giovedì 21 marzo 2013

Fumetteria: chiuderla


E' sulla bocca di tutti: la "trilogia dell'aprire una fumetteria", ormai la chiamano.
Si è iniziato con "Ti piace la pizza? Perché non apri una pizzeria?", si è continuato con "Ma perché non apri una fumetteria?". Dopo lo speciale "Diventare una libreria vera...", ora chiudiamo il cerchio parlando di come si chiude, una fumetteria.
In futuro, aspettatevi una nuova trilogia, ambientata prima della precedente: "Da grande aprirò una fumetteria", seguito da "Ehi, fumettaro: assumimi", per concludersi con "Da fedele cliente a spietato concorrente". Poi, tra molti anni, un'ultima (?) trilogia, conclusiva della saga: "Fumettoché? No, non hai diritto alla pensione!"; "Protesi, dentiere e fumetti"; "Come ottenere l'autorizzazione a farsi tumulare nel proprio negozio".
Il tutto sarà raccolto prima in tre eleganti trade paperback, e quindi in un fighissimo omnibus deluxe absolute, con cofanetto richiedibile solo se si è stati Reboot Point o se la propria fumetteria ha aderito a tre promozioni a caso negli ultimi 3 giorni.

Seriamente: l'intento è sempre quello: con toni diversi, far capire che la passione non basta.
Spesso non bastano neanche soldi e duro lavoro, figurarsi.

Ma, complice l'AFUI, continuano ad arrivare mail di questo tono:
"Salve, sto valutando l'idea di aprire la fumetteria dei miei sogni, ma non
so nemmeno da dove cominciare. Quanto capitale occorre? Quali documenti
occorrono per farlo?E' necessario avere p.iva e registratore di cassa? Quale/i distributore/i contattare? E' meglio un franchising? E' meglio vendere solo albi americani (di tutti i tipi) o anche manga? Grazie in anticipo per l'aiuto".

Negli ultimi sei mesi del 2012, ho ricevuto la comunicazione di almeno una decina di chiusure, da parte di fumetterie. Spesso, accompagnate da tanto di foglio excel, con listato il magazzino...
In Italia ci sono circa duecento fumetterie (stando a quello che dicono i distributori). Parlo di una stima di massima, contro non ricordo se quattro o cinquemila librerie di varia. Contro distributori ed editori che vendono online e con lo sconto; contro una cinquantina di fiere in cui trovi svendite al limite (spesso oltre) della legalità. Concorrenza spietata.

Se il sottoscritto, povero libraio di provincia, conosce - esagero - trenta o quaranta colleghi, di cui una decina hanno chiuso in sei mesi, come è messo realmente il mercato?
In quanti ci hanno abbandonato nel 2012?

Oltretutto, il mercato spinge talora verso l'edicola (vantaggi: allegati editoriali, pubblicazioni a basso prezzo, visibilità alta), talora verso la libreria di varia (pro: pubblico selezionato ma con maggiore capacità di spendere e passione per la lettura, tantissimi punti punti vendita esistenti contro le poche fumetterie), ignorando la libreria specializzata che tanto acquista senza poter rendere.
E con tutto che sia edicola che libreria di varia, sono in forte crisi...


Forse, prima di investire in una attività, bisognerebbe aver chiare quelle che sono le proprie priorità...




Per finire, diciamocelo: forse, anche certe pubblicità non aiutano...


Per finire, un occhio a questo post: sono passati due anni e mezzo, e sembra scritto ieri...

martedì 19 marzo 2013

Fiere: la protesta degli autori

Doug Braithwaite e John McCrea a Narnia Fumetto 2010, nell'Artist Alley

Se ne è parlato prima su FB, poi in un blog ad hoc, creato da un gruppo di autori.
Portabandiera di questo gruppo "eversivo" Elena Casagrande (da alcuni nota come Lara West), che ha raccolto a se già decine di professionisti, pronti a sfidare le fiere del fumetto in Italia.
Obiettivo? Avere spazi idonei, ovvero su misura anche per gli autori, come all'estero: costi contenuti, allestimenti minimali, possibilità di partecipare alle fiere senza sborsare capitali, e magari rientrando delle spese.
Obiettivo sacrosanto: gli autori stanno conquistando, nelle manifestazioni nostrane, spazi sempre maggiori. E, forse, sono gli unici capaci di unirsi: gli espositori sono presi da troppe beghe (forse la battaglia relativa ai costi degli stand non interesserebbe anche loro?), gli editori sono dediti al "muoio con piacere, se vedo prima il tuo cadavere, piuttosto che collaborare", per cui fa piacere, una volta tanto, vedere una causa giusta portata avanti con convinzione e modo, senza polemiche inutili.

Oltretutto: con Narnia Fumetto, da parecchi anni, organizziamo spazi appositi per gli autori.
Economici, spesso gratuiti, in cui i giovani esordienti si possano affiancare ai professionisti affermati.
Nel 2010, anno cui è relativa la foto qui sopra, addirittura realizzammo una tensostruttura dedicata solo agli autori, senza alcun rientro economico: solo disegnatori "al lavoro" per il pubblico, in un area appartata, ma di passaggio, con possibilità per gli stessi di realizzare commission o vendere materiale. Senza costi. Ed allora qualcuno ci accusò di aver tirato i remi in barca, solo perché non avevamo realizzato un albetto come negli anni precedenti... Fortunatamente il tempo poi passa e rende giustizia.

In bocca al lupo: da rompiscatole quale sono, credo che la vostra sia una buona battaglia da combattere.
E lo state facendo bene.
Prendiamo esempio...

domenica 17 marzo 2013

Echo: la Bao mantiene le promesse

Ne avevamo parlato otto mesi fa qui.
La Bao ha mantenuto la parola.

"Hai i quattro volumi di Echo della Free Books?
Vuoi comprare l’integrale BAO Publishing con lo sconto? Invia una foto dei tuoi quattro volumi a ordini@baopublishing.it insieme al tuo nome, cognome, indirizzo e il nome della fumetteria dove desideri acquistare il volume.
Riceverai un coupon da consegnare in fumetteria per pagare il volume 22 euro invece di 27.
Hai tempo fino al 15 aprile 2013!"

Aggiungo che, di fatto, con questo sconto si paga il volume unico quanto i due mancanti che avrebbe dovuto fare - e non farà... - la Free Books.



E non si dica che critichiamo sempre, va...

venerdì 15 marzo 2013

Editori Creativi #11: quando averli aiuterebbe


Leggo questo interessante post, da un blog sempre sul pezzo come quello di Stefano Perullo e... anche se è passato del tempo, e tante urgenze ci hanno "portato" altrove, ora c'è l'occasione per pubblicare questa mia riflessione su arretrati e ristampe...

Quante voste siete stati in una libreria ad acquistare il best seller del momento?
E quante volte avete preso un "classico" della letteratura, magari per motivi scolastici? Avete dovuto girare più di due negozi per trovarlo? Difficile.
Avete dovuto acquistarlo online o ad una fiera a prezzi assurdi? Impossibile.
Questo vale per i libri.

Invece, nella loro ultraventennale storia, Devilman, V For Vendetta, Watchmen e Born Again, tanto per citare alcuni titoli facili, quando mai sono stati disponibili tutti ed in contemporanea in fumetteria? Forse mai.
Proprio qualche giorno fa, è entrato nella mia libreria un tizio, evidentemente buongustaio, che voleva fare un regalo. Nell'ordine, cerca un "inizio" per Sandman, Preacher, oppure una completa di Akira. Gli spiego che è caduto proprio male.
Vagliamo altri titoli, e poi se ne va contento con una completa (by Lexy Edizioni) dello splendido Elric di P. Craig Russell

E questa è la differenza: il fumetto è governato da entità troppo piccole e troppo prese dall'evento del momento, per poter avere una seria programmazione ed puntare su un catalogo. Quale editore ha un catalogo coi "long seller" sempre disponibili, o quasi?
Un nome? Ve lo dico io: Panini Comics.
Ci ha messo una quindicina d'anni, l'autore di Modena, ma ha elaborato una ottima strategia, sia per i manga, che per volumi da collezione di materiale USA: non per i periodici Marvel, che non necessitano di singole ristampe, ma spesso vengono raccolti in 100% Marvel o altre collane da edicola.

La strategia è semplice e indiscutibilmente valida.
Le strade sono tre:

1-ristampare una collana mentre è in corso, spesso con una modalità diversa, talvolta con più collane in contemporanea. Così Naruto ha Naruto il Mito (stesso formato, diverso il "numeretto" - rosso invece che nero - in costoletta e copertina), e Naruto Gold (formato grande, ma in due versioni contemporanee: edicola e fumetteria con sovracoperta); Berserk, oltre all'"inedito", ha la Collection, la Collection Serie Nera (entrambe contenenti due inediti), e il Maximum (tre inediti in formato gigante).

2-ristampare dei singoli numeri di una collana, diventati indisponibili.
Ormai da anni, Panini fa di questo, colmando i buchi, e rendendo vendibile una serie che, altrimenti, sarebbe "ferma". Molte sono le critiche dei lettori, che criticano il prezzo maggiorato delle ristampe, senza considerare che una serie venduta in edicola a 3,90 euro (oggi 4,20), può tranquillamente arrivare a costare 4,50 euro se distribuita solo nei negozi specializzati. Ma, si sa, gli appassionati non si accontentano mai, e non notano come il prezzo degli arretrati esauriti, che prima toccava punte assurde, su internet o in fiera, sia progressivamente crollato.

3-ristampe deluxe.
Alcune serie, esaurite in tutto o in parte, ma rigorosamente concluse, hanno avuto una ristampa integrale, in un formato totalmente diverso: Planetes, Eden, Blame. Uscite molti anni fa, alcune addirittura oltre dieci, ad un prezzo di quattro euro o poco più, oggi vengono riproposte a 10,90/12,90, ma con una foliazione doppia ed un formato gigante, che le valorizza a livello collezionistico. Non dimenticando, poi, quanto detto al punto precedente: si trattava di albi che si vendevano ormai a caro prezzo nel mercato "antiquariato", se e quando era possibile trovarli. Talvolta, singoli pezzi toccavano punte di prezzo di cinquanta euro o più: i mitologici Eden 5, Monster 14, 20th Century Boys 9 o 10, qualcuno se li ricorda?

Ma Panini, per quanto prima a livello di vendita e di capacità commerciale, non è l'unica a muoversi in tal senso. Senza poter citare tutti, SaldaPress, con The Walking Dead ristampa in modo talmente veloce da impedire ai negozianti (o, perlomeno, a coloro che si servono dal suo esclusivista, Alastor...) di rendersene conto.

Lo stesso fa Lion con i numeri esauriti delle serie del Reboot New 52 della DC Comics. Al momento dell'uscita del numero 8, per fare un esempio estremo, la loro serie di punta (Batman) era stata già ristampata fino al nr. 5, in alcuni casi anche diverse volte. Questo, certo, aiuta a fare proselitismo, ma ci fa porre anche una domanda, su tutte: le vendite sono in continua crescita, o l'editore continua a sottostimare le vendite, tenendo basse le tirature per evitare rischi?

Perché, poi, è questo il problema di fondo: con la stampa digitalizzata e la scomparsa delle pellicole, da un decennio si può ristampare tutto ciò di cui esistono i file a costi molto ridotti.

Se questo porta ad abbassare le tirature (e i relativi costi e rischi), ma con la garanzia di ristampa, è un conto. Altrimenti, si rischia solo di ghettizzare sempre più i fumetti in un circuito For Fans Only.


mercoledì 13 marzo 2013

Abbonati Online: zero spese, più sconto!


C'è crisi, i soldi calano, gli acquisti conseguentemente.
Si perdono posti di lavoro, non si ha da mangiare.

Le famiglie non vanno in vacanza, le uniche spese sono per gli indispensabili smartphone o tablet...
In questo orizzonte desolante, c'è spazio per la CULTURA tutta maiuscola?
Se la tua risposta è SI, allora Antani Comics, la libreria del fumetto a Terni e su internet, sta cercando proprio TE!


Ora, in un momento così particolare, Antani Comics abbassa le spese ed alza gli sconti!
TRE le grandissime novità per tutti gli "abbonati online", e per coloro che lo diventeranno entro giugno. In primis: le spese di spedizione scendono da 8 euro a 5 per tutti i nostri clienti, passati, presenti e futuri! E... per i NUOVI ABBONATI, addirittura a ZERO! Infine: chi ci presenta un nuovo abbonato, ed è già nostro cliente, per due mesi aggiunge al proprio sconto quello dell'amico.
Tutte queste promo, al momento, hanno una scadenza: giugno 2013 (tranne le spese, che rimarranno a 5 euro - speriamo - per sempre).
COSA ASPETTI?

Per info e domande: info@antaninet.it oppure 0744.471523.

martedì 12 marzo 2013

La Planeta torna... a rate


E' la notizia di questo periodo, lo sblocco degli arretrati Planeta/DeAgostini-DC Comics.

Finalmente, si sa qualcosa in più sulle modalità, grazie a Mega 189, uscito proprio oggi (ma non si poteva aspettare il catalogo per fare annunci?).
Gli arretrati verranno distribuiti un po' alla volta: idea, se ci si pensa, lodevole, vista la massa. Come ottima è tutta l'operazione: aspettavamo questa notizia da oltre un anno, e finalmente il buonsenso ha prevalso. Stupisce, però, la modalità di composizione di queste "rate: perché, ad esempio SANDMAN 1, e non anche il 2? Perché da aprile o maggio, e non subito?
Oltretutto: di molte serie regolari, mancano dei numeri. Se non erano esaurite prima del blocco, cosa è successo nel frattempo? Macero?

Ogni mese, alcune cose verranno distribuite come novità, seguendo quindi il calendario delle uscite Lion, altri "arretrati" verranno resi di volta in volta disponibili.

Questo mese verranno sbloccati questi arretrati:
-Superman da 1 a 3, da 5 a 31, da 34 a 37;
-Batman 2, 3, 5, 6, 10, da 13 a 22, 34, da 41 a 53;
-Batman Arkham 3, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12;
-Batman la Leggenda: da 2 a 18, da 21 a 88;
-Red Robin 1, 4, 5;
-I Libri di Batman 1: Batman Preda;
-Lanterna Verde (serie Lanterna Verde/Freccia Verde) 6, 7, 8, 9;
-Corpo delle Lanterne Verdi 1, 2, 3, 4, 5, 7, 8, 10, 11;
-prologo a Crisi Finale;
-Il Quarto Mondo di John Byrne 2, 3, 4, 5, 6;
-Preacher 2, da 6 a 17;
-Sandman da 8 a 16, 18, 19, 20.

Da aprile, saranno disponibili:
-Superman: Terra Uno vol. 1;
-Batman: Detective Comics 1 (di 2);
-Sandman Absolute vol. 1;
-Batwoman;

Da maggio:
-Superman e l'Anello Nero 1 (di 2);
-Batman: Cos'è Successo al Cavaliere Oscuro;
-Northlanders vol. 1;
-All-Star Superman;
-Hellblazer (mensile cronologico) 1 e 2.

Vi terremo aggiornati su ulteriori novità.

sabato 9 marzo 2013

Planeta: Lion "fa tornare" gli arretrati



La notizia è apparsa sabato sul miglior blog di news fumettistiche della rete: qui.

Tutto era iniziato il 29 novembre 2011.

"ALASTOR s.r.l.
Gentile Cliente, Con la presente comunichiamo che l’Editorial Planeta, con decisione unilaterale, ha imposto ad Alastor la sospensione delle attività di distribuzione del proprio materiale nel periodo restante della sua gestione, dicembre 2011. Non appena avremo ulteriori informazioni sarà nostra cura darvene comunicazione.
Alastor srl L’ufficio commerciale"
Il tutto lascio sgomento l'intero ambiente.
La situazione sembrare recuperabile, anzi no, anzi si. Anzi bo.
Mi ricordava un vecchio video di Gipi, in cui l'autore paragonava le scelte politiche di Fini all'incapacità di riconoscere la Nutella rispetto a qualcos'altro...

Così il Natale 2011 - nero, tra l'altro - passa senza le uscite DC/Planeta, che arriveranno nel gennaio 2012, a chiudere idealmente la gestione dell'editore spagnolo, insieme alle prime di RW/Lion, nuovo licenziatario italiano. Curiosità: anche quest'anno è successa la stessa cosa: gran parte delle uscite DC di dicembre, è slittata a gennaio... segno che il Natale, commercialmente parlando, ci fa proprio schifo sfruttarlo, eh?

Torniamo in tema.
In pratica, Planeta aveva litigato col proprio distributore, Alastor e, come nelle migliori tradizioni di partitelle calcistiche di quartiere, si era portata via il pallone. I reali motivi del contendere non si conoscono, ma la trattativa tra editore e distributore (che, tra l'altro, nel frattempo è diventato editore esso stesso e, curiosamente, licenziatario italiano dei diritti DC che proprio Planeta aveva perso...) è andata avanti tutto l'anno. Ne abbiamo parlato a marzo, ricordando anche il diritto di reso parziale, rimasto in sospeso per tutti i librai che si riforniscono da Alastor, mentre ad ottobre avevamo paventato il pericolo che il "blocco" cessasse proprio per Lucca Comics, fortunatamente prendendo una cantonata. Tra l'altro, c'erano due precedenti illustri a sostegno della nostra tesi: gli arretrati Planeta, che in precedenza erano rimasti sbloccati anche nel 2010, per poi riapparire magicamente proprio a Lucca Comics, ed essere SOLO SUCCESSIVAMENTE distribuiti nelle librerie, e prima ancora la Play Press, precedente licenziataria DC, che a Lucca 2006 svendette il proprio intero catalogo (50% per i volumi e 50 cent per i periodici!), con tantissimo materiale che le fumetterie non riuscivano ad avere da mesi...

Tornando ad oggi: lunedì 4 marzo, LION ha annunciato ufficialmente l'acquisizione del catalogo di Planeta De Agostini. Bella notizia, bellissima. Come abbiamo, però, già detto, quella che manca è la comunicazione ai librai, che ad oggi non sanno ancora COME, QUANDO, COSA e A CHE CONDIZIONI potranno avere il materiale.


Sintetizza bene anche il nostro pensiero, il collega Max di Lecce, proprio sulla bacheca FB di Lion: "Ho decine di clienti in chat che mi chiedono informazioni su Lion e il catalogo planeta de agostini. Forse non ve lo ha mai detto nessuno, ma dovreste prendere in considerazione l'idea di informare i librai non dico PRIMA dei clienti dei librai (questo avvicinerebbe il settore ai settori commerciali dove si vendono cose), ma magari, almeno contemporaneamente (così ci avvicineremmo almeno al livello fanzinari, e sarebbe un successone). Penso che questo possa farli snervare meno, meno brutte figure (che tanto certamete i librai rigireranno a chi emette i comunicati) e qualche possibilità di vendita." 

Possibile che una comunicazione "b2b" parallela a quella al pubblico generico sia proprio inattuabile? I librai continuano ad essere considerati alla stregua dei consumatori finali, mai e poi mai partner commerciali, ed ogni occasione per giungere a conclusioni contrarie viene miseramente sprecata. Peccato.

giovedì 7 marzo 2013

Mantova Comics fa OTTO!

Da domani 8 marzo (tarda mattinata) e fino a domenica 10, saremo a Mantova Comics.
Manifestazione sempre bella ed interessante, che non ci ha dato mai soddisfazioni economiche altissime, anzi spesso altalenanti, ma che ogni anno ci impegniamo a fare, tagliando spese e costi inutili, notti d'albergo (in cambio di levatacce assurde), pur di esserci.
Perché?
Perché ci piace lo spirito dell'organizzazione, sempre vigile ed attenta - come pochi altri - alle esigenze di tutti, espositori compresi, perché gli autori presenti sono sempre stati molti, e spesso con nomi grandiosi di spicco, perché ci siamo sempre e dall'inizio, ovvero dal maggio 2006, quando ci collocarono tra gli ultimissimi stand, in mezzo al nulla... sempre meglio di quando ci misero, un paio di anni dopo, davanti al palco di Ligabue, che presentava il "suo" fumetto insieme ai veri autori, Casali e Cammo: un delirio di folla! E quando pubblicarono la nostra iniziativa della vendita dei fumetti a peso su un giornale locale... E c'eravamo anche l'anno che... non potevi uscire senza rifare il biglietto, con somma gioia del bar all'interno: per fortuna, dalla successiva edizione cambiarono rotta...
Non mancavamo anche quando - rappresentando le fumetterie e l'Associazione Fumetterie (AFUI) - ad una bella conferenza sul futuro del fumetto e la distribuzione, inutile come tutte le conferenze, ci fu la possibilità di (e l'onore) di parlare a fianco di Sergio Bonelli...

Qui sotto una gallery di Antani Comics a Mantova nel corso degli anni.
Ci vediamo nella Pianura Padana, tra nebbia, fumetti e - speriamo - almeno un po' di sole.







martedì 5 marzo 2013

Editori Creativi #10 E' più facile seguire Cassano...



Facendo un parallelo, è più facile seguire Cassano, tra calciomercato e... cassanate, che i cambi di distributore degli editori italiani.

Negli ultimi mesi abbiamo parlato solo di Kappalab (Kappa, Ronin, ora Kappalab: l'unico editore che ha più "etichette" che uscite), che sembrava essere con Alastor, ma era pubblicizzato anche da Star Shop.
Anzi, no: è certo, Kappa E' con Alastor.
Ma allora perché Kappalab appare pure sull'ultimo Première (catalogo di Meli Comics), che non reclamizza - notoriamente - che i propri esclusivisti? Forse il colosso della distribuzione libraria ha iniziato ad imbarcare anche editori per i quali si comporta da grossista?
Inoltre: che ci fa Black Velvet, sempre su Première 14? Non è in esclusiva con Alastor, visto che è su Mega 188... no, un attimo, non c'è più... ma non era neanche sul nr. 187...
Quindi: Black Velvet - diamo noi la notizia, visto che né il sito ufficiale dell'editore, né quello Alastor, né una ricerchina da Google, ci portano a conclusioni diverse, passa da Alastor a Messaggerie Libri in esclusiva.
E Vittorio Pavesio Editore è sparito da Premiere! Dove è? "Vittorio, ci seiiiiiiiii???".
Altro metodo per trovarlo non lo conosciamo, in quest'ambiente...

Continuiamo: perché Huckleberry Finn della Coconino (di Mattotti, mica l'ultimo degli esordienti!), uscito a Lucca e regolarmente distribuito, non è andato su Premiere, ma solo su Mega?
I più informati diranno: "quel volume non era Coconino, ma Orecchio Acerbo!".
Ok, fermo restando che resta da chiarire chi siano questi ultimi... perché allora era pubblicizzato da una newsletter Coconino come novità Lucchese, senza citare, appunto, Orecchio Acerbo?
E perché, allora... visto che quest'ultimo è su Première, non c'è anche Huckleberry Finn di Mattotti?
Delle due l'una: o Coconino e/o Orecchio Acerbo sono distribuiti da Meli, e quindi quest'ultimo avrebbe dovuto presentarli, raccogliere gli ordini ed evaderli, oppure no.
Però, visto che il volume è effettivamente uscito, qualcosa nel sistema non ha funzionato...

Nota a margine: dopo la fusione tra GP Previews e Direct, finalmente tocca anche a Première unirsi al catalogone BD/JPOP/GP. Ottimo: speriamo anche in una bella rinfrescata grafica e risistemazione dei contenuti (non si possono vedere 3 cataloghi in uno, con Première "flip", e 3 numerazioni diverse), anche perché in questo momento di sbando, è BD che sta trainando tutta la baracca Meli...
Sbando che si vede anche da questo: il nuovo Direct contiene, appunto, Direct nr. 10, GP Previews 25 e... Première 14. Ma l'ultimo Première uscito era l'11, o sbaglio?
Il 12 ed il 13? Forse in uno di questi era annunciato l'Huckleberry Finn di Mattotti...


Più che polemiche sterili e senza scopo, come molti le riterranno, credo sarebbe utile al libraio sapere da quale distributore o grossista può ordinare determinati prodotti. O, no?
Non tanto alle condizioni migliori (ormai a quelle ci abbiamo rinunciato), ma almeno per averli.
Almeno prima che l'editore lamenti la solita scarsa considerazione da parte delle fumetterie sul proprio sito/blog/profilo social...

sabato 2 marzo 2013

FCBD: Quando i fumetti sono gratis




Il Free Comic Book Day (FCBD) è una americanata.
In sintesi: il primo sabato di maggio, le fumetterie regalano ai clienti decine di titoli realizzati appositamente dagli editori, praticamente tutti, a partire dai "big", e venduti ai negozi a prezzo "politico". Specifico che gli albi contengono generalmente storie inedite, talvolta presentando nuovi personaggi o particolari cicli narrativi, e quindi sono anche di una certa importanza.
Negli USA, il FCBD è un evento.
Qui il sito ufficiale.

L'evento italiano (qui il sito italiano che non viene aggiornato da due anni), spinto da Italy Comics, e puntualmente ignorato dai grandi editori, per anni è andato avanti quasi esclusivamente grazie alle forze di Paolo Accolti Gil, e col supporto di pochissimi editori. Anzi: questi ultimi, spesso, hanno preferito concentrare i loro sforzi in altri periodi dell'anno, magari in qualche grossa fiera toscana, piuttosto che provare a far decollare l'evento FCBD.
E dire che, alla fine, il tutto stava decollando: al terzo anno era arrivato a contare una trentina di fumetterie (il 15% del mercato italiano: non male per un evento - ripetiamolo che giova - ignorato da gran parte degli editori e dei distributori).

Ne abbiamo accennato qui e qui.
Antani Comics ha partecipato negli anni 2007, 2008 e 2009 (nei link foto e resoconto).
E, negli anni, abbiamo ospitato autori, investito soldi in pubblicità, regalato centinaia di kg di fumetti...

Che dire?
Perché il FCBD non si fa più? Perché non è cresciuto abbastanza?
Non si fa perché gli editori grandi non lo spingono: la paura di favorire un concorrente, facendo conoscere l'esistenza ANCHE dei suoi fumetti, nel momento in cui si investe per spingere i propri, è troppo forte. Della serie: meglio rischiare di morire tutti, che salvarci tutti, con uno sforzo (anche) MIO.
Questa, da parte mia, è un po' più di una supposizione. Anche perché spiegazioni migliori non ce ne sono.
Gli editori piccoli, di conseguenza, non aderiscono, perché non vedono la spinta dei grandi, ma neanche di un gruppo folto di colleghi "minori". Le fumetterie, continuando il rapporto causa-effetto, non vedono interesse a farlo, anche se sono state spesso loro a spingerlo a livello locale.
Negli USA è nato dal basso, ma è ormai oltre un decennio che si ripete.
Del resto, in quel mercato, sanno cosa sia la promozione...



Per finire in bellezza, abbiamo contattato una decina di editori medio/grandi per far loro tre domande:
1-Sai che in italia, per anni, è stato organizzato un FCBD. Pensi sia una iniziativa utile?
2-Perché non avete partecipato?
3-Cosa pensi che non abbia funzionato nelle precedenti iniziative?

Ci hanno risposto BAO e PANINI COMICS, che ringraziamo.
Gli altri non erano evidentemente interessati.

Michele Foschini, BAO PUBLISHING
1-Lo so, e sì, la trovo un’iniziativa utile, a patto di spendere un po’ di tempo e denaro in promozione pubblicitaria a livello locale. Quella dev’essere qualcosa di cui si occupano i punti vendita, però, e non sempre è stata fatta.
2-Il primo anno di BAO non avevamo nulla di adatto. In seguito ci siamo trovati nel dilemma: regaliamo qualcosa di cui abbiamo molte copie perché si è venduto poco (quindi qualcosa che, probabilmente, era poco attraente per il pubblico, quindi inutile ai fini promozionali) o ci sveniamo regalando qualcosa che ha un alto gradimento ma, per noi, un costo alto di produzione? Se l’iniziativa avesse maggiore risonanza a livello nazionale, saremmo disposti a fare una tiratura ad hoc di un titolo adatto quel contesto.
3-Semplicemente il fatto che a sapere che esistevano erano soltanto persone che in fumetteria ci vanno già.

Alex Bertani, PANINI COMICS
1-Si, lo so. Tutto ciò che si propone di diffondere e far conoscere il fumetto è utile, a prescindere.
2-L’ultima volta ci abbiamo riflettuto molto, volevamo partecipare. Avevamo già anche una lista di albi “papabili”. Panini Comics  è sempre molto attiva nella promozione (Impact, Conferenze, Convention e tutte le mille promo che organizziamo mensilmente) alla fine, anche se a malincuore, valutammo di concentrare i nostri sforzi in altri eventi e altre modalità. Il tempo a disposizione è spesso la nostra variabile critica. Tra lavorazioni editoriali, approvazioni, produzione degli albi, ecc... partecipare significa comunque un discreto impegno e in certi casi devi decidere, non sempre puoi fare tutto quello che vorresti.
3-Non so bene, non ho ricevuto ritorni diretti. Probabile che la defezione di qualche editore di peso abbia tolto un po’ di visibilità e impatto all’iniziativa, in compenso chi ha partecipato, avrà sicuramente avuto più spazio e ritorni.

mercoledì 27 febbraio 2013

AVX: il crossover definitivo?



Avx è brutto, togliamoci il sassolino dalla scarpa subito.
Al momento in cui ne abbiamo letti cinque su sette (contando lo zero), possiamo dirlo.
Brutto come idea di base, brutto come realizzazione.
Disegni non all'altezza, almeno all'inizio, con un John Romita Jr che continua la sua involuzione, ma poi almeno in netto miglioramento. Edizione ben curata da Panini Comics, che sa come creare hype su un evento, con interviste, interventi, note ben fatte e una edizione di buon valore.
Ma la saga è brutta in sé.

Ecco i perché ed i percome.

Un po' di storia.
I crossover Marvel, sospesi per alcuni anni a cavallo del duemila, sono tornati ad essere di moda dal periodo Vendicatori Divisi/House of M. Di buon livello entrambi, un po' scarsine le storie collegate, sono serviti per rilanciare l'immagine dei Vendicatori (pardon... AVENGERS!), molto appannata dagli anni e da gestioni cervellotiche. Operazione riuscita, e per anni il titolo New Avengers (uno solo all'epoca... rimpiangiamo tutti quel periodo) è uno dei più interessanti dell'intero panorama supereroistico.
E si arriva a Civil War: bello per chi ama le scazzottate, buonissima l'idea di fondo (Iron Man, la responsabilità degli eroi, la necessità di sottoporre i superumani alla legge, contro Capitan America, paladino della libertà e delle libertà individuali). La realizzazione, però, è scarsa: la miniserie e noiosa, dopo una prima occhiata, e tutto l'evento in se risulta macchinoso e inferiore alle aspettative.
Le cose migliorano con L'Iniziativa, ma non di molto: Iron Man è ora capo dello Shield e delle forze di difesa del mondo libero, ed organizza CINQUANTA gruppi di Vendicatori, uno per ogni stato.
Brutto World War Hulk, un po' meglio Secret Invasion: ma sono due le impressioni che se ne traggono. La prima, positiva, perché si capisce che Bendis e compagnia hanno in mano una bussola e sanno dove andare, anche se la rotta può non piacere. La seconda, negativa, che i personaggi siano sfruttati per dire e fare cose al di là della loro indole, e spesso in contrasto con la loro caratterizzazione.
Il tutto poi, con una sensasione, massimizzata da Secret Invasion: ovvero che, a volte, basti leggere il primo e l'ultimo numero della miniserie principale per capire tutto, saltando i numeri centrali che sono inutili.
Una sferzata decisa è il crossover "non crossover" Dark Reign: Norman Osborn va al potere, il "male vince" (come diceva lo slogan di Crisi Finale di Morrison) e assistiamo agli eroi in ginocchio. Braccati, impotenti.
Assedio è forse il crossover più riuscito degli anni recenti: testi sempre di Bendis, disegni dell'ottimo Coipel, uno dei talenti più interessanti dell'ultimo decennio. La distruzione di Asgard, appena ricostruita (dopo il Ragnarock) dal redivivo Thor, porta la firma di Norman Osborn, leader incontrastato del mondo libero e dei suoi nuovi eroi, che in realtà sono in massima parte criminali "redenti" o sotto copertura. Soprattutto: è corto, solo quattro numeri. Il Dark Reign che finisce, e lo scontro con i "buoni": il ritorno di Capitan America, di Thor appunto, e dei veri Vendicatori. Da questo scaturisce L'Età degli Eroi: tre serie di Vendicatori (team principale, "Segreti" e "Nuovi"), una scuola per giovani (Vendicatori Accademia), spalmate su tre, poi quattro, testate italiane: Thor, Iron Man e Capitan America.
Tra l'altro, una gestione un po' confusionaria di Panini Comics, che non esita, come sempre nella sua storia, a spostare comprimari, e - abitudine recente - a cambiare titoli: "Capitan America" diventa "Capitan America e i Vendicatori Segreti", poi "Capitan America e Secret Avengers", quando l'editore si accorge, tre mesi dopo il film AVENGERS, che chiamare gli "Eroi più Potenti della Terra" "Vendicatori" è obsoleto, e reinventa tutte le testate italiane. Figuratevi, per fare un esempio limite, che la serie di IRON MAN, in poco più di quattro anni di vita, ha cambiato cinque titoli: partita come "Iron Man e i Potenti Vendicatori" all'epoca de L'Iniziativa, è poi diventata "Iron Man e gli Oscuri Vendicatori", quando durante il Dark Reign, Norman Osborn diventa Iron Patriot e fonda i suoi Dark Avengers, per poi diventare "Iron Man e i Vendicatori" durante l'Età degli Eroi, quindi dopo un attimo di incertezza (senza i "veri" Avengers migrati sulla nuova ed omonima testata), in cui sembra voler diventare "Iron Man e Avengers: Academy" (serie tornata su Iron Man dopo un periodo di vacanza in volumetti autoconclusivi, si stabilizza (per ora) in "Iron Man e gli Avengers"). Certo: immutabilità no, ma se Tex esiste da sessantacinque anni, e negli ultimi venti ha mantenuto una continuità grafica, una stabilità di impaginazione, di stile editoriale e corollari vari, ed è il più venduto in Italia, un motivo ci sarà...
E si arriva a Fear Itself. Dopo tanti crossover sbagliati, ma con la speranza derivante dal buon esito di Assedio. I primi numeri funzionano, la storia ha ritmo, i disegni di Immonen sono perfetti.
Ma poi si iniziano a perdere colpi; soprattutto, il risultato del crossover, i cambiamenti provocati, vengono vanificati nel giro di pochi mesi.

E qui una parentesi.
Per anni la Marvel non ha fatto crossover, dopo il bruttino (sono generoso) Maximum Security. Poi, questi eventi sono tornati di moda. A fronte di una DC che, negli ultimi dieci anni ha avuto, essenzialmente, Crisi Infinita, Crisi Finale e La Notte più Profonda, da House of M in poi, la Marvel ha iniziato a macinare eventi su eventi. Per qualche mese si preparava il terreno, poi partiva il tutto, quindi c'erano le conseguenze, che ponevano le basi per il successivo crossover. All'inizio, la gente, affamata di questi megaeventi, ci si buttava a capofitto: quattro o cinque anni fa, avevo moltissimi clienti - percentualmente - che mi dicevano tenere da parte per loro non solo la miniserie, quanto tutti gli speciali ed i numeri singoli delle serie collegate: un ottimo risultato. Ma il calo della qualità, l'abitudine di coinvolgere le serie italiane, pubblicando magari un solo episodio collegato su tre presenti sulla testata, e di fatto "annacquando" il tutto, ha stancato e sfiduciato il pubblico, che avrebbe, si, voluto LEGGERE tutto, ma non esser costretto a SEGUIRE tutto, anche cose che non gli interessavano.
Da qui la disaffezione.
E da qui la delusione per AVX.

S P O I L E R (per chi non ha ancora letto i primi tre capitoli di AVX).

Perché AVX non ha senso.
Non ha senso far scontrare Avengers ed X-Men: ricorda le fazioni di Civil War.
Non ha senso "superpotenziare" alcuni X-Men, e far loro prendere le redini del mondo: ricorda Squadron Supreme, per alcuni versi Watchmen, sicuramente, Authority. Tutto già visto, già letto. E chi lo ha fatto, ha spesso fallito.
Perché Alan Moore, a fine anni ottanta, ci ha dimostrato come vinca solo, alla fine, il supereroe/dio "non interventista": su Swamp Thing, giunto alla fine della sua gestione, il protagonista si chiede se mischiarsi agli affari degli uomini, salvare il mondo e l'ambiente, impedirebbe agli umani, un domani, di avvelenarli di nuovo. La risposta è no. Sostituirebbe solo un problema con un "tutor": affiderebbe l'uomo e la sua sopravvivenza a un "sovrano illuminato", quindi ad una dittatura - perché alla fine di questo si parla - che non può risolvere definitivamente i grandi quesiti. Ma, sicuramente, facendo sparire le libertà individuali, limitando l'azione del singolo individuo, impedirebbe la maturità sociale, la crescita individuale che è il fine ultimo di ogni utopia. Ecco perché sbagliano Ciclope e gli X-Men, ed ecco perché questo fumetto è inutile: argomenti già sviscerati, tutto già visto.
E questo vale anche per la Marvel. Negli anni novanta, il grandioso Peter David, mise il suo Incredibile (davvero!) Hulk di fronte ad un dilemma etico. Una sua ex "spalla", Jim Wilson (tra l'altro, nipote di Sam Wilson, alias Falcon) torna in scena dopo oltre dieci anni, ed ha l'AIDS. Quando sta per morire, Hulk lo porta con se al Monte, sede del Pantheon, la società segreta di cui è momentaneamente a capo il gigante verde (è una luuunga storia). Obiettivo: usare le risorse segrete ed ipertecnologiche della suo gruppo per aiutare l'amico.
Sul più bello, Sam Wilson chiede ad Hulk di salvarlo con una trasfusione di sangue: le radiazioni contenute in esso, avrebbero potuto, in teoria, aggredire il virus dell'AIDS e distruggerlo. Ma l'alter ego di Banner rifiuta: ufficialmente perché le conseguenze sarebbero potute essere imprevedibili, ma in realtà il messaggio di Peter David è diverso: di fronte a certe cose, i supereroi si fermano, sono "solo un fumetto". Non è precluso loro di spostare pianeti e distruggere imperi galattici, ma nulla possono contro le malattie ed i mali comuni dell'umanità.

(NDR: per chi volesse leggere queste storie - fermo restando che se siete amanti dei super-eroi o del bel fumetto in genere, e non avete letto l'Hulk di Peter David, non avete letto nulla - Devil & Hulk 7 e 27, pubblicati da Marvel Italia nel rispettivamente nel 1994 e nel 1996).

Almeno, leggendo questo crossover, abbiamo la netta sensazione che... "NULLA SARA' COME PRIMA" (si scrive necessariamente maiuscolo).
Almeno per un po'.
Almeno fino al... prossimo crossover. E già sarebbe qualcosa!
E con un Marvel Now dietro il primo angolo, ed un reboot Marvel di cui si vocifera da tempo, dietro il successivo... come non credere a questo slogan?



Volete leggervi dei bei supereroi "classici" scritti e disegnati come si deve? INVINCIBLE, della Image.
Altrimenti, si può sempre ripiegare - ma bisogna avere un bello stomaco - su THE BOYS, che sta uscendo in edizione economica.

venerdì 22 febbraio 2013

TWD 4 esce oggi in fumetteria





Ci è arrivata qualche giorno fa una comunicazione, tramite il distributore esclusivo di Saldapress, Alastor, da parte dell'editore.
Ora la pubblichiamo, con un breve commento finale.

"Buongiorno,
da colloqui intercorsi in questi giorni con il ns. distributore esclusivo per le fumetterie Alastor a riguardo della distribuzione di “The Walking Dead #4 - Un posto sicuro” (cioè, l’edizione a 2,90 euro di TWD) è emersa da entrambe le parti l’esigenza di inviare la presente comunicazione finalizzata a chiarire alla rete di vendita alcuni aspetti della tipologia di prodotto e della sua distribuzione.
Premesso:
• che il prodotto The Walking Dead a 2,90 euro nasce principalmente come prodotto destinato all’edicola (distribuito da PressDi) che, secondariamente, viene distribuito anche in fumetteria (da Alastor);
• che l’uscita mensile in edicola di The Walking Dead è fissata, in accordo con Press.Di al 15 di ogni mese comunichiamo che l’uscita di “The Walking Dead #4 - Un posto sicuro” in edicola è avvenuta in data odierna e che le fumetterie servite da Alastor riceveranno l’albo venerdì 22 febbraio.
Ci è invece impossibile determinare e comunicare quali saranno i tempi di distribuzione degli altri distributori che acquistano il titolo da Alastor per distribuirlo sulla propria rete di vendita.
Date queste necessarie premesse, ci preme ribadire che la contemporaneità di uscita con la fumetteria per questo prodotto è per noi impraticabile. Infatti, dato che Alastor consegna settimanalmente alla rete di vendita delle fumetterie i titoli che distribuisce in esclusiva (tra cui i nostri) il venerdì, va da sé che qualche mese il 15 sarà prima del venerdì e qualche volta dopo. E solo raramente il 15 cadrà di venerdì.
Invii ad hoc inter-settimanali graverebbero sulla logistica del distributore e quindi sui suoi costi.
È comunque importante sottolineare che:
• relativamente al marchio The Walking Dead la rete di vendita delle fumetterie ha da tempo un suo prodotto specifico che è la serie di volumi – di cui il quattordicesimo è di imminente uscita – da 12,50 euro, volumi sempre disponibili grazie alle ristampe. A questo si aggiungono gli speciali (e.g. quello dedicato al personaggio di Michonne), i Compendium, i volumi dedicati alle cover e via dicendo, tutti prodotti che, rispetto all’edicola, la fumetteria ha in esclusiva (non rispetto ad altri canali tipo le
librerie da varia – che comunque, vale la pena di sottolinearlo, li ricevono solo mesi dopo – e le librerie online);
• la logistica della distribuzione in edicola è tale che, fissata al 15 di ogni mese la data di lancio del prodotto, molte località italiane ricevono le loro copie solo 2/3 gg. dopo quella data, fino ad arrivare per alcune località ad un’uscita fino a 10 gg dopo la data di lancio. Questo significa che, volendo parlare di un presunto svantaggio della fumetteria rispetto all’edicola relativamente a questo prodotto – che, lo ripetiamo, nasce principalmente come prodotto destinato all’edicola – va considerato che in alcuni
casi avviene l’esatto contrario;
• l’edicola non può decidere quante copie del prodotto ricevere e quindi vendere: questo lo decide il distributore in base alla tiratura consegnatagli dall’editore e che ripartisce sul territorio italiano  rispettando un piano di distribuzione regionale concordato con l’editore stesso. La fumetteria può invece ordinare e ricevere da Alastor tutte le copie di cui ha bisogno per soddisfare le richieste della propria clientela;
• l’esposizione e la vendita del prodotto in edicola dura 30 giorni, senza possibilità per le edicole di riordinare gli arretrati della serie una volta trascorso quel periodo. La fumetteria può invece virtualmente vendere il prodotto all’infinito (= finché non sarà esaurito presso l’editore) con la possibilità quindi di soddisfare ogni richiesta di arretrati da parte della propria clientela.
Ringraziando Alastor per la collaborazione a inviare alle fumetterie la presente comunicazione e restando a disposizione per qualsiasi tipo di chiarimento, porgo a tutti i miei più cordiali saluti."


Evidentemente, non siamo solo noi ad essere perplessi per questa news. Qui ne parla un collega di Torino, qui l'amico Max di Lecce.
Da parte nostra non ci permettiamo di entrare nel merito delle scelte commerciali di un editore, almeno finché queste non vanno a discapito del nostro lavoro.
Perché alcune cose, francamente, non le capiamo, anche se va sottolineata la buona volontà dell'editore di metterci la faccia e di rispondere alle critiche apparse su Facebook.

In sintesi:
-perché l'editore non può anticipare la stampa, ed inviare al distributore da fumetteria qualche giorno prima, in modo da poter avere una uscita in contemporanea?
-perché, se l'uscita è il 15 del mese, e presumibilmente il distributore da edicola aveva il materiale un paio di giorni prima, quello da fumetteria non è riuscito a lavorarlo negli stessi tempi? Oltretutto, visto che Alastor dava il 4 in uscita il 15 febbraio, per farlo poi slittare al 22...
-perché questo comunicato arriva SOLO al numero quattro? Se alcune fumetterie (leggi: rompiscatole) non avessero chiesto insistentemente spiegazioni, sarebbe mai arrivato?

Si, le fumetterie avranno pure tutti gli arretrati, i volumi e i compendium.
Ma va detto che, in ogni caso, le vendite della novità PERSE a favore dell'edicola, non si recuperano, soprattutto considerando che i TP da fumetteria costano, proporzionalmente, il TRIPLO dell'edizione economica, ed hanno il solo vantaggio di essere appena più grandi, non il colore o la cartonatura, o il particolare pregio.
Oltretutto, il discorso di fondo, è anche di principio.
Forse aveva ragione qualche collega a dire, qualche mese fa, che un editore piccolo ha difficoltà a reggere il ritmo dell'edicola: e ne fanno le spese, ancora una volta, le fumetterie.

mercoledì 20 febbraio 2013

Due week-end di fumetto, a Terni

Maurizio Rosenzweig (a sinistra) e Matteo Scalera (a destra).
Poi non dite che non vi abbiamo avvisato...


Organizzare cose a Terni non è mai facile.
Specialmente se se si tratta di "roba culturale" o pseudotale...
Ma noi siamo cocciuti, e da anni ci proviamo. Prima con Fumetterni, poi con un corso di fumetto tenutosi nella primavera del 2011. Ora con un week end "intensivo" per chi i fumetti vuole assolutamente disegnarli, e non è del tutto digiuno.
I punti fondamentali:
-gli insegnanti: MAURIZIO ROSENZWEIG e MATTEO SCALERA;
-date/orari (questi ultimi indicativi): venerdì 22 marzo ore 20 circa; sabato 23 marzo ore 14 circa;
-abilità/caratteristiche richieste: non è un corso base, serve saper disegnare;
-età minima: 18 anni.

Si parlerà di linguaggio e valore temporale delle “unità narrative”, delle vignette, del il peso della closure nella narrazione; di storyboard e le linee dinamiche. Ci saranno spazi dedicati al disegno, ovvero realizzare una semplice pagina di storyboard, una semplice sequenza, ma che contenga tutti gli elementi necessari per raccontare spazio, tempo e movimento all’interno della tavola.

NB: stiamo cercando di organizzare anche un corso, simile come orari, ma più orientato alla "base" del disegno, per i più giovani. Se siete interessati, contattateci.

Per prenotazioni, richieste, domande, costi, interrogativi o quant'altro: info@antaninet.it, 0744.471523

Entrambi i corsi si effettueranno, se riusciremo ad avere un minimo di prenotazioni entro e non oltre lunedì 25 febbraio, presso la libreria del fumetto Antani Comics, in via Armellini 6, Terni.

Non sottovalutate questa opportunità.
Grazie.

Un momento del corso di fumetto del 2011

martedì 19 febbraio 2013

DK come Diabolik (2) - intervista a Mario Gomboli



Qui abbiamo intervistato Giuseppe Palumbo in merito al "nuovo" Diabolik.

Partiamo dall'intervista a Palumbo: è esatto quanto c'è scritto?
Sì. Impeccabile. Aggiungo che, dopo averlo letto, mi sono reso conto di quanto Tito, Giuseppe ed io abbiamo condiviso l’entusiasmo per l’”operazione DK”

Ci sono altre informazioni che possiamo aggiungere?
Come detto e scritto, il volume DK presentato a Lucca era, appunto, un Work in Progress. E non solo perché mostrava le varie fasi di lavorazione del progetto, ma anche e soprattutto perché quel progetto NON era definito e definitivo ma passibile di ritocchi, variazioni, aggiunte e/o tagli. Chi vorrà divertirsi a confrontare la versione definitiva (quella che apparirà nella collana Il Grande Diabolik a fine aprile, Ndr) con quel volume avrà non poche sorprese. A cominciare dalla fine, dal mio soggetto dell’ultimo capitolo, riscritto quasi integralmente.

Si è parlato molto di questo progetto: quanto ci ha investito l'Astorina, e cosa spera di ottenerne, in termini editoriali?
Una nuova serie? Uno "svecchiamento" del personaggio?
La serie regolare continuerà imperterrita la sua strada, che ci auguriamo ancora lunga e di successo come quella percorsa per cinquant’anni. I fan siano quindi tranquilli: non esiste motivo per cambiare linea. Ma, detto questo, abbiamo visto la possibilità di una nuova linea per il personaggio, parallela e non antagonista della storica. DK è ”altro” da Diabolik, ma non nasconde le sue origini, la sua ispirazione. E’ rivolto (anche: sembra che affascini “anche” molti lettori tradizionalisti) a un pubblico nuovo, internazionale, abituato a fumetti più vicini a film e telefilm del terzo millennio. Azione ininterrotta, colore, impaginazione libera sono le caratteristiche che immediatamente permettono di distinguere DK da Diabolik. Leggendolo, poi, si scoprono ben più significative differenze narrative. Al pubblico l’ardua sentenza, ovviamente, ma noi ci crediamo al punto di aver dedicato a DK ogni ritaglio di tempo degli ultimi due anni .

Attualmente, è esatto dire che Diabolik è stabile delle vendite, o sta risentendo della crisi?
E’ più corretto dire che la testata Diabolik risente della crisi meno di molte altre. Ma la crisi un poco c’è, innegabile, anche per il Re del Terrore. Invece il “personaggio Diabolik” , il “brand Diabolik” (come quello emergente di Eva Kant, non dimentichiamola!) ha da anni un indiscutibile successo in tutti i campi, dal merchandising alla pubblicità. E anche questo ci fa ben sperare nel futuro.



Si è molto parlato di un telefilm, una nuova produzione internazionale, su Diabolik.
Cosa si può dire di più?
Nulla, per ora. Sky sta “costruendo” il gruppo di coproduttori (come si può dedurre dalla qualità del trailer, l’impresa è economicamente molto impegnativa) e, contemporaneamente, organizzando lo staff degli autori, con il quale collaborerò a tutela per personaggio.

In percentuale, quanto pensate che il lettore di Diabolik sia fedele, o da "mordi e fuggi"?
A quanto abbiamo potuto verificare, lo “zoccolo duro” dei lettori affezionati (quelli che non si perdono un numero) supera il 70% del totale.  Ma anche il rimanente 30% non è propriamente “saltuario”, poiché pare compri almeno un albo su tre.  Per quanto riguarda i lettori “portoghesi”, ovvero quelli che si fanno prestare – gratuitamente - l’albo da chi l’ha comprato... Secondo una ricerca USPI dovrebbero essere due per copia venduta. Ma nel caso di Diabolik penso siano meno perché, come dicevo, la maggior parte dei nostri affezionati non molla la propria copia neppure sotto minaccia di un pugnale affilato.


Grazie per le risposte!

domenica 17 febbraio 2013

L'Italia Antani?


Tutto inizia quando ci segnalano questo.


Ce lo danno per vero, noi da buoni supercazzolari controlliamo.
E' un fake: ma solo il fatto che qualcuno - noi inclusi - possa pensare che sia originale, da la misura della politica italiana attuale...

Il nostro programma di Governo?

-Abolizione dell'IMU. Anzi: di tutte le tasse, già che ci siamo! E, visto che siamo seri e precisi, parliamo anche di copertura: dove li troviamo i soldi? Ma dall'evasione! E dall'eliminazione di tutti i parlamentari, anzi proprio del Parlamento. Le decisioni, le leggi e tutti i provvedimenti verranno approvati o meno in base alle risposte casuali di un'applicazione per smartphone che stiamo realizzando;

-tutti i libri ed i fumetti dovranno avere le scritte in costoletta orientate verso un unico senso di lettura: basta movimenti del collo a destra e sinistra, "basculando" di qua e di là come scemi per leggere i titoli. In alcuni casi, anche LO STESSO editore, ha titoli orientati da due lati diversi...

-Tassa sull'idiozia.
Chi è idiota e viene sorpreso in tali atteggiamenti, paga da uno a dieci euro, in proporzione.
Ci risaniamo il debito pubblico in un anno al massimo...

Ci vediamo dentro le urne...
(Elettorali, eh!)


Un grazie a Marco "ABART" Bernelli per l'ideazione del "banner elettorale".

venerdì 15 febbraio 2013

JPOP: una promo intelligente

Ci giunge una interessante mail.



Promozione marzo 2013: Hanimero e Me and My Witch

Caro Libraio,

non senza orgoglio, a marzo lanceremo i numeri 1 di due importanti serie Shueisha, una delle maggiori case editrici del Sol Levante. Per permetterti di conoscerli, e per farli conoscere ai tuoi clienti, abbiamo deciso di coinvolgerti in una promozione su tutti e 3 i volumi di Hanimero e sui primi due di Me and My Witch, combinando sconti extra e possibilità di reso totale se aderisci alla nostra proposta d'acquisto.

La promozione sarà supportata da una campagna web e da un ampio spazio sul numero di Direct in uscita a fine mese, dove sarà pubblicato l'elenco di tutte le fumetterie aderenti alle promozioni J-Pop e saranno inseriti due tagliandi con un buono sconto del 20% per Hanimero 1 e Me and My Witch 1, validi solo per il mese di marzo. Il buono sconto sarà disponibile anche on-line per la community facebook di J-Pop, insieme a una mappa delle librerie coinvolte. Aderendo alla promozione, ti chiediamo di riconoscere lo sconto a tutti i clienti che si presentano in negozio con il buono.

Grazie e buon lavoro!

Lo staff di J-Pop

Scadenza promozione lunedì 18/02/2013.


Finalmente una promo intelligente. E semplice.
Negli ultimi due anni, generalmente, i manga si "spingono" in questo modo:
-prezzo di lancio (da 1 a 1,90 euro);
-possibilità di reso totale del numero uno.
Nel 99% dei casi, le due cose non si sovrappongono: ma nessuno pretende sia il "prezzone" che il reso...
Il problema di fondo, però, è questo (da qualche parte ne abbiamo già parlato): è vero che il prezzo basso aiuta e tendenzialmente spinge il cliente a comprare il prodotto, ed è altrettanto vero che il reso spinge la fumetteria a provarci.
Ma il numero uno, non basta.
Perché, quando esce, occorrono un paio di settimane per far capire al venditore le potenzialità della serie, spesso non basta leggere il fumetto (quanti numeri uno vendutissimi hanno generato pochissime richieste per i successivi? Sicuramente non pochi...) e, per come funziona il sistema distributivo in Italia, quando il negozio ha "inquadrato" il bacino d'utenza di tale prodotto, ha già prenotato almeno i numeri due e tre, se non anche il quattro.
Questo, ovviamente, per via del fatto che gli ordini vengono fatti con ALMENO due mesi di anticipo rispetto alla data - presunta - di uscita.
Quindi: o il negoziante rischia prenota un tot copie in più del necessario, o si mantiene prudente.
Nel primo caso, rischia di "ingolfarsi" di invenduti, e non è raro, viste le tantissime serie manga che escono ogni mese, le tante promo, e la bassa qualità media dei prodotti; nel secondo, rischia di lanciare un qualcosa di valido, spingendolo, per poi non avere in tempo copie sufficienti per soddisfare la domanda.
Un altro caso in cui il reso servirebbe, insomma...

Da qui, i complimenti per l'idea di JPOP: semplice, come tutte quelle buone, e che sicuramente permetterà una permanenza del prodotto in quantità maggiori e, soprattutto, per tempi più lunghi sugli scaffali dei negozi.
E, di questi tempi, non è esattamente poco...

giovedì 14 febbraio 2013

Momenti di Gloria #10: speciale San Valentino

I grandi momenti regalatici, in fiera ed al negozio, dai nostri clienti!
Qui gli "arretrati"...
Ovviamente, "speciale San Valentino", visto che Terni è la città del patrono dell'amore!



L'amore dei Peanuts
-"Ciao, cercavo L'Amore è passeggiare mano nella mano, di Sccul".
-Io: "Schulz?".
-Lui: "SI, quello".
-Lo cerco nei fantastici siti dei nostri beneamati distributori.
Malauguratamente gli chiedo se ricorda l'editore.
-Lui: "Si, Balducci&Cattaldi".
-Io: "Baldini-Castoldi?"
-Lui: "Boh..."
Evviva Google.

Romanticoni
Gruppo di studenti, probabilmente evasi da scuola.
Non gli do un soldo di fiducia, ma sbaglio: alla fine spenderanno un'ottantina di euro in tre (su sei-sette che erano).
Un tizio, che chiameremo Romeo, si avvicina.
"Devo fa n'regalo a una... legge i manga"
Io: "Che legge?".
Romeo: "Vampir KKKKKKKnait", calcando la "K"... eccheccazzo, se c'è una ragione dovrà esserci, no?
Gli chiedo se legge altro.
Lui: "Ai lov iu bebi, Clannad". Quest'ultimo titolo lo cercherò per tutta la vita.
Compra diverse cose, tra cui invendibili albi extra di "Vampir CCCCCCKKKKnaittt".
Un amico - che chiameremo Cupido - si avvicina, insospettito.
Cupido: "Che t'aaa devi scopà?".
Romeo: "Minimo!".
Cupido: "Beh, allora co cinquanta euro fai prima a trovanne una..."


Due chicche extra San Valentino, ma molto belle...

Cerri
-"Di chi era questo?"
-"Gene Colan".
-"Ah... ma l'ha fatto prima di morire?"


Ieri
Fresca fresca...
-Cliente: "Hai niente di Eleuteri E Serpieri?"
-Io: "Qualcosa in particolare?"
-Cliente: "Mi piacCIONO tantissimo, QUEI DUE!"

martedì 12 febbraio 2013

Tex a Narni: intervista a Stefano Andreucci


Stefano Andreucci, romano di nascita ma narnese di adozione, è un vecchio amico di Antani Comics.
Lo ospitammo nel settembre del 2005, nella prima sede del negozio in piazza dell'Olmo, insieme al collega Mauro Laurenti. Pochi mesi dopo, ottenuto il beneplacito del comune di Narni, avremmo iniziato - insieme ad un piccolo gruppo di persone - ad organizzare la prima Narnia Fumetto.
Stefano, oltre ad essere un grande disegnatore, sicuramente "famoso" meno di quello che merita, perché al contrario di altri non è così presente su internet e nei "salotti online" del fumetto, è stato il realizzatore del logo originario della nostra manifestazione, oltre che di alcune idee artistiche, come quella dei disegni "giganti" per le aste di beneficenza.
Oggi lo intervistiamo, dopo aver letto meravigliati i suoi due Tex (627 e 628 del gennaio e febbraio 2013).

Ti conosciamo per ZAGOR, del quale sei stato uno degli artefici del rilancio negli anni '90 ("L'Esploratore Scomparso" e seguenti), e Dampyr, del quale sei uno dei disegnatori di punta (quattordici albi, tra cui il 100 e, caso rarissimo, una quadrilogia, compreso il primo speciale). Ora, dopo un almanacco di dieci anni fa, Tex. E' un punto di arrivo? 
Un po' si. Nel senso che il mio primo Tex l'ho disegnato nel 1978, a sedici anni. Frequentavo il IV Liceo Artistico di Roma (divenuto poi "Alessandro Caravillani") e, con l'appoggio di un professore di larghe vedute, realizzai un breve racconto che vedeva protagonisti Tex e Carson. Che è poi divenuto un "corto animato" con tanto di cavalleria dei Carabinieri che arrivavano in soccorso dei due rangers. Un po' atipico ma originale, diciamo! Sapevo che prima o poi Tex l'avrei disegnato sul serio e così è stato. In questo senso posso dire che si tratta di un punto d'arrivo. Ma anche un punto di partenza. Ora sono impegnato su più fronti. In questo momento lavoro anche per Guy Delcourt su una storia che appartiene a un progetto ampio. Il mio racconto aprirà le danze alla serie e l'uscita è prevista per Aprile 2014. Dopo c'è di nuovo Tex... e che Tex. Ma per ora non posso dire di più.

Ci parli un po' dei tuoi impegni francesi? 
Sto lavorando per Delcourt a un progetto legato alle "Sette Meraviglie del Mondo", scritto dal bravo Luca Blengino e consistente in sette racconti. Uno per ognuna delle Meraviglie. Il mio, che darà il "via alle danze" ad Aprile 2014, è ambientato nell'antica Grecia e riguarda la gigantesca statua di Zeus, a Olimpia. I giochi olimpici fanno da sfondo a una vicenda umana e a un intreccio misterioso.

Come è iniziata la tua carriera? 
Frequentavo l'Accademia di Belle Arti di Roma, quando lessi di un breve corso di fumetti tenuto in città. Bene, lo frequentai e alla fine dei sei mesi di durata, mi fu proposto di cominciare a lavorare nello studio di Dino Leonetti. Era il 1986. Ho debuttato su "Cioè". Poi ci sono stati "Boy Comic", "Tilt" e "Il Paninaro". Lasciato lo studio di Dino Leonetti, feci una breve collaborazione con "La Fabbrica Delle Immagini" di Silvano Caroti, fino a quando non mi contattò Francesco Coniglio, per il quale ho cominciato a disegnare l'erotico su testate come "Provincia Segreta" e altre di cui non ricordo il nome. Sempre con Coniglio ho lavorato sulle riviste "Mostri" e "Splatter" fino alla loro chiusura. E poi, nel '92, Bonelli. Con Zagor!

Quali sono stati i tuoi riferimenti per Tex? 
Oggi cerco di non lasciarmi influenzare, ma quando nel 2001 ho realizzato "Eroe Per Caso", uscito poi sull'Almanacco del West nel 2003, il mio riferimento maggiore era il disegno pulito ed elegante di Giovanni Ticci (un gran Maestro!). E poi Villa, uno straordinario interprete di Tex. E del western a fumetti.

Cosa leggi oggi?
Sfoglio, vedo chi sono gli autori e, eventualmente, leggo. In ogni caso, le serie che mi piacciono di più sono Dampyr, Zagor e Tex (legami sentimentali!). Ogni tanto leggevo Magico Vento e mi dispiace molto che abbia chiuso i battenti. Anche le nuove uscite, sempre in casa Bonelli, sono interessanti. Mi piace molto la produzione francese anche. E quella americana. Se trovo un volume di Alan Moore, lo leggo di sicuro. Stesso discorso per Neil Gaiman. Insomma, non sono un lettore di genere, perché in ogni genere può esserci qualcosa che mi appassiona.

Cosa è cambiato nel modo di lavorare, dal tuo debutto?
La tecnica. Solo la tecnica, perché l'entusiasmo è sempre lo stesso.

Ci vediamo sabato 16, da Antani Comics!

lunedì 11 febbraio 2013

Il papa si è dimesso!


Qui la notizia.
Sconcerto in tutto il mondo.
Perplessità in Italia, dove l'istituto delle dimissioni è poco praticato e quindi poco noto.
L'ultimo era stato Zoff nel 2000, si narra.

Quali scenari si aprono, ora?
-Forse la più affascinante: Razingher al Quirinale e Napolitano al soglio pontificio?
-Razingher con Bersani e Monti a Palazzo Chigi?
-Al posto di Allegri al Milan?
-Una fusione tra Vaticano e GP Publishing? Sicuramente non farebbe peggio di ora...

Raggiunto da un inviato di LA7, alla domanda su cosa avesse detto il suo entourage dopo l'annuncio, il papa ha risposto: "Dajje!"


venerdì 8 febbraio 2013

Reso. Una piccola piccola idea.

E chi si scorda le mitiche svendite dell'indimenticata Play Press a Lucca Comics 2007? Il materiale degli "Editori per passione" non si trovava, in distribuzione eppure... riapparve magicamente durante la manifestazione toscana: 50% di sconto per i comics DC, 50 cent (!!) per i manga...

Per essere un blog che, nelle sue intenzioni programmatiche, dichiara i librai come "pronti alle rese" (sarebbe anche figo "Dalla parte delle Rese", ma poi qualcuno si offende), abbiamo parlato solo una decina di volte di questo argomento: meno di un post ogni venti.

In particolare, sottolineerei questo, imprescindibile e definitivo "punto" sul problema, oltre a questo su una recente proposta di Alastor, che qualche piccolo risultato può darlo, ma è ancora poco. Troppo poco.
Oggi, volevo solo aggiungere una piccola proposta concreta, tanto per non "criticare e basta", come qualcuno ci ha accusato di fare

Premessa: il reso, a detta dei distributori, non viene fatto perché ha un costo del 10-15% rispetto al prezzo di copertina, troppo oneroso per chi, evidentemente è proprio con margini del genere che lavora.
L'editore non vuol saperne, dice il distributore.
Il distributore non ce lo fa fare, dice l'editore.
Paradossi a parte, il problema è IL COSTO.

Seconda premessa: il mancato reso genera danni al sistema.
Perché? Perché il materiale in eccedenza deve essere smaltito. Ecco allora che la fumetteria lo svenderà: in negozio, in fiera (se le fa), ad altri commercianti (che finiranno per portarlo a qualche manifestazione). Su internet.
Quante offerte assurde - in maggior parte illegali, visto che c'è una legge che regolamenta le scontistiche, ma questo è un altro discorso - avete visto girando per fiere e manifestazioni varie? Per "assurdo", intendo dal 30% in su. Spesso 50%: sconti da perdita secca.
Quindi: la fumetteria che svende è scontenta. E non comprerà più quei titoli, magari "sfiducerà" l'intero catalogo dell'editore.
Il lettore, quello che se l'accaparra, sarà contento. Gli altri non troveranno più quei titoli o, pretendendo di trovare anche i numeri successivi (se è un serie) o materiale simile allo stesso prezzo, rimarranno delusi. Perché il 50% può essere l'eccezione, non una pratica commerciale.
L'editore perderà un cliente, un negozio che non investira, in tutto o in parte, nei suoi prodotti. Quindi: la visibilità che ne consegue, la cattiva pubblicità che il libraio farà ai propri clienti, quando questi gli chiederanno il perché dell'assenza di alcuni albi.
Il distributore perderà comunque le vendite che sarebbero passate attraverso di lui.

Per questo, il sistema è sbagliato: perché porta danno a tutti.
Il reso permetterebbe di riassorbile le copie invendute: e l'editore non può non darlo, proprio per motivi "ideologici", visto che sarebbe come dire che non crede nei propri prodotti. L'unica barriera è quella economica: il "costo del reso". Come superarla?
Il distributore Alastor - come detto sopra - ha aggirato il problema: reso totale, ma sconto basso.
Un po' quello che ha fatto Italy Comics alcuni anni fa: anche qui, con una forte diminuzione del margine del negozio.
Solo che... non ha funzionato: in un sistema in cui, online, trovi tranquillamente un 10-15% di sconto, perdere ulteriori punti ti porta a ridurre drasticamente il tuo utile. Quindi a chiudere.
Allora, perché non vedere il problema da un altro punto di vista?
Il reso "costa" 10-15 punti percentuali al sistema?
E SE LI PAGASSE LA LIBRERIA?
Se la libreria si offrisse di rinunciare al 10% del prezzo di cover, MA SOLO PER QUELLO CHE RENDE?
Così, il costo verrebbe pagato solo su quello effettivamente reso, ed il libraio avrebbe si il suo margine, ma anche un piccolo paracadute, che gli farebbe perdere dei soldi (renderebbe perdendo comunque parte di quanto pagato all'inizio), ma gli permetterebbe di rientrare di parte dell'esborso iniziale, SENZA FARE SVENDITE, che danneggiano il sistema senza che ci sia un effettivo beneficio per nessuno. Anzi, come abbiamo visto, scontentando tutti.

Sarebbe bello, su questo, avere un confronto.