati Reboot Point o se la propria fumetteria ha aderito a tre promozioni a caso negli ultimi 3 giorni.

Seriamente: l'intento è sempre quello: con toni diversi, far capire che la passione non basta.
Spesso non bastano neanche soldi e duro lavoro, figurarsi.

Ma, complice l'AFUI, continuano ad arrivare mail di questo tono:
"Salve, sto valutando l'idea di aprire la fumetteria dei miei sogni, ma non
so nemmeno da dove cominciare. Quanto capitale occorre? Quali documenti
occorrono per farlo?E' necessario avere p.iva e registratore di cassa? Quale/i distributore/i contattare? E' meglio un franchising? E' meglio vendere solo albi americani (di tutti i tipi) o anche manga? Grazie in anticipo per l'aiuto".

Negli ultimi sei mesi del 2012, ho ricevuto la comunicazione di almeno una decina di chiusure, da parte di fumetterie. Spesso, accompagnate da tanto di foglio excel, con listato il magazzino...
In Italia ci sono circa duecento fumetterie (stando a quello che dicono i distributori). Parlo di una stima di massima, contro non ricordo se quattro o cinquemila librerie di varia. Contro distributori ed editori che vendono online e con lo sconto; contro una cinquantina di fiere in cui trovi svendite al limite (spesso oltre) della legalità. Concorrenza spietata.

Se il sottoscritto, povero libraio di provincia, conosce - esagero - trenta o quaranta colleghi, di cui una decina hanno chiuso in sei mesi, come è messo realmente il mercato?
In quanti ci hanno abbandonato nel 2012?

Oltretutto, il mercato spinge talora verso l'edicola (vantaggi: allegati editoriali, pubblicazioni a basso prezzo, visibilità alta), talora verso la libreria di varia (pro: pubblico selezionato ma con maggiore capacità di spendere e passione per la lettura, tantissimi punti punti vendita esistenti contro le poche fumetterie), ignorando la libreria specializzata che tanto acquista senza poter rendere.
E con tutto che sia edicola che libreria di varia, sono in forte crisi...


Forse, prima di investire in una attività, bisognerebbe aver chiare quelle che sono le proprie priorità...




Per finire, diciamocelo: forse, anche certe pubblicità non aiutano...


Per finire, un occhio a questo post: sono passati due anni e mezzo, e sembra scritto ieri...

sabato 15 ottobre 2016

Topolino DAVVERO in fumetteria!

Poco più di tre anni fa, commentavamo così la notizia dell'acquisizione, da parte di Panini Comics, dei diritti Disney:
...rimane una considerazione di fondo: Topolino arriverà in fumetteria. Come tutti gli altri fumetti Panini Comics, verrà infatti distribuito anche nei negozi specializzati.Dopo gli arretrati Bonelli un paio di anni fa, un altro passo per poter avere una offerta sempre più completa: sia mai che qualche fan Disney scopra che ci sono altri fumetti, o viceversa che qualcuno riscopra Topolino & Co.
Va premesso: Panini, in questo periodo, ha fatto un lavoro ottimo.
Dal punto di vista del libraio, posso dire che sono stato inondato di prodotti - per lo più ristampe - di pregevole qualità ed ottimo valore commerciale, vendendo centinaia di cose che prima, per me, di fatto, non esistevano.

Caso più unico che raro, insomma.

E adesso, finalmente, dopo tre anni, anche Topolino uscirà (pare) con continuità in fumetteria...



domenica 31 marzo 2013

GoldenStore: intervista a Giuseppe Palmentieri


Abbiamo concluso la "trilogia dell'aprire una fumetteria" da poche settimane.
Si è iniziato con "Ti piace la pizza? Perché non apri una pizzeria?", si è continuato con "Ma perché non apri una fumetteria?". Dopo lo speciale "Diventare una libreria vera...", abbiamo chiuso il cerchio parlando di come si chiude una fumetteria.
Nel farlo, abbiamo pubblicato il manifesto qui sotto, insieme ad un altro, dicendo che "certe pubblicità non aiutano".

Così, siamo stati contattati da uno dei responsabili di questa comunicazione e, con la nostra innegabile onestà intellettuale, unita al fatto che ben conoscevamo e rispettavamo la persona, abbiamo deciso di intervistarlo.
Eccone i frutti.





Giuseppe Palmentieri: chi sei, che ruolo hai in Golden Store Franchising?
Ripeto il mio nome perché è difficile da memorizzare, Giuseppe Palmentieri, ho 35 anni e dal 2010 sono il Responsabile Sviluppo di Golden Store Franchising.
Golden Store è un Franchising di servizi per Fumetterie.
Cosa vuol dire? Che non siamo distributori dei principali prodotti vendibili nelle fumetterie (fumetti, gadget, carte collezionabili ecc.) ma trasferiamo tecniche comunicative e pubblicitarie, metodi commerciali e amministrativi, insomma tutto ciò che concerne il nostro Know-How aziendale.
Il mio ruolo è fondamentale sia nel primo approccio al richiedente sia nel prosieguo di un possibile rapporto continuativo tra Affiliante e Affiliato.
Non mi ritengo un venditore, piuttosto un consulente.
L’ obiettivo aziendale di Golden Store è poter aprire dei punti vendita che siano in grado di reggere sul mercato, pertanto diamo tantissima importanza alle caratteristiche caratteriali e all’età dei possibili affiliati, ai luoghi indicati per le aperture, alla grandezza del possibile locale.
Sembrerà paradossale ma il mio approccio al cliente mira prima di tutto a mettere in evidenza quali sono le difficoltà che può avere un negozio di fumetti nella situazione economica e commerciale attuale in Italia e solo successivamente espongo le possibili soluzioni.
Chi vuole aprire un negozio di fumetti deve aver ben chiaro il concetto che sta investendo nel SUO lavoro, che come tutti i lavori necessità di un comportamento responsabile e tanti sacrifici.

Leggendo questo, ti sei un po'... come dire... incazzato? Perché?
Perché a mio modo di vedere non hai approfondito l’argomento. Hai pubblicato un manifesto pubblicitario Golden Store dandogli una chiaro valore negativo, senza alcun motivo valido. Se c’è questo valido motivo non l’hai argomentato. Argomentandolo, avresti potuto dissipare dubbi e canalizzare le reazioni.
Inoltre avresti potuto informarti sul mio modo di lavorare, sul perché nasce Golden Store Franchising e trarre le tue conclusioni.
Dandomi la possibilità di replicare al tuo articolo mi hai confermato che non ho mai sbagliato a nutrire grande rispetto per te, per il tuo lavoro e per tutto quello che fai per il “mondo delle fumetterie italiane”.
Perché nasce Golden Store Franchising? Perché ci siamo resi conto che aprire un negozio di fumetti non è uno scherzo! Abbiamo constatato che in Italia le fumetterie aprono e chiudono nel giro di un anno e alla domanda del perché questo accadesse ci siamo risposti con diverse considerazioni. Molte delle quali sono ampiamente e approfonditamente esposte sul tuo blog o sui blog di altre storiche fumetterie italiane.
La situazione economica italiana e l’eterno problema della differenza tra distribuzione in libreria e distribuzione in fumetteria sono solo due delle principali cause OGGETTIVE che rendono la vita difficile ai negozi di fumetti. A queste però vanno ad aggiungersi innumerevoli cause SOGGETTIVE relative a chi decide di intraprendere questo lavoro senza saperlo fare, senza avere la necessaria esperienza di vita!
Ricevo ogni giorno telefonate di diciottenni (o peggio dei genitori che parlano a nome dei figli) che vogliono aprire negozi e dicono di avere i soldi per farlo, perché vogliono lo spazio per stare con i propri amici e parlare di ciò che gli piace, per avere un posto dove giocare a Magic o Yugioh.
Dall’alto della tua esperienza, ritieni che questo sia l’atteggiamento adatto per iniziare un’attività?
Dal basso della mia ti rispondo: NO.
E come tale mi comporto. Invito gentilmente i committenti a pensarci meglio perché non ritengo adeguati alcuni parametri soggettivi per dare il consenso ad aprire un Golden Store.
Ho fatto l’esempio dei teen-agers, ma esempi di gente che non è per nulla cosciente di ciò che vorrebbe fare potrei portartene a decine.
Quindi, a mio modo di vedere, Golden Store Franchising non è una possibile causa delle chiusure di fumetterie MA esattamente il contrario perché con il suo onesto modo di lavorare mette di fronte al possibile gestore di fumetteria la situazione reale e non lo incita a guardare lo specchio distorto seppur fantastico che si era fatto.

Quanti negozi avete aperto? Quanti di questi hanno chiuso?
Dal 2010 ad oggi abbiamo aperto otto punti vendita. Di questi due hanno chiuso, entrambi per cattiva gestione. Non posso entrare nel merito del singolo punto vendita chiuso, può bastare sapere che nelle medesime città hanno aperto altre fumetterie e che tutt'ora lavorano correttamente?


Tu mi accusi di superficialità: ma non è superficiale dire "E' facile come bere un bicchiere d'acqua" (questo non è il vostro slogan) oppure che si può aprire un negozio con 9900 euro? Cosa riuscite a dare con questa cifra?
Aprire una fumetteria NON "E' facile come bere un bicchiere d'acqua", o meglio, è facilissimo aprirla... il problema è gestirla correttamente. Questo è il mio punto di vista e mi pare che ormai sia abbastanza chiaro. Non posso dire altro perché non si tratta dello slogan del Golden Store Franchising.
Per quanto riguarda invece l'offerta del Golden Store Franchising, prima di tutto devo specificare che si tratta di 9.900 € più iva ed è riferita ad un locale commerciale di 30 mq.
Con quella cifra riusciamo ad arredare un locale con quattro librerie, un bancone ed un retrobanco (per vedere le foto del mobilio ti invito a visitare il nostro sito www.golden-store.it) ed a dare circa 2500 € di fornitura iniziale tra fumetti (le uscite degli ultimi 3 mesi) e gadget. Ritieni che il prezzo sia basso? La risposta la trovi a questo sito www.kleinbauer.it. Kleinbauer e Golden Store Frainchising sono società strettamente legate e questo legame ci permette di tenere i prezzi molto bassi.
Per la cronaca devo dire che nessuno dei punti vendita Golden Store ha aderito a quest'offerta perché i gestori hanno sempre ritenuto giusto avere un locale superiore ai 30 mq per sfruttare in pieno tutte le possibilità commerciali che un negozio di fumetti mette a disposizione.


Ok: ma obiettivamente 9900 non possono bastare ad avviare una attività del genere.
Io, che l'ho fatto dieci anni fa, avendo alle spalle tre anni di lavoro online ed alle fiere, e quindi un piccolo magazzino, considerando che non ho dovuto fare interventi o lavori sul locale, e che i mobili li ho fatti fare ad un amico, ho speso molto di più. DIECI anni fa.
La vostra pubblicità, ripeto, ed è questo il punto, ingenera la convinzione della facilità (faciloneria?) per aprire una fumetteria.
Che poi voi agiate con senno, quando si presenta il "candidato", è un altro discorso, no?
9.900€ non possono bastare ad avviare un'attività del genere? E se ti dicessi che sono a conoscenza di fumetterie avviate con molto meno? L'IKEA è alla portata di tutti.....
Bisogna distinguere tra investimento necessario all'avvio e investimento necessario per la gestione. Come ben sai, una fumetteria ha necessità di investimenti continui. L'importante è non sbagliare questi investimenti!!
Per questo ha motivo di esistere il nostro Franchising. Noi avviamo un'attività con minimo 9.900€ + iva, mettiamo al corrente l'affiliato degli investimenti settimanali che sarebbe portato a fare e gli diamo la sicurezza di avere una società alle spalle che è pronta a sostenerlo e consigliarlo in ogni ambito relativo alla gestione del negozio.
Dal mio punto di vista è sbagliato investire tanto all'avvio di un negozio di fumetti. E' sbagliato perché per quanto si voglia o possa investire non si avrà mai la certezza di soddisfare le richieste del cliente, quindi preferisco che i nostri affiliati mantengano un low profile all'investimento iniziale e convoglino le proprie risorse nella gestione per rispondere just in time alle esigenze dei propri committenti. E' una delle tante necessità dettate dall'andamento economico italiano.
La nostra pubblicità è solo il primo passo. Analizzare lo spot pubblicitario senza proseguire nel percorso informazionale è come osservare il dito senza guardare cosa indica.


Ok, ma l'informazione che voi date nella pubblicità, è comunque incompleta.
Lasciatelo dire: io che NON faccio il tuo lavoro, sono contattato mensilmente da molte persone che vogliono aprire un negozio.
E la vostra pubblicità da un senso errato, perché la cifra non è vera! D'accordo che la "gestione" è un'altra cosa, ma far partire una fumetteria non è fare l'inaugurazione. A parte il catalogo, a parte gli arretrati, le novità escono OGNI settimana, più volte a settimana. Ed è necessario AVERLE, sennò la prima impressione che la gente si fa, entrando nel tuo negozio e chiedendoti delle cose, se non ce le hai o non sai dire quando arrivano, è che la tua fumetteria sia sfornita. E quella gente non la recuperi.
Per avviare un negozio ci vogliono mesi, per avere un utile, talvolta anni. Questo è incluso nei 9900 euro?
Visto quello che mi chiedi posso solo pensare di non essere stato chiaro nella mia precedente risposta perché ritengo di aver chiarito esaustivamente i tuoi dubbi che mi riproponi.
A questo punto però vorrei chiederti: cos'è per te una pubblicità? Cos'è per te un manifesto pubblicitario?
Ma facciamo un esempio seguendo il tuo ragionamento, prendiamo il tuo manifesto pubblicitario (allegato). Ecco le domande alle quali vorrei una risposta.
Tu scrivi: "Abbonati online: ti conviene Sconto 15% e spese di spedizione 5€ con corriere. Presentaci un nuovo cliente e avrai il suo sconto per due mesi; spese gratis per i nuovi abbonati."
Le mie domande: C'è un minimo di spesa? Le spese di spedizione con quale corriere vengono effettuate? Il pacco arriva in 24h? Se vi presento un nuovo cliente avrò il suo sconto per due mesi, cosa vuol dire? Un nuovo cliente ha uno sconto diverso dal mio? E perché? Questo sconto è maggiore o minore del mio? Qual è questo sconto? Soprattutto lo sconto è su tutto il materiale in negozio? Lo sconto è anche sugli arretrati? Se ordino i Bonelli? Spese gratis per i nuovi abbonati....quali spese? Spese di spedizione? Spese di tesseramento al negozio? Spese telefoniche o mi rimborsi il costo dell'adsl che consumo per fare l'ordine online????
Naturalmente non cerco risposte.....è solo per farti capire che ogni spot pubblicitario è incompleto e necessita un approfondimento. Una pubblicità deve essere diretta e colpire l'attenzione, deve incuriosire chi legge ad andare oltre, a cercare informazioni.

Intanto: QUI le risposte a quello che chiedi :)

Grazie per la pubblicità, che ci fa sempre piacere.
Ma, attenzione: tu confondi la necessaria sinteticità di una pubblicità con uno che ti fa notare che una informazione è errata.
Dovresti dirmi "Ehi... ma le spese di spedizione a 5 euro non sono possibili", al che io ti risponderei portandoti le prove.
Quindi, per me, il discorso resta: una fumetteria non si avvia con 9900 euro. Non so se bastano il doppio.
E intendo: partendo DA ZERO, e considerando i PRIMI MESI di gestione, non l'inaugurazione e basta. Chiaro poi che, se mi metti in negozio quattro Billy dell'Ikea, e mi dai una copia delle uscite da edicola, allora spendi anche duemila euro. E poi, guadagni abbastanza da poterti comprare un gelato - senza panna - a fine mese...
Comunque, sul punto discordiamo, ma se vuoi sono disposto anche a fare una scommessa :)
Non penso di essermi confuso. Ho chiarito qual è il senso e il significato della nostra pubblicità.
Se poi vogliamo fare una critica alla pubblicità come comunicazione commerciale e sociale possiamo iniziare in qualsiasi momento, ma non credo sia questo il luogo e il momento giusto.
D'altra parte gli esempi che ci arrivano dagli spot delle multinazionali sono un chiaro esempio di come una pubblicità debba avere come primo obiettivo quello di colpire l'attenzione del cliente e non quello di informare.
Ti sei chiesto perché la Vodafone usa ed ha usato dei pupazzoni antropomorfi come testimonial? Non è quella della Vodafone un'informazione errata? I pinguini canterini e gli orsi ballerini esistono davvero?
Il loro scopo è far si che lo spot si distingua dagli altri e spinga lo spettatore a dare attenzione. Naturalmente tra lo spot e l'effettivo acquisto della tariffa telefonica ci sono ulteriori passaggi che sono necessari a far sì che il cliente sia soddisfatto; chiamare il call center di riferimento, parlare con un'operatore, verificare la convenienza delle tariffe, accettare il contratto.
Tornando al discorso dei 9.900€, delle prove e dei punti di vista, non posso risponderti in nessun modo se non ripetendo ciò che ho già detto in risposte precedenti.
Potrei solo aggiungere che in fondo ognuno è artefice del proprio destino. Ognuno decide quanto e come investire. Ognuno ha una sua idea di come avviare un'attività.
Che sia con Golden Store Franchising o privatamente. Che sia con i nostri mobili o con quelli dell'Ikea.
Non esiste la formula del successo.
Esiste solo la cultura del lavoro, ed è quello che con il mio ruolo in Golden Store cerco di trasmettere a chi mi contatta.

Ok: possiamo non concordare, ma accetto ed apprezzo le tue spiegazioni.
Come funziona l'iter di apertura di un negozio? Come vi regolate con chi vi chiama?
Puoi raccontarci qualcosa?
Normalmente gli interessati ad aprire un negozio con noi ci contattano compilando una scheda che si trova sui siti specializzati al Franchising nei quali siamo pubblicizzati ("Az Franchising", "I love Franchising" ad esempio) oppure ci contattano via email dopo essere stati sul nostro sito www.golden-store.it.
Successivamente io stesso li richiamo telefonicamente, spiego la mission e la vision dell'azienda e rispondo alle loro domande che spaziano a 360° su tutto il mercato del fumetto.
Verificati alcuni parametri (età, disponibilità di un locale, grado di decisione nell'iniziare l'attività, disponibilità economica ecc.) si procede per step che variano a seconda delle esigenze.
Molto spesso veniamo contattati perché si pensa che avendo come partner un  Franchisor sia più immediato, quasi automatico, ottenere dei finanziamenti economici dagli enti pubblici o privati, per iniziare un'attività. Purtroppo non è così facile, ma se anche lo fosse, ci tengo a sottolineare che non siamo legati a nessun istituto di credito né banche.
Seguiamo il possibile affiliato anche nella scelta del locale. Non imponiamo metrature minime (molti Franchisor lo fanno), consigliamo zone adatte (magari vicino scuole o centri di aggregazione giovanili) e personalmente chiedo che ci si indirizzi verso affitti non troppo esosi (tra i 600 € e gli 800 €). Mi è capitato di "smascherare" affittanti disonesti suggerendo le domande giuste da porre prima di accettare un contratto.
Proponiamo almeno tre diversi preventivi (investimento basso, medio e alto) e argomentiamo le differenze sostanziali (i preventivi sono costruiti anche tenendo conto della planimetria del locale). L'ultima parola spetta sempre al cliente e molto spesso la soluzione migliore è costruita insieme.
Per quanto riguarda i costi, come molti Franchising, abbiamo una FEE di ingresso (2500 €+iva) ma non abbiamo royalties mensili.
Il rapporto con l'affiliato non termina con la firma del contratto o con l'apertura del negozio. Introduciamo il futuro commerciante al mercato e alle dinamiche del fumetto e lo assistiamo tutti i giorni a qualsiasi ora per risolvere eventuali problemi o semplicemente per confrontarci sulle strategie di acquisto e vendita.
E poi si lavora, lavora, lavora , lavora, lavora...


Le "vostre" fumetterie sono tutte in franchising?
Tu sei titolare di una di esse?
I nostri punti vendita sono tutti in franchising eccetto il punto pilota di Battipaglia in provincia di Salerno che è gestito da un nostro collaboratore, il sig. Lorenzo Celli.
Io non sono il titolare di nessun punto vendita ma curo il rapporto che intercorre tra distributori e punti vendita per tutti i franchisee.

La FEE d'ingresso è compresa nei 9900?
La FEE di ingresso è compresa nei 9.900€ + iva ma solo per i locali che non superano i 30mq.

Come riesci a spiegare il casino distributivo che è il mondo del fumetto?
Come spiego il casino distributivo che è il mondo del fumetto? Li invito a leggere il sito dell A.F.U.I.!!!
Lo spiego introducendo i principali distributori e spiegando che quegli stessi distributori hanno politiche commerciali differenti a seconda che tu sia un negozio di fumetti o una libreria di varia. Dico subito che non c'è il reso della merce e che bisogna avere tanta ma tanta pazienza. Essere dall'altra parte del bancone di un negozio di fumetti non è facile e bisogna svestirsi dai comodi abiti del cliente.  

Grazie.

giovedì 7 agosto 2014

Aprire una fumetteria... al metro!

Non ce la facciamo proprio.
Dopo la "Trilogia del Come si apre una fumetteria?", iniziata con "Ti piace la pizza? Perché non apri una pizzeria?", continuata con "Ma perché non apri una fumetteria?" e conclusa spiegando come si fa a chiuderla, sono usciti due "speciali": "Diventare una libreria vera...", e "I 7 vantaggi di aprire una fumetteria...

Ma poi abbiamo continuato e la cosa ci è sfuggita di mano. Ad esempio, uno su tanti, abbiamo parlato di che lavoro è, esattamente, il nostro...

Quindi, a grande richiesta (e per una volta diciamo il vero!), si continua.

Oggi parliamo di quanto deve essere grande un negozio e... di una nostra assoluta passione: la distribuzione!


L'estate è un momento magico: la maggiore disponibilità di tempo ti consente di recuperare letture accumulate, lavoro arretrato. E vecchi discorsi lasciati in sospeso.

Da sinistra: Alessio D'Uva (Kleiner Flug), Stefano Perullo
(fumetteria Comix Factory), Andrea Ferrari (edizioni BD), Claudio Curcio
(Comicon), Andrea Ciccarelli (saldaPress), Pasquale Saviano (RW Edizioni-Alastor)
e Gianni Veccia (Pan Distribuzione) nel corso della conferenza inerente
le problematiche del sistema distributivo

Sono passati tre mesi, ma solo ora mi riesce di parlare della conferenza sulla distribuzione che si è tenuta allo scorso Napoli-Comicon.
Capitò anche alcuni anni fa, nel 2011: allora fui invitato e, non avendo uno stand, ci andai appositamente.

domenica 28 luglio 2019

Lo trovate "in edicola", perché le fumetterie non esistono...

Correva l'anno 1986.
L'Editoriale Corno era sparita, editori come Star Comics, Play Press e altri ancora dovevano nascere o comunque riscoprire il fumetto americano (e i manga!). In Italia stava per iniziare la saga di Dylan Dog. Le fumetterie - fatto salvo qualche raro caso tipo Alessandro di Bologna - non esistevano: i fumetti si vendevano da sempre e copiosamente in edicola.

2019.
Si legge sempre meno, le librerie indipendenti sono in crisi, mentre le edicole stanno proprio sparendo.
I fumetti si vendono un po' dappertutto, ma il mercato lo sostengono in gran parte qualche centinaio di librerie specializzate, dette anche fumetterie. Senza reso, in perenne difficoltà, ma sempre in prima linea.

Cosa è cambiato?


Una pubblicità dell'effimera Labor.
Allora aveva senso spingere prodotti in edicola.

giovedì 7 dicembre 2017

Bonelli in fumetteria: Chi L'Ha Visto?

Riassunto delle puntate precedenti (che potete leggere sul nostro blog...):

Storicamente, Bonelli è uno di quegli editori non presente in fumetteria.
O, meglio: se lo trovavate nelle librerie specializzate, era per lo stoicismo dei proprietari, che caparbiamente avevano trovato la possibilità di poter acquistare, a sconti da fame e con un ritardo di svariati giorni, gli albi dell'editore milanese.
Alcuni anni fa, la prima svolta: Pan Distribuzione annuncia di aver acquisito il catalogo arretrati dell'editore: tutto, ma proprio tutto, diventò acquistabile, ma con sei mesi di ritardo.
Era un inizio.

Due anni fa, Bonelli annuncia lo sbarco in libreria, con una "linea" di libri, quasi tutti ristampe.
Le cose iniziano a cambiare: arrivano gli inediti, e a Lucca Comics 2016 l'annuncio "shock", con le prime tre serie regolari che sarebbero state distribuite in contemporanea in edicola e libreria, ovvero Morgan Lost, Dragonero ed Orfani. Mano a mano, l'intero catalogo dell'editore viene finalmente sdoganato: ad oggi sono rimaste pochissime le serie che non arrivano subito in fumetteria, se non erro Tex, Zagor e Dylan Dog, le più vendute, ma il tutto è in evoluzione. E, soprattutto, a differenza di qualche anno fa, è possibile comunque avere anche questi, e con un solo mese di ritardo!

Insomma: Bonelli oggi si presenta come un editore sicuramente un po' in ritardo sulla distribuzione libraria, ma in forte crescita. Almeno in teoria.

Allora, quale è il problema?



mercoledì 20 aprile 2016

Dopo Jeeg, anche One Piece e Capitan America: non se ne può più!

Tra Go Nagai, Capitan America (ops: CapTain America), One Piece, le ultime settimane non ci hanno risparmiato annunci di nuovi allegati editoriali per le edicole.

Sembra lontanissimo quel 2003, quando nacquero I Classici del Fumetto: da allora si sono succedute decine e decine di collane, che hanno ristampato, talvolta male, ma spesso e volentieri bene ed a prezzi non sostenibili per la libreria, di tutto e di più. Grandi classici, storie legate a film in uscita al cinema, cronologiche di supereroi o personaggi italiani.

Di tutto, dicevamo. Ma per l'edicola, e nella stragrande maggioranza dei casi, SOLO per questa.
E, generalmente, lo hanno fatto basandosi su materiale già tradotto ed adattato per edizioni da libreria e fumetteria, così da poter abbassare i costi, e ovviamente con l'appoggio dei grandi quotidiani, gli unici ad avere ancora la forza di puntare su progetti del genere.

E le fumetterie si lamentano.

In molti, ci vedono una indebita concorrenza da parte delle edicole.
In molti no: il pubblico è diverso e, a detta degli editori, queste serie servono anche per portare pubblico nelle librerie specializzate.

Questo post è solo per fare un po' di ordine, e chiarire un po' di punti.



giovedì 2 marzo 2017

#BonelliEditore: Julia e Dampyr sbarcano in fumetteria

Durante LuccaComics, vi avevo raccontato di come la Bonelli "da edicola", stesse per sbarcare in fumetteria:

Una anticipazione, proveniente da Lucca Comics 2016, e che mi sembra non sia stata riportata da nessun altro: a partire - probabilmente - da gennaio 2017 ben TRE serie Bonelli verranno distribuite UFFICIALMENTE in fumetteria, in contemporanea con l'edicola. 
E saranno:
-DRAGONERO;
-MORGAN LOST;
-ORFANI, con la stagione cinque, TERRA.

Ad inizio 2017, queste tre serie, quindi, si sono aggiunte al Martin Mistère a colori, già presente dal numero uno in libreria.
Un evento storico soprattutto perché, in contemporanea, tutte le altre uscite dell'editore di Tex sarebbero state distribuite in fumetteria con UN solo mese di ritardo, riducendo il gap di sei mesi precedentemente esistente:

Resta la soddisfazione per quello che, a molti, può sembrare un piccolo passo, ma che secondo me va in una grande direzione: portare sempre più fumetti in fumetteria. 
Sperando che il "mese di ritardo" sia solo un piccolo ostacolo iniziale, e che le vendite e la professionalità delle fumetterie sappiano far rompere gli indugi ad un editore prudente come la Bonelli.

E' online Preview 17, con l'annuncio di nuove serie distribuite in contemporanea con l'edicola.

mercoledì 6 giugno 2012

Ma perché non apri una fumetteria?


Visto il successo del precedente post, ormai GRANDE CLASSICO del blog, eccovi un bel sequel.
Ma con altro tono: perché chi è interessato ad aprire una fumetteria, è spesso "de coccio", e forse è bene sbatterci, qualche volta, sulla realtà.
Eppoi si tratta di passione, dai!! La passione è bella e morbidosa!

Quindi vi invito: ma perché non aprite una fumetteria?
Pensate ai tanti vantaggi, che ora vi elencherò.
In primis, una pubblicità garantisce che si può aprire anche con 9900 euro. Asterisco.
Come? No, non andate a leggere cosa dice l'asterisco, troppa fatica.
Concentriamoci sulle cose che contano.
GNOCCA!
Chi ha detto "Gnocca"?
Dicevamo: aprire una fumetteria.
Prima cosa: spese legali, Camera di Commercio, burocrazia.
Trovate un commercialista che pensi alla pratica. Gli date... quanto? 10-20 euri, e siamo apposto. Con altri 50 di bolli e marche, e tasse, saremo a posto.
Imposte sui rifiuti, Siae, affissioni ed insegna: ma credete davvero che tutti paghino queste tasse? Maddai! Sarà una invenzione dei media!
Quindi: siamo a 70 euro di spese.

Poi: l'arredamento.
Con 500 euro vi comprate tutto il legno, colla e chiodi che vi servono.
Con un po' di attrezzi che vi presterà vostro zio, e qualche amico che vi aiuterà -dovete averne per forza se volete aprire un negozio: come fate per le caselle, sennò? Chi vi lascerà centinaia di euri di fumetti prenotati ma invenduti, altrimenti?- potrete costruire dei mobili SU MISURA.
Solo dopo averli fatti, nel garage del sempre utile zio, sarà ora anche di cercare il locale in cui aprire l'attività. Mi raccomando: PRIMA i mobili, POI il locale! Sennò dove li mettete?
E siamo a 570 euro di spese.

Locale: non cercatelo in centro, che costa, ma più periferico possibile.
Tutte storie che la gente gira solo in centro: speculazioni delle agenzie immobiliari, che poi guadagnano le percentuali sugli affitti. E' tutto un magnamagna, dai!
In centro pagate un locale 2000 euri al mese, magari proprio sul Corso del vostro paesino? In periferia, molto in periferia, ne spenderete 300! Ovviamente, e questo mi sono scordato di dirlo, più è piccolo il paese o la città in cui aprite, meglio andrà: meno rotture di scatole, nessun concorrente, un po' di pace, che sennò vi tocca sempre a lavorare.
E se poi, nel vostro paese di 342 anime, c'è già una fumetteria, MEGLIO! Dove si mangia in uno, si mangia in due! Ci penserete voi, semmai, a farli chiudere, che si sa, gli appassionati di fumetti non sono abitudinari, vanno dove si trovano meglio, seguono la qualità! E voi gliela darete!
Riassumendo: 300 euro di affitto, due mesi di anticipo: 600 euro totali.
E siamo a 1170 euro totali.

Ora l'allestimento: compriamo i fumetti.
Qui vi chiedo di non badare a spese. Come? Non vi danno il reso, e magari vi fanno pure sconti bassi e pagamento immediato, visto che siete all'inizio? E ALLORA???
Come farebbe, poi, il distributore a ricomprarvi tutto a due soldi, quando tra un anno (ad essere ottimisti) chiuderete? Come farebbe a guadagnare alle vostre spalle, consigliandovi titoli invendibili ed irrendibili? SPENDETE, SPENDETE!
Almeno venti o trentamila euro. Facciamo quaranta, che il figlio del distributore si deve comprare l'apparecchio.
Questa voce non la contiamo nel totale, d'altronde i fumetti si rivendono, no? Quindi che senso ha inserirli nei costi?
Ma, un attimo, qualcuno qui sopra ha scritto: "Tra un anno chiuderete"?
Ma... GNOCCA!
Eh?
Dicevamo?
Ah, siamo a 1170 euro allora.
Ed abbiamo sistemato locale, comprato mobili e fumetti!
Uff!

Pubblicità.
Nota dolente.
Ma non avete una stampante? Allora scaricate qualche software crakkato, che tanto nessuno controlla (consiglio i modernissimi Paint e Publisher), ci buttate una bella immagine di Naruto e della Vedova Nera (un po' pecoreccia, che la gnocca attira sempre... "GNOCCA?"... "Eh?"), li stampate a raffica, e poi li fate portare in giro dai vostri amici. Fate una bella pagina su Facebook, e la storia è finita!
Costi: cartuccia stampante, 15 euro, un caffé offerto a tre amici (ed è pure troppo!): 3 euro.
E siamo a 1188 euro.

E poi fate un bel rinfresco, metteteci tanta roba, tanti alcolici.
Almeno 500 euro!
E alla cassa metteteci la vostra ragazza o vostra cugina, con un bel vestito scollato.
O voi stesse, se siete una donna.
Tutto, per la cultura!

Tot. 1688 euro.
Se li avete, potete REALIZZARE UN SOGNO!*
Non ne vale la pena, per quattro spicci?




*Il tono di questo post è volutamente ironico.
Tanto chi arriva a leggere queste righe, e si prende la briga di farlo fino in fondo, sicuramente lo avrà già capito.
Chi, invece, non dovesse capirlo, decidesse di aprire una fumetteria, e un domani volesse farmi causa, venga pure a trovarmi.
Sotto il bancone c'è il mio avvocato. Una doppietta stile far-west.
So say we all!
GNOCCA1

giovedì 26 marzo 2015

Panini & Asterix: qualche dettaglio

Mentre altri non riescono neanche ad aggiornare le proprie pagine FB, il fumetto va avanti.

Dopo Topolino, dopo gli accordi con la Bonelli, l'asso pigliatutto di Modena si lancia su uno dei fumetti più conosciuti, amati e diffusi al mondo.

Vi forniamo qualche dettaglio inedito e l'immancabile commento finale.

sabato 25 maggio 2013

Fumetteria: parla un cliente



Spesso, anche recentemente, abbiamo parlato di come/dove/quando si apre una fumetteria.
Mai del "perché"... ovviamente, visto che nessuno lo sa.
Follia? Passione? Autolesionismo? Soldi in eccesso e/o da riciclare?
Ma non è questo l'argomento del post che state leggendo.
Dicevamo: aprire una fumetteria. Ne abbiamo parlato in modo serio, talvolta scherzoso (magari qualcuno si è un tantiniello incazzato... ma il "non prendersi - troppo - sul serio" è uno dei pilastri di questo blog...), o facendo anche i conti in tasca a chi ha questo progetto ai confini della realtà.
QUI l'ultimo post in tema (rovistando trovate anche tutti gli altri link).
Recentemente ho ricevuto una bella mail che ho chiesto di poter pubblicare.
E' più o meno in tema, ma con un punto di vista totalmente diverso: quello del cliente.

Eccola.

Ciao Francesco,
ho letto con divertimento i tuoi post dedicati agli editori, ai proprietari di fumetteria, ai franchiser. Credo però ti manchi il punto di vista del lettore, un signor qualunque appassionato di fumetto e che vorrebbe seguire qualche serie senza troppe complicazioni o mal di testa. Appunto.

Dall’alto della mia ventennale esperienza di frequentatore di fumetterie (almeno 8, visto che abito a Milano), vorrei raccontarti come e perché sono diventato un accanito consumatore di cachet:

Quelli che…

Quelli che aprono solo il pomeriggio e solo qualche ora, incluso il sabato, perché al mattino “ho un altro lavoro”.
Quelli che hanno la newsletter, mi scrivono 4 volte alla settimana le loro facezie, ma i cambiamenti di orario di apertura del negozio (4 nei primi 4 mesi di vita…) li comunicano solo con un foglietto appeso alla porta.
Quelli che appendono un orario che dice “apertura ore 9”, poi però arrivano alle 10 e ti dicono “non trovavo parcheggio”.
Quelli che in occasione dell’uscita dei 5 spillati DC della Lion (da me prenotati settimane prima) , mi dicono che hanno tutto tranne Batman e Superman 1 “perché li ho esauriti già ieri”. E allora perché mi hai chiesto di prenotarli?
Quelli che però anche Flash n. 1  l’hanno finito, “ma se tu tornassi nel pomeriggio, ho mandato un ragazzo a Lodi a comprare le copie invendute della fumetteria locale per accontentare i miei clienti”.
Quelli che chiedono di fare la casella per gli abbonamenti, poi però ti saltano i numeri e danno la colpa al “sistema” (distributore comunista?). In questo caso, per “Quelli che”, leggi “almeno tre fumetterie diverse”.
Quelli che devi lasciare la borsa incustodita in un angolo dell’ingresso, e se obietti che hai dentro il computer ti dicono che “non rispondiamo di eventuali furti”.
Quelli che in occasione dell’apertura ti snocciolano baldanzosi i giorni della settimana in cui arrivano Panini, Lion, Magic (”3 corrieri alla settimana!”), poi torni il sabato e scopri che le novità arrivano tutte il martedì successivo. Gli stessi che, ad ogni modo,  comprano solo albi prenotati, mai una copia in più, per cui se voglio acquistare d’impulso uno Spider-man o un Thunderbolts devo uscire dal negozio, attraversare la strada, comprarlo dall’edicola di fronte (giuro!).
Quelli che hanno due negozi, per cui se cerchi qualche novità ce l’hanno regolarmente nell’altro, e se ti interessa se lo procurano per la settimana dopo.
Quelli che la casella non comporta nessun obbligo, però se disdici una qualsiasi serie ti chiedono come mai gli vuoi arrecare un danno visto che loro hanno già prenotato la copia .
Quelli che hanno i commessi, i quali si mettono a litigare davanti ai tuoi occhi, un sabato mattina, “perché le novità a scaffale vanno messe di copertina e non di costa, altrimenti il cliente è cieco e quel che non vede non compra”. Gli stessi che ti avvisano di straforo che la proprietaria è di malumore “perché sono già le 10 di sabato mattina e non ha ancora venduto niente”.
Quelli che se fai domande sulle uscite di Xmen o Spiderman (insomma, i bestseller), ti rispondono di aspettare martedì che torna il loro collega perché loro “leggono solo manga”, e tu ti immagini una Feltrinelli o una Mondadori in cui un incaricato risponda  “leggo solo poesia del Settecento, se vuoi sapere quando esce il nuovo Grisham devi chiedere alla mia collega”.
Quelli che dirottano verso di te, lettore Marvel ventennale,  i nuovi clienti che domandano “quanto durò la tal collana PlayPress” o “fino a che numero John Byrne ha scritto F4”, perché loro “sono un po’ in ritardo con le letture”: quindici anni, ad occhio e croce.
Quelli a cui mandi una mail il venerdi per sapere se sono arrivati alcuni fumetti, e non ricevendo un riscontro vai di persona il sabato per sentirti dire “la mia posta non funziona bene, posso leggere le Email ma non posso inviarne”.
Quelli che aprono una fumetteria di 8 mq, in pratica una cabina del telefono. Gli stessi che la chiudono, naturalmente, entro i sei mesi successivi.
Quelli che (hanno poi chiuso nel giro di un paio d’anni) ti guardano sconcertati quando,  sfogliando le novità a scaffale, hai deciso di comprare alcuni volumi Planeta. Ma come, ti dicono, ne ho acquistate solo 2 copie, e le ho già finite il sabato, così adesso mi tocca riordinarle!
Quelli (o meglio quelle) che se domandi di Davvero, The Boys oppure Secret Warriors, si attaccano al telefono e domandano al marito se ne hanno qualche copia a scaffale “perché è lui che li legge, io tengo solo aperto il negozio fino alle 5 quando lui finisce l’altro lavoro”.

Che dire?
Ora aspettiamo il prossimo punto di vista!

giovedì 26 luglio 2012

La rivoluzione Me.li. (2): parola al libraio...


Abbiamo iniziato a parlare della rivoluzione (presunta?) che Messaggerie Libri, nella sua divisione di Me.Li. Comics ha portato nel mondo del fumetto ad inizio 2011.
QUI c'è il punto di vista degli editori, più o meno soddisfatti del cambio di distribuzione.
A seguire, il commento di quattro librai, che hanno risposto alla nostra domanda:
"Da un anno e mezzo, diversi editori hanno scelto Messaggerie Libri. Le vendite di questi editori, da quando è cambiato il distributore, sono migliorate o peggiorate?
Perché secondo te?
E come è cambiato il tuo modo di trattare questi editori?"

Buona lettura.

Corrado Morale, dipendente Libreria 901, Torino
Sì, sono peggiorate per alcuni (GG Studio e Comma 22) e sono migliorate per altri insieme al proprio catalogo (Coconino, Tunuè, Edizioni BD). Invece, trovo che, il passaggio non ha giovato assolutamente ai manga della Jpop (operatori un pò stralunati, vogliono solo i propri elenchi elettronici, fallati o gli errori vengono affrontati con assoluta impreparazione logistica e complicazioni burocratiche da fare invidia agli impiegati di "Brasil"), le vendite degli stessi non migliorano, dal nostro punto di vista abbiamo notato, addirittura, un calo.
GP, inizialmente, ha subito un calo (anche se la media dei titoli viaggia sui 7/8 pezzi di venduto) ma ora gli arretrati hanno avuto un buon incremento di vendite; alcuni titoli sono veramente buoni (I am a hero, Billy Bat, Kingdom) e gli operatori sono svegli, riesco a lavorare con il mio database e fanno delle ottime campagne con diritto di reso totale.
In definitiva l'elemento più scomodo di tutti è lavorare con almeno 4 cataloghi diversi, per non parlare delle complicazioni amministrative!!
Il dato positivo, e su questo non ci piove, sono fatture a 60 gg e una media di sconto del 38%; inoltre abbiamo il diritto di reso su tutto, escluso i manga.

E come avete il reso?
Abbiamo il reso perchè nel 1998 siamo nati come libreria, il fatto di essere specializzati nel fumetto è iniinfluente, per il gigante Meli siamo e rimaniamo tali.


Salvatore Rizzuto Adelfio, Altroquando, Palermo
Della Coconino prima prendevo quasi tutto, almeno 1 copia. Adesso solo su ordinazione. Gli altri editori BD, J-pop, Comma22 e soprattutto GP non li ordino più. Della GP qualcosa è presente perchè arriva dalla distribuzione da edicola.


Roberto Palaia, Fumettopoli, Reggio Calabria
Devo segnalare che l'intera gamma dei titoli degli editori passati a Meli ha avuto un drastico calo di vendite. Più del doppio per quanto riguarda le novità, in quanto il lettore è totalmente all'oscuro delle uscite, nonostante i miei sforzi nel promuoverli. Alla fine il tempo impiegato non vale la pena per il rientro economico che si ha.
Anche per gli arretrati la situazione seppur leggermente migliore, di mese in mese, vedo sempre un peggioramento. Tempi molto lunghi per i rientri e il clienti si scoraggia facilmente fino a non ordinare più i titoli degli esclusivisti Meli.
Editori come Tunué, Comma 22, Coconino, GP, BD, sono oramai scomparsi nella mia Fumetteria. Prima del passaggio a Meli avevo delle vendite non esagerate, ma comunque costanti.
Adesso solo Jpop continua a vendere, ma sempre in costante calo. Ritengo che concluse le serie in corso, il cliente si fermerà ad acquistare questa casa editrice. Mi auguro di no in quanto la JPOP (come la BD) mi ha dato sempre grosse soddisfazioni, in termini di vendita e grande disponibilità con l'editore.
Molto materiale lo porto solo su ordinazione. Son stato costretto tagliare questi editori semplicemente per motivi di tempo. Non si può perdere 15 minuti per controllare se un solo titolo risulta in ordine. per poi perdere altri 15 minuti per ricontrollare un altro titolo e così via.


Max Favatano, Mondi Sommersi, Lecce
Parlando a nome della mia attività, le vendite sono peggiorate, direi azzerate. A parte qualche eccezione, come Jpop e qualche titolo GP, del resto non prendo più nulla. MeLi non mi vuole come cliente da quando gli ho fatto notare che i diritti di una "fumetteria" sono IDENTICI a quelli di una libreria, in quanto alla camera di commercio, l'unico luogo a far testo per identificare un'attività commerciale la mia libreria (come certamente quasi tutte le altre) figura esattamente come la Feltrinelli. E mi hanno tagliato fuori sia come libreria che come fumetteria :)
Con il felice appoggio degli editori di fumetti si sono inventati questa differenzazione tra le attività, annullandone il reso (a tutti) e tagliandomi fuori dalla distribuzione. Per fortuna già non si vendeva molto di questi editori, ora dal mio negozio sono quasi scomparsi. Investo su altro e buona lì, contenti loro contenti tutti.
Per i titoli che prendo di Jpop e GP ho ridotto tutto a quanto mi ordinano i clienti e li prendo da altri subditributori e/o colleghi grazie all'AFuI. I clienti man mano vedo che stanno completamente abbandonando anche questi due editori, che nel mio negozio erano baluardi del manga, spostandosi su Goen e le solite Panini e Star Comics. Francamente non vedo l'ora che il passaggio sia totale, così non avrò più a che fare con questo delirante modo di lavorare e di essere presi in giro da parte di questi mostri del marketing.


Susanna, libreria RenComics, Torino
Innanzitutto vorrei ringraziare Francesco per questa opportunità e per gli articoli che pubblica sul suo blog. Essendo io stessa ancora inesperta in questo lavoro, devo dire che mi risultano molto istruttivi. Ma parliamo di Meli.
All'inizio non capivo bene il funzionamento di Meli e, devo ammettere, che tutto mi sembrava molto confuso; soprattutto in considerazione del fatto che Pandistribuzioni mi ha "viziato" non poco con il suo sito ordini, rendendo il mio lavoro più semplice. Tornare ai form in excel è stato un incubo. E lo è ancora in realtà. Faccio fatica e sono sempre in ritardo. A causa di questo sistema contorto, ho sempre trascurato molto gli editori trattati da Meli, e ad oggi posso dire, sbagliando.
Meli in realtà mi ha aperto un mondo. Ho compreso diverse cose legate alle fumetterie, e se a Francesco non dispiace, vorrei sfruttare quest'occasione per rispondere personalmente agli editori che hanno espresso il loro parere in un articolo del blog. Sono pienamente d'accordo con Daniele Brolli quando dice che il sistema distributore/libraio andrebbe riformato in toto. Pienamente d'accordo. Credo sia ora di eliminare l'idea di 30 anni fa, che vedeva le fumetterie come negozi atti unicamente al collezionismo, dove tra un negozio e una bancarella, non fosse per i costi di gestione, non c'era differenza. Oggi le fumetterie sono librerie a tutti gli effetti e dovrebbero avere lo stesso tipo di trattamento economico di qualunque libreria. E' come se alle librerie specializzate in viaggi (negozi che ultimamente vanno molto, non chiedetemi perchè) venissero applicate condizioni diverse di qualunque libreria. Già, la fumetteria essendo incentrata in un ambito collezionistico può trattare l'usato. Ma cari editori siete proprio certi che sia così? Avete mai visto il form degli studi di settore di una fumetteria? Secondo me no. Certo, la fumetteria può vendere l'usato, come qualunque altro negozio, ma, per legge, almeno a Torino è così, per poterlo fare necessita di una autorizzazione espressa del Comune. Quando ho sottolineato questa cosa a chi sta dall'altra parte mi è stato detto che tanto l'usato non lo si scontrina, di conseguenza non risulta l'entrata e neppure l'uscita. Volevo una katana!!!!!!!!!!!!!!
A parte che la legge dice che il materiale librario non è soggetto a scontrino, quindi gli scontrini sono affar mio, ma mi chiedo, qui parliamo di attività commerciali o del mercato saraceno???????
Scusatemi, forse sto divagando, ma non posso credere che esistano delle visioni così fuori dalla realtà (forse allora siamo al mercato saraceno!!!!!!!!), qui non si vuole vedere perchè non conviene farlo.
Quindi, visto che poi vi annoio, se si tratta di una fumetteria per come la intendete voi, usato, nuovo, collezionismo e bla bla, fate come volete voi, ma se si tratta di una libreria specializzata in fumetti, che quindi non tratta usato, non tratta il collezionismo e chi ne ha più ne metta, deve avere le stesse condizioni da libreria.
Pertanto prima di stereotipare il mercato secondo i vostri metri astrusi, almeno prendetevi la responsabilità di controllare le visure camerali, invece di fare di tutta un'erba un fascio secondo i propri comodi.
Un'ultima cosa per Emanuele: è vero, i nostri fatturati sono bassi, ma con questo sistema ingrassiamo solo gli editori; io, personalmente, non rischio su un sistema che mi penalizza e che consapevolmente mi impedisce di crescere.

venerdì 3 marzo 2017

Logan contro Wolverine... tra edicola e fumetteria #EditoriCreativi 53

Scelte dubbie, comportamenti al limite dell'illogico: spiegazioni, anche se richieste, zero.
Cosa fanno i nostri eroici (??) editori preferiti (??) quando non sono impegnati a pianificare la conquista del mondo?
Continua la saga di EDITORI CREATIVI... una rubrica più o meno mensile, quando Lion non ci mette lo zampino...



Lo scorso luglio, per la collana Marvel Greatest Hits, Panini Comics ha ripubblicato - per la prima volta in volume in libreria, Wolverine: Vecchio Logan, una storia di una decina di anni fa - recentemente ripresa durante Secret Wars - che è diventata un piccolo cult di un personaggio molto amato.
Il volume esaurisce molto presto.
A gennaio, viene annunciata una ristampa del suddetto tomo, affiancata da una variant con la locandina del film in copertina. Quale film? Ma ovviamente, il Logan - The Wolverine in uscita proprio questa settimana!

Quindi, riepilogando: proprio ieri, è uscito un volume che propone la storia che è presentata in un film - attesissimo - al cinema.
Peccato che, in contemporanea, venga anche pubblicizzato e distribuito il numero uno dell'ennesima collana economica da edicola - non vendibile in libreria, se non "forse" e "dopo la conclusione" - che contenga la stessa storia.
Le stesse identiche pagine.

Prezzi: 3,99 euro per l'edicola, contro i 19 euro per la fumetteria.

Credo che il problema, per quest'ultima, sia evidente.
Ma provo, per chiarezza, a spiegarlo bene qui sotto.