domenica 22 maggio 2016

Chiude "Fantastici Quattro": La più grande rivista di supereroi di sempre

Nell'autunno dell'88, Star Comics lancio FANTASTICI QUATTRO.
Era la seconda collana supereroistica dell'editore perugino, dopo L'UOMO RAGNO, che ormai aveva alle spalle oltre un anno di vita.
Il primo supergruppo della marvel, era stato la "spalla" di Spider-Man, e dopo una decina di numeri si era deciso di separarli, per pubblicare più materiale.

Rinviata svariate volte, FANTASTICI QUATTRO (FQ per gli amici) usci, appunto, in autunno: due storie e mezza, la serie principale era scritta da Doug Moench e disegnata da un Bill Sienkiewicz veramente acerbo. In appendice Devil, disegnato da un certo Miller, e pezzi dell'Hulk di Mantlo Buscema.

Da lì a qualche mese, la serie avrebbe fatto un gran salto di qualità: come L'UOMO RAGNO sarebbe diventata quindicinale, ed avrebbe visto la nascita di tante "sorelle": da GLI INCREDIBILI X-MEN a CAPITAN AMERICA & I VENDICATORI, passando per WOLVERINE, SILVER SURFER e tante altre pubblicate da Play Press.

L'universo Marvel stava rinascendo in Italia dopo anni di oblio, e tutto il fumetto USA avrebbe goduto di nuova linfa e nuovi lettori.

Questa settimana, Fantastici Quattro ha chiuso i battenti, forse per sempre, col numero 380: questo pezzo è per ricordarne, brevemente e senza pretese di completezza, la storia, i contenuti e le emozioni che ci ha trasmesso, magari col vostro (graditissimo) contributo.

In fondo, troverete anche un bel commento di Giuseppe Guidi, editor della testata da molti anni.

Momento topico: è più forte il NUOVO Hulk, o la NUOVA Cosa?
La serie non parte col botto, ma dopo i primi numeri, coi FQ di Moench-Sienkiewicz, dal 4 arriva John Byrne. Inizia il Devil scritto da Miller, Hulk è sempre bruttino, ma dopo il famoso "salto" di quarantasette storie, anche lì arriva Byrne prima, e Peter David poi.

Le trame sono un crescendo: su Devil si costruisce tutta la storyline che porterà a Rinascita, e a seguire col ciclo contestato ma indimenticabile di Ann Nocenti e John Romita Jr, mentre i FQ decollano, con Terrore in una Piccola città, il ritorno del Dottor Destino, e la saga con Galactus, che porterà al Processo di Reed Richards. La serie è appassionante: Hulk prende lentamente il volo: Peter David, come detto, ai testi, e un acerbo Mc Farlane ai disegni, portano il gigante grigio dove mai è stato prima. O dopo.

In quel periodo, durato svariati anni, Fantastici Quattro si rivela come la migliore serie supereroistica mai esistita. John Byrne, Frank Miller, David Mazzucchelli, Ann Nocenti e John Romita, Peter David e Jeff Purves... E, paradossalmente, neanche l'abbandono di Byrne cambia le carte in tavola: l'addio dell'autore canadese, sostituito da Steve Henglehart prima e Walter Simonson, dopo, per due cicli gradevoli, anche se non indimenticabili, viene bilanciato dall'esplosione di Hulk, con la "sostituzione" di Jeff Purves con la superstar Dale Keown, e dalla run finale di Ann Nocenti, che viene sostituita da Dan Chichester, con ai disegni il favoloso Lee Weeks.

Ma qui il giocattolo si rompe: arriva Marvel Italia, e col numero 115 il quindicinale FQ diventa mensile, con Devil e Hulk che divorziano dal quartetto, per approdate su una nuova serie, Devil & Hulk, appunto, con nuovi e felici cicli narrativi.

FQ vede un momento di stasi: al lungo ciclo firmato De Falco - Ryan, una sorta di soap-opera supereroistica, classica, con colpi di scena, morti e ritorni, ma con disegni assolutamente non all'altezza delle gestioni precedenti, si accompagnano la bella She-Hulk di Byrne, quindi la Fantastic Force di Bastianoni e Rinaldi, che graficamente è la cosa più interessante del periodo.
Le storie riempitive da serie minori del quartetto non sono all'altezza.

Poi, dal 155, la rivoluzione: dopo il crossover Onslaught, parte La Rinascita Degli Eroi, con Jim Lee al timone, e Silver Surfer in appendice. Dopo un anno, c'è Il Ritorno Degli Eroi, con le gestioni Lobdell (breve) e Claremont (lunga), accompagnato da Larroca. A seguire, una parentesi di Carlos Pacheco, quindi la lunga gestione Waid, controversa, ma per me superba.

In appendice, nessuno lascia il segno, se non il Capitan Marvel di Peter David transfugo da Thor, purtroppo interrotto per puntare su un pessimo Namor, e la serie Marvel Knights 4 dello scrittore Aguirre-Sacasa.
Poi la testata scade notevolmente, e neanche il ciclo di Millar - Hitch lascia il segno.

La gestione di Hickman, invece, risolleva la serie, portandola ancora una volta a trame dalla lunga gittata: non per nulla, lo scrittore è ritenuto uno degli innovatori più importanti degli ultimi anni del fumetto USA, ed a lui sono stati affidati crossover di successo come Infinity e Secret Wars, oltre alla gestione di Avengers e New Avengers. Ma tutto è iniziato, ancora una volta, dai Fantastici Quattro!

Ormai, però, incombono i rilanci "Marvel Now", ma né Fraction, prima, né Robinson (All-New Marvel Now), poi, hanno il tempo di fare chissà cosa, anche se del secondo ho sentito parlare bene.
Con Secret Wars, i Fantastici Quattro spariscono, sostituiti per cinque albi dagli Inumani.
Col 380, sipario su questi ultimi, ma di fatto anche sulla serie FQ.

Di questa lunga e bella saga, rimangono ancora vivi i cicli di FQ di Byrne e il Devil di Miller, finalmente ristampati decentemente da Panini in tempi recenti (Omnibus per il primo, e per gran parte del ciclo del secondo, con Rinascita che tornerà in estate, dopo oltre dieci anni, in formato - relativamente - economico), oltre all'Hulk di Peter David, opera monumentale che ha incontrato qualche difficoltà, ma che l'editore sembra intenzionato a portare aventi nonostante tutto.

Sulla sorte della testata fa il punto per noi anche l'editor Giuseppe Guidi:

La chiusura di Fantastic Four era nell'aria da tempo, tra conferme e smentite, illazioni e prese di posizione varie. Personalmente, pensavo più a un bluff legato a Secret Wars, ovvero sbandierare la chiusura di FF quando poi, alla vigilia della guerra, avrebbero chiuso tutte.    
Non so quando si realizzerà, ma credo che il piano di rilancio sia già pronto, magari con dei nuovi Fantastici Quattro. Punto però sul ritorno del Quartetto originale entro un paio d'anni, quando l'attesa sarà forte e le circostanze lo permetteranno.
La testata non ha chiuso per vendite insufficienti ma, a mio parere, per due ragioni principali. 
 
1. La stagnazione cronica post Kirby, interrotta da alcuni cicli di spessore, tipo quelli di Byrne, Waid/Wieringo e Hickman, la cui run ha posto le basi per le Guerre Segrete. FF non può accontentarsi di vivere nella quieta rassegnazione. Stiamo parlando dei mattoni primordiali del Marvel Universe, quindi è auspicabile che il rilancio proponga qualcosa di valido e innovativo.

2. Il motivo principale. Il dissidio con la Fox per i diritti del franchise cinematografico. Se non si giunge a un accordo in quella sede, prevedo tempi lunghi per rivedere il Quartetto nella sua testata. So che si sta lavorando proprio in questo senso. Cercare di riportare a casa i Fab Four (dopo il flop dell'ultima pellicola) trovando una soluzione che possa star bene sia alla Disney sia alla Fox (che si tiene ben stretta i diritti del franchise X-Men), magari venendo a patti proprio coi mutanti, come ha fatto la Sony con Spider-Man. Se poi, come afferma Erik Larsen, oltre a detenere i diritti cinematografici sui FF, la Fox percepisce pure una percentuale sulle vendite del fumetto, la ricerca di una soluzione appare ancora più urgente. In caso contrario prevedo una sospensione secolare del fumetto. L'edizione italiana è in stand-by, in attesa di una ripresa d'oltreoceano. Insomma, la testata esiste ancora e noi siamo pronti per ricominciare.

Intanto, diamo l'arrivederci alla più grande rivista di supereroi italiana di sempre...

Fantastici Quattro 380, l'ultimo

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