giovedì 9 maggio 2013

Si parte per TeramoComix!


Da domani (10 maggio) a domenica 12, saremo a Teramo Comix.
Qui l'evento FB, mentre qui e qui i reportage dello scorso anno.

Una fiera piccola, che non ha intenzione di crescere. Grafica vecchia, scarsissima pubblicità online. Dai, siamo onesti: pubblicità inesistente.
Ma, nel suo piccolo, carina e ben fatta.
Con passione e zero fondi, il che non è di secondaria importanza.
A Teramo si sta bene, si mangia bene (assaggiate mai le assurdamente buone "virtù"?), la compagnia è buona, e qualcosa si guadagna. Senza ammazzarsi di fatica con furgoni giganti e stand megagalattici. Insomma, "il bello della provincia", no?


Noi vi aspettiamo, dal 10 al 12 maggio, orario 9/20, ingresso gratuito, in piazza Martiri Della Libertà.
Domenica ci sarà persino Carmine Di Giandomenico.

Per finire, un po' di storia...
2002: prima Teramo per Antani Comics...
Location: la palestra di una scuola.
Ad ora di pranzo: si chiude!


Il grande Gegé, già ricordato lo scorso anno...
Il collezionista più importante d'Abruzzo, ahimé scomparso...


Seconda location: per alcuni anni in un... sottopassaggio, ma almeno di una piazza molto centrale.
Ad ora di pranzo: SI CHIUDE!

Terza location: tensostruttura in un posto fuori dal mondo


Ultima location (da, mi sembra, quattro anni): tensostruttura nella centralissima piazza Martiri Della Libertà

mercoledì 8 maggio 2013

NarniaFumetto8: tornano i LEONI!

Alessandro Vitti (e splendida figlia) e Rafa Sandoval onoratissimi di ricevere il premio per il miglior fumetto seriale assegnato nel 2012 a RED DREAD (Lateral Studio)

Si, Narnia Fumetto si farà.
Narni, centro storico (ormai è il terzo anno della nuova location), 6/8 settembre 2013.
Abbiamo già la locandina, presto online, e molti degli ospiti.

E, da oggi, partono ufficialmente i LEONI - SECONDA EDIZIONE.
QUI il regolamento ufficiale.

I Leoni di Narnia Fumetto sono il premio che, l'Associazione Culturale Amici Miei, attribuisce al fumetto italiano. QUI e QUI maggiori info sulla prima edizione, QUI invece i vincitori.
Lo scorso anno, le nomination venivano fatte dal pubblico, su FB e via mail, mentre la decisione finale è stata presa dagli addetti ai lavori di "buona volontà", ovvero quelli che hanno perso qualche minuto per inviare il loro voto, liberamente, sulla base delle nomination. Quest'anno abbiamo ribaltato e quindi anche raffinato il concetto.
Le nomination verranno fatte da una giuria di quasi cinquanta saggi (QUI i nomi), che avranno tempo tutto il mese di maggio per pronunciarsi.
Quindi, il popolo di internet, tramite il nostro sito ufficiale, potrà votare uno tra i cinque più nominati per ognuna delle seguenti categorie:
a-miglior fumetto seriale o miniserie;
b-miglior albo unico o graphic novel;
c-miglior disegnatore;
d-miglior scrittore;
e-miglior edizione per cura editoriale e confezione;
f-miglior italiano all'estero (ovvero autore che abbia scritto e/o disegnato per un editore straniero);
g-miglior web-comic;
h-miglior autoproduzione.

L'organizzazione, probabilmente, assegnerà uno o due premi speciali (uno sarà "speciale" davvero... vedrete).

Il tentativo di fare "qualcosa di diverso", a livello di premi per il fumetto, continua.
Come sempre, fateci sapere cosa ne pensate: le modifiche di quest'anno nascono proprio dalle VOSTRE proposte.
Grazie.

martedì 7 maggio 2013

I Gufi del Garpez

La famigerata Maschera del Gufo indossata dal nostro modello...
Il nylon intorno serve a non farla cadere, visto che non è dotata di elastici....

Ne avevamo parlato QUI.

Di furia e fretta, in una notte di fine 2012, le fumetterie vennero avvisate della promo.
Gli ordini per avere le maschere, andavano modificati entro la pausa natalizia, con pochissimi giorni di preavviso. Le maschere dovevano uscire entro febbraio: comunque tardi, visto che la saga si concludeva a marzo, e quindi era ormai inutile promuoverla, ma non tardissimo, visto che per averle, era necessario vendere dei bat-pack "virtuali". Mi spiego: il distributore dava una maschera per ogni acquisto di un "blocco" predefinito di materiale batmaniano.
QUI, come già detto, i dettagli.

La promo serviva in due modi, perlomeno da come l'ho vista io:
-ordinando gli albi previsti, il cliente avrebbe avuto l'omaggio garantito e prenotato.
-come negozio, ho rimodulato - ed incrementato - i miei ordini, per avere delle maschere in più. Non per rivenderle, ma per usarle come incentivo per vendere ulteriore materiale.
Pensavo ad una promo che permettesse a chi non aveva prenotato, in cambio dell'acquisto di X euro di albi Lion e/o di Batman, di portarsi a casa la maschera.

Il fatto che il pack sia uscito con oltre due mesi di ritardo, lo rende una promo inutile.
Chi doveva prenotarlo, e l'ha fatto, non avendo ricevuto comunicazioni - perché nessuno ha avvisato del ritardo, nessuno ha fatto sapere nulla, nessuno si è scusato - si è sicuramente seccato, e difficilmente parteciperà in futuro a promo del genere. I negozi che ne hanno prese in più, come detto, per incentrarci promo, o venderle... cosa potranno farci, ormai?

E gli elastici? Probabile un ulteriore pack, che conterrà anche il mantello di Batgirl e le scarpette di Robin...
Sic...

Vi lascio col commento medio del cliente, una volta viste le maschere.




Forse siamo noi che non capiamo.
Forse, in realtà, sono un Garpez...

lunedì 6 maggio 2013

11 motivi per leggerci


E ancora una volta, la classifica di Ebuzzing, ci premia.
Il vostro blog preferito (?) è UNDICESIMO nella classifica "fumetti", CENTOCINQUANTASETTESIMO in quella relativa alla cultura (povera italia...) e SETTECENTOQUARANTANOVESIMO in quella generale...

Negli ultimi cinque mesi, abbiamo collezionato quattro risultati importanti: ventesimi, trentaquattesimi, ma, soprattutto, quattordicesimi il mese scorso, undicesimi ora. Ci vogliamo fermare? No, assolutamente. Complice il RADDOPPIO delle visite mensili negli ultimi due mesi, non vedo perché non essere ambiziosi. Si "lo sport è vita", "l'importante è participare", "non dobbiamo guardare la classifica", "l'importante è la squadra, non il singolo", etc... ma chi ci crede?

Gli undici motivi per leggerci del titolo, francamente, sono troppi.
Ne avessimo, saremmo ben oltre.
Ma ve ne voglio dare uno, uno almeno. Che è una piccola soddisfazione personale, ovvero aver portato alla ribalta problemi, difficoltà ed argomenti di che tutti evitano, se non qualche collega volenteroso. Casini distributivi, difficoltà nel vendere i fumetti dei quali tutti noi amiamo PARLARE, ma che nessuno - o quasi - sa che fine fanno, una volta stampati.
Ecco, questa è una piccola vittoria, che vale quell'UNDICI che abbiamo raggiunto.

Grazie a tutti :)

ps: post rilevanti, secondo Ebuzzing:
14;
Napoli Comicon, giorno quattro;
Eddie Campbell da Antani Comics.

sabato 4 maggio 2013

NarniaFumetto e gli ultimi arrivati

Sempre al Comicon.
Capita che sei tranquillo in fiera, quando capita una tizia con un questionario.
Sta facendo la tesi di laurea.
Varie domande, alcune anche abbastanza azzeccate.

Poi leggi l'ultima.


Al di là del bullarsi per la presenza, perché va fatto visto che sei in mezzo a tutti eventi più grandi di te, e ne mancano almeno una decina - se non di più - che in "classifica" sono sicuramente più importanti,  c'è un dato ancora più significativo. Chi sta facendo la tesi, partendo da internet, ha trovato queste fiere tra le più note o di cui si parla di più o che vengono tra le prime dai motori di ricerca. Pensandoci bene, se digiti "mostra+fumetto+italia", Narni è il quinto link, terza mostra dopo Lucca e Comicon.

E, riflettendo bene anche sugli otto nomi proposti... è possibile che ci sia la neonata Etna, ma anche la stessa Narnia Fumetto, e non Mantova? E non RiminiComix? E non Bologna?
Noi ci prendiamo questa piccolissima - ma grande nel significato "extrafumettistico" - vittoria, ed andiamo avanti...

Nonostante questo, anche se presto ne riparleremo.

giovedì 2 maggio 2013

Dossier Marvel NOW 4: un commento


L'argomento del giorno: MARVEL NOW, il rilancio in grande stile della Casa delle Idee, che arriva in Italia (da fine aprile). QUI abbiamo pubblicato copertine ed immagini delle magliette allegate ad alcune variant; QUI abbiamo presentato il "piano dell'opera", con variant, contenuti, prezzi e trame di tutte le serie, mentre infine QUI si è annunciata la innovativa "variant Reevolutionary" de I NUOVISSIMI X-MEN 1.
Ora, come sempre, non ci facciamo sfuggire la possibilità di dire la nostra.
In modo pacato, ma senza peli sulla lingua.


L'operazione, in sé, è sicuramente valida. Rispetto al Reboot DC di un anno fa (qui tutti i post nei quali ne abbiamo parlato) è un po' meno "punto di partenza", perché i personaggi non sono "reboottati", non sono nuove versioni, insomma. Si tratta, comunque, di "veri" numeri uno, di nuovi (e grandi) team creativi, e... di Marvel, che in Italia ha sempre avuto più appeal della DC.
Però, alcune cose non vanno, secondo me, nel modo di gestione della Panini.
Ovviamente, è obbligatorio anche un paragone col rilancio effettuato un anno fa da Lion, il reboot (appunto) del New 52 DC Comics.
Ecco le "critiche":

1-Tante variant, tanto casino. Ogni variant ha un suo nome, è relativa solo ad alcuni albi (a parte la B di Skottie Young), alcune hanno modalità un bel po' incasinate. E le idee non sono chiare. A Cartoomics, oltre un mese fa, la Panini ha detto che le variant "ultralimited" (testuali parole) "verranno date ai più meritevoli, sarà una questione di merito e non di soldi". Il che non è vero: le ultralimited fanno parte di una operazione più ampia, in cui si chiede un impegno economico gravoso alle fumetterie che aderiranno, che ne avranno solo TRE (all'inizio si parlava di UNA) per testata (e TRE sono le serie coinvolte, per un totale di nove variant). Immaginatevi la rarità (la tiratura complessiva sarà al massimo di qualche centinaio di copie: le Supervariant DC, hanno raggiunto un valore in alcuni casi superiore ai 150 euro...), ed hanno - già detto - meno appeal "storico" di quelle Marvel...

E, scrivere su Anteprima che costano 5 euro, senza far conoscere le modalità per averle, senza informare che comunque il prezzo che i negozianti imporranno potrebbe essere diverso, non è corretto. Oltretutto, come già dissi alla Panini, sarebbe ancor più indice di rispetto verso i negozi, non prezzarle, ma indicarle come copie "omaggio", o destinate ad una vendita promozionale.
E, per i lettori: numerarle, e far sapere di quanto è la tiratura.

Altrimenti, si rischia di far passare i negozianti - al solito - per esosi, senza sapere che le quantità da ordinare, per essere MARVEL NOW! SUPER FAN è davvero elevata...
La Panini, ha parzialmente corretto il tiro su Anteprima 260, definendo tale tipo di cover come "speciale promozionale a tiratura limitata e non ordinabile, data alle fumetterie, in base a un sistema di incentivi commerciali".

2-Impegno economico richiesto ai negozi.
In principio, pensavo che aver fatto le variant solo dei numeri uno, a differenza della Lion che ne fece per i primi tre, fosse un vantaggio: meno problemi organizzativi, più semplicità nell'offerta.
Vero, ma non del tutto.
I negozi hanno un obbligo di aquisto elevato (nella più onerosa delle due modalità di adesione) che, oltre che essere uguale per ogni testata (I Guardiani della Galassia venderanno come Spider-Man e Avengers...? Uhm...), è identico per i primi tre numeri. Solo: per il nr. uno può essere spalmato su DUE cover, regular (A) e variant B che, sicuramente, qualche appassionato acquisterà entrambe.
Solo che, lo stesso quantitativo, per due e tre, non si divide su diverse cover.
Morale: se io vendo un numero X di copie dell'uno, sapendo che sicuramente un tot. di clienti ne prende DUE copie (con cover divers), come posso sperare che il due ed il tre CRESCANO? Generalmente è il contrario...
Quindi si rischiano numerosi invenduti, che sono coperti solo da un piccolissimo reso (all'inizio non era previsto, ma evidentemente le proteste sono servite). Sovrasconti: zero.


3-Impegno organizzativo richiesto.
Le variant "ReEVOLUTIONARY" prevedono la stampa, la compilazione di un modulo per la privacy, che andrà consegnato alla fumetteria di riferimento, la quale esonererà (con un ulteriore modulo) Panini Comics da qualsiasi responsabilità riguardo l'uso del nome del proprio cliente. La fumetteria, poi, provvederà ad ordinare gli albi e distribuirli.
Non poteva Panini raccogliere direttamente gli ordini dai clienti, sostituendo i moduli con un form online (solo per dirne una), esentando le librerie da obblighi che non sono i loro?

4-Paragone col Reboot. 

A conti fatti, il rebood DC gestito da Alastor/Lion, presentava, si, gli stessi minimi di acquisto ma, sicuramente:
-maggior complessità per le cover variant, che abbracciavano anche i numeri 2 e 3, ma che erano comunque (a parte le "super variant") di soli DUE tipi, uguali per ogni testata. E le serie erano SOLO SETTE, contro oltre il doppio di quelle Marvel Now.

-più modi (e gradi) di adesione;
-sconti più alti, e possibilità di incrementarli;
-reso nettamente più alto.

-tantissime testate.
E continuo a dire che, se ci credi realmente, in un evento, mi "obblighi" a prendere anche tantissime copie, ma con una copertura di un reso più alto, o quantomeno non diviso per serie, in modo che le testate più vendute possano darti la possibilità di rischiare per le altre...


5-Tempi.

Anteprima esce a metà mese, i negozianti avrebbero dovuto prenotare tutte le uscite fino ai numeri tre (per alcune serie, quindi, si parla di albi che usciranno in autunno...), entro il 28 marzo. Fortunatamente, si è riuscito a far slittare il tutto al 7 aprile.
Di fatto, le cover (non tutte) e le immagini t-shirt sono state rese note solo pochi giorni prima della scadenza. Non si sa nulla dell'espositore da terra, mancano (o sono stati pubblicizzati tardi) diversi dettagli. In tutto questo, avvisare il cliente e raccogliere le prenotazioni, non è proprio facile...
Era necessaria tutta questa fretta, tutto questo anticipo di sei mesi?

6-Promozione

Fermo restando che la Panini è sempre in prima linea per promozione e pubblicità, l'evento meritava forse qualcosa di più. Ad esempio: l'albo promozionale allegato ad Anteprima 290, non poteva essere regalato in quantità a tutti gli aderenti alla promozione, se non a tutte le fumetterie? Qualche poster?
Solito discorso: non si riesce ad uscire dalla cerchia degli appassionati...
Anche se, la pubblicità dell'albo a fumetti di Iron Man prima della proiezione del suo film, se ben realizzata, potrebbe essere una carta decisamente vincente... Ma non ne parlo, perché commenta bene tutto l'amico Max.

Alla fine: di fatto, tutta l'operazione è rivolta ai grandi negozi (dieci? venti?): i piccoli (centocinquanta? duecento?) non hanno i numeri per farcela, senza rischiare di esporsi molto, in questo momento. Certo, aderiranno molti, moltissimi: ma l'impressione è sempre che si punti solo a vender copie, non a farlo al numero maggiore di negozi possibile...

E, la mancanza di sovrasconti e/o di un reso decente non giova...
Oltretutto: il prezzo di lancio, è solo su IRON MAN e INCREDIBILI AVENGERS. Per carità: un prezzo molto migliore di quello che Lion fece sui numeri uno, che scontò di un solo euro, mentre Panini offre Iron Man a 1,99 e Incredibili Avengers a 1,00 euro, invece che a 3,50. Ma, a conti fatti, meglio un piccolo sconto su tutto, o un grosso taglio di prezzo solo su due numeri uno? Certo, c'è il film di Iron Man in rampa di lancio... Ma rimane il sospetto che si sia osato poco...


NB: le "proteste" delle fumetterie - AFUI in prima fila, hanno portato ad un ulteriore comunicato di Pan Distribuzione. L'editore ha - come detto - spiegato meglio cosa sono le ultralimited (aumentandone il quantitativo), concesso un piccolo reso, e rinviato di una decina di giorni il termine di adesione, 

Quindi: le critiche sono sicuramente mitigate dall'atteggiamento dell'editore successivo alle rimostranze dei negozianti, e questa è cosa buona: ascoltare e cambiare idea è dimostrazione di intelligenza e flessibilità.
Ma il problema di fondo, per questa e tutte le altre promozioni come il rilacio DC dello scorso anno, come detto, che ci sembra che l'interesse sia vendere subito un tot di copie (tante) alle (relativamente poche) fumetterie aderenti, invece che fare arrivare più copie possibile in più negozi possibili...
Se un "lancio" è valido, non è meglio che ce l'abbiano tutti, così da poterlo... vendere tutti?
Non sarebbero più utili condizioni più "convincenti"?

mercoledì 1 maggio 2013

Il lavoro del libraio a fumetti (aprire una fumetteria)

Visto che oggi è la festa dei lavoratori, e che si può non parlare solo di chi è dipendente, esodato, precario, ma è necessario ricordarsi anche di chi ha una attività, e magari è in forte difficoltà, facciamo un breve riassunto per chi si fosse messo in ascolto solo ora.



E' sulla bocca di tutti: la "trilogia dell'aprire una fumetteria", ormai la chiamano.
Si è iniziato con "Ti piace la pizza? Perché non apri una pizzeria?", si è continuato con "Ma perché non apri una fumetteria?". Dopo lo speciale "Diventare una libreria vera...", alfine, abbiamo parlato di come si chiude, una fumetteria.
Ovvero: quante attività del settore abbiamo visto fallire, soprattutto nell'ultimo periodo? E... perché?
Abbiamo citato anche alcune pubblicità, secondo noi un po' superficiali, che invogliavano ad aprire una fumetteria: questo ci è costato qualche protesta da parte di Golden Store Franchising.
In proposito, abbiamo poi intervistato il responsabile sviluppo di questa realtà, Giuseppe Palmentieri: altro post che può essere utile per farsi una idea di come funziona questo mondo.
E, tanto per non farci mancare nulla, ci ha scritto il responsabile della catena Manikomix/Games Academy, Lorenzo Moretti, che ha voluto dire la sua.

E, come dicevamo all'inizio, vendere fumetti al dettaglio è un lavoro.
Un lavoro spesso pieno di ostacoli, perché viviamo in un mercato viziato da tanti problemi e pieno di difficoltà, spesso poste da chi dovrebbe essere un partner commerciale ed un supporto per i negozi, ma che invece si pone come concorrente degli stessi.
Ma qualche volta sono i clienti.
Perché, quando ti scrivono "potrei avere loncandine delle vostre manifestazioni vi lascio mio indirizzo..." senza neanche (ALMENO!) offrirsi di pagare le spese di spedizione (non dico acquistare i poster, eh... li siamo nella fantascienza...) o quando, in vista di un incontro con un autore famoso, e visto che "purtroppo non potrò essere presente all'appuntamento e vi chiederei la cortesia, se fosse possibile di inviarmi 1 bel disegno autografato" e che "il tutto dovrà essere spedito al seguente indirizzo", fregandosene del fatto che il suddetto autore è in tour per presentare un albo, che ci sono costi da sostenere, e che il disegno è, si, gratuito, ma abbinato all'acquisto di un libro, qualche dubbio sulla percezione del termine "lavoro", mi viene.
Perché si rispetta il lavoro PAGANDO chi lo fa.
Perché si rispetta il lavoro non RUBANDO agli stand in fiera (quest'ultima Napoli Comicon, a detta di tutti gli espositori, è stata da record come furti...), soprattutto visto che si fa per una bravata, non per necessità.
E si rispetta il lavoro rispettando chi lavora.

Buon primo maggio.

lunedì 29 aprile 2013

Napoli Comicon giorno quattro: qualche memorabilia

Tornati ORA a casa dopo quasi sei giorni di Comicon...
Scaricati e spogliati, ci infiliamo nel lettone, lasciandovi con l'ultimo post partenopeo del 2013...

In precedenza, dopo la partenza per il Comicon, vi abbiamo fatto un essenziale reportage, per poi svelarvi clamorose news da parte degli editori e distributori presenti.
Infine, ci siamo fatti qualche domanda.

Ora, cazzeggiamo un po' con qualche "gadget" creato o... subito durante questa ottima manifestazione...

Made in W.R. buste & accessori... guardate cosa ci fanno in fiera...

Una comunicazione ufficiale dell'Hotel Kennedy

Piccolo disclaimer per chi entra nel nostro stand


Stefano Perullo e (splendida) prole... in un crossover fotografico
col blog ComixFactory...
Tra dieci giorni, TERAMO COMIX!

domenica 28 aprile 2013

Le 10 domande del Comicon 2013 (giorno tre!)

Dopo la partenza per il Comicon, vi abbiamo fatto un essenziale reportage, per poi svelarvi clamorose news da parte degli editori e distributori presenti.

Oggi, invece, ci poniamo domande, con la speranza non tanto che qualcuno risponda (utopia), quanto che anche altri inizino a porsele. Noi, una volta tanto, ci limiteremo a scrivere la parte prima del punto interrogativo: a voi le sentenze.


1-Si può dire che al Comicon non ci sia stata, ognuno dei quattro giorni, una marea di gente?




2-Qualcuno, in fiere recenti, è riuscito ad acquistare un albo Magic Press in qualche stand, pagandolo il prezzo di copertina?


3-Dei due maschioni qui sotto, chi ha la faccia più ebete?


4-La domanda della vita: ma perché c'è questa abitudine di pretendere che i fumetti che si acquistano siano in condizione perfette, quando al contempo si maltrattano gli albi in vendita nei vari stand, spostandoli, piegandoli, aprendoli all'inverosimile?


5-Ma è possibile che gli editori, soprattutto piccoli, preferiscano affrontare le spese di una grossa fiera, per poi magari lamentarsi, anziché fare conti vendita a negozi "amici", perché li promuovano (valorizzandoli, anche) in fiera?

6-Qualcuno, in fiere recenti, è riuscito ad acquistare un albo Magic Press in qualche stand, pagandolo il prezzo di copertina?

7-Vista l'importanza e l'affluenza, il Comicon non si merita una ristrutturazione della fiera d'Oltremare?

8-Ci sono altre fiere in Italia nelle quali si può entrare quattro giorni, pagando 12 euro, e magari rimanere anche la sera per dei concerti?

9-Ci sono altre fiere in Italia che ti offrono la wi-fi gratuita?

10-Ehi... ma qualcuno, poi, ha trovato albi Magic a prezzo intero?


Non finisce qui!

sabato 27 aprile 2013

Comicon giorno due: le clamorose news!



Come consuetudine, impieghiamo il poco tempo libero in fiera, per darvi alcune, speriamo gustose, anticipazioni, oltre ai soliti scoop che cambieranno il mondo del fumetto!

Iniziamo, come è ovvio, dai leader del settore, Panini Comics.
L'editore modenese rassicura i suoi fan, da sempre preoccupati dell'omogeneità delle proprie collezioni: i Masterworks, tanto per citare un titolo, continueranno a cambiare "costoletta" ad ogni numero che uscirà. I fan sfegatati sono avvisati!
Inoltre, l'editore di Modena sorprende le fumetterie, spesso malpensanti nei sui confronti. Giorni fa, Umberto Brambilla, della fumetteria Nerd Power di Viggiù, scriveva sul proprio blog: "sicuramente Naruto 62 uscirà al Comicon"! Mai (mal)pensata fu più malriposta: Panini non ha portato Naruto 62 in fiera!! Ma... fuori dai cancelli, accanto ai bagarini ed a quelli che vendono falsi biglietti, ha iniziato a girare una versione apocrifa del manga... Fate attenzione, potrebbe diventare DA COLLEZIONE!


Lion Comics non è da meno.
Perché Wonder Woman, nello stesso mese, si presenta con due partner diversi?
Perché? I fan non ci dormono la notte!
Per questo, annunciato ora un albo a tiratura speciale ultralimitata, non riordinabile dopo il primo assortimento, e non distribuito in altro modo (a parte una o due o quindici/venti fiere direttamente da Alastor).
Lo speciale, che uscirà a luglio, o forse a settembre, magari a novembre se non slitta a marzo 2014, sarà riservato sì ai RW POINT, ma a coloro che lo sono ora o che lo diventeranno entro il 31 maggio, o nei giorni pari di giugno. Per averlo sarà necessario ordinarne 291 copie, insieme alle 31 variant del numero 31 dei Giovani Titani, in uscita a novembre 2014...
Sempre che, nel frattempo, la fumetteria in questione non acquisti almeno 3 kg di manga Goen al mese: in tal caso, riceverà una bellissima vetrofania in fosfogen, da applicare nel retro del negozio!
Reso totale (forse) su tutta la promo!


D'altronde, per tornare in tema, tutti lo sapevano che la Wonder Woman del New 52, era un po' facile, dai...

Intanto, sempre Alastor, ribatte all'A.Fu.I. con un virgolettato (in un pesantissimo file pdf), evidentemente seccata dalle insinuazioni riguardo la presunta mancanza di un sito b2b: "Alastor Distribuzione conferma, con coerenza, quello che da anni ed anni viene ripetuto alle fumetterie: il sito business sarà online entro un mese, un mese e mezzo al massimo. Lo diciamo da sempre: è il momento di crederci. Oh!".

Sempre Lion. Polemica per la mancata uscita delle maschere del Gufo, prenotate e pagate da gennaio (erano omaggi, ma in un sistema di pack ordinati dalle fumetterie) che dovevano uscire a fine febbraio/inizio marzo, anzi fine marzo/inizio aprile, anzi fine aprile... Piergiorgio Bandolazzi, comunication manager associato di RW, che controlla Lion, partner di Alastor e founding associated con Goen, ufficializza: "Le Maschere del Gufo sono state distribuite regolarmente. Colpa dei corrieri: san Valentino, festa della donna, pasqua, 25 aprile, 1° maggio... non consegnano mai. Eppoi, con questa crisi, senza Governo fino a pochi giorni fa... andiamo a pensare ai Gufi?".
Le maschere dei Gufi, saga ormai terminata, saranno disponibili per promozionare la riedizione storica di Batman del 2038.


Capitolo Invincible. Dopo aver acquisito i diritti del personaggio creato da Kirkman - la cosa è ufficiale da sei mesi - saldaPress non ha ancora, fino ad oggi, annunciato come proseguirà la pubblicazione degli inediti, e se e come ristamperà le prime storie.
Fino ad oggi.
Al Comicon, in una conferenza gremita in modo inverosimile, Andrea G. Ciccarelli annuncia: "Abbiamo deciso come pubblicheremo Invincible".


Varie.
Annunciati nuovi manga di primo piano, ad infoltire un settore veramente povero di titoli...
"Bau Bau, Micio Micio" di Ai Arazzato, che parla del difficile rapporto di un uomo con la sua figlia, la quale vive nella cuccia del cane, per protesta, da quando hanno cambiato la divisa scolastica del liceo che frequenta. EMOZIONI MOZZAFIATO!
"Montami, Sorellona", di San Kulamo, è la storia di un operaio metalmeccanico, che, perso il lavoro per colpa della crisi, si mette in proprio e lavora nel garage di casa dove, per sentirsi più libero, si veste da donna.
"Arigatomi Collection" esplorerà il lato oscuro del manga dell'autrice cult degli anni '90: da "Il Gabbiano vestito di Grigio", che usufruirà di una completa revisione di traduzioni ed adattamenti, ad opere mai viste in Italia come "Sapori amari all'incontro del cuore" o il cruento "La Scimitarra del Leviathan". UN MUST!

Dal vostro inviato a Napoli Comicon, giorno due, è tutto!

giovedì 25 aprile 2013

Dal Comicon con furore (giorno uno)

Primo giorno di Comicon 2013...
Con la benedizione del Buddy/Christ o Cristo Compagnone che dir si voglia, parliamone un po'... (ricordando che il suddetto è disponibile per foto ed autografi presso lo stand Antani Comics fino a domenica sera...).



Dunque: al Comicon non c'era nessuno, vero?


O no?



Uhm... forse gente c'era...


Dai, un pochino si...

Fiera affollatissima, davvero.
Come e più dello scorso anno, al livello di Romics. Ad occhio, eh...
Perché se tutti commentano l'affluenza, come sempre, "dando uno sguardo", allora chiamiamo la Questura. Io non ci sono riuscito mai, né ho capito come si fa (non a chiamare la Questura, eh...).
Ma gente c'era, tanta. Come e più del passato.
E, novità, per la prima volta (forse) posso dirmi soddisfatto anche dell'incasso, quindi nulla da dire: ottima giornata. 

E un po' di pubblicità, che non costa troppo.


Ah: Naruto 62, che tutti paventavamo uscisse al Comicon, non c'è. Evviva la Panini (sperando non arrivi domani...). Invece, voci riferiscono che si sia visto il secondo Absolute di Sandman della Planeta... Uhm...
Per novità, scoop ed altro, ci sentiamo domani, con più calma.

Ué!

ps: la cena!

mercoledì 24 aprile 2013

Comicon: si parte!


Domattina, mentre vi rigirerete nel calduccio delle vostre coperte, il baraccone di Antani Comics si metterà in viaggio. Rotta? Napoli Comicon, mostra mercato che andrà in scena dal 25 al 28 aprile. Ecco l'apposito evento FB.

L'anno scorso ne avevamo parlato QUI, quindi ci avevamo fatto un numero di "Editori Creativi", poi avevamo riportato una serie di scoop, per finire con un bel reportage...
Il Comicon ci piace, e siamo contenti - pur in un periodo denso di mostre e lavoro - di parteciparvi.


Quindi, poche chiacchiere: ci vediamo a Napoli! Quattro giorni a 12 euro, contro i 15 per un giorno ed i 40 per quattro giorni di Lucca... Mica male!

domenica 21 aprile 2013

L'assurda arretratezza di Poste Italiane


Spedisco pacchi, per lavoro, da tredici anni.
Dal 2006 mi rivolgo ad un corriere, ma fino ad allora, e comunque - in parte - ancora oggi, mi sono dovuto servire da Poste Italiane.
E sempre con un po' di disappunto.
Disappunto e fastidio.
Perché, essenzialmente, l'atteggiamento delle Poste, di chi lavora per loro, è quello di trattarti come un numero, con zero interesse per quello che fai, spendi o proponi. E, spesso, senza avere il buon gusto di far si che i tuoi dipendenti conoscano servizi e tariffe. Se volete perdere mezza giornata, girate una decina di uffici postali, e vedete quanti conoscono il piego di libro, ultimo residuato di una vecchissima ma utilissima tariffa che permette di spedire a prezzi contenutissimi (ed è, chissà perché, introvabile anche sul sito delle poste, anche se ESISTE). La risposta più bella che ho sentito, alcune settimane fa, e che raccontata in giro ha fatto ridere di gusto anche diversi dipendenti delle stesse Poste, è che "Si fa a discrezione dell'ufficio postale". "Ovvero?" ho chiesto. La risposta: "Ogni ufficio decide se accettarla o meno". Sic.

Negli ultimi dieci anni il servizio si è modernizzato e velocizzato, ma i costi sono lievitati in modo più che proporzionale. Oggi, in tutto il mondo, grazie ad internet essenzialmente, si spedisce tantissimo. Ma, mentre all'estero è facile trovare - anche su piccoli siti - possibilità di spedizioni internazionali gratuite, provate voi a mandare un plico fuori dall'Italia: costi alti, assurdamente alti. Soprattutto, a fronte - dicevamo - di una netta espansione del commercio elettronico, che dovrebbe essere sostenuta in ben altro modo.
Se è giusto che si paghi, per mandare un pacco veloce, tracciato, assicurato, che parta ORA e tra ventiquattro ore al massimo sia su un monte sconosciuto della Nuova Zelanda, è anche equo che, per spedire qualche kg di merce di modesto valore, senza fretta, senza assicurazione, si possa spendere poco. Ed essere apprezzabilmente certi che questo arrivi.

Ma questo non è il ragionamento delle Poste Italiane: quando ti presentano un servizio, ultraveloce, ultraccessioriato, ultratantealtrecose, loro lo fanno con la sicumera di offrirti un prodotto che vale, e per questo costa. Come a dire: c'è lo Smartphone da seicento euro, perché dovresti volere un cellulare che serve SOLO per telefonare, e costa trenta euro? Per telefonare E BASTA, dirà qualcuno...?
Beh: a nessuno interessa che tu telefoni (e magari pure poco!) E BASTA!
Per questo le Poste si sono allontanate dall'essere un servizio vicino a chi lavora. Per questo, e per la loro continua necessità di proposti carte, prodotti finanziari, schede telefonici, prodotti vari (libri, orologi, dvd)...

Dal 2006 mi servo da un corriere, dicevo, e mi trovo bene.
Bene perché errori, casini e ritardi, capitano, ma molto meno e, soprattutto, ho degli interlocutori, a livello locale, in gamba, veloci, svegli ed interessati, che sanno risolvere i problemi appena gli telefoni (e su un cellulare, evitando centralini e numeri verdi). Per dirla tutta, ho la possibilità, se c'è una urgenza, di fare un pacco alle 16, farmelo ritirare senza preavviso, e vederlo recapitare il giorno dopo.
E se bucano una consegna al venerdì, me la portano in negozio il sabato...
Mica male.

Ma il servizio offerto da Poste e corrieri vari, continua ad essere inaffidabile, in proporzione ai costi, e costoso, se si punta a diffondere le vendite internettiane. I grandi siti hanno dei contratti con costi molto, ma molto, contenuti, che permettono loro di poter offrire, spesso, spese di spedizioni gratuite.
Così, tutti gli altri non possono permettersi di lavorare.
Un sito di piccole dimensioni, che faccia cento (non sono poche) spedizioni da cinquanta euro di merce al mese, ove offrisse spedizioni gratuite e uno sconto del 10%, verrebbe a guadagnare seicentocinquanta euro (calcolo effettuato con un margine medio del 35% e spese di spedizione di sette euro). Ovvero: il 13% dell'investimento.
Senza considerare costi legati al sito, al reperimento ed all'inserimento della merce sullo stesso, alla gestione degli ordini. E, da non sottovalutare, al tempo: cento spedizioni al mese, sono cinque al giorno di media: non poco per un negozio che, evidentemente, ha anche altro da fare.

Una nota, poi, per la gestione delle raccomandate da parte delle Poste.
Le raccomandate sono essenziali per le comunicazioni legali. Multe, lettere di avvocati o da parte di qualche ente. Nel paese che non usa la posta elettronica, nel quale l'obbligatoria posta certificata è una bufala, serve poterle ricevere e mandare con una certa celerità e sicurezza dell'arrivo.
Ebbene: oltre a farne lievitare notevolmente il costo negli ultimi anni, da un po' hanno avuto la bella pensata di centralizzarne la consegna. In tutte le città, tutti i pacchi, le raccomandate e la corrispondenza in generale, vengono - dopo la tentata consegna - depositati in un unico ufficio, e lì devono essere necessariamente, ritirati.
Puoi chiedere - per alcune tipologie - una consegna concordata ed a pagamento (anche la giacenza oltre i cinque giorni ha dei costi, of course!), ma solo all'indirizzo al quale era destinata la prima volta. Quindi, se ti arriva l'avviso a casa, non puoi fartela portare al lavoro...
Una settimana fa mi è arrivata una raccomandata: in sette giorni sono andato DUE volte a ritirarla, attraversando la città, che per fortuna è piccola (pensate a chi vive a Roma...).
C'era una fila ASSURDA, di almeno un'ora.
Come puoi fare per ritirarla, visto che ognuno di noi ha un lavoro e gli orari nei quali gli uffici sono aperti, spesso, coincidono con quelli del proprio impiego?

giovedì 18 aprile 2013

Dossier Marvel NOW 3: il tuo nome su I NUOVISSIMI X-MEN 1!




Marvel Now: QUI abbiamo pubblicato copertine ed immagini delle magliette allegate ad alcune variant; QUI abbiamo presentato il "piano dell'opera", con variant, contenuti, prezzi e trame di tutte le serie.


Riceviamo da Panini Comics una ulteriore informativa, che vi riassumiamo qui sotto.


IMPERDIBILE INIZIATIVA!!
MARVEL NOW!
JOIN THE REEVOLUTION

Dopo il grande successo ottenuto l’anno scorso, con la personalizzazione di SPIDER-MAN #576 per singolo negozio (ne parlammo QUI), PANINI COMICS si spinge oltre e nel primo numero de “I NUOVISSIMI X-MEN" renderà possibile per la PRIMA VOLTA al MONDO un’ INCREDIBILE PERSONALIZZAZIONE di un albo MARVEL per SINGOLO LETTORE!!
I NUOVISSIMI X-MEN 1 COVER VARIANT ReEVOLUTIONARY, prezzo di copertina € 9,90.

In occasione del lancio della nuova collana, inserita nell’evento MARVEL NOW!, Panini Comics propone l’opportunità a tutti gli appassionati di fumetti di unirsi alla rivoluzione che investirà l’Universo Marvel, inserendo il proprio nome sulla copertina metallizzata dell’albo.
Ogni fumetteria potrà raccogliere le prenotazioni dei propri clienti, girandole al proprio distributore.
Ogni cliente finale potrà ordinare quante copie vorrà, compilando un modulo di liberatoria diverso per ogni nominativo che intende inserire sulle cover dell’albo. La liberatoria è scaricabile QUI (N.B.: per potere aderire a questa promozione è necessario che il cliente, dopo avere letto le condizioni, presti il consenso per il trattamento dei suoi dati personali ad ognuna delle tre richieste).
Il nominativo scelto sarà stampato sulla cover seguito dalla frase “... JOINS THE REVOLUTION”.
Esempio: FRANCO MARINI JOINS THE REVOLUTION

Potete aderire a questa promozione solamente compilando la iliberatoria e, per quello che ci riguarda, consegnandocela in negozio, spedendocela per posta (Antani Comics, via Armellini 6, 05100 Terni), o per e-mail (info@antaninet.it). Entro e non oltre il 28/04/2013.


Non perdete l’occasione di PERSONALIZZARE anche voi quello che diventerà uno degli albi più MEMORABILI della STORIA del FUMETTO ITALIANO. 


Attenzione, però: "le fumetterie aderenti all’iniziativa saranno responsabili dei nominativi raccolti e inviati al distributore e quindi sono tenute a vigilare, evitando diciture indecorose, offensive o irrispettose nei confronti di terzi.

L’editore si riserva comunque la facoltà di valutare l’accettazione delle adesioni alla promozione presentata in questa newsletter."


Presto, l'ultimo atto del "nostro" Marvel Now, con la recensione dell'intero evento e della sua gesione.

lunedì 15 aprile 2013

Quando aprire una fumetteria è un... "Manicomix"!





Chi sei e quale è il tuo lavoro?
Mi chiamo Lorenzo Moretti, sono proprietario di Manicomix, società di distribuzione specializzata in fumetti e gadget, e uno dei soci di Games Academy, la società che gestisce l'omonimo franchising di negozi di fumetti e giochi.
Nello specifico mi occupo delle nuove aperture: selezione del locale, progettazione del negozio (arredi e impianti di merce) e formazione degli store manager.

Ci spieghi meglio il tuo lavoro? Parlaci pure di Manicomix e Games Academy, grazie.
Allora, cominciamo con ordine. Games Academy è la catena più estesa del settore, con l'apertura del punto vendita di Mantova questo mese raggiungiamo i 30 negozi. Nei nostri negozi trattiamo fumetti e giochi non tecnologici (Giochi di carte, Giochi da Tavolo, Wargames).
Games Academy srl è controllata da 3 società: MM25, che si occupa della distribuzione di Giochi di carte e Accessori, Manicomix che distribuisce Fumetti e Gadget e Giochi Uniti che produce e distribuisce Giochi da tavolo.
L'obiettivo di Games Academy è quello di aprire punti vendita gestiti da professionisti, che affrontino il mercato con un progetto condiviso e funzionale e che possano creare aziende solide e durature.
Ogni parola della frase precedente è importante per quello che voglio esprimere: professionisti e quindi non lettori improvvisati, un progetto funzionale e quindi non un'avventura pseudo imprenditoriale che parta senza dei conti accurati e un business plan, aziende solide e quindi che abbiano equilibrio finanziario e prospettive economiche.
Manicomix è un distributore di fumetti e gadget che serve, tra gli altri, tutti i punti vendita Games Academy. Nascendo da una visione comune il presupposto è lo stesso: il vantaggio delle entità coinvolte (distributori, franchisor, negozio) può essere solo comune. Ogni azione deve portare ad un negozio che funziona meglio e guadagna di più.

Perché mi hai scritto?
Sono un lettore assiduo di tutti i blog del settore, per questioni di tempo non intervengo mai: questa volta però dopo aver letto i vari post della "trilogia" e l'intervista collegata ho deciso di contribuire visto che si parla proprio del mio lavoro.

Parli di questo?
Che vuoi dirci in proposito?
Parlo proprio di quello.
Ho alcuni commenti da fare e mi permetto solo una premessa: non conosco il sig. Palmentieri. Non posso giudicare la sua professionalità da alcun fattore che non sia l'intervista in questione, il sito web del suo franchising e l'esperienza personale; non ho nulla contro di lui e muoverò delle critiche esclusivamente rivolte all'approccio professionale, cercando di essere il più neutro possibile.
*Guardo direttamente verso la telecamera*: NON SI APRE UN NEGOZIO CON 9900€!
O meglio, non si apre un negozio che possa rimanere aperto con 9900€.
Proporre questo significa illudere dei ragazzini che il TFR del loro papà possa essere la risposta al loro sogno: diventare dei fumettari.
Purtroppo i papà spesso ci cascano e i risparmi di una vita se ne vanno nel cercare di tappare i buchi creata da un'apertura fatta in maniera scellerata.
Espongo il concetto con due conti facili facili.
Nell'intervista si parla di un investimento di 9900€ comprensivo di 2500€ di merce.
Bene Francesco, ora che hai i tuoi 2500€ di merce puoi cominciare a vendere!
Dopo il primo mese ne hai venduti 1500€, perché sei incredibilmente bravo, esperto del settore e competente.
Ora che hai guadagnato su queste vendite diciamo 750€ (le quantità indicate erano a prezzo di acquisto) ora puoi....ops! I costi fissi sono superiori!
Sei in perdita!
Che non è gravissimo nel primo mese, in molti casi è normale. Purtroppo però il tuo negozio è vuoto, non hai quasi più merce da vendere. L'unica cosa che puoi fare è tornare a casa a chiedere soldi alla stessa persona che solo un mese fa ti ha dato i 9900€ necessari.
Per questo la pubblicità è più che ingannevole. Perché se non hai altri soldi a disposizione la tua avventura imprenditoriale è finita.
L'altra cosa che mi ha colpito negativamente è questa:
"Bisogna distinguere tra investimento necessario all'avvio e investimento necessario per la gestione. Come ben sai, una fumetteria ha necessità di investimenti continui. "
Eh, no, non ci sto.
Se apri da solo, indipendente, inesperto io questa cosa la posso accettare.
Se ti affidi a un franchising e quindi PAGHI la professionalità che ancora ti manca questo non deve succedere, non in casi normali.
Una attività (perché se continuiamo a considerare una fumetteria qualcosa di diverso da una attività imprenditoriale ci facciamo del male da soli) fa continui investimenti con il SUO capitale (o se serve con capitale finanziato) e questi investimenti rendono denaro da reinvestire. Un'attività che ha bisogno di continui investimenti da parte del proprietario, perché parte zoppa non è una attività imprenditoriale! E' un hobby.
Allora così sarei d'accordo: "Apri la tua sala di lettura fumetti a soli 9900€."
Un franchisor ti deve dire al giorno uno quanti soldi ti servono per aprire e rimanere aperto, per crescere in fatturato e utile e creare una azienda solida.
Mi sono confrontato con franchising di ogni settore, dall'abbigliamento all'estetica, dai servizi ai videogiochi. Questo è il modo etico di rapportarsi al franchising. Io ti aiuto ad aprire la tua attività, ti preparo e ti aiuto a gestirla in maniera che possa andare avanti negli anni. I franchising "prendi-i-soldi-e-scappa" seppur molto diffusi sono da condannare sotto ogni aspetto.
Per fare un esempio concreto nel corso del 2012 abbiamo ricevuto oltre 200 richieste. Se facessimo aprire con un budget "variabile" (dammi il massimo che puoi spendere) probabilmente avremmo aperto solo l'anno scorso qualcosa come 30 negozi. Ne apriamo circa 6-8 all'anno perché l'esperienza e i conti dicono che i soldi che servono sono, come dici tu molti di più delle cifre citate.
Pensa che noi richiediamo che l'affiliato abbia 10.000€ in più rispetto alle spese da usare come cuscinetto durante i primi mesi. Proprio perché io professionista devo sapere che i primi mesi potrebbero vedere una copertura solo parziale dei costi fissi, ma devo anche dirlo all'interessato!
Scusa la verbosità ma come avrai capito è un argomento che mi appassiona molto e che considero di grande importanza etica.

Come procedete per l'apertura del negozio? Puoi darci uno schema di cosa fate da quando qualcuno vi contatta?
Abbiamo un approccio un po' atipico. Durante il primo contatto illustriamo la filosofia e le procedure del nostro franchising e poi passiamo ad illustrare tutte le ragioni per cui NON dovrebbero entrare a far parte della catena. Se non si scoraggiano diamo loro tutto il materiale necessario a valutare l'attività (contratto, business plan etc.).
Se entrambi decidiamo di andare avanti con la collaborazione si passa all'esame della zona, delle sue caratteristiche demografiche ed economiche.
Per schematizzare al massimo i passi successivi saranno: selezione del locale, progettazione del punto vendita, identificazione dell'impianto di merce, corso di formazione, verifica degli strumenti del franchising (software gestionale, sito web pubblico, sito web privato di controllo etc.), arredo del locale, preparazione della pubblicità pre apertura e scelta dei canali.
E' una semplificazione: la procedura completa è divisa in 120 attività differenti dal momento della firma del contratto al momento in cui viene alzata la serranda il primo giorno di apertura.

Come vi regolate, se sono presenti già delle attività in zona?
I negozi Games Academy hanno un'esclusiva territoriale su un'area variabile a seconda della popolazione, solitamente comune in caso di città medio grandi o provincia nel caso di città più piccole.

Manicomix distribuisce solo ai negozi Games Academy? Vende anche direttamente al pubblico?
Manicomix distribuisce ad ogni tipo di negozio. Possediamo direttamente due negozi a Brescia e Bologna, affiliati alla catena in tutto e per tutto come gli altri negozi e li usiamo spesso come negozi pilota.

E... i "vostri" negozi sono tenuti ad acquistare solo da voi?
I negozi Games Academy possono acquistare solo dai fornitori autorizzati.
La formula commerciale che è al centro delle buone performances dei Games Academy si basa su un paniere di prodotti definito e identificabile.
Il catalogo totale in ogni caso ammonta a oltre 40.000 prodotti differenti, mentre credo che il Games Academy più fornito non superi i 6-7 mila.

Date reso? Fate promozioni?
Seppure non ci sia un reso generalizzato (tipo librerie di varia) ci sono moltissime promozioni che permettono il reso. Per rispondere anche alla tua seconda domanda oltre a tutte le promozioni generali che vengono create dagli editori e a cui è possibile aderire anche attraverso di noi, ci sono promozioni personalizzate fatte ad hoc dagli stessi editori o da noi in prima persona.
In ogni caso noi non siamo un editore, non dobbiamo vendere un prodotto specifico. Cerchiamo attraverso la consulenza e la condivisione dei dati di far lavorare al meglio le fumetterie permettendo loro di ordinare le corrette quantità.
Come distribuzione puntiamo molto, cosa spesso ritenuta folle, sul nostro magazzino. Acquistiamo prodotto a sufficienza per fare da cuscinetto tra il negozio e l'editore e minimizzare i disagi dell'indisponibilità del prodotto.

Quali sono i costi del franchising?
Il canone di affiliazione è di 3500 euro.
Questi comprendono l'utilizzo del marchio, l'esclusiva territoriale, il corso di formazione per tutte le persone necessarie, il software gestionale, l'utilizzo dei siti professionali e ovviamente coprono una parte dei costi dell'assistenza iniziale (ricerca del locale, progettazione etc).
II canone mensile è di 300 euro.

Cosa dovrebbe spingere ad aprire in franchising, piuttosto che autonomamente?
Il franchising è fatto di regole. Evitate come la peste le catene che vi promettono l'utilizzo del marchio senza ulteriori obblighi. Se non vi danno delle regole di lavoro non migliorano le vostre chances di avere successo. Un esempio comprensibile e' un dietologo che vi permetta di mangiare quello che volete in qualsiasi quantità. Si sta facendo pagare per nulla.
Se odiate le regole o siete convinti di avere l'idea geniale che può impattare il mercato, non affidatevi ad un franchising, aprite da soli.
Il franchising è fatto di esperienza. Cercate una catena che ne abbia molta e che abbia dei metodi strutturati per condividerla con voi. Non basta una telefonata ogni tanto, servono tonnellate di dati condivisi in molteplici modi.
Se non sopportate l'idea di analizzare dati di vendita, costi, composizioni dei ricavi non affidatevi ad un franchising, perdereste una parte rilevante del vantaggio. Forse sarebbe meglio non aprire del tutto!
Il franchising è fatto di condivisione. In Games Academy ci sono circa 60 persone che stanno facendo da anni il lavoro dei vostri sogni. Se non pensate che parlare con loro sia un enorme valore aggiunto e a vostra volta non volete condividere ciò che imparate sicuramente il franchising non fa per voi.
Francesco ti ringrazio molto per lo spazio che mi hai concesso.
Credo traspaia quanto questo lavoro mi appassioni e quando comincio a parlarne fatico a smettere.
Complimenti per il tuo blog e per la professionalità del tuo lavoro.

Grazie.
Ultima domanda: da quanto tempo esistete, quanti negozi avete aperto, e quanti di questi sono ancora in funzione?

Games Academy srl esiste dal 1° Gennaio 2011, abbiamo aperto 13 negozi, ancora tutti operativi.
Il marchio Games Academy è nato a Settembre 2007 come ramo d'azienda di MM25 convertendo negozi già aperti o in chiusura (tutta la catena Blues Brothers in seguito al fallimento della azienda che li controllava) e da quel periodo nascono tutti gli altri. Durante la vita della catena abbiamo chiuso un negozio nato come Games Academy e consensualmente alcuni altri negozi si sono distaccati dalla catena. Vari negozi "convertiti" hanno poi chiuso e in generale ci hanno convinto ad abbandonare i progetti con i negozi già esistenti.
Oggi Games Academy effettua solo nuove aperture.

Grazie di tutto.
Ovviamente, rimaniamo sempre a disposizione per repliche, polemiche e spedizioni punitive :)


domenica 14 aprile 2013

Batman? Ce l'ha più piccolo... (IL FORMATO!)

Ecco la prova: Superman ce l'ha più grosso di Lanterna Verde.
Che, a sua volta, da dei punti a Batman.
Quindi... Superman è il più figo e grosso di tutti...



Se ne straparla sulla pagina FB della Lion, dell'ennesimo errore del licenziatario italiano della DC... e su questa foto, lo vediamo chiaramente: Batman è più piccolo di svariati cm, idem Lanterna Verde! Ma cose si fa a fare ancora di questi errori?
Forse il tutto è legato al lancio del nuovo film dedicato all'Uomo d'Acciaio?
Fatto sta che... armiamoci tutti di centimetro (quello da sarto... è meno rigido e non rischiamo di rovinare i nostri amati comics), e verifichiamo tutte le pubblicazioni che abbiamo in casa! Sia mai che Tex 629 sia più grande di Dylan Dog 219? O Amazing Spider-Man/Spider-Man/L'Uomo Ragno 592 sia più piccolo de L'Uomo Ragno 274 Nuova Serie 2? O che... Superman Play Press 78 sia diverso da Lobo 29? O forse che Famiglia Cristiana dia dei millimetri a Panorama?

D'altronde, la Play Press è sempre stata all'avanguardia, no? Sia come marketing, che per formati e rispetto del galateo...



Seriamente (e non parliamo solo di Lion, anzi...): pagine del numero precedente inserite nel successivo, o tagliate male; loghi giapponesi al posto di quelli italiani...
Ora anche formati sballati. Ma il controllo qualità, in questo settore, non esiste proprio?