venerdì 12 giugno 2020

PANINI/DC una settimana (abbondante) dopo. Le prime impressioni

Prima settimana di Panini Comics/DC.
Abbastanza per fare un piccolo bilancio, considerando che la bontà di un lancio del genere in gran parte la si saggia prima dell'uscita dei prodotti, al massimo con la visione degli stessi e i primi riscontri dei clienti...

Come sempre, diremo quello che pensiamo, dal punto di vista di chi i fumetti non li compra per passione, ma per rivenderli, a differenza di chi recensisce con un occhio di riguardo all'editore che glieli regala (e vuole che continui a farlo...).
Noi paghiamo tutto e ci mettiamo la faccia: gli unici cui dobbiamo render conto sono i nostri clienti...


VARIANT!


Qui e seguendo i link, trovate tutte le notizie sull'acquisizione dei diritti DC da parte di Panini Comics, se magari avete abitato su Krypton (e senza connessione) negli ultimi sei mesi...


Il rilancio, che doveva partire il 2 aprile, è slittato esattamente di due mesi: la promozione Panini per i negozi prevedeva solo - è proprio il caso di dirlo, visti i lanci del passato, con fino a sei o sette variant per il numero uno e almeno un paio per due e tre! - UNA variant per i cinque numeri zero (ALFA se preferite) e per i dieci numeri uno ("Museum" o "City" come preferite chiamarle). Tutto molto chiaro e gestibile.
Le variant sono uguali alle regular: ma mentre le Alfa hanno uno sfondo diverso (e prezzo più alto) quelle dei numeri uno hanno lo stesso prezzo, ma senza loghi in copertina, oltre ad esser stampate su carta diversa.
Per avere queste ultime, i negozi dovevano aderire ad una promo con vari costi e benefici...

Senza un vero starting point, ma anzi con i buchi lasciati da Lion da chiudere (ci pensano i DC Direct, volumi che fanno da ponte tra le due gestioni), il compito di Panini Comics è sicuramente più arduo di quello del precedente licenziatario, che partiva col New 52 - il miglior rilancio post Crisis - a portata di mano.


Ma davvero tanti sono stati gli errori e le scelte dubbie da parte di Panini Comics.

Il primo è individuare come data di lancio l'unica settimana, tra maggio e dicembre, in cui c'è un ponte, quello del 2 giugno: in un periodo in cui tutti i corrieri sono - eufemismo - in difficoltà, avere un fornitore che ti spedisce il mercoledì è un terno all'otto. Infatti parecchi colleghi non hanno avuto il materiale in tempo. Perché non dare albi, espositori e quant'altro, la settimana prima, con obbligo - contrattualizzato come si fa in tanti altri settori - di non venderli prima della data (comune) di lancio?

Probabilmente scarsa fiducia, viste precedenti promo in cui il "Day One" non era stato rispettato da qualcuno, da quel che so io senza sanzioni... Ma se si lavora in questo clima di scarsa fiducia, non si parte bene. Anche perché non tutto è uscito puntualmente: il pack con Batman 1 e Superman 1 (fondamentale) ha tardato (MA IN EDICOLA C'ERA DA GIORNI!) e alcuni sagomati sono arrivati dopo.


Il battage pubblicitario è stato notevole: sui social, addirittura sui TG nazionali e periodici non specializzati. Ma è mancato qualsiasi supporto cartaceo.
Lo dicemmo già in passato: se fai decine di migliaia di poster da mandare in edicola per reclamizzare il lancio perché non mandarne poche centinaia in fumetteria? Anche questo serve.
Segnalibri, cartoline: più dai ai negozi - specialmente in questo periodo - la possibilità distribuire materiale omaggio, più eco avrà la tua promozione. E un grande editore non può perdersi in piccolezze del genere.


Molti negozianti, tra cui anche il sottoscritto, poi, sono ancora sotto shock per la MOLE delle uscite.
Mi spiego: post quarantena Panini Comics doveva recuperare circa due mesi interi di materiale, solo parzialmente distribuito. Tutti temevamo una valanga di materiale, e così puntualmente è stato a maggio.
A giugno - sembrava impossibile - peggio ancora: in una sola settimana abbiamo visto l'equivalente di un mese intero, in termini di valore.
Sembra di essere nel post-Lucca Comics: e tutto questo solo per Panini Comics.

Chiaro che poi quelle fatture bisognerà pagarle: e non sarà facile con i negozi ancora con gli ingressi limitati, coi pochi soldi che ancora girano e l'estate che si avvicina...


In ordine sparso, poi, tante altre "piccolezze":

-le cover ALFA variant quasi identiche alle regular: cambiava solo lo sfondo. Il cliente lo nota e si chiede perché deve pagare 10 euro per una cosa identica ad una che costa 6. Ah: all'interno, c'è scritto "variant" anche nelle regular...

-le cover MUSEUM prezzate come le regular, ma in realtà non sono state vendute liberamente ai negozi, che dovevano aderire ad una promo importante per averle. E dopo scatta la "caccia" da parte dei fan, per cui il negoziante o alza i prezzi, o le fa comprare da chi poi se le rivende su eBay.
Sarebbe bello vedere albi non prezzati, e comunque numerati per "certificare" la rarità del pezzo...

-questo sembrerà banalissimo a chi non ci lavora, ma i codici a barre delle serie di Superman e Batman erano gli stessi di due serie di una decina di anni fa! Per chi lavora "sparando" i barcode, un bel problema, che ti porta a dover ricodificare sia gli  albi vecchi che quelli in uscita...
Ma l'ISBN, il codice di diciotto cifre che identifica le serie regolari, non dovrebbe essere UNIVOCO?

-ottima l'idea dell'albetto gratuito, L'Anno del Criminale, evento estivo insieme a "Leviathan" della DC. Ma perché non approfittarne mettendoci dentro anche la lista dei negozi aderenti, che al momento è apparsa solo sul sito dell'editore e sarà sul prossimo catalogo? Un po' poco, no?



Insomma: tirando le somme ci sono diverse importanti "luci", ma tante piccole "ombre" - e spesso sono cose già dette e ridette - che da un editore così grande, esperto e importante ogni volta non ci si aspetta. O forse sono un ottimista io...

Fatto sta che il monopolio, come già detto, giova solo al monopolista: i prezzi salgono, i lettori calano. Si spreme sempre lo stesso pubblico.
E le tante uscite in poco tempo, schiacciano tutti gli altri editori, che si vedono messi da parte dai distributori, costretti a lavorare il materiale Panini Comics in modo prioritario, senza possibilità o risorse per ribattere e occupare uno spazio che, sugli scaffali dei negozi, e di conseguenza nelle librerie dei lettori, rischia di diventare sempre più ridotto.

E di proposte se ne vedono davvero poche.

2 commenti:

  1. Troppe uscite che non limiterei al solo giugno....penso che sarà una caratteristica dei mesi a venire con tonnellate di novità accompagnate da altrettante tonnellate di ristampe ( le prime che mi vengono in mente,ad esempio, i Marvel must have)....insomma un mercato sempre più destabilizzante per i clienti che non fanno in tempo a registrare delle novità che subito si ritrovano a dover fare di conto con altre nuove uscite....senza parlare del fatto che i piccoli editori vengono oscurati dal colosso modenese...se almeno si limitassero le uscite di ristampe in nuovo formato di cui molti non sentono l'esigenza forse si potrebbero lavorare anche quegli editori che nel loro catalogo hanno meravigliose chicche....

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  2. Allora, una volta tolta l'euforia di variant, super-variant e altre cazzatelle (chissà perchè esistono tanti stronzi che se le comprano resterà un mistero), cosa resta di questa "offerta Panini"? Praticamente una manciata di spillati, tutti o quasi destinati a chiudere entro i prossimi due anni e qualche volume che non interessa a nessuno.
    Cosa ha sbagliato Panini, secondo noi? Non puntare tutto sulle edicole in edizioni a prezzi popolari... macchè... il Lupoi Group deve stampare i fumetti spillati su carta stralusso del cazzo che costa tanto, perchè nel segreto delle loro camerette se li devono rimirare tra una... e l'altra. Proprio ieri abbiamo letto il numero più recente di Aquaman americano su carta patinata. Tu dirai "sti cazzi", ma noi siamo tradizionalisti.

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